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Melius Club

L’ecoansia


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2 ore fa, maurodg65 ha scritto:

capisci anche come sull’ecologia e sulla svolta Green ci sia chi cerca di specularci per perseguire obiettivi politici di parte e non certo per salvare il pianeta.

A parte che quanto sopra riportato non è completamente vero, la sfida deve essere quella di cambiare modello di sviluppo e cambiare il paradigma energetico mantenendo il livello di produzione e di benessere il tutto riducendo drasticamente la produzione di CO2 inizialmente per poi, nei limiti del possibile, azzerarla.

La decrescita felice questi la vorrebbero fare con il cūlus degli altri.

Sapete qual è il problema? È che voi della internazionale destra :classic_biggrin: siete ossessionati da un modello economico che non è mai esistito, il comunismo e temete che la svolta green comporti una forte revisione, riduzione o eliminazione del modello capitalista. 

A me che sono capitalista quanto te, di mantenere il livello di produzione attuale, me ne frega un amato pēnis e penso che questo modo di pensare sia intergenerazionale.

Mi spiego meglio.

Di riempire la casa di inutili cazzate cinesi o autarchiche, di alimentarmi di porcherie fatte chissà come, di avere a dicembre le fragole in tavola, di prendere un aereo per fare 500 km, di avere l'auto di proprietà in garage (tanto meno un'auto da 2 ton e 500 kwh), di avere 30 gradi di inverno e 19 di estate in casa ecc. ecc. non mi interessa. 

Allora, invece di compulsare freneticamente Tweeter che è portata avanti da gente molto più fessa di te e di me, dai una occhiata al concetto di economia circolare, di car sharing, di economia sostenibile e anche di come una svolta green potrebbe rilanciare la ricerca e l'economia di determinati settori. 

Pensavo che l'economia circolare fosse una stupidaggine da qualunquismo ambientalista, ne ho sentito parlare da esperti con cognizione di fatto e ho capito che è una cosa molto tecnica, razionale, stimolante, per niente banale e senza pericolo di downshifting se non per chi spreca risorse per produrre cazzate inutili. 

 

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24 minuti fa, wow ha scritto:

Di riempire la casa di inutili cazzate cinesi o autarchiche, di alimentarmi di porcherie fatte chissà come, di avere a dicembre le fragole in tavola, di prendere un aereo per fare 500 km, di avere l'auto di proprietà in garage (tanto meno un'auto da 2 ton e 500 kwh), di avere 30 gradi di inverno e 19 di estate in casa ecc. ecc. non mi interessa. 

Perfetto. E sono d'accordo.

Però spero tu abbia intuito che la transizione green favoleggiata dalla UE in realtà è volta al sostenimento del sistema esistente, compreso tutto ciò che hai elencato.

 

Sono anche stanco di ripeterlo: o si ripensa al modello di consumo (e pure alla popolazione globale sovrabbondante) oppure stiamo mettendo dei costosissimi cerotti su una piaga purulenta che andrebbe scavata e disinfettata fino all'osso.  

Se così fosse sarei in prima fila a sostenere il tutto.

Ma strapparmi i capelli per le pecette anche no. 

 

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Personalmente non disdegno le fragole d'inverno, il riscaldamento a 20 gradi e l'aria condizionata a 25, l'utilitaria di proprietà e se dovessi fare un viaggio di 500 chilometri prenderei o l'aereo o il treno veloce. Per quanto riguarda il cibo spazzatura e le cinesate d'accordo, anche se dobbiamo tener conto che nel settore informatico l'obsolescenza è rapida e un computer o un telefono troppo vecchi possono essere inadeguati, tanto da doverli sostituire anche se perfettamente funzionanti.

