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Il preamplificatore (attivo) ha ancora senso con le sorgenti digitali?


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36 minuti fa, Max440 ha scritto:

Nell'uso comune, io non ho mai avuto la necessita di alzare nessun pre oltre ore 12, per cui deduco che nella maggior parte delle situazioni, il pre lavora in attenuazione, e non a guadagno ...

No.  Un pre lavora sempre in guadagno se attivo. E' fatto per quello. Un pre che guadagna 15 db li guadagna sempre. Entra un segnale ed esce amplificato di 15 db. Quel che cambia e' che attenui il segnale in ingresso. Entra un segnale più piccolo ed esce comunque amplificato di 15 db. L'orario c'entra ancora meno dipendendo da tutta la catena del guadagno. 

  • Melius 1
Gaetanoalberto

Per quello che vale, nei miei piccolissimi giri, parlando di segnale digitale da Marantz ND8006, ho provato a:

a)mandarlo attraverso ingresso diretto al 907, che ha un circuito che bypassa ottimamente il lavoro della sezione pre integrata;

b) farlo passare da un Synthesis Roma 753 AC EL34 usato solo come pre;

c) farlo trattare dall'ultimo pre valvolare Audiodarex di Brandolini che restituisce allsemore all'infresso direct.

Magari la valvola sporca il segnale, però l'ottimo (credo) segnale digitale dell'ND8006, magari per la mia scarsa educazione alla purezza della riproduzione, passando dai pre valvolari s'è un filo riscaldato, pur rimanendo dettagliato.

Ho ascoltato anche in compagnia, e tutti abbiamo preferito il segnale dla pre.

Pre...metto che l'ascolto al netto del preamplificatore era comunque piaciuto.

A me sta combinazione pre valvolare, finale a stato solido piace.

Di tecnica (faccio finta) non capisco nulla o meglio (non faccio finta) capisco poco.

Certo, bisogna dire che ho anche provato un dsp, rivenduto immediatamente...  sicuro segno...di negazione audiofila!

  • Melius 1
10 ore fa, grisulea ha scritto:

No.  Un pre lavora sempre in guadagno se attivo

 Non hai capito il mio ragionamento ...

Io intendo il guadagno globale del pre sul sistema visto nel complesso: se poi il pre guadagna nel suo stadio di ingresso e poi lo devo attenuare, poco importa: metti il pre in condizioni di avere lo stesso segnale di uscita della sorgente, in rapporto 1:1 (è una cosa davvero banale, come ho spiegato sopra: basta solo un disco test e un tester digitale)

 

Una volta fatta questa operazione, sei sicuro che non stai guadagnando sul sistema, e le differenze che ascolti sono solo dovute all'elaborazione del segnale da parte del pre.

 

NB: io ho accennato alla posizione ad ore 12 che è avvenuta spesso a casa mia, ma nulla toglie che in altre situazioni il pre sia ad ore 10 o ad ore 14 per ottenere un guadagno nullo: dipende da tanti fattori; l'importante è verificare poi all'ascolto se, nella normare fruizione dei propri dischi/files, si supera oppure no quella determinata posizione: se ciò non avviene (e vedrete che spessissimo non avviene), il pre lo state usando solo come attenuatore, e quindi tecnicamente NON è necessario.

 

ps: oltretutto la mia considerazione è confermata al 100% dall'uso dei pre passivi, che hanno guadagno nullo e quindi danno il famoso rapporto 1:1 a fondo corsa....: un pre passivo, lavora sempre in attenuazione!

9 ore fa, grisulea ha scritto:

E' fatto per quello.

 

E' possibile verificare la tensione massima di uscita leggendo il valore "sensibilità" dell' amplificatore finale collegato al preamplificatore. Di norma per un ingresso sbilanciato dovremmo avere valori di un paio di volt.

.

Gli ingressi analogici del preamplificatore, escluso  l'ingresso phono (che necessita di amplificazione piuttosto robusta), sono di tipo "line", ovvero con un segnale con valore massimo dell' ordine di grandezza di 1-2V .

.

Un guadagno di 15dB del segnale proveniente  da un ingresso mi risulta (salvo errori) portare l'ingresso di 1V a circa 17V valore abbastanza improbabile per pilotare lo stadio finale.

.

L' ingresso phono (testina MM) mi risulta avere un guadagno di circa 40dB, ma è evidente che un preamp passivo non ha questo ingresso quindi nel confronto non ha senso tenerne conte.

