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Melius Club

Quando la Street Photography è vera o frutto di una montatura


Messaggi raccomandati

Uno., tra i tanti miei fotografi preferiti:

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Sergio Larraín

 

Larrain è nato nel 1931 a Santiago,in una delle famiglie più ricche del Cile. È entrato a far parte di Magnum Foto come associato nel 1959 ed è diventato un membro a pieno titolo nel 1961. Ha lavorato professionalmente per poco più di dieci anni, fermandosi nel 1972. Larraín è meglio conosciuto per la sua fotografia di strada,spesso di bambini di strada, "e l'uso di ombre e angoli in un modo che pochi avevano provato prima".

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  • Melius 1
  • 1 anno dopo...

...quando guardiamo una fotografia ci poniamo "inconsciamente" la classica domanda interiore se questa scena e' realmente esistita nella realta' dei fatti o e' il frutto di una eventuale montatura voluta e cercata dal fotografo ?

Comunque sia l' apparecchio fotografico, il mezzo, lo ha registrato quindi esiste.

Gia' il fatto che esiste/esistito ci consente di creare un distinguo tra la classica foto "piaciona" palesemente falsa e una foto cosiddetta "ruspante".

Nella fotografia definita come street (grosso contenitore dove oggi e' possibile infilarci di tutto) di foto "piacione" e spudoratamente WOW ve ne e' una innumerevole abbondanza.

Poiche':

E' facilmente replicabile.

E' un genere consolidato.

E' di facile appeal.

Di contro, per quanto riguarda la foto "ruspante" e' importante cogliere l 'attimo da registrare.

Siete piu' da foto "piaciona" o da foto "ruspante" ?

 

Qualche esempio di street "piaciona", improbabile, artefatta, di spudorato effetto WOW ma di grande presa tra i fotografi della domenica ed appassionati di computergrafica d' accatto dove prenderne spunto a man bassa.

La Schaller (ata) ambita e stracopiata, per me insopportabile e noiosa.

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analogico_09
18 ore fa, Plot ha scritto:

Qualche esempio di street "piaciona", improbabile, artefatta... 

La Schaller...

 

 

Insomma, un formalismo artificioso fine a se stesso, immagini costruite a tavolino, non si capisce bene se frutto di cropponi esasperati post-nati... 

 

Ma chedè la Shallar... :classic_rolleyes:

11 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Insomma, un formalismo artificioso fine a se stesso, immagini costruite a tavolino, non si capisce bene se frutto di cropponi esasperati post-nati... 

...in effetti hai centrato il punto.

Il formalismo artificioso utilizzato per la costruzione a tavolino mi annoia a morte, troppo artificioso, statico, stitico.

In genere di primo acchitto sono immagini che si fanno guardare, ma che non si fanno ri-guardare... in sostanza la solita minestra riscaldata da una botta e via.

Cosi' come l' iper crop mi sa di riciclaggio del fotogramma, che ci potrebbe anche stare, ma di sicuro non nasconde la grande scarsita' del contenuto ove nella maggior parte dei casi latita in fase di scatto. E si vede pur non conoscendo il frame per intero.

Ovviamente spero di sbagliarmi...ma uhmmm.

11 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ma chedè la Shallar... :classic_rolleyes:

Ha ha ha, ho voluto fare una sorta di gioco di parole citando Alan Schaller, uno degli ultimi fotografi di grido.

Idolatrato da molti fotografi dell ' ultima ora, ma francamente non ne capisco il perche' e per me rimane un mistero, alcune sue immagini sono pura computergrafica applicata alla street photo.

Le immagini che avevo postato precedentemente sono le sue, luci improbabili annerite col pennello di fotosciop, palesemente inesistenti.

Insomma per fartela breve la Schallerata altro non e' che l 'applicazione della tecnica di Alan Schaller alla portata di tutti :classic_ohmy:

Spiegone mode Off :classic_biggrin:

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Alan_Schaller_-_2.jpg

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Tradtion-vs-Modernity-Alan-Schaller-LA-S

analogico_09
35 minuti fa, Plot ha scritto:

ho voluto fare una sorta di gioco di parole citando Alan Schaller, uno degli ultimi fotografi di grido.

Idolatrato da molti fotografi dell ' ultima ora, ma francamente non ne capisco il perche' e per me rimane un mistero, alcune sue immagini sono pura computergrafica applicata alla street photo.

Le immagini che avevo postato precedentemente sono le sue, luci improbabili annerite col pennello di fotosciop, palesemente inesistenti.

 

Non lo conoscevo, ho cercato nel web qualche foto, alcune appaiono più "spontanee" ed apprezzabili, senza idolatrie, va da se, mentre non comprendo e non condivido l'eccesiva pratica manipolatoria che la fa da padrona per fare un qualche tipo di immagine non più fotografia anche se la stessa viene scattata da una fotocamera. 

Passo. :classic_wink:

A me molte cose di Alan Schaller (fotografo che seguo in rete) non dispiacciono.

