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Melius Club

Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

ad iniziare da quello vicino a casa mia, alla SS. Annunziata di Firenze

Da ragazzo, in visita a Firenze con i miei genitori, visitai S. Maria del Fiore e se non ricordo male la sera tornammo proprio in quella chiesa per un concerto d’organo di cui ancora oggi ho un bel ricordo…

 

@Max440 da accanito vinilista mi unirei volentieri al tour, potendo… 

Mighty Quinn
52 minuti fa, giaietto ha scritto:

Ne ho sentito parlare ancora da te settimana scorsa. Prima non sapevo manco che esistesse 🫣

Ragazzo fortunato!

Se vuoi recuperare, l' apice della protervia, arroganza, mistificazione è stata raggiunta durante questa ormai celebre presentazione in cui per la prima volta un indipendente ha fatto una presentazione su mqa senza ripetere a pappagallo le claims vuote e fumose di mia. Tutto ciò davanti ai grandi manager MQA (ovviamente BS, furbi, se ne è guardato bene dal presentarsi).

Nessuno ha potuto confutare una virgola dei dati sperimentali esposti e allora hanno puntato tutto sul tentare di delegittimare l' autore.

Vergogna eterna 

E gli audiofili in gran numero dietro a questi pagliacci

Ricordiamolo ogni tanto, hai visto mai che possa servire da lezione (ne dubito...)

 

Bello l’incipit, la premessa

“I’ve long since learned to ignore critics who dismiss the audibility of a phenomenon purely on a primitive theoretical understanding of the “scientific high ground.”

È quindi sbagliato negare che si sentano differenze o negare che il nostro udito ci dica che un apparecchio è (molto) migliore di un altro solo perché non esiste un substrato teorico che lo spieghi in maniera scientifica, ovvero senza che si possa misurare….

Perche? 

“Audio history is filled with example after example of phenomena that were ridiculed only to be later proven, with scientific certainty, to be real and audible”

Perchè nel corso degli anni si è potuto capire che, differenze apprezzabili ad orecchio e che erano ridicolizzate solo perché non potevano essere misurate, sono poi state dimostrate essere basate su presupposti scientifici (e quindi misurate, una volta capito cosa si doveva misurare: chiaro il concetto?)

”For just one example, the idea that the digital interface between a source and DAC could introduce an analog-like variability in the sound was once dismissed as the height of audiophile lunacy. It is incontrovertible that all interface types transmit the data without error; it was an article of faith that if the ones and zeros are the same, the sound is the same. But a few years after the first reports of audible differences between interfaces, the precise electrical phenomenon that introduced that variability was revealed—in granular technical detail—in a peer-reviewed paper written by respected academics (Journal of the Audio Engineering Society, “Is the AES/EBU and SPDIF Interface Flawed” by Malcolm Hawksford and Chris Dunn). Today, interface jitter is universally accepted as the source of variability in the sound quality of digital interfaces”

Insomma, quando noi ascoltoni si diceva dell’importanza di usare una interfaccia digitale  fra la sorgente e il DAC (come faccio io) e quando i “misuroni” ci dicevano che erano solo idee bizzarre di audiofili, perché il digitale è fatto di zero e di uno e quindi non si può sentire differenza ….ecco i misuratori dicevano una sciocchezza.

Solo quando è stato possibile misurare lo Jitter e sopratutto correlarlo a come lo recepisce il nostro udito e il nostro cervello, è stato possibile dimostrare scientificamente quello che però il nostro udito aveva già detto che esisteva e che era importante!

Che bello leggere queste parole… ed iniziare l’anno nuovo con il motto del fondatore della Linn (così facciamo contenti sia i digitalisti che gli analogisti), Ivor Tiefenbrun :  “If you haven’t heard it, you don’t have an opinion.”

Se non hai mai ascoltato con i tuoi orecchi un apparecchio, non puoi averne una tua opinione!