 

 

Ora che ci penso... anche il mio pre (la mia sorgante digitale non ha regolazione di volume) può dar la spinta :classic_blush:: oltre a poter impostare la sensibilità di ogni singolo ingresso tra -10 dB e +10 dB, ha il volume che arriva fino a +14 dB per +24 dB totali massimi per i casi più disperati di abbinamenti con sorgenti basse e finali poco sensibili.

Avendolo con poca fantasia bovinamente abbinato ai suoi finali, anche con le registrazioni molto basse, il sistema pettina prima dello 0 db con la sensibilità dell'ingresso impostata a 0 dB.

Molto raramente ho spinto il volume sopra lo 0 dB

1 ora fa, Max440 ha scritto:

il pre lo state usando solo come attenuatore,

Ma non è così, il pre sta guadagnando in qualunque posizioni metti il potenziometro del volume e guadagna tutto il suo guadagno. Per far si che il tuo conto torni devi abbassare il segnale in ingresso ma il pre guadagna e lo fa facendo quasi certamente anche da carico facile per la sorgente, impedenza di ingresso alta e bassa in uscita, facilità a pilotare il finale. Puoi notare che guadagna anche usandi dischi incisi bassi, senza pre potresti benissimo non riuscire ad arrivare alla tensione di uscita di due volt ad esempio di una sorgente, anche girando completamente il volume. Cosa che non succede con un pre attivo. Tu posizioni il volume ad ore dodici con un presupposto, tensione fissa ed uguale. Ma i dischi sono incisi tutti a livello diverso, quindi il segnale in ingresso è sempre diverso ed a parita di ore (12), il segnale in uscita avrà tensione diversa in funzione di quello in ingresso e del guagano del pre.

 

2 ore fa, Max440 ha scritto:

ps: oltretutto la mia considerazione è confermata al 100% dall'uso dei pre passivi, che hanno guadagno nullo e quindi danno il famoso rapporto 1:1 a fondo corsa....: un pre passivo, lavora sempre in attenuazione!

Questo si lavora in attenuazione proprio perché non ha guadagno ma in generale non è una buona soluzione, va quasi sempre a finire che diventa un carico difficile per la sorgente e non ha capacità di pilotare il finale come si deve, bisogna studiarselo bene e considerare le tensioni di uscita dalla sorgente. I classici 2 volt spesso non bastano, bastano dischi incisi a basso livello per non riuscire a saturare i finali.

Non basta dunque guardare la tensione per dire se serve o no, è la prima cosa ma non l'unica.

Un sistema senza pre lo deve essere totalmente, inserire un potenziometro non è una grande idea,  meglio, se si vuole regolare il volume come prima, inserire un buffer, ma la tensione in uscita dalla sorgente è bene che sia abbondante. Due volt sono  pochi.

1 ora fa, audio_fan ha scritto:

Un guadagno di 15dB del segnale proveniente  da un ingresso mi risulta (salvo errori) portare l'ingresso di 1V a circa 17V valore abbastanza improbabile per pilotare lo stadio finale.

15 db era un  esempio, molti pre ne guadagnano  anche 27/28.  Un totem pole di ecc88 può sparare anche 80 volt. Per questo esiste il potenziometro, per questo spesso ad ore nove si ha già un volume ingestibile. Certo che i finali non necessitano di tali tensioni ma i pre le forniscono, il loro lavoro è far diventare la tensione in ingresso più alta in uscita (oltre ad adattare le impedenze).

Non esiste una risposta certa al quesito, l'unica è provare. Tra quelli del no, quelli del solo passivo, e i restanti credo che nei loro sistemi abbiamo provato la loro migliore soluzione e scelto di conseguenza. Inutile menare il can per l'aia: una risposta unica non ci sarà mai.

  • Melius 1
43 minuti fa, giangi68 ha scritto:

una risposta unica non ci sarà mai.

 A dire il vero, in base a tutto quello che abbiamo scritto, la risposta certa (alla domanda del 3d) c'è:

 

1) tecnicamente con sorgenti digitali con controllo del volume digitale il pre attivo NON serve

2) "musicalmente" con qualsiasi sorgente digitale il pre attivo SERVE perchè, a seconda del gusto del fruitore e dell'interfacciamento con il resto della catena, crea "colore"

 

Questo è quanto: punto, a capo e... passiamo oltre :classic_wink:

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