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Disastro economico Superbonus, altro buco da 35 miliardi


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Gaetanoalberto
5 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

che non generino una cascata di subappalt

Capisco tutto quello che hai detto prima e non sono molto favorevole al ponte.

Però purtroppo la catena di subappalti c'è sempre ed ovunque ed anche le infiltrazioni (non sai quante imprese del sud passano dalla mia scuola per i vari appalti, mica facile sapere se infiltrate o no o solo loro o pure le altre)

E poi questo significherebbe non spendere più una lira.

Magari altre opere si..

35 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

Ci sarebbero anche da valutare i volumi di traffico non mi pare la Milano Venezia. 

Salvini fa queste valutazioni 😁… dove ci sono le infrastrutture si genera il traffico non il contrario. 

Se il sud lo si lascia così, così resta. Che dovrebbero pensarci (molto) di più da soli anche è vero.

Senza la lombardia resta invece con una densità invivibile di 420 ab/kmq

La Sicilia con 190 e la Calabria con 130. Perché appena si può si va.

 

Il Ponte tecnicamente è complicato, temo molto vicino all’ irrealizzabilità (non ho competenze per prendere posizione) ma da un punto di vista economico e sociale è assolutamente fondamentale.

 

Non fosse così difficile la realizzazione si sarebbe fatto molti decenni addietro per quanto serve.

Vedremo

@Gaetanoalberto lo so che non è un problema solo del Sud, c'è molta più mafia in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna...per il semplice fatto che girano più soldi. Quello che dico è che ci dovrebbe esserci una soglia fisiologica oltre la quale l'infiltrazione mafiosa non vada. Mi pare di contro che si faccia di tutto per semplificare i controlli (il che catalanamente trova tutti d'accordo)ma che la volontà nemmeno troppo nascosta sia quello del laissez faire. Infine per quel che riguarda il ponte chissà se terranno conto che ormai il Mediterraneo è divenuto zona di uragani che sempre più diventeranno potenti. Non ultimo: lo scempio ambientale che faranno, speculazioni di tutti i tipi. Un disastro annunciato quel ponte ma una mangiatoia politico clientelare irresistibile. E così a occhio manco riusciranno a finirlo perché non c'è né visione né capacità politica. 

  • Melius 1
  • Confused 1

@31canzoni

Tu dici che ho fatto una generalizzazione.

Perché ?

Il ponte è un'opera pubblica di enormi dimensioni.

Tu lo consideri un'occasione di finanziamento delle mafie in conseguenza delle dimensioni ?

Pensi forse che a fronte di dimensioni inferiori non ci sia interesse da parte delle mafie ?

La conseguenza è: Non facciamo opere pubbliche così non finanziamo le mafie.

Non è una generalizzazione, è consequenziale.

 

Chi dovrebbe costruire è la Webuild (Salini) gruppo di livello internazionale che attualmente sta lavorando per l'allargamento del canale di Panama.

Non so se ti rendi conto di chi sono.

 

Inoltre un'opera del genere avrebbe puntati addosso gli occhi di tutto il mondo e ciò renderebbe meno facile la vita alle mafie.

 

Per il resto ho gia scritto più volte sul thread del ponte.

Io ho l'impressione che quando si parla del famoso superbonus , un velo di mistero copra un po' tutto . Mi riferisco ai conti da pagare. E' indubbio che l'effetto leva sulla spesa privata ci sia stato. Come i segni "+" del Pil.

E' da capire secondo me quanto e' costato far camminare la giostra.

L'entita' delle truffe.

E' qui il nodo del contendere.

Anticipo io che di messaggi come quello del buco da 35mld ne arriveranno altri.

Questo sarebbe stato uno strumento "contabilmente" a costo quasi zero se avesse camminato negli anni senza stopparlo di colpo. Ma anche qui rimane il dubbio di sapere se fosse stato stoppato tra 10 anni quale voragine avrebbe creato a fronte di aumenti sostanziosi di PIL.

Il peccato originale di questo strumento e' stato farlo 110%. Lo avessero fatto 90% i proprietari avrebbero avuto cura in modo che i capitolati avessero seguito altre regole. Invece tutti gli occhi chiusi e si viaggia, tanto pagano altri.

Noticina a chiusura, mi diceva un cliente di mia moglie che fa accertamenti all'agenzia delle entrate (quindi presumo abbia ragione) che i primi a subire danni per eventuali accertamenti

(in caso di truffe) saranno i proprietari delle unita' abitative. In caso di un condominio , i condomini.

 La storia non finisce qui perche' c'e' una massa enorme di cantieri che deve essere portata a termine.

Sempre dal corriere della sera

Costi moltiplicati

Cifre che eccedono largamente la spesa prevista nel bilancio pubblico. Il bonus per i lavori sulle facciate introdotto nel 2020, al 90%, ma senza prezziario e massimali, doveva costare 5,9 miliardi, ma ne sta costando 26, cinque volte tanto.