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Un testo sempre valido:  Sustainable energy whitout hot air di Sir David MacKay.  Interessante per il contenuto e per il tipo di approccio.  Purtroppo l'autore è andato per un malaccio incurabile nel 2016 e non può più contribuire al dibbattito.

disponibile in .pdf gratis (non in italiano, ma non sarà questo un problema per i partecipanti del melius club) 

http://www.inference.org.uk/sustainable/book/tex/sewtha.pdf


Mi correggo, c'è una traduzione italiana. (Obviously raccomando l'originale :classic_sleep:

http://www.inference.org.uk/sustainable/book/translate/italian/sewthaI2.pdf

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1 ora fa, wow ha scritto:

Sapete qual è il problema? È che voi della internazionale destra :classic_biggrin: siete ossessionati da un modello economico che non è mai esistito, il comunismo e temete che la svolta green comporti una forte revisione, riduzione o eliminazione del modello capitalista. 

Scusami Antonio, ma questo è solo un tuo film.

1 ora fa, wow ha scritto:

A me che sono capitalista quanto te, di mantenere il livello di produzione attuale, me ne frega un amato pēnis e penso che questo modo di pensare sia intergenerazionale.

Mi spiego meglio.

Di riempire la casa di inutili cazzate cinesi o autarchiche, di alimentarmi di porcherie fatte chissà come, di avere a dicembre le fragole in tavola, di prendere un aereo per fare 500 km, di avere l'auto di proprietà in garage (tanto meno un'auto da 2 ton e 500 kwh), di avere 30 gradi di inverno e 19 di estate in casa ecc. ecc. non mi interessa.

Benissimo e non credo interessi a nessuno, ma il punto è quello che già altri hanno sottolineato facendotelo notare, quindi ragione per massimi sistemi parlando di produzione e di consumi e le dinamiche politiche che hanno portato a questa spinta verso la transizione Green non prendono in considerazione una decrescita quindi il “progetto” di un sistema di produzione energetica alternativa che azzeri la CO2 non può basarsi su una riduzione dei consumi che porti ad un calo X delle produzioni e quindi del PIL perché nessuno vuole decrescere sia perché nessuno vuole scendere a compromessi con il suo livello di benessere, sia perché il PIL è lo strumento sulla base del quale regoliamo la capacità di spesa dello Stato e, indirettamente, anche i suoi introiti dalle imposte e meno introiti e PIL in calo presuppongono un taglio della spesa pubblica e con essa un ridimensionamento consequenziale di sanità e pensioni ad esempio e questo non lo vuole nessuno a partire da te se ho ben compreso la tua visione del Paese.

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3 ore fa, nullo ha scritto:

quelle cretinate inutili ci campano milioni di persone

Beh, qui vaghiamo tra l'auspicio di una severa politica demografica, la considerazione che con le cretinate inutili e reinutilizzabili ci campano milioni di persone, la necessità di ridurre l'impatto industriale di Cina e compagnia, l'illusione di avere una svolta green senza cambiare di una virgola un modello consumistico che per il 50% crea falsi bisogni e produce cazzate inutili e di mantenerlo azzerando la produzione di CO2. Fortunatamente su Melius non decidiamo nulla, ma se così non fosse direi che si siamo in un loop melinoso... 

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50 minuti fa, wow ha scritto:

Fortunatamente su Melius non decidiamo nulla, ma se così non fosse direi che si siamo in un loop melinoso..

Sfortunatamente neanche fuori da Melius si lavora di sostanza.

Per ora siamo all'apparenza.

Rimane il fatto che piallare il reddito a milioni di persone è difficile per le note conseguenze e non io, ma ben altri, dovrebbero trovare quadra e risorse che nessuno per ora vede in campo.

Molto probabilmente sarà più facile piegare la realtà di fronte ad una apocalisse conclamata.

Ma la vedo molto dura vincere resistenze quando si vota liberamente.

Del resto abbiamo anche dei precedenti con pensioni ed altro, si pesta l'acqua nel mortaio e bona, nulla di più che possa spostare in maniera seria le sorti.

Rimango piuttosto pessimista al riguardo.

