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Melius Club

Della direzione d'orchestra (e del problema di internet)


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analogico_09
1 ora fa, Aless ha scritto:

Currentzis dichiara: “Questo sogno non è solo mio. Si tratta di un’idea a lungo coltivata da un gran numero di musicisti provenienti da tutti gli angoli del mondo: unire le persone con un’idea musicale condivisa, per creare senza compromessi ciò che la nostra immaginazione musicale ci propone. Si tratta di un tentativo di lasciarsi alle spalle il quadro di istituzioni rispettabili che, pur essendo benedette, possono anche essere condannate a creare quello che potrebbe essere descritto come un certo suono internazionale standardizzato. Ci stiamo addentrando in un campo più sperimentale, alla ricerca del suono perfetto con musicisti di grande talento che questo desiderano. La prima cosa che soffre della globalizzazione è l’intimità. L’emozione, l’unità e la dedizione di cui parlo si trovano molto probabilmente nel lavoro di un singolo musicista o di un piccolo collettivo. Vogliamo portare questa identità cameristica e questa intimità nella strumentazione completa di un grande concerto sinfonico. Quindi rinunceremo a ciò che conoscevamo e faremo un salto.

 

 

Mah, a dire il vero Courrentzis è da molto tempo che va parlando di rivoluzioni ed utopie; ne parla ancora, sarà che non avendone realaizzata nessuna nella prima parte conta di raggiungerle nella seconda magari mettendosi alla ricerca del santo graal della musica.

Andrebbe inoltre detto che molte cose a cui ambisce il direttore siano state già realizzate dalle varie realtà interpretative filologiche non accademiche, non istituzionali, spesso con molte difficoltà di natura economica e di potere poichè nate in forma privata, spesso autogestite/finanziate, con gli introiti dei concerti, sovvenzioni ecc.

L'idea di una musica più "umanizzata", più multietnico-culturale, più "intimizzata",  non più soggetta agli standard interpretativi e "sonori" globalizzati, il suono e la musicalità della "cameristica" applicata anche nella sinfonica, queste "utopie" (tali sembravano oramai più di 60 anni fa quando iniiziarono a muovere i primi passi i "movimenti" filologici che di fatto le realizzarono le utopie) sono già attive da decenni magari perfezionabili ma già ben formate e salde. Come dicevo nell'altro post, Courret. mutua molto dalla filologia.

Per quanto riguarda la ricerca della perfezione del suono, a parte il fatto che la perfezione assoluta non esiste e che quindi diventa un obiettivo secondario, puramente strumentale, abbiamo già oggi strumentisti, cantanti, interpreti di musica antica con strumenti d'epoca  che hanno un rapporto simbiotico col proprio strumento, come se lo stesso fosse un terzo "arto", terzo orecchio ed occhio dell'esecutore che raggiunge vertici di musicalità e di organicità sonora - che vale ben più della "perfezione"- spesso inarrivabile.

Vale anche sotto altri aspetti anche per gli strumentisti e strumenti moderni, ovviamente.

Abbiamo ensemble di musica antica di straordinaria tensione agogica e dinamica in grado di sprigionare una tale bellezza di suono pieno di intimità e di naturalità che sono già oltre l'utopia.

Ma largo ai "giovani".., se Courrentzis saprà affermare la sua novella visione utopica della musicalità, delle sonorità, ecc, superando quanto già esista al riguardo, sarò il primo a seguirlo appassionatamente.

Allo stato delle cose le sue bellissime direzioni mi annoiano.

Così come ho trovato noiosa la clip pubblicitaria dalla quale si evince la natura autoreferenziale lievemente "immodesta" del "nostro".



 

 

 

 

7 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Quindi riterrei che un bravo e carismatico direttore sia in grado di realizzare anche con musicisti "minori" delle buone interpretazioni, magari rinunciando ai virtuosismi rinsaldando la musicalità.

Sì certo, sono d’accordo. Più che nella singola esecuzione, ad ogni modo, per me un bravo direttore si riconosce dalla capacità di far crescere un’orchestra, di migliorarla nel tempo sulla base di un suo progetto musicale

 

11 ore fa, Titian ha scritto:

Ho un altro approccio: parlo sia con gli orchestrali che con i direttori. Poi assisto alle prove.