Lavori fermi

Quasi paradossalmente, poi, il governo potrebbe essere costretto a prorogare ancora il 110%. Entro il 31 dicembre i lavori del 110% devono essere terminati, ma sono quasi ovunque fermi. Moltissime imprese non riescono più a cedere i crediti acquistati in eccesso e non hanno la liquidità per andare avanti. A fine luglio mancavano ancora 20 mila condomini da finire, con lavori per 20 miliardi: in Campania sono al 64%, nel Lazio al 66%, in Lombardia, Toscana e Veneto al 75%. Cantieri che vanno chiusi, a pena di perdere anche i bonus già erogati. La proroga, per quanto dolorosa, sembra scontata. La crescita abnorme dei crediti legati ai bonus edilizi rappresenta un grosso problema per il bilancio, perché con la nuova classificazione Eurostat tutta la spesa si scarica sul primo anno, e non può più essere spalmata, come prima, in cinque o dieci anni, la durata del credito. Ma rischia di diventare anche un guaio serio per l’economia, se non anche un problema sociale. I crediti irregolari, che solo da novembre ‘21 l’Agenzia delle entrate riesce a intercettare, continuano a crescere in modo esponenziale.

 

Crediti fasulli

E se prima le truffe erano quasi tutte legate al bonus facciate, che dovrebbe aver finito di far danni, adesso saltano fuori anche i crediti fasulli del Superbonus 110%: sono 2,5 miliardi, il 20% del totale. Comunque sia, sono tredici miliardi di euro che qualcuno perderà: tanti truffatori, senza dubbio (che senza fare i lavori hanno fatto e scontato le fatture), ma non solo. Altre perdite miliardarie deriveranno dai crediti in circolazione che non troveranno un acquirente, o che per incapienza non potranno essere scontati dalle imposte di chi li detiene (soprattutto imprese edili e professionisti, come ingegneri e architetti). Mettendo nel conto anche gli inevitabili fallimenti delle aziende edili, la preoccupazione di Palazzo Chigi oggi è altissima. «Dovremo occuparci di coloro che, per queste norme, ora rischiano di trovarsi per strada» ha detto Giorgia Meloni nella prima conferenza stampa dopo la pausa estiva, parlando dei bonus edilizi come della «più grande truffa mai fatta ai danni dello Stato».

@criMan c'è anche un' altra cosa da dire e che stanno lasciando filtrare nemmeno con grande preoccupazione, ovvero che sovvenzionare la guerra in ucraina ha costi alti, che vanno spalmati alla chetichella un pò di qua e un pò di la , come si riesce alla buona.

57 minuti fa, Jack ha scritto:

dove ci sono le infrastrutture si genera il traffico non il contrario

Ma dai... 

Si vorrebbe costruire un'opera pensando che la gente va e viene dalla Sicilia con la macchinina come 50 anni fa. E che per le merci sia un fattore importantissimo guadagnare una ventina di minuti rispetto ai traghetti. Peccato che poi il ponte colleghi due colli di bottiglia in Sicilia e nel continente. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/03/giorgetti-superbonus-mi-viene-il-mal-di-pancia-non-lascia-margine-ad-altri-interventi-manovra-prudente-ci-sara-da-pagare-il-conto/7280094/

I conti chi li ha fatti? si presume una totale assenza di memoria e si vuole trovare un comodo capro espiatorio per giustificare le promesse elettorali non mantenute

  • Melius 1


https://x.com/lucianocapone/status/1698302057659129982?s=46&t=phklmWQpccGx7cWNtwpYmA

 

Perché il superbuco del Superbonus è un fallimento della nostra democrazia

21 feb 2023

 

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Politica di maggioranza e di opposizione, media, accademia, Ragioneria dello stato. Se una misura disastrosa da 120 miliardi di spesa e 50 miliardi di buco è stata possibile, è perché non ha funzionato nessun presidio di controllo

Com’è stato possibile? Spesi 120 miliardi di bonus edilizi, circa 6 punti di pil. Due terzi del Pnrr (190 miliardi) che però è speso su un arco temporale più ampio. Il doppio delle risorse impiegate (60 miliardi) per affrontare la crisi energetica più grave degli ultimi 50 anni. Le agevolazioni fuori da ogni logica economica, insieme alla cessione illimitata dei crediti d’imposta, hanno per giunta prodotto circa 50 miliardi di buco di bilancio.

All’improvviso, con un decreto d’urgenza del governo per evitare che i conti pubblici saltino per aria, il paese si sveglia dalla favola del “gratuitamente”. Ma il Superbonus 110% rappresenta di più di un disastro economico. Se si risponde alla domanda su come sia stato possibile, ovvero su come mai tutto ciò non sia stato impedito, ci si rende conto di essere di fronte a un fallimento della nostra democrazia.  Se una sciagura del genere si è verificata è perché molte cose nel nostro sistema non hanno funzionato.

