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Melius Club

L’utilità e l’attendibilità scientifica degli ascolti in cieco


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widemediaphotography

@Dufay Prima pugnetta:  Un  buon impianto!

Cosa definisce un buon impianto, il prezzo di acquisto? Le specifiche DICHIARATE dal costruttore? Il Marketing, la moda? L'esperienza dell'ascoltatore, gli investimenti in ricerca che può permettersi il costruttore (tipo  YAMAHA), o la  casa artigianale del marchio di nicchia, che fattura solo 2 milioni ma lucida a mano ogni componente?

Dai sentiamo...

  • Thanks 1
54 minuti fa, Dufay ha scritto:

Un popolo barbaro 

In Argentina invece va forte il fernandito, alias fernet Coca-Cola 
 

Se non l’apprezzi vuol dire che non hai il palato abbastanza rivelatore :classic_laugh:

1 minuto fa, widemediaphotography ha scritto:

Dai sentiamo...

Le mie orecchie 

widemediaphotography

@prometheus Le tue orecchie? E chi le ha certificate?

Ho già specificato, che i miei clienti delle "sensazioni" che riscontriamo su servizi e su progetti che gli cediamo non sanno cosa farsene, ma pretendeno certificazioni redatte  da Enti terzi accreditati, e non da Topolino, Pippo e Paperino. Il mondo della tecnologia automotive, ad esempio, funziona cosi... :classic_wink:

  • Melius 1
widemediaphotography

@jakob1965

E' lo Spettrogramma della forma d'onda differenza, generata sottraendo la versione corrispondente del file di riferimento dal confronto. Questo è lo spettro di ciò che rimane dopo la loro sottrazione. 

Non sto a spiegarti cosa sia il decibel (vai alla definizione di termine generico) e la frequenza.

Il Diagramma dimostra solo che in quella gamma di frequenze le forme di onda di quanto differiscono e pertanto le prestazioni sonore, ma non ti consente di stabilire quale sia migliore in questa determinazione.

Se avessi effettuato un'analisi partendo da un file master DIGITALE, allora il confronto avrebbe necessariamente stabilito che ogni variazione sarebbe potuta solo essere peggiorativa perché  Non Fedele all'Originale. Sul file master digitale, si potrebbe aprire una lunghissima diatriba...  perché sarebbe cmq ricavato da una registrazione analogica. Ad esempio in rete troverai la spiegazione perché molti file DSD suonano peggio dei relativi 16bit/44.1KHz registrati ad un tempo relativo e preciso. Spesso il master analogico, conservato su supporti magnetici, si è degradato e pertanto non è più possibile ripristinarlo alle condizioni originali... Su Dark Side of the Moon trovi scritto di tutto e di più.

 

7 ore fa, leonida ha scritto:

il problema è di chi la differenza non la sente se c'è realmente. Poi lo scienziato, se ci fosse realmente,, problemi suoi se non avesse la capacità di individuarla , provvederà eventualmente  qualcun altro,  dovrà spiegare da dove proviene.

Lo scienziato deve sempre e comunque partire da un'osservazione sperimentale e nel caso specifico,  valutare se la sua sensazione confermi eventualmente  quella dell'interlocutore.  A lui, in seguito, l'onere di comprendere ed spiegare e nel migliore dei casi, se possibile, misurare.

Il misurare e non trovare nulla, da cui la  deduzione dell'inesistenza di un fenomeno, da cui la presunta inutilità di verificare sperimentalmente,  non è esattamente quello si possa definire metodo scientifico.

Pensa ad un medico che ti liquidasse come malato immaginario ogni qualvolta gli eventuali esami prescritti non confermassero il tuo malessere.

Invece ti crede, come è possibile?

Pensa ai germi nell'800, la mortalità sarebbe ancora al 90% come ra sempre stata se qualcuno non avesse ipotizzato la loro esistenza ed avesse iniziato a sperimentare una forma di antidoto alle infezioni post operatorie.

Tu i germi, i batteri, i virus, li vedi? Li hai mai visti?

Pero credi che esistano. 

Se qualcuno al posto tuo non li avesse scoperti, individuati ed osservati, tu crederesti alla loro esistenza?

Te lo dico io, no.

Tu decidi che qualcosa sia possibile solo se qualcun altro lo abbia eventualmente confermato, non certamente in base alla tua esperienza decidi se un particolare fenomeno specie se controverso, esista o meno.

