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Napoli, distrutta la statua “Venere di stracci”


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Possiamo dire che sono vere entrambe le cose?

Un'opera d'arte teoricamente non ha bisogno di spiegazioni MA conoscere il "dietro le quinte" della stessa aiuta a dare una base logica e razionale alla prima reazione emozionale.

Quando tanti anni fa (sob!) a Londra visitai per la prima volta una mostra di Francis Bacon mi commossi, ma davvero.

Solo dopo, informandomi sulla vita e le vicissitudini dell'artista, scoprii il perché.

Poi', pero', a molti Francis Bacon non dice nulla di particolare e quindi hai voglia a studiare, se manca la sintonia...come sempre, è tutto molto soggettivo.

 

 

Pizza e sushi ovvero il concetto della tradizione che si apre al nuovo, nel solco del multiculturalismo che e’ stato sempre il tratto di Napoli. Hai voglia. Si organizza un evento, si invitano nomi noti, si pagano alberghi si fa battage con agenzie di comunicazione, articolo sull’Espresso, e sul Ny Times, (l’intelligenza ha ramificazioni ovunque), un omaggio dell’opera ad un celebre artista del cinema o del pop o a un imprenditore e si parte.

Bisogna tenerne conto.

Ora vi racconto un episodio.

un giorno venne da me un tizio con un diniego di nulla/osta paesaggistico della soprintendenza (allora competente).

Ne vidi la motivazione, ottima.

Nel fare il ricorso al Tar depositai oltre al diniego, un finto provvedimento (ovviamente su carta libera) da me fatto in cui con motivazione altrettanto persuasiva si concedeva invece il nulla/osta.

Alla fine prevalse il diniego perche’ il Tar giustamente disse: avvoca’ lei non fa il soprintendente.

Ne regno dell’opinabile alla fine ha ragione chi ha le “chiavi” dell’opinione

6 minuti fa, audio2 ha scritto:

beh ma una cosa così, giusto per rafforzare gli stereotipi specie con i turisti la potrebbero anche mettere

Altrimenti potremmo fare omaggio ad altre regioni con un gigantesco gnocco fritto o con una zanzara alta 15 metri, mo vediamo

briandinazareth
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

il comune fruitore di buona cultura generale (non solo artistica perche’ anche questo e’ importante), si domanda se il gino de dominicis, il pistoletto, il manzoni, sarebbero capaci di dipingere, scolpire o fare qualcosa che ne attesti la capacita’ manuale speciale d’artista.

 

è da tanto però che la componente "manuale" non è spesso più così rilevante nell'arte moderna. o magari serve un'altro tipo di manualità o capacità.

ma soprattutto perché cosa dovrebbe cambiare il nostro giudizio su un'opera d'arte, sapendo che l'autore sa fare qualcosa d'altro, magari più accademico? 

 

con questo criterio dovremmo svalutare quasi tutta l'arte più concettuale, spesso a cavallo di diverse forme di espressione. 

nell'era della riproducibilità e della tecnica accessibile a molte più persone, l'arte ha cambiato faccia. 

 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Non va infine trascurato l’enorme peso che ha la critica, il gallerismo, e i forti interessi economici che muovono questo mondo. C’e’ gente disposta a spendere moltissimo per cose alla page, senza avere alcuna opinione di merito delle stesse.

 

vero, nel regno del totalmente opinabile il fattore marketing è sostanziale. così come l'idea dell'investimento nell'arte che ha criteri molto bizzarri.


 




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