Mi sembra un ottimo approccio, se uno ha la possibilità di adottarlo

10 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Mi sembra un ottimo approccio, se uno ha la possibilità di adottarlo

Se si vuole e si va ai concerti si ha sempre la possibilità. Bisogna avere il tempo e voglia. Al limite aspettare i musicisti all'uscita se dopo il concerto bloccano le entrate sul retropalco. Ieri l'ho fatto, concerto di Yannick Nézet-Séguin ottava di Bruckner. Sono anche entrato nel camerino del direttore e parlato con lui 10 minuti, poi ci siamo accordati che tramite il manager faremo un online meeting dove posso chiederli tutto e fare un articolo. Prima di entrare nel camerino c'era la coda degli orchestrali che lo volevano salutare e ho parlato con loro sul rapporto con il direttore durante le prove. Queste sono le cose che mi interessano molto, il come si arriva ad un'interpretazione e le restrizioni.

  • Melius 1
  • Thanks 1
8 minuti fa, Titian ha scritto:

Queste sono le cose che mi interessano molto, il come si arriva ad un'interpretazione e le restrizioni.

Trovo queste cose interessantissime anch’io! Se ce le vuoi raccontare sarebbe per me solo un piacere leggerle 🙂

@garmax1 nei prossimi giorni ne dovrebbero uscire quattro sui concerti. Ho anche uno in sospeso con il fonico. Visto che il mio italiano fa cagxxx, sono almeno due persone che lo correggono prima di essere pubblicati e non tutti hanno il tempo di far sto lavoro...

 

 

  • Thanks 1
5 minuti fa, Titian ha scritto:

sono almeno due persone che lo correggono prima di essere pubblicati e non tutti hanno il tempo di far sto lavoro...

Ti faccio i complimenti per l'italiano scritto perché dalle tue note che ho letto nel sito dovresti essere di lingua tedesca. 

Poi, se me lo consenti, una curiosità : la tua lingua di nascita la conosci e la parli ancora? 

18 minuti fa, garmax1 ha scritto:

Poi, se me lo consenti, una curiosità : la tua lingua di nascita la conosci e la parli ancora? 

difficile dire qual'era, un misto di Inglese con Gujerati fino all'età di 7 anni, poi italiano e poi solo tedesco con inglese per decenni perdendo completamente l'Italiano. Un miscuglio che nessuno capisce. Direi nessuna lingua madre.

  • Thanks 1

Interessantissimo quanto dice @Titian che seguirò volentieri (e Titian, nell’intervista trattami bene “il piccoletto”, Nezèt-Seguin, che conosco personalmente e stimo moltissimo come musicista e direttore…!).

@Aless Però scusa Aless, posso capire le prime sue alternative ma David Garrett proprio no!

Lo avete mai ascoltato nel concerto di Brahms, pure con Zubin Mehta sul podio,? Da dimenticare …a mio avviso ovviamente… Ma Garrett ha scelto una strada diversa fin da ragazzo, un violino Pop/Rock, perdendo per strada molta della disciplina e misura che occorre per eseguire musica classica.

Lasciato fuori Garrett, il a Heifetz preferisco (di poco, ma preferisco) la straordinaria Patricia Kopatchinskaja…. E preferisco di molto Currentizis all’asettico e impettito  Barbirolli (me ne fosse piaciuta una, delle sue interpretazioni..! Forse sono prevenuto, wè… ma Barbirolli che c’incastra con giganti quali Toscanini, Klemperer, Kleiber sr., Fürtwangler…?? Niente! Giusto?) 

Insomma ecco, non fosse altro che per il suono migliore e la Kop con Curr che risulta la migliore.., IMHO…

Ma tutto questo…che vòr dì? Che i primi due video sono buoni e Garrett no? Oppure?

2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

ma David Garrett proprio no!

difatti è proprio questo l’intento della mia selezione!

Il primo confronto (Barbirolli-Currentzis) l’ho proposto per valutare le differenze stilistiche ed interpretative di epoche diverse (come ho già scritto prima, non correttamente paragonabili), mentre il Garrett l’ho scelto per rimanere in tema del thread, cioè sulla visibilità data dal web ad alcuni artisti che sicuramente non devono essere presi come riferimento nonostante il numero esorbitante di like

  • Melius 1

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