Comunichi tramite smartphone, ma se qualcuno ti avesse detto che lo faceva prima che tu avessi saputo qualcosa della telefonia cellulare, avresti giurato che fosse impossibile ed anche in questo caso, avresti invocato ricovero in psichiatria.

Come avresti quantomeno sorriso, come Einstein, della possibilità di un'azione fisica a distanza.

Avresti preso le sue parti contro il fisico eretico che l'avesse teorizzata ed  anche in questo caso,  ricovero in psichiatria invocato.

Avresti sicuramente  condiviso il manifesto EPR di Einstein, e l'avresti definita come lui, spooky action at a distance, terrificante azione a distanza.

Qualche anno dopo,  ti saresti dovuto, tuo malgrado, ricredere, Einstein aveva torto.

Un consiglio, sii meno superficiale e più possibilista.

https://www.unicusano.it/blog/wp-content/uploads/2015/03/Einstein-aveva-torto-sulla-spaventosa-azione-a-distanza-Fisica-e-Matematica-ScienzaTecnica-ANSA.pdf

https://www.geopop.it/il-nobel-per-la-fisica-2022-va-ad-aspect-clauser-e-zeilinger-per-gli-studi-sullentanglement-quantistico/

E lo sapevo che si andava a finire sulla fisica quantistica !!! Controllavo il thread solo in attesa di quello ! :classic_laugh:

Ora posso anche anche de-seguirlo...

  • Haha 1

il nostro cervello pesca, lavora per analogie, più è ricco il nostro bagaglio più il nostro cervello proverà piacere d'ascolto, Certo sono stimoli a cui bisogna essere sottoposti fin dalla giovane età, i gusti si formano così e anche la personalità, c'e' chi trova stupore nella musica nuova chi ascolta sempre lo stesso repertorio, stessi film, stessi libri, non c'è nulla di male in entrambi i casi. 

  • Melius 1
19 minuti fa, Bunker ha scritto:

E lo sapevo che si andava a finire sulla fisica quantistica !!!

un consiglio, mai sottovalutare altre strade se possiedi capacità di osservazione, di induzione, deduzione ed abduzione.

Sottovaluta, resta in ambito elettroacustico/iinformatico, e fra dieci, venti anni , ti troverai ancora a ricercare e discutere senza aver scoperto nulle che tu non sappia già

 

@widemediaphotography

1 ora fa, widemediaphotography ha scritto:

Le tue orecchie? E chi le ha certificate?

Ho già specificato, che i miei clienti delle "sensazioni" che riscontriamo su servizi e su progetti che gli cediamo non sanno cosa farsene, ma pretendeno certificazioni redatte  da Enti terzi accreditati, e non da Topolino, Pippo e Paperino. Il mondo della tecnologia automotive, ad esempio, funziona cosi... :classic_wink:

echissenefrega (o se preferisci sticaxxi come dicono a Roma) Qua siamo alla barzelletta, per poter ritenere che un impianto sia per me buono lo devo certificare? :classic_laugh:
Corro subito a cercare un Ente Terzo accreditato che mi venga a spiegare perché ciò che ritengo  buono non lo è. 
 

 

7 minuti fa, leonida ha scritto:

un consiglio, mai sottovalutare altre strade se possiedi capacità di osservazione, di induzione, deduzione ed abduzione.

Sottovaluta, resta in ambito elettroacustico/iinformatico, e fra dieci, venti anni , ti troverai ancora a ricercare e discutere senza aver scoperto nulle che tu non sappia già

Guarda, per mio modo di essere, conscio dei miei limiti (a differenza di altri) lascio che la ricerca la faccia chi è titolato e attrezzato per farla, che nel caso della fisica quantistica sono pochissime persone e ancora meno i laboratori.

Quando dovessero venire scoperte e comprovate scientificamente delle relazioni tra fisica quantistica e riproduzione audio, e quando queste dovessero rientrare nella gamma del percepibile sarò il primo a tenerne conto.

Fino a quel momento continuo a considerarle argomentazioni di chi non sa più cosa tirare in ballo per giustificare ciò che semplicemente non esiste.

Due considerazioni per chiudere:

1) in medicina, dove la fisica dei quanti inizia ad avere qualche applicazione concreta, non ci si sogna nemmeno lontanamente di mettere in discussione l'effetto placebo, andando a ricercare sconosciuti principi attivi di origine quantistica nei farmaci placebo. Si accetta il placebo come un effetto di natura psicofisica e fine. Da questo gli  audiofili dovrebbero trarre qualche conclusione.

2) chi fa ricerca sulla fisica dei quanti, inorridisce difronte alle affermazioni e alle pratiche che sono all'ordine del giorno in audiofilia.

