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Il preamplificatore (attivo) ha ancora senso con le sorgenti digitali?


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9 ore fa, McRyan ha scritto:

Indi con una sorgente che esce a 0,06 ohm d’impedenza che ingresso sarebbe meglio avere con

l’integrato, il finale o pre ?

 Con una impedenza di uscita così bassa puoi attaccarci qualsiasi cosa !

Sarebbe però utile sapere anche il voltaggio max di uscita, per sicurezza...

ps: ma che prodotto è che riporta questo dato? Mi pare quasi inverosimile ...

Grazie,

Max

Pre si,pre no,una discussione eterna,con le stesse medesime considerazioni e faide personali,con tutto il rispetto,ma come fate?

Che palle se po' di?

Poi ci si chiede perché i giovani si siano allontanati da questo meraviglioso hobby.

E te credo!

1 minuto fa, Andrew ha scritto:

Pre si,pre no,una discussione eterna,con le stesse medesime considerazioni e faide personali,con tutto il rispetto,ma come fate?

Che palle se po' di?

Poi ci si chiede perché i giovani si siano allontanati da questo meraviglioso hobby.

E te credo!

Certo che si può dire "che palle", ma cosa c'entrano i giovani? Per un thread su un forum di scambio pareri? Credo sia intervento fuori luogo, bastava non leggere la discussione

@Andrew beh non posso darti torto...su questo ti dò ragione,i forum sono fatti anche di persone che parlano per sentito dire, esperienze fuorvianti, basi tecniche apprese dall'amico del cugino...per cui si creano quei loop interminabili...e mi ci metto anche io naturalmente, non è che miglioro con l'età...:classic_biggrin: 

2 ore fa, Andrew ha scritto:

Pre si,pre no,una discussione eterna,con le stesse medesime considerazioni e faide personali,con tutto il rispetto,ma come fate?


non è proprio come dici , avere sorgenti che escono a 0,3/0,5 V o a 2/4 V non è la stessa cosa ! 

3 ore fa, Andrew ha scritto:

Poi ci si chiede perché i giovani si siano allontanati da questo meraviglioso hobby.

Ma quando mai

Nessuno se lo chiede, lo sanno tutti perché

Ad es il pre non serve ma gli audiofili ancora non se ne sono resi conto

I giovani mica sono così tonti, è una questione di plasticità neuronale, nulla di strano 

E comunque, a parziale consolazione, anche i vecchi si stanno allontanando da questo hobby, per altri motivi, ma abbastanza definitivi 

  • Melius 1
Gaetanoalberto
44 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

, lo sanno tutti perché

Ad es il pre non serve ma gli audiofili ancora non se ne sono resi conto

Ellamiseria, pure sta responsabilità ...

Se serve il mio lo posso cedere...

41 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Ad es il pre non serve ma gli audiofili ancora non se ne sono resi conto

:classic_biggrin::classic_ninja::classic_tongue::classic_love:

Non sapete neanche quanto vi serve, a voi che ce l'avete "piccolo" in uscita.

Devi recuperare 20 Db perchè i dischi sono incisi bassi, quindi per una sensibilità di 2 volt del finale devi arrivare a.........

:classic_tongue:

Mamma mia come lo avete piccolo.

Il 5/9/2023 at 18:30, maxgazebo ha scritto:

...perchè se nel DAC tale regolazione è fatta uscendo dall'uscita analogica del chip DAC per poi farla passare attraverso un chip di regolazione digitale che riconverte di nuovo in digitale e poi di nuovo in analogico è meglio evitarlo, OK?

 

Il chip citato che usa il Marantz non effettua alcuna conversione ADA per regolare il volume. Non è un codec, per usare il termine tecnico di questi dispositivi, è un regolatore ad array di resistori miniaturizzato. 

Come lo sono chip di altre ditte, tipo i CS331x di Cirrus Logic o i PGA231x di Analog Devices per citare i più noti. 

Quel che è digitale è la logica di controllo (attraverso un encoder) che switcha i resistori interni al chip e così controlla il volume, di solito a passi di 0,5dB.

Insomma tutto analogico. 

  • Thanks 1
2 minuti fa, maxgazebo ha scritto:

ho dato per scontato fosse il solito chip ADA per regolare il volume

Quali sono i "soliti chip ADA per regolare il volume"? 

Nessun costruttore che io sappia usa una soluzione così tecnicamente stravagante per regolare il volume in analogico, non tanto per questione di qualità ma di costi e logica circuitale. 

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