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L’Occidente fugge dalla Cina…


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4 ore fa, maurodg65 ha scritto:

Per me era preferibile la situazione precedente con un modo “aperto” ed una competizione globale in sui regnava l’economia di mercato,

non è mai abbastanza aperto... ma si riapre anche il poco che qualche scalcagnato ha cercato di chiudere.

La libertà economica è come la democrazia e con essa va a braccetto: il peggior sistema eccetto tutti gli altri 

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https://www.lucalovisolo.ch/terrorismo/guerra-in-israele-i-fatti-e-le-cause.html

 

 

“…NEI FATTI LA GUERRA VA OLTRE ISRAELE: LE CAUSE

 

La guerra in Ucraina ha catalizzato intorno alla Russia e alla Cina una coalizione fra Paesi del cosiddetto Sud globale. L’incontro degli Stati BRICS del 23 e 24 agosto in Sud Africa li ha chiamati a raccolta. Il nucleo degli Stati BRICS è formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Intorno a questi orbitano una trentina di altri Paesi, in cerca di un ruolo più incisivo sulla scena internazionale. Tra questi l’Iran, l’Arabia saudita e altri del Medio oriente.

Non è un male, se Stati che si ritengono svantaggiati dall’ordine mondiale presente si riuniscono per avere più peso all’interno delle organizzazioni internazionali. Gli Stati del Sud globale, però, sono diversissimi fra loro: è difficile vedere in che modo possano cooperare con obiettivi comuni. L’unico tratto che li unisce è il rancore verso le libertà e la modernità incarnate dall’Occidente.

 

A fianco di questi Stati c’è una serie di Paesi africani, ancora più poveri. Alcuni sono legati alla Russia per antica consuetudine. Altri si sono aggiunti di recente, con i colpi di Stato pilotati da Mosca che hanno portato al potere giunte militari fedeli al Cremlino: Mali, Burkina Faso, Niger.

La combinazione fra Stati BRICS e Paesi africani realizza uno schema ben definito nella dottrina di politica estera russa. Il suo costrutto ideologico è chiaro e si è sviluppato a Mosca sin dai primi anni dopo la caduta dell’Unione sovietica, rinnovando la scuola filosofico-politica dell’eurasiatismo classico. Questa visione è spiegata in modo molto chiaro, ad esempio, dal politologo russo Aleksandr Dugin, nei suoi seminari sulla sua Quarta teoria politica e in altri interventi concernenti il cosiddetto mondo multipolare (da non confondere con il mondo multilaterale nel senso che intendiamo in Occidente). 


Dalla guerra in Israele alla dottrina di Mosca

 

Questo aspetto della dottrina prende spunto dalle teorie del sociologo neomarxista americano Immanuel Wallerstein. Nel seminario in cui illustra i principi economici della sua teoria, Aleksandr Dugin afferma che Russia e Cina devono raccogliere intorno a sé proprio i Paesi BRICS e altri equivalenti, inglobare quelli più poveri dell’Africa e di altri continenti per muovere, tutti insieme, contro l’Occidente. Lo scopo è «eliminare radicalmente» («радикально убрать») ogni traccia di liberalismo. Deve sorgere un ordine mondiale in cui i diritti umani e la centralità dell’individuo, con tutte le conquiste della modernità, vengono sostituiti da una società fortemente controllata dallo Stato e da un mondo organizzato in zone d’influenza. 


Noi europei siamo assegnati alla zona d’influenza della Russia. Una visione che estende la vecchia dottrina di Leonid Il’ič Brežnev, nella quale l’Unione sovietica formalizzava il suo diritto di imporre agli Stati confinanti il proprio regime e le proprie volontà, anche con la forza. Lo schema predicato dalla dottrina russa di oggi è analogo e ha la sua componente armata nella dissuasione nucleare data dagli arsenali di Mosca e Pechino. E’ la paura verso la potenza nucleare di Russia e Cina, che deve convincere l’Europa a sottomettersi. 

Si tratta di un ordine mondiale fondato sulla prevaricazione e sulla minaccia dell’uso della forza. La guerra in Israele ha le sue cause nel conflitto arabo-israeliano, i fatti hanno conseguenze interne e regionali, ma vanno analizzati anche come parte di questa visione globale. L’attacco di Hamas contro Israele, in questo momento storico, condotto con le alleanze e gli strumenti che abbiamo appena detto, è parte di un progetto rivolto contro l’Occidente, la società aperta e l’universalità dei diritti fondamentali (ne parlo più in dettaglio in una precedente analisi >qui). 