In altre parole, se chi fa ricerca ragionasse come gli audiofili, invece di ritrovarci a studiare la tanto invocata fisica dei quanti, staremmo ancora a interrogare gli aruspici....

2 minuti fa, Bunker ha scritto:

 

Fino a quel momento continuo a considerarle argomentazioni di chi non sa più cosa tirare in ballo per giustificare ciò che semplicemente non esiste

Nessuno oggi, contesterebbe una virgola di quello che hai scritto, qualsiasi persona di buon senso condividerebbe incondizionatamente.

Arriveranno poi sicuramente da qui anche una serie di Melius a supporto delle tue considerazioni, pertanto è plausibile dedurre che le cose stiano come tu dici.

 

 

2 ore fa, Ligo ha scritto:

Occhio, non si devono mischiare preferenze con differenze.

Su quale “sacro testo” di procedura statistica lo hai letto, di grazia? Perché non è come tu dici!!!
Con un test a doppio cieco esplori quello che vuoi: differenze, preferenze, e quant’altro. Basta leggersi (e magari studiarsi..) il famoso test sui violìni antichi versus quelli moderni. Dove l’End Point del test è infatti la superiore qualità del suono degli uni sugli altri. Ovviamente per “preferire” gli uni agli altri vanno anche prima “distinti”, cioè apprezzare le differenze. L’End Point di un test in cieco lo si può decidere come si vuole.

Rimane invece del tutto ovvia, invece, la premessa che ho fatto e cioè: se si sceglie un End Point, un risultato finale, che rientra nella sfera della soggettività (anche sentire o meno una differenza pertiene la sfera della soggettività, non cambierebbe una sola virgola di quanto scritto, peraltro..) il “campione statistico”, per essere scientificamente “valido”, cioè avere un risultato significativo, deve essere un campione vasto numericamente. 

  • Thanks 1
3 ore fa, Ligo ha scritto:

Hai poi citato alcune mie frasi estrapolate dal contesto e il loro significato non è quello che hai attribuito.

Statisticamente parlando…😆😆 ehm.. io non ho citato alcune frasi, ma una sola frase!🤭😉

Che poi era la conclusione-architrave del tuo ragionamento anche se posta all’inizio. E cioè che la validità statistica di apprezzare una differenza (o una preferenza, che ribadisco è assolutamente la stessa cosa) non implica che per te, come singolo,  valga a sua volta.
Ma…che la statistica ha valore solo se applicata ad ampi campioni di popolazione me lo aveva già insegnato la maestra in quarta elementare con il famoso esempio del pollo… che se siamo in quattro per la “statistica” ce ne tocca un quarto a testa… ma può darsi benissimo che due persone ne mangino mezzo per ciascuno e le altre due neanche una mezza ala..di pollo… hehe.. 😉

Così …mi pareva di aver capito quello che dicevi.. e quindi  mi pareva di averti risposto correttamente… ma se,  per colpa mia, non ho capito ..prova a rispiegarmi il tuo pensiero..

2 ore fa, Bunker ha scritto:

E lo sapevo che si andava a finire sulla fisica quantistica !!! Controllavo il thread solo in attesa di quello ! :classic_laugh:

Ora posso anche anche de-seguirlo...

Veramente … essendo la Statistica l’argomento del Thread fin dal suo titolo, ed essendo la Fisica Quantistica la dimostrazione della validità della matematica statistica.. ehm.. forse più che de-seguire il Thread …diciamo che ci sei entrato per sbaglio?? Hehehe..😆

Scherzo ovviamente, ma le argomentazioni di @leonida sono solide e già citate anche solo rimanendo nel settore “elettronica-HiFi”… e cioè che con il progredire delle conoscenze si trovano connessioni del tetto inattese fra fenomeni che si pensava fossero totalmente indipendenti…

Ti invito quindi a continuare a seguirla questa discussione e a porre i tuoi dubbi e i tuoi quesiti.. perché è dai dubbi che nascono i progressi…(se Galileo non avesse avuto dubbi…si sarebbe ancora convinti che il Sole gira intorno alla Terra… no?).

P.S. Per quanto riguarda il Placebo… ehm.. ecco… non mi pare che la comunità scientifica la faccia “così semplice”, e cioè ci basti definirlo un fenomeno di natura Psico-Fisica per averlo compreso nella sua essenza…

Mi pare invece che siano in corso studi seri e approfondimenti proprio perché capire meglio il fenomeno del Placebo…

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