Buon Anno a tutti! 🍾🍾🍾

 

  • Melius 2
ilmisuratore
27 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Bello l’incipit, la premessa

Un test di ascolto in cieco e tutta quella scrittura va nell'immondizia

Parla specificamente di udito quando in realtà c'è una fortissima componente percettiva che determina le sensazioni avvertite all'ascolto

Le misure trovano una spiccata correlazione nel momento in cui si ascolta, appunto, con l'udito

Il resto è pura percezione condita da elementi esterni che concorrono nel formare una personalissima sensazione 

  • Melius 1
1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

quando i “misuroni” ci dicevano che erano solo idee bizzarre di audiofili, perché il digitale è fatto di zero e di uno e quindi non si può sentire differenza ….ecco i misuratori dicevano una sciocchezza.

Come non darti ragione.. ma vedrai che con il tempo, grande scultore, si ravvederanno pure loro.. infine pure le pietre, se ben lisciate e addestrate, saltano sull’acqua .. 😭😭

ilmisuratore
1 ora fa, SimoTocca ha scritto:

quando noi ascoltoni si diceva dell’importanza di usare una interfaccia digitale  fra la sorgente e il DAC (come faccio io) e quando i “misuroni” ci dicevano che erano solo idee bizzarre di audiofili, perché il digitale è fatto di zero e di uno e quindi non si può sentire differenza ….ecco i misuratori dicevano una sciocchezza.

Solo quando è stato possibile misurare lo Jitter e sopratutto correlarlo a come lo recepisce il nostro udito e il nostro cervello, è stato possibile dimostrare scientificamente quello che però il nostro udito aveva già detto che esisteva e che era importante!

Puoi specificare di quale interfaccia si tratta ?

Tra sorgente e DAC cosa andrebbe inserito?

2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Perchè nel corso degli anni si è potuto capire che, differenze apprezzabili ad orecchio e che erano ridicolizzate solo perché non potevano essere misurate, sono poi state dimostrate essere basate su presupposti scientifici (e quindi misurate, una volta capito cosa si doveva misurare: chiaro il concetto?)

Quali? Quando?

Mighty Quinn

@SimoTocca la solita accozzaglia di ridicoli luoghi comuni per consolare e tenere sempre ben caldi il popolo sempre piuttosto permeabile degli audiofili

Giustamente fanno il loro mestiere

Io mi interesso di altro

Ascoltare musica

Ascoltare musica al meglio

A loro non gliene frega una mazza 

14 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Io mi interesso di altro

Ascoltare musica

 

Diciamo che condivido il tuo punto di vista...

E poi, francamente, The Absolute Sound... un pochino più credibili sono gli amici di Stereophile, che dicono che il Musical Fidelity V90 da 300$ è "situabile" nella stessa categoria di merito di :

 - AUDIO-GD R7HE MK2 (4990$)

 - CHORD HUGO TT (4795$)

 - DENAFRIPS TERMINATOR (4600$)

 - GOLDNOTE DS-10 EVO (2990$)

 - LUMIN P1 (10.000$)

 - SCHIIT YGGDRASIL (2449$)

 

Mi pare una posizione più "onesta" e senza "timori reverenziali" ... :classic_rolleyes:

14 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Il titolo è chiaro: The Primacy of Listening. Ovvero il Primato dell’Ascolto.

Articolo Bellissimo!!! Grazie per averlo condiviso.

Scritto in maniera elegante e pieno di affermazioni condivisibili. 

Teorie incomplete e modelli semplificati, trincerati dietro la parola scienza, non fanno altro che generare disinformazione.

Si potrebbe sintetizzare tutto in una frase: “If you haven’t heard it, you don’t have an opinion.”

 

  • Melius 1
19 minuti fa, Nicola_66 ha scritto:

"If you believe you heard it, you have an opinion."

Se fai riferimento alla suggestione di massa, in quanto "scienziato" credo sia più o meno equiparabile alla combustione spontanea. Non tutti sono creduloni e non tutti sono scienziati, le categorizzazioni lasciano sempre il tempo che trovano.  

 

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