 

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4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Benissimo e non credo interessi a nessuno, ma il punto è quello che già altri hanno sottolineato facendotelo notare, quindi ragione per massimi sistemi parlando di produzione e di consumi e le dinamiche politiche che hanno portato a questa spinta verso la transizione Green non prendono in considerazione una decrescita quindi il “progetto” di un sistema di produzione energetica alternativa che azzeri la CO2 non può basarsi su una riduzione dei consumi che porti ad un calo X delle produzioni e quindi del PIL perché nessuno vuole decrescere sia perché nessuno vuole scendere a compromessi con il suo livello di benessere, sia perché il PIL è lo strumento sulla base del quale regoliamo la capacità di spesa dello Stato e, indirettamente, anche i suoi introiti dalle imposte e meno introiti e PIL in calo presuppongono un taglio della spesa pubblica e con essa un ridimensionamento consequenziale di sanità e pensioni ad esempio e questo non lo vuole nessuno a partire da te se ho ben compreso la tua visione del Paese.

Mauro, sinceramente, di solito scrivi molto meglio, non capisco granché del tuo intervento (ma potrebbe essere anche colpa mia).

Rispondo su quello che riesco ad intuire.

Secondo me occorre intendersi sul concetto di decrescita, fermo restando che l'alluvione romagnola, la grandinata che ha triturato i pannelli, la cura del tumore ai polmoni di chi vive in un ambiente inquinato, contribuiscono a far crescere il PIL. 

Bisogna intendersi anche sul concetto di benessere. Per me tutto quello che ho scritto sopra non è benessere, fermo restando che capire che il mio condizionatore a 19 gradi con 40 all'esterno e i 30 in casa d'inverno con le maniche corte, prendere il mio 2500cc per fare 100 metri e prendere in caffè (lasciandolo naturalmente in moto con l'a.c. sparata a rompere il pēnis al resto del mondo) o altri comportamenti deleteri, peggiorano il mio benessere qui ed ora (oltre ad impoverirmi). Lasciamo perdere per il momento la co2. 

Non auspico nessun dirigismo in tal senso, vorrei tanto che fosse un fatto culturale che parte da ognuno di noi.

Consapevolezza. 

La svolta green? Non deve comportare nessun calo di produzione, ma semplicemente dei cambi di produzione.

Ricordi l'esempio del maniscalco?

Costruisco auto? Tutte le componenti delle mie auto devono essere progettate per essere rigenerate, riciclate, riutilizzate. Chi prima produceva oggetti usa e getta (di cui il 70% inutile) lavorerà in questo settore.

Costruirà robot che faranno questo lavoro, verrà formato per comandarli.

Rigenererà batterie. 

Devo comprare la farina per fare la pizza? Tra comprare una farina di mezza al supermercato che arriva dal Canada ananas che arrivano dai Caraibi e spendere un po' di più per comprare la farina migliore del contadino sottocasa, compro la seconda e lascio l'ananas ai Caraibi. 

Eh, ma costa di più, fai questo discorso perché te lo puoi permettere, sei classista.

Però in questo modo faccio girare l'economia della mia zona, ne miglioro il benessere, riduco a zero l'impronta energetica, ingerisco cibi di maggiore qualità, con faccio 5 pizze in meno all'anno per stare nei costi. 

Capacità di spesa dello Stato? Meno Ponti sullo Stretto che è roba del 900, più ferrovie, più ricerca, più ricerca sulle fonti rinnovabili, maggiore implementazione delle stesse, campi eolici offshore.

Nello stretto si potrebbero produrre gigawatt di energia, sfruttando le correnti, altro che ponte.

Sogno hiperloop per trasportare gente e merci. Auto elettriche a noleggio in ogni stazione.

Bacini idrici per dare l'acqua alle popolazioni che nel 2023 ce l'hanno razionata. Rifacimento degli acquedotti. Impianti di pompaggio per accumulare energia. 

Traghetti elettrici, con buona pace del prof amico di Roberto M che dice che non si possono fare.

È così importante per noi del nord :classic_biggrin: arrivare a Palermo mezz'ora prima a mangiare il cannolo, ammesso che non ne perdiamo poi due viaggiando sulle ferrovie e sulle strade Borboniche? 

Ma qui siamo fermi al 900 con uno sguardo nostalgico all'800.

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