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Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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Ora siamo alle “materie oscure”, questione di giorni, forse ore, ed arriviamo all’ antimateria. 
Ma non stiamo su un forum

di fisica teorica, siamo su un forum

di riproduzione audio e stiamo parlando di un aggeggio che converte segnali digitali in analogici, esattamente come facevano i primi cd player 40anni fa. 
 

  • Melius 1
1 ora fa, alexis ha scritto:

Misure che ritengo a maggior ragione del tutto insufficienti a definire la globalità del fenomeno

Questa tua affermazione equivale a dire che l'acquisizione del segnale dall'uscita analogica di un DAC e la sua analisi in frequenza e nel tempo non bastano a definire completamente il segnale. Ma secondo te, che cosa sfugge? La risoluzione di queste misure è milioni di volte quella dell'orecchio umano: che cosa manca?
Perché se è sostenibile affermare che ciò che percepiamo è attualmente non misurabile, più difficile è pensare che occorra scendere al livello del singolo elettrone per analizzare i segnali quando il nostro sistema uditivo è così poco risolutivo rispetto agli strumenti.

  • Melius 1
1 ora fa, extermination ha scritto:

Stante così le cose, una spiegazione plausibile può essere quella che si "gioca in categorie di campionato" molto ma molto diverse. 

Se Alexis ragiona in questo modo, al massimo potrebbe giocare in terza categoria del campionato provinciale 

Il nostro udito non è poi tanto diverso dagli altri sensi, se vedo un cavallo lo vedi anche tu, se esplode una bomba il boato lo sentono tutti i presenti. Ma se vedo uno spartito musicale, e sono musicista, vedo anche una serie di informazioni ben codificate che il non musicista non vede, e allo stesso modo chi non ha una reale cultura del suono non potrà mai cogliere ad esempio una sfumatura timbrica e valutarne la qualità. Se poi partiamo da una situazione in cui non si riesce a distinguere il suono di un violino da quello di una viola, o peggio si confondeil suono del fagotto con quello dell’oboe (come spesso succede su queste pagine…) mi chiedo di cosa stiamo parlando e quali “differenze” vogliamo o non vogliamo sentire. Questo ovviamente vale per i sostenitori di entrambe le fazioni. 
Mio nonno aveva un termine per chi si arroga il diritto di disquisire su cose di cui non ha competenza: ciarlatano.

  • Thanks 1
3 minuti fa, prometheus ha scritto:

Se poi partiamo da una situazione in cui non si riesce a distinguere il suono di un violino da quello di una viola, o peggio si confondeil suono del fagotto con quello dell’oboe (come spesso succede su queste pagine…) mi chiedo di cosa stiamo parlando

Giusto, uno straccio di conoscenza di quello che si ascolta è necessario, però quello che affermi si ascolta con l'udito e non con la vista

L'oggetto del dibattito non verte verso il riconoscimento degli strumenti musicali, ma tra un violino riprodotto da due diversi DAC

Alla fine mi domando, in % quanto possa differire il risultato finale tra un elettronica, chiamola "  HiFi" e una High End? Quanto è veritiero il suono emesso da un impianto "low cost" ? ( sostengo che il punto più delicato siano i diffusori). Basti pensare come siano distinguibili le voci  e gli strumenti attraverso una radiolina da 10 euro o l'impianto radio basic delle nostre auto.

 

4 ore fa, alexis ha scritto:

suono nella sua manifestazione finale è un fenomeno assai più complesso di quanto certe teste d’uovo vogliano/possano/siano in grado di ammettere

Il suono dei migliori dac l'e' fatto su base alchemica rispettando le fasi lunari e la posizione degli astri, loro non possono capire. Son cose che non si possono misurarare, che mandano in tilt i misuratori. 

Il 16/12/2023 at 15:50, ilmisuratore ha scritto:

Questo significa che nell'impossibilità di poter correlare perfettamente la misura rilevata con il risultato dentro la propria catena, non è forzatamente necessario guardare nel catalogo dei prezzi piu alti visto che anche i DAC costosi non garantiscono il risultato matematico di una resa perfetta, forse lo riducono, ma senza la certezza che piacerà al 100%

Grazie anche di questa risposta.