Le cause della guerra in Israele: il Sud globale dalle parole ai fatti

L’insieme che oggi chiamiamo Sud globale riunisce i Paesi che non si riconoscono nell’Occidente: un tempo si definiva secondo e terzo mondo. Gli enormi contrasti esistenti fra gli Stati del Sud globale non li ostacolano, nell’unirsi contro l’Occidente. 

E’ errato credere che la guerra in Ucraina indebolisca la Russia al punto da impedirle di realizzare questo progetto. Mosca dispone di risorse non statali, sufficientemente autonome, che le permettono di esercitare influenza in diversi punti del mondo senza coinvolgere funzioni di Stato: milizie private, gruppi di guastatori informatici, reti di propagandisti sui media occidentali che fiaccano la resistenza delle opinioni pubbliche europee e le piegano verso Mosca. La Russia conta poi su ampie alleanze, come si vede nelle tiepide condanne dell’aggressione all’Ucraina provenienti proprio dagli Stati del Sud globale. 

In questo contesto, per Mosca, la guerra in Ucraina è, piuttosto, un elemento di forza. Agli occhi dei Paesi del Sud globale, la Russia è l’avanguardia eroica che in Ucraina combatte contro l’Occidente e apre la strada a chi la seguirà. E’ una visione che emerge da ogni incontro a Mosca fra Putin e i rappresentati di quella parte di mondo. Non bisogna vedere il Cremlino come un direttore d’orchestra, in questo contesto. La Russia è, piuttosto, un contenitore in cui s’inseriscono tutti i movimenti i cui interessi coincidono con quelli di Mosca, contro l’Occidente. Le cause dei fatti di guerra avvenuti con gli attacchi del 7 ottobre contro Israele si collocano in questa posizione.  …”

.

Qui posto solo il link ed una stralcio dell’articolo che contiene una riflessione interessante sulla questione geopolitica legata alle guerre in corso, ma soprattutto alle azione di potenze come Russia ed Iran, ma anche Cina, che stanno lavorando proprio nelle direzione precedentemente esposta che porta alla nuova suddivisione del mondo in due blocchi contrapposti, decisione politica con la quale l’Occidente si sta scontrando che coinvolge, oltre che l’aspetto geopolitico e come si può leggere nell’articolo che ha ispirato il thread, anche l’economia e le scelte strategiche di investimento dei capitali da parte della finanza oltre che degli operatori economici dai quali parte la scelta di disinvestire dai paesi a rischio e nei quali gli investimenti miliardari non abbiano le necessarie garanzie, quelle garanzie che solo delle democrazie compiute e uno stato di diritto possono garantire loro.

Quindi esattamente come è avvenuto con la globalizzazione, che non era una decisione politica diretta ma la presa d’atto della finanzia e degli operatori economici di una interconnessione delle economie mondiali che ha permesso una rilevante crescita economica nel pianeta interconnettendo le diverse economie di diversi paesi che ha portato ad un aumento della ricchezza globale ed un aumento generalizzato del livello di benessere, oggi la presa d’atto di un mondo che sta rapidamente cambiando proprio sotto la spinta dei BRICS e lo sta facendo in modo violento con l’utilizzo della forza militare, porta quegli stessi operatori economici ed i detentori delle ricchezze finanziarie a fare scelte diverse, scelte che non credo muteranno se non ad un cambiamento significativo degli equilibri mondiali rispetto allo status quo. 
 

 

 

 

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extermination

@maurodg65 il sole24ore

 

"Progressi importanti». Così il Presidente americano Joe Biden ha caratterizzato il faccia a faccia durato oltre quattro ore con il leader di Pechino Xi Jinping, il primo in un anno, orchestrato per stemperare le tensioni tra le due grandi potenze, Cina e Stati Uniti.
In una breve e rara conferenza stampa a Woodside, nei pressi di San Francisco, Biden ha annunciato intese bilaterali volte a ristabilire linee di comunicazione dirette a livello militare e di presidenza. E un impegno a combattere assieme con inedita efficacia il traffico illegale dell’oppioide Fentanyl, che dalla Cina ha invaso l’America con conseguenze letali. In un tweet Biden ha sottolineato quelli che ha definito “reali progressi”.

