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Dio: Personalista ed Impersonalista


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15 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Non ho ben capito, la tua posizione sull'esistenza o meno di Dio :classic_rolleyes:

Per credere nell'esistenza di Dio, e intendo credere sul serio e non per convenzione sociale, ci vuole una salda ed incrollabile Fede.

Che è una cosa che non puoi scegliere, se ti capita, ti capita e basta.

A me non è capitato.

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21 minuti fa, dec ha scritto:

ci vuole una salda ed incrollabile Fede.

Sì e no

I percorsi di meditazione, almeno inizialmente, non fanno della fede l'asse portante

Il Buddha ribadì che non bisogna credere ma provare e praticare

Poi gli incontri personali e approfondimenti, fanno il resto

Secondo me la fede è lo slancio, il dinamismo, che si cristallizzerà anche in un insieme di convinzioni e di formulazioni, ma il primato appartiene al primo momento.

(R. Panikkar )

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@dec

E' la differenza tra fede e dimostrazione, per definizione la fede consegue da un'intima convinzione e non da prove positive o da dimostrazioni. La cosa sarebbe non rilevante se il credente, di ogni religione, non fosse convinto che la la sua fede è "verità", non più un'intima personale convinzione, e di conseguenza chi non la condivide è per definizione un "nemico".

I problemi sorgono inoltre nel momento in cui la concezione del mondo che consegue dalla religione vuole diventare criterio cardine della struttura giuridica dello stato, come avviene nel mondo islamico e quando si mette in discussione la laicità dello stato in occidente.

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42 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Gesù se non sbaglio, fu per lo più un predicatore errante

C'è da ricordare, come confermato da Ratzinger, che è stato anche molto vicino al gruppo monastico e ascetico degli Esseni

Gesù fu sia predicatore errante (vd fondamentale contenuto geologico del "Discorso della Montagna" nel quale rovescia il concetto stesso di Legge dalla visione ebraica a quella cristiana), che predicatore nelle sinagoghe.

Non sono a conoscenza di suoi contatti con gli esseni, ma non può essere escluso.

Cristo doveva mettere l'intero Israele nella condizione di riconoscere il Messia e quindi rifiutarlo, quindi sebbene non citato nella Scrittura (che non è una biografia) nulla lo esclude.

Ratzinger è stato un'autorità di primo piano nella ricerca teologica, quindi se ha scritto questo evidentemente ha trovato valide prove a sostegno.

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@Savgal Resterei nel campo delle convinzioni individuali poichè, come ho già avuto modo di scrivere, la Storia è tragicamente piena di esempi dei disastri procurati dalla sovrapposizione o, peggio, dalla coincidenza del potere spirituale con quello temporale.

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Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni il Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità. In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano. Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa

(Ratzinger - libro su Gesù - battesimo nel Giordano e rotoli di Qumram)

 

https://www.luigiaccattoli.it/blog/benedetto-gesu-e-i-suoi-“vicini”-agli-esseni-–-5/

 

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Dipende se tale pratica viene epurata dall'aspetto trascendente o meno....

 

I credenti i quali ritengono che soltanto la loro fede sia la verità assoluta, probabilmente trattasi di un meccanismo di autoprotezione o addirittura inflativo dell'ego, fino ad arrivare al fanatismo

Nulla a che vedere con trascendenza, o spiritualità

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6 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Dipende se tale pratica viene epurata dall'aspetto trascendente o meno....

Mi riferisco alla tua frase: "almeno inizialmente"...l'hai scritto per evidenziare come all'inizio la Fede non sia condizione necessaria ed indispensabile, ed io sono d'accordo con te per la natura stessa della pratica meditativa. Se si prosegue nel percorso, tuttavia, il discorso cambia e la Fede deve esserti arrivata, in un modo o nell'altro...

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6 minuti fa, Savgal ha scritto:

@dec

 La cosa sarebbe non rilevante se il credente, di ogni religione, non fosse convinto che la la sua fede è "verità", non più un'intima personale convinzione, e di conseguenza chi non la condivide è per definizione un "nemico".

 

E siamo tornati ad un argomento che ho ampiamente trattato all'inizio dei miei interventi su questo thread.

Ciò che dici, almeno nell'ambito dei principali monoteismi, è valido per l'Islam ma non per cattolicesimo ed ebraismo.