 

Non ho seguito gli sviluppi del thread e quindi, probabilmente, quanto sto per scrivere è già stato discusso e archiviato. Se così fosse, fa finta non abbia scritto nulla.

Ho l'impressione che le due "fazioni" che si sono confrontate fin'ora stiano parlando, in realtà, di cose diverse.

In sintesi, gli "ascoltoni" sostengono che (1) i DAC non suonano tutti uguali se inserito un certo sistema catena/ambiente; (2) le misure di cui solitamente disponiamo, ad esempio quelle fornite da Armin su ASR, non ci consentono di prevedere se un DAC suonerà bene o male (in un qualche senso di questi termini) una volta inserito in un certo sistema catena/ambiente. Serve ascoltare per capirlo.

Ora a me sembra che queste affermazioni non siano in contraddizione con quanto sostengono i "misuroni". Per te e per altri ciò che conta è la fedeltà del segnale che esce dal DAC rispetto al segnale d'origine, e questo dipende dalle misure e nulla più. Per me e per altri ciò che conta è se un DAC suona bene o male (in una qualche accezione di questi termini) in una certa catena/ambiente, e rispetto a questo le misure di cui solitamente disponiamo non sono determinanti, anzi sono assai poco informative.

 

Quindi, probabilmente, stiamo parlando di cose diverse e ci si accapiglia per partito preso.

   

 

  • Melius 2
Il 16/12/2023 at 14:14, Ggr ha scritto:

Non esiste, e non esisterà mai, perché le nostre percezioni combiano da indoviduo, e anche nello stesso individuo, anche da un'ora all'altra, in base ad umori,  aspettative, spese, speranze, scazzi, mazzi, e chi più ne ha piu nemetta.

Se fosse come dici, data uno stessa sequenza di suoni, ascoltandoli io potrei sentire la V sinfonia di Mahler e tu la I di Brahms, senza che nessuno di noi sia in errore. Il che è ovviamente assurdo. Oppure ancora, data quella stessa sequenza di suoni, un giorno tu sentiresti la I sinfonia di Brahms e il giorno dopo la VII di Beethoven, a seconda del tuo umore. Il che è parimenti assurdo. Le nostre percezioni sono molto diverse "ai margini" ma equivalenti in molti aspetti "centrali", e ciò è dovuto al fatto che appartenenti alla stessa specie vivente dotata, dla punto di vista fisiologico, dalle medesime capacità percettive. Se ci dimentichiamo questo semplice fatto, richiamo di sopravvalutare le differenze dimenticando le cose che abbiamo in comune, che sono tante e ci consentono di parlare un linguaggio comune anche in ambito musicale.

  • Melius 1
41 minuti fa, STEFANEL ha scritto:

Insomma non se ne esce, alla domanda se puo’ un set di misure indicarci come suonera’ un dac in una catena la risposta e’…..?

la risposta è, vai nei negozi troverai tanti diffusori e ampllificatori sopra i 20k, sorgenti costose? molto poche. Perchè? non serviva ne asr ne test in cieco basta un negoziante che ti dice come stanno le cose. 

47 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

fosse come dici, data uno stessa sequenza di suoni, ascoltandoli io potrei sentire la V sinfonia di Mahler e tu la I di Brahms, senza che nessuno di noi sia in errore. Il che è ovviamente assurdo. Oppure ancora, data quella stessa sequenza di suoni, un giorno tu sentiresti la I sinfonia di Brahms e il giorno dopo la VII di Beethoven, a seconda del tuo umore. Il che è parimenti assurdo.

E invece è la verità della realtà.  Sentiamo in modo diverso da individuo ad individuo, e lo stesso individuo in base a n. Fattori.

( siperman e orecchie dorate a parte).

Assurdità è negare questa semplice realtà,  della natura umana.

 

  • Melius 1
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