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2 minuti fa, extermination ha scritto:

"Progressi importanti». Così il Presidente americano Joe Biden ha caratterizzato il faccia a faccia durato oltre quattro ore con il leader di Pechino Xi Jinping, il primo in un anno, orchestrato per stemperare le tensioni tra le due grandi potenze, Cina e Stati Uniti.
In una breve e rara conferenza stampa a Woodside, nei pressi di San Francisco, Biden ha annunciato intese bilaterali volte a ristabilire linee di comunicazione dirette a livello militare e di presidenza. E un impegno a combattere assieme con inedita efficacia il traffico illegale dell’oppioide Fentanyl, che dalla Cina ha invaso l’America con conseguenze letali. In un tweet Biden ha sottolineato quelli che ha definito “reali progressi”.

Certo, avevo letto la notizia dell’incontro e va benissimo che si cerchi di impedire quello che sembra inevitabile, ma resta il punto già evidenziato: la politica può cercare di sanare le divisioni, ma alla fine gli investimenti privati li decide chi detiene i capitali e gli operatori finanziari ed economici, tu oggi rischieresti i tuoi soldi per investimenti in Russia o in Cina, con i governi che hanno sostanzialmente potere assoluto anche in economia e sui tuoi investimenti, mentre l’investitore straniero in quei paesi non ha alcuna tutela reale, neppure lentamente simile a quella che gli viene garantito in uno stato di diritto in un qualsiasi paese dell’Occidente?  

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extermination
7 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

rischieresti i tuoi soldi per investimenti

Come ben sai, necessita una completa ed accurata strategia di risk management per valutare le conseguenze/impatti che ciascun rischio può avere su una azienda. 

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comunque investire in borsa qua da noi non è meno rischioso

o anche con certe banche visto come poi è andata

financo con i buoni postali ci possono essere problemi, e ci sono stati

aggiungiamoci pure la totale incertezza fiscale 

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@maurodg65 il rischio è commisurato alla prospettiva di guadagno. più l'invsstimento è sicuro meno rende, più è rischiosoe più rende. Non mi pare che apple sia preoccupata della situazione cinese, i russi poi sono talmente una garanzia (meno rognosi dei cinesi nelle trattative, rispettano gli impegnie non danno sole) he tante imprese continuanad operare in russia nnostante la guerr. anche investire in occidente mica ti da poi tante sicurezze, e il mercato occidentale per tanti generi di consumo è saturo, mentre è per ceti vesi anora vergine quello russo cinense indiano. Non è tutto facile come sembra in teoria, se si divesseinvestie sul sicuro nessuno o farebbe sultraffico di droga, su quello delle armi e via discorrendo

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Consentitemi di dubitare che se dovessero rientrare in Europa occidentale aziende con produzioni che richiedono lavori ripetitivi (da catena di montaggio) a bassa qualificazione si trovino manodopera discponibile a lavorarvi.

Aggiungo, chi non ha dubbi dovrebbe quanto meno aver svolto in gioventù quel tipo di mansioni. In gioventù ho passato tante ore a lavorare con coloro che svolgevano lavori di facchinaggio, da studente mi chiedevo come fosse possibile pensare ad una vita con quel lavoro.

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@Savgal

Come puoi vedere nel comune di S. Stefano Magra (La Spezia) sono in spasmodica attesa dell'apertura di un centro logistico Amazon dove si assumeranno 173 addetti.

Nonostante il lavoro ripetitivo (ed alienante aggiungerei io) c'è già la coda.

https://www.ilsecoloxix.it/la-spezia/2023/07/12/news/santo_stefano_magra_accordo_con_aldo_spinelli_nel_2024_aprira_il_centro_logistico_di_amazon-12936014/

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@audio2

Il giusto è a contratto collettivo. Mio figlio opera nella sicurezza nei grandi impianti, mi dice che nelle fonderie sono rari gli operai italiani, lo stesso avviene nelle concerie. L'offerta di lavoro per certe mansioni non è per nulla alta e non solo in Italia settentrionale la disoccupazione è così alta da non consentire alternative, ora.

Ripeto, avete lavorato in masnioni ripetitive per lungo tempo? Io sarò il "radical chic", ma mi pare che di lavoro manuale faticoso qui siano in ben pochi  ad averne fatto. Mio padre invece riteneva che il lavoro fosse educativo e da 14 anni mi ha fatto lavorare come facchino nel carico e scarico dei mezzi, come operatore sul carrello elevatore, come autista di mezzi pesanti presa la patente C.

Lavori manuali ripetitivi, che svolti comprendi cosa vuol dire alienazione, si accettano in assenza di alternative, ma alla prima occasione si va via.

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