La ragione è che l'assenza di un processo ermeneutico rende l'islam chiuso ad ogni cambiamento.

Cattolicesimo ed ebraismo sono caratterizzati da un vivissimo processo di adattamento ai tempi, sanno di poter sbagliare, sanno di dover includere il progresso teologico nella propria dottrina e3, a differenza dell'Islam che vede la Sacra Scrittura come unica ed immutabile in quanto letteralmente "dettata da Dio", sanno che essa rappresenta un'opera umana di ispirazione divina.

Sul lungo periodo questo ha portato ad una netta dicotomia fra la teologia islamica (ammesso che la si possa definire tale) e quella delle altre due Fedi: l'Islam vede la necessità che sia la società umana a dover costantemente rendere sé stessa adatta al messaggio contenuto nel Sacro Corano; la nostra è costantemente alla ricerca del modo di far combaciare il messaggio contenuto nella Sacra Scrittura con l'evoluzione della società umana.

Cattolicesimo ed ebraismo non sono sempre uguali a sé stessi, e se è vero che entrambi in passato hanno visto la scienza come nemica, ciò ha avuto definitivo termine quando entrambe le Fedi hanno abbracciato la meccanica quantistica.

Plank, Einstein ed Heisenberg non hanno cambiato tutte le carte in tavola solo nella scienza, ma anche nella teologia.

 

Davvero, non vedo alcuna ricerca di nemici esterni al confronto teologico nel cattolicesimo ed ebraismo, semmai vedo un sacco di materialisti che cercano di identificare noi come nemici.

Ma è un loro problema, noi viviamo la nostra Fede in perfetta pace, chi è convinto della propria scelta non cerca confronti e tanto meno scontri.

 

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2 minuti fa, dec ha scritto:

Se si prosegue nel percorso, tuttavia, il discorso cambia e la Fede deve esserti arrivata, in un modo o nell'altro

Come dicevo, gli incontri personali e gli esempi viventi sono fondamentali, come le esperienze personali e lo studio

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Gaetanoalberto

Senza polemica, ma alle volte il gioco dialettico serve a cogliere alcune contraddizioni  interne ad argomentazioni apparentemente ferree, che rischiano di non emergere. Anche la dialettica potrebbe essere un dono del Signore, e ne sono ricchi gli scritti di tenore religioso.:classic_smile:

Un punto fondamentale da dirimere è il modo in cui la religione, affermandosi "legge", si pone rispetto alla comunità.

Sappiamo che l'evangelizzazione ha assunto molte vesti, di cui la predicazione è quella virtuosa, l'ascetismo una sorta di contraddizione, molto spirituale ma esemplare, l'invito alla meditazione una forma ammirevole di riavvicinamento alla nostra natura (umana ?) profonda, la pretesa di conversione il rischio generatore di conflitti. 

Purtroppo, spesso gli uomini esaltano l'aspetto normativo generale della religione, che era umanamente giustificabile nelle società meno evolute.

E fatta la legge, nasce la tendenza al giudizio, che sarebbe un atteggiamento scoraggiato dalla Parola, ma si annida periglioso nell'idea di un Dio non solo personale, ma legislatore e giudice.

 

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39 minuti fa, dec ha scritto:

Si parlava dell'esistenza di Dio non della pratica meditativa.

Credo che per un buddhista le due cose siano sufficientemente scindibili 

 

Edit: refuso, avrebbe dovuto essere "difficilmente scindibili"... correttore ortografico.

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Adesso, LUIGI64 ha scritto:

Come dicevo, gli incontri personali e gli esempi viventi sono fondamentali, come le esperienze personali e lo studio

E' attraverso questi che puo' arrivare la Fede, infatti.

O puo' non succedere, nonostante questi, come al sottoscritto.

Siamo nell'ambito del personale.

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5 minuti fa, dec ha scritto:

Direi di no, la meditazione è parte integrante del percorso che porta al Buddha, ma su questo sicuramente @LUIGI64 saprà dirti di piu'.

Appunto, per un buddhista la preghiera è parte integrante della dottrina, una trova vita nell'altra.

Sarebbe complicato per un buddhista dire "questi sono gli aspetti dottrinali e questa è la meditazione" intendendole come elementi separati.

Ma attenzione che tale modo di intendere le cose è presente anche nel cattolicesimo, gli Ordini monastici di clausura traggono la ragione stessa della propria esistenza da considerazioni molto simili.

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