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Il pensiero di Mennuni: le donne a 18 anni devono sposarsi ed avere figli


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2 ore fa, eduardo ha scritto:

La questione è molto più semplice :  come costruisco se non ho, neanche all' orizzonte, le risorse economiche per farlo ?

 

<< I soldi non fanno la felicità. >>

Ricordatevi che i proverbi sono generalmente verità assolute, al di sopra della politica, della religione, dei tempi ... 

  • Haha 2
briandinazareth

a me sembra un concetto un po' strano quello dell'egoismo verso qualcuno che ancora non c'è, come nel caso di  fare o no un figlio. 

la vita è enormemente cambiata e rispetto a non troppi anni fa, ad esempio ci sono moltissime cose in più da fare, si esce e si viaggia in ordini di grandezza superiori al passato, anche chi vuole figli in genere non ha fretta.

la questione economica che si tira sempre in ballo non regge al confronto con i fatti: con l'aumentare del reddito diminuisce la propensione a fare figli (a livello nazionale e globale).

lo stesso accade con l'aumento della scolarizzazione e con una maggiore parità dei sessi e lavoro femminile. 

è cambiata la cultura e aumentata la libertà di scelta, prima praticamente tutti facevano figli ; non farlo era considerato molto negativo socialmente. così come non sposarsi giovani. specialmente per le donne.

  • Melius 2
briandinazareth
40 minuti fa, Max440 ha scritto:

<< I soldi non fanno la felicità. >>

Ricordatevi che i proverbi sono generalmente verità assolute, al di sopra della politica, della religione, dei tempi ... 

 

i soldi fanno la felicità in percentuale molto ridotta rispetto a quasi tutti gli altri parametri della vita che possiamo prendere in considerazione (ad esempio il clima, la socialità, la serenità familiare, avere hobby, non lavorare troppo ecc.).

ovviamente a partire da un reddito che permetta di fare una vita dignitosa.

comunque la correlazione tra reddito e natalità è l'opposto di come la si dipinge. 
questo non significa che non si debba aiutare economicamente chi decide di far figli, ma non illudiamoci che cambierebbe la situazione.

Gaetanoalberto
41 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

a me sembra un concetto un po' strano quello dell'egoismo verso qualcuno che ancora non c'è,

Va bene, il termine implica un giudizio etico.

Possiamo modificarlo e trasformarlo in "cambiamento della scala delle priorità", con alcune concause associate, il tutto in ordine variabile.

D'altra parte, come dici, le specie si estinguono, e nei gruppi sociali alcuni prevalgono e sostituiscono gli altri.

La domanda è: assistiamo e ne prendiamo atto, o cerchiamo nei limiti del possibile, se lo riteniamo condivisibile, di modificare il trend?

E la politica e la cosiddetta societá civile , quelle buone, non hanno tra gli altri il compito di modificare i trend ?

Da qui l'importanza dei messaggi che si diffondono, e delle azioni concrete che si compiono.

O è un tema adatto al "vivi e lascia vivere" ?

Edit: dopodiché per caritá,  l'individuo compie comunque  le sue scelte, e non ama affatto essere condizionato.

briandinazareth
1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

La domanda è: assistiamo e ne prendiamo atto, o cerchiamo nei limiti del possibile, se lo riteniamo condivisibile, di modificare il trend?

E la politica e la cosiddetta societá civile , quelle buone, non hanno tra gli altri il compito di modificare i trend ?

 

si, come dicevi giustamente, senza limitare la libertà delle persone. 

per questo sono a favore di misure economiche che aiutino chi decide di procreare.

 



 

1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Da qui l'importanza dei messaggi che si diffondono, e delle azioni concrete che si compiono.

 

per i messaggi non saprei, io sinceramente non me la sentirei di consigliare, oggi, ad una ragazza di 18 anni di avere un figlio subito. ma neppure il contrario perché il mondo è vario e molteplice e lo sono anche le persone, con le loro aspirazioni, istinti e priorità. 

sulle azioni concrete, come detto, sono generalmente favorevole, ad esempio la questione degli asili nido è ridicola e non dovrebbe essere un costoso percorso ad ostacoli per i genitori. 