Paradossalmente, ma forse non troppo, la misura che più di tutte ha sconquassato le finanze pubbliche è quella che ha goduto dei consensi più ampi e trasversali. Non solo il M5s e il Pd, che il Superbonus l’hanno realizzato insieme a un pezzo di Terzo polo (Iv). Ma anche l’opposizione. Forza Italia è sempre stata al fianco delle imprese edili, così come la Lega: quella che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti definisce una “politica scellerata” è stata convintamente sostenuta dal suo leader Matteo Salvini. Allo stesso modo Giorgia Meloni, che attaccava Mario Draghi per le correzioni delle storture del Superbonus al grido di “non si cambiano le regole in corsa”. “Se oggi il presidente del Consiglio (Draghi, ndr) si vanta di un 6% di aumento del pil, lo deve al Superbonus” diceva Marco Osnato, attuale presidente della commissione Finanze della Camera. Nessuna opposizione politica, quindi.

Ma anche nessuna, o pochissime critiche dai media. La stampa, nella quasi totalità, si è allineata alla narrazione del settore delle costruzioni e all’idea che il Superbonus fosse il motore della crescita e non una discesa senza freni nel deficit. I giornali che generalmente invitano a fare attenzione ai conti e a fare presto quando c’è da correggerli, hanno applaudito a una misura che ha scavato come una talpa una voragine nel bilancio statale.

Anche l’accademia, con poche lodevoli eccezioni, è stata distratta.Mentre altre misure, come ad esempio Reddito di cittadinanza e Quota 100, hanno spinto gli economisti a produrre numerose analisi, il Superbonus nonostante la mole di risorse in gioco e le criticità evidenti è stato ignorato. Tanto che gli unici studi sono quelli fatti da organizzazioni di settore, che hanno prodotto stime con effetti moltiplicativi fantastici e quasi lisergici. Numeri che poi, sebbene palesemente surreali, sono stati rilanciati acriticamente dai mediariproponendo con un timbro di (pseudo) scientificità la narrazione del bonus che si ripaga da sé.

Ma a mancare sono stati anche i controlli istituzionali. Non è chiaro come sia stato possibile che la Ragioneria generale dello stato abbia bollinato una misura con coperture che, a ora, si sono dimostrate inferiori di 50 miliardi rispetto alla spesa effettiva. Eppure non si trattava di qualcosa di imprevedibile, visto che a maggio 2020 l’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb) segnalava come il mix dell’agevolazione al 110 per cento e della cedibilità del credito aumentava il rischio di far lievitare i costi. Per giunta, già all’epoca, il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro avvisava del “rischio sotto il profilo della classificazione contabile dei crediti d’imposta liberamente cedibili e utilizzabili in compensazione” con relativo impatto sul deficit. Esattamente ciò che sta accadendo ora dopo i rilievi di Eurostat. La Ragioneria dello stato ha sottovalutato entrambi i rischi, sia quello dei costi sia quello contabile sulla “pagabilità” del credito. Ed è l’istituto che, insindacabilmente, avrebbe potuto e dovuto fermare il Superbonus fatto in quella maniera così scellerata che ora ha costretto il governo a intervenire d’urgenza.

Politica di governo e di opposizione, media, accademia, amministrazione pubblica. La voragine nel bilancio aperta dai bonus edilizi è la sommatoria dei fallimenti di quattro presìdi che in una democrazia sana avrebbero dovuto impedire questo disastro. La vicenda del Superbonus mostra che oltre agli immobili sono tante le cose che nel nostro paese hanno bisogno di ristrutturazione ed efficientamento.

  • Melius 1

Me che volete fare? Altro che ponte, in questa Itaglia vergognosa non si riesce neppure a dismettere una mangiatoia come Alitalia, che ci ha rubato migliaia di euro per ogni cittadino…una vergogna 

https://www.repubblica.it/economia/2023/09/01/news/ita_nuovo_ko_in_tribunale_no_a_sospensione_per_assunzione_ex_alitalia_il_vettore_lufthansa_vola_via-412915875/

Bisognava portare i libri in tribunale e chiedere tutto 30 anni fa e invece…

Lo stato pensi a tre o quattro cose fondamentali e lasci fare al mercato…se il ponte ha un senso i privati lo facciano, ma senza un euro statale…

  • Moderatori
14 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Infatti, ma il popolo si deve “ciucciare” il taglio alla sanità, alla scuola, alle pensioni ed al welfare più in generale senza “rompere”, lo stesso vale per chi ha governato e partorito quel mostro, dal M5S primo responsabile con Conte alla Lega partner del Conte 1, al PD partner del Conte2 ed a seguire tutti gli altri che hanno sostenuto il Governo Draghi, anche se di responsabilità oggettivamente quest’ultimo governo ne ha poche.


tutta colpa di Conte e di chi o ha sostenuto, se la prendano con lui.




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