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Il pensiero di Mennuni: le donne a 18 anni devono sposarsi ed avere figli


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Gaetanoalberto
3 ore fa, melos62 ha scritto:

Bisogna liberarsi da questa idea dello Stato padre padrone che dovrebbe elargire o concedere privilegi e sovvenzioni ai sudditi

Oddio, potremmo anche dire che è necessario liberarsi dell’idea del cittadino piagnone, e far fare allo stato quello che deve fare. Porre regole a tutela dei cittadini, ad esempio in materia di mercato del lavoro.

Purtroppo il tessuto clientelare ha radici profonde, e lo impedisce.

Però voglio insistere su un tema che mi è caro: questo dipinto a tinte scure che si vuol dare della società, dello stato, del futuro, caro ad un certo tipo di politica oggi vincente, non è una causa importante del problema?
Tu dici bene, liberarsi dalla idea di Stato padrone passa proprio dal liberarsi dall’idea dello Stato padrone.

Boh, vedendo gli amici di mio figlio, tutti laureati e con un lavoro pagato non benissimo, ma neppure male, per neolaureati di prima assunzione, tutta questa voglia di mettere su casa, sposarsi, fare figli, ecc. proprio non la vedo, almeno per ora…mi pare che gli obiettivi, sia per i maschi che per le femmine siano ben altri…

  • Melius 2
Gaetanoalberto
26 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

tutta questa voglia di mettere su casa, sposarsi, fare figli, ecc. proprio non la vedo,

Per questo non è un problema economico ma sociale ed a stratificazione complessa.

Io ci vedo una certa dose di egoismo e di paura.

Sono sentimenti spontanei o anche coltivati da una interressata e cattiva comunicazione?

Magari semplicemente derivanti da un certo spontaneo risalto social  delle negatività?

 

  • Melius 1
2 ore fa, ferdydurke ha scritto:

tutti laureati e con un lavoro pagato non benissimo, ma neppure male, per neolaureati di prima assunzione

in italia? da diventare ricchi proprio… che voglia vuoi che abbiano con 1500€ se va bene e la prospettiva di arrivare a 2000 in 20 anni… non si mantengono manco loro

8 ore fa, Jack ha scritto:

in italia? da diventare ricchi proprio… che voglia vuoi che abbiano con 1500€ se va bene e la prospettiva di arrivare a 2000 in 20 anni… non si mantengono manco loro

Sono completamente d' accordo.

Egoismo, mancanza di voglia di prendersi responsabilità, edonismo c' entrano -forse - solo marginalmente.

La questione è molto più semplice :  come costruisco se non ho, neanche all' orizzonte, le risorse economiche per farlo ?

Questo è diventato un paese che non offre prospettive

11 minuti fa, eduardo ha scritto:

La questione è molto più semplice :  come costruisco se non ho, neanche all' orizzonte, le risorse economiche per farlo ?

Io penso che anche chi non ha problemi economici evita di impegnarsi con matrimonio e figli. Forse comincia a pensarci oltre i 30…

  • Melius 1
Gaetanoalberto

Però incide anche un'approccio figlio dei nostri insegnamenti, peraltro abbastanza giustificati sotto il profilo individuale: prima studi e "ti sistemi", poi pensi a fare famiglia.

Il "ti sistemi" poi, nella psicolgia del singolo, è variamente interpretabile, ed anche il sostegno chebi ragazzi ricevono in relazione alle condizioni della famiglia di provenienza.

Sociologicamente, se i giovani si rendono autonomi più tardi e se la fase di precarietà injziale è lunga, il reddito di ingresso bassino, il costo di affitti e case altino, va da se che ci si sposta verso i 30.

Si unisce un certo senso di precarietà affettiva per la quale, visti i fallimenti in giro, il legame e l'impegno "definitivi" diventano passi a lunghissima riflessione.

E vai con convivenze di vario tipo che non aiutano il "tetto coniugale" e la filiazione.

Insomma, la questione è articolata, e sarebbe necessaria, ma già da tanto tempo, una grande virata delle politiche, a sostegno dei giovani.

Ma è impossibile, visto il freno anche elettorale dei vegliardi in dirittura di arrivo INPS.

2 ore fa, ferdydurke ha scritto:

Io penso che anche chi non ha problemi economici evita di impegnarsi con matrimonio e figli. Forse comincia a pensarci oltre i 30…

È una conseguenza della incertezza (eufemismo.... ) a trovare il proprio spazio

4 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Però incide anche un'approccio figlio dei nostri insegnamenti, peraltro abbastanza giustificati sotto il profilo individuale: prima studi e "ti sistemi", poi pensi a fare famiglia.

Il "ti sistemi" poi, nella psicolgia del singolo, è variamente interpretabile.

Sociologicamente, se i giovani si rendono autonomi più tardi e se la fase di precarietà injziale è lunga, il reddito di ingresso bassino, il costo di affitti e case altino, va da se che ci si sposta verso i 30.

Si unisce un certo senso di precarietà affettiva per la quale, visti i fallimenti in giro, il legame e l'impegno "definitivi" diventano passi a lunghissima riflessione.

E vai con convivenze di vario tipo che non aiutano il "tetto coniugale" e la filiazione.

Insomma, la questione è articolata, e sarebbe necessaria, ma già da tanto tempo, una grande virata delle politiche, a sostegno dei giovani.

Ma è impossibile, vistonil freno anche elettorale dei vegliardi in dirittura di arrivo INPS.

Quoto tutto

21 ore fa, Panurge ha scritto:

Ogni epoca ha la sua narrazione globale, per definire un meglio o peggio ci vuole ancora parecchio tempo.

 

Questo relativismo "tout court" ha ormai stancato: è ora che ti decidi :classic_tongue:

21 ore fa, melos62 ha scritto:

Chi fa figli, istintivamente o consapevolmente, afferma la positività del reale. È una posizione religiosa, nel senso che ogni cosa particolare si crede che abbia rapporto col Tutto.

 

Per fortuna infatti ci sono i ciellini: che Dio li benedica!

Io ne conosco diversi e vanno dai 3 ai 7 figli cadacoppia :classic_love:

11 ore fa, Jack ha scritto:

che voglia vuoi che abbiano con 1500€ se va bene e la prospettiva di arrivare a 2000 in 20 anni…

 Uhè, carissimo, dove vivi?  Almeno l'80% dei lavoratori in Italia guadagna così... e si vive lo stesso senza troppi problemi :classic_smile:

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