Il calo delle nascite è anche conseguenza di scelte politiche decennali in cui gli interessi dei più anziani hanno prevalso su quelle dei giovani e quindi del futuro del paese.

Mia suocera, insegnante, aveva un assegno pensionistico calcolato con il retributivo, di diverse centinaia di euro superiore ad una insegnante neo assunta. Lo stesso vale per tutte le altre situazioni similari.

Chi ha necessità di denaro per mantenere una nuova famiglia? Chi ha necessità che siano attivi nidi, scuola dell'infanzia e primaria a tempo pieno? 

4 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma è impossibile, visto il freno anche elettorale dei vegliardi in dirittura di arrivo INPS.

I vegliardi hanno pagato fior di contributi, spesso per centinaia di migliaia di euro, non è che si può cancellare tutto con un colpo di spugna, le regole sono queste, se proprio si vogliono cambiare mi sta pure bene, ma non si possono certo cambiare retroattivamente…

Gaetanoalberto
1 minuto fa, ferdydurke ha scritto:

non si possono certo cambiare retroattivamente…

Premesso che ho 60 anni, ed il discorso mi interessa, non sono d’accordo.

Se un sistema è insostenibile, e ci sono altre priorità, entro certi limiti, il cosiddetto “diritto acquisito” non lo credo inalienabile, soprattutto la pletora di pensioni retributive in corso. 

Anche a casa succede che fino ad un certo punto certe cose si possono fare, e ad un certo punto no, quindi si deve cambiare.

Però quando si deve fare vengono fuori i distinguo, i “peró a lui hai dato” , “ ma toglilo all’altro allora”, “ i falsi invalidi allora” etc…

Perciò nulla cambia e si velocizza il declino.

I giovani pagano.

 

2 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

I giovani pagano

I giovani ancora non hanno pagato nulla…io sono in pensione e ti dico in tutta sincerità che, facendo due conti della serva, per recuperare quanto versato di tasca mia + quanto versato dalla mia azienda per la previdenza, dovrei campare ben oltre 120 anni…non mi sento per nulla in debito in quanto non ho rubato nulla a nessuno…

Gaetanoalberto
2 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

non mi sento per nulla in debito

Se posso, quanti anni di servizio avevi al 31.12.1995 ?


Non so cosa intendi per giovani, quelli che lavorano pagano eccome: per esempio tutti gli attuali lavoratori pagano le pensioni di chi oggi è in oensione,   che riceve sempre e comunque un importo superiore a quello che deriverebbe dal montante contributivo versato in base alle prospettive statistiche di sopravvivenza.

Si dice della forbice tra retribuzioni e tasse e contributi, che deriva in parte dai contributi previdenziali, ed in parte dal fatto che il buco previdenziale si paga con le tasse.

Da cui i bassi redditi.

12 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

I giovani pagano.

Anche i vecchi sono stati giovani ed hanno pagato.

io poi, per quel che mi riguarda, domando:

Perché l'INPS a suo tempo ha voluto assorbire l'INPDAI (mio istituto di previdenza) ?

Gli ha fatto comodo allora appropriarsi dei fondi dell'istituto.

Ora, dopo essersi fatta carico dell'enorme debito dell'istituto dei dipendenti pubblici con le varie baby pensioni, dovrei essere io a rimetterci che ho lavorato e pagato contributi per oltre 40 anni ?

Gaetanoalberto
3 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

giovani ancora non hanno pagato nulla

 

12 minuti fa, vizegraf ha scritto:

dell'istituto dei dipendenti pubblici

Anche artigiani, commercianti e varie ed eventuali.

 

Ci rimetti solo se il contributo è statisticamente pari o superiore a quantonricevi.

Nel tuo caso, non me ne volere e non odiarmi, ricevi certamente di piú.

Ovvero io pago una pensione a qualcuno, per non averla a mio turno.

Questo è equo?
Ma poi il discorso non era questo: e se fosse necessario ridurre incosti del sistema come lo fai?

18 minuti fa, vizegraf ha scritto:

Ora, dopo essersi fatta carico dell'enorme debito dell'istituto dei dipendenti pubblici con le varie baby pensioni, dovrei essere io a rimetterci che ho lavorato e pagato contributi per oltre 40 anni ?

INPS e inpdai , caso di scuola. 




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