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La vera storia (o quasi) del Risorgimento


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Gaetanoalberto
2 ore fa, audio_fan ha scritto:

interpretazione classica, quella di Popoli diversi ma affini che sono stati presi dalla smania tutta ottocentesca di essere Nazione,

Non vorrei contraddirti, ma questa non è per niente l’interpretazione classica.

È una distorsione, sempre senza offesa neh, sia dal punto di vista storico che culturale.

Esattamente quel pensiero che, almeno nei miei interventi, si contesta.  

Non so, i coreani, i gli Usa prima dell’unificazione, i tedeschi dei diversi staterelli preunitari, i cinesi delle diverse aree, come li chiameresti se non col nome che li accomuna?
La barzelletta degli stati nazionali, quando non utilizzata per fini aggressivi verso altre nazioni, ha portato dapprima conflitti, ma poi benessere e sviluppo.

Nei miei ricordi, popolo è l’insieme dei cittadini, qualunque ne sia l’origine, nazione un gruppo accomunato dalla lingua, spesso dalla religione, e appunto da elementi comuni che in Italia esistono da secoli. Gli italiani cosí erano chiamati dalle monarchie occupanti, e così spesso si autodefinivano.

Che poi nazione e stato non sempre coincidano, è appunto il fenomeno alla base della formazione degli stati nazionali.

Gli italiani stanno oltre, in canton Ticino, un tempo in Istria, un tempo in Savoia.

La storia dall’Europa dei popoli o delle regioni, tema piuttosto recente, puó essere interpretata quale forma di rispetto delle identità di cui ciascuno pensa di far parte, oppure come strumento per la frammentazione delle identità secondo fini politico economici.

Questa frammentazione, alimentata sapientemente da chi dal divide et impera spera di trarre vantaggio, spesso si scopre sostenuta finanziariamente da fonti (ospitate, visite, fondazioni, comitati, associazioni di amicizia italo russe che dir si voglia)  vicine a potenze che hanno tutto l’interesse a indebolire l’Europa, è un po’ uno dei veleni che circolano pericolosamente.

La stessa filosofia che si cercava di contestare nelle sue scelte partigiane, in cui si condisce l’interesse di aree di potere, rivestendolo di inesistenti profili etnici.

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https://melius.club/topic/15952-la-vera-storia-o-quasi-del-risorgimento/page/22/#findComment-941167
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L'ideale sarebbe stato uno stato confederale, i Borboni stavano lavorando ad un progetto di questo tipo, mentre i Savoia (e gli sponsor inglesi e americani ) avevano interesse invece all'annessione del regno delle due sicilie ed alla sua spoliazione insieme a quella dello stato pontificio. Le terre confiscate sono state usate per comprare i notabili locali, i mafiosetti furono promossi a tutori dell'ordine pubblico per conto dei nuovi padroni. Quindi ci sarebbero dei motivi per essere leggermente incaxxati noi ex duosiciliani? 

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@audio_fan

Il tema oggetto del thread è quali siano le ragioni dell'unificazione e le conseguenze di questa sul Meridione. Le letture idealistiche degli eventi storici quasi mai reggono alla prova dei fatti. A pagine 10 di questro thread vi è una serie di citazioni tratte da "Il metodo delle scienze storico-sociali" di Max Weber, che ritengo ancora un riferimento per la metodologia storiografica. Te ne aggiungo un'altra dallo stesso saggio: “Di proposito si è evitato di condurre la dimostrazione in riferimento a quello che per noi è di gran lunga il più importante caso di costruzioni tipico-ideali - cioè in riferimento a Marx. ... Qui ci si può pertanto limitare a constatare che tutte le <<leggi>> e le costruzioni di sviluppo specificamente marxiste – in quanto siano teoricamente sostenibili – hanno naturalmente carattere tipico-ideale. Ognuno che abbia lavorato con concetti marxistici conosce l’eminente, ed anzi singolare significato euristico di questi tipi ideali, quando li si impieghi per comparare con essi la realtà e conosce al tempo stesso la loro pericolosità, quando si voglia presentarli come validi empiricamente, oppure come <<forze operanti>>, <<tendenze>> ecc. reali (cioè in verità metafisiche).  (p. 124-125).

La storia è una campo di intepretazioni, se non si limita ad essere un almanacco, che fa divenire la storia del tutto priva di interesse. Le intepretazioni storiche devono essere supportate da dati e documenti e confrontate con quello che scrivono altri autori. Spesso le chiavi di lettura non si contraddicono, ma consentono una comprensione più ampia dei fenomeni storici. La mia lettura, sulla base di qaunto ho letto, è che la condizione di arretratezza del Meridione sia in buona parte da attribuirsi alla baronia meridionale e che i Borbone poco abbiano fatto e potuto fare per modificare una struttura economica basata sullo sfruttamento. Inoltre, con l'unificazione questa stessa baronia, senza più il freno dei Borbone, abba ulteriormente incrementato lo sfruttamento, per cui i contadini meridionali sono passati dalla povertà attenuata dagli usi civici alla miseria.

Ora un quesito, quale è l'ultimo libro di storia che non sia un manuale scolastico, che hai letto?

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L'unificazione avvenne anche per una serie di contigenze fortunate per i Savoia, l'interesse dei francesi ad indebolire l'Austria e la convizione che il nuovo stato, che non era quello unitario, sarebbe entrato nell'orbita della Francia. L'interesse degli inglesi affinché si creasse uno stato sufficientemente grande da essere autonomo, da cui l'appoggio indiretto alla spedizione del Mille. L'annessione di Veneto e Lazio furono anche esse frutto di contigenze fortunate, la sconfitta dell'Austria da parte dei prussiani e la sconfitta dei francesi a Sedan.

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