Spesso, alludo alle foto molto contrastate, all'esposizione sulle alte luci, ai tagli di luce, sono cose già viste, d'altra parte temo che la street sia diventata in larga parte la ripetizione di una serie di luoghi comuni, ma devo riconoscere che in molte altre trovo gusto per la composizione e per l'inquadratura.

Non trovo, in genere, un uso invasivo di pp, tanto è vero che qualcosa del genere l'ho scattata anche io senza fare grande pp.

5 ore fa, wow ha scritto:

A me molte cose di Alan Schaller (fotografo che seguo in rete) non dispiacciono.

...ma certamente.

C'e' del buono magari nelle sue ultime produzioni.., meno artefatte e a dimensione piu' umana con una strizzata ad un approccio piu' fotografico e meno "computergrafichesca"

Ma bisogna anche riconoscere che in alcuni casi c'e' un eccesso di forma che dopo un po' (mi) risulta alquanto stucchevole e noioso.

In molti casi gli preferisco molto di piu' Ando Fuchs (italianissimo, e fotografo recente stessa classe di Schaller).

Anche se in alcuni casi diversi scatti di Fuchs possono ricondurci a quelle di Schaller, le sue foto hanno un significato piu' profondo, molto fotografico, meno formale ma con impatto,,, quasi scevro dall 'effetto WOW di Schaller della prima ora.

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images?q=tbn:ANd9GcTWDgScKMii56o_RpH1ysU

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Ando Fuchs:

https://www.ando-fuchs.at/portfolio/street-only

6 ore fa, wow ha scritto:

Non trovo, in genere, un uso invasivo di pp,

Mah, io ne vedo un eccesso piu' che' smodato che e' impossibile non notarlo ombre e luci cosi' inesistenti che fanno solo presa, un lavoro di post produzione che basta ed avanza.

A tal proposito posto un mio scatto direttamente in JPG dove le condizioni di luce sono reali, la scena e' reale cosi' come le ombre sono reali.

Lavorandoci su si potrebbe ulteriormente migliorare, e non ho voglia di perderci del tempo per farlo.

Questo e' il risultato del JPG in macchina e a seguire, senza effettuare correzioni ho solo deciso per questo taglio in verticale.

Tempo da perdere lo dedico ad altro:

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analogico_09

Sono elaborazioni visive post-scatto, immagini sofisticate e mentali, qualche volta attrattive poichè "curiose", da un'occhiata e via, contraddistinte dal formalismo seriale, sostanzialmente vuoto e ripetitivo. Inutile.
Sono l'immagine per l'immagine: oleografica, computergrafica, agiografica, illustrazione... chiamiamole come ci pare, le ameremo, le disprezzeremo ma non saranno mai arte fotografica la quale interpreta, trasfigura, astrattizza la realtà e il sogno di realtà, ogni cosa di questo mondo, nel momento orgasmico dello scatto "naturale" con la mente sgombra dal senso di onnipotenza che ci porta a fotografare non già concentrati sul "click" ma sul fatto che tanto c'è san fotosciòp e altri analoghi software che ci caveranno dagli impicci... La morte dell'arte fotografica. 

 

 

1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Sono elaborazioni visive post-scatto, immagini sofisticate e mentali, qualche volta attrattive poichè "curiose", da un'occhiata e via, contraddistinte dal formalismo seriale, sostanzialmente vuoto e ripetitivo. Inutile.
Sono l'immagine per l'immagine: oleografica, computergrafica, agiografica, illustrazione... chiamiamole come ci pare, le ameremo, le disprezzeremo ma non saranno mai arte fotografica

Qualche volta dovresti scrivere "secondo me".

E poi usare termini più consoni all'argomento che altrimenti chi legge non capisce nulla (giustamente).

Solo tu sai cosa centra "l'angiografia", che è un esame radiologico che "permette di visualizzare i vasi sanguigni (arterie e vene) e studiarne la morfologia, il flusso sanguigno e eventuali anomalie, come ostruzioni o restringimenti"  ovvero l'olografia che è una riproduzione con il laser di immagini in 3d, o la "computergradica" quando è evidente pure ad un principiante che le immagini di questo fotografo, alcune strepitose, non hanno nulla di manipolato e si potevano fare anche con una vecchia macchina a pellicola.

Se poi per te chiudere o aprire le ombre o fare Dodge and Burn significa "manipolare" allora tutti, ma proprio tutti i grandi fotografi fanno computer-grafica, a cominciare da Salgado.

E men che meno sei qualificato a definire cosa è e cosa non è "arte fotografica".

Non è che per essere "artistica" una foto deve essere necessariamente brutta.

 

 

 

  • Melius 1
  • Haha 1

@wow

Questo Fuchs mi pare nettamente inferiore come produzione, neanche lontanamente paragonabile ad Alan Schaller, che ha avuto un successo planetario nel suo genere.

Ha foto esposte in gallerie di tutto il mondo e vendute anche a prezzi importanti, ha pubblicato svariati libri diventati anche questi oggetto di collezione, insomma per demolirlo ci vuole più coraggio di Napoleone a Lipsia.

 

 

https://xposure.net/photographer/alan-schaller/

 

Publications that have featured his work include The Guardian, The New York Times T Magazine, The Washington Post, The Financial Times, South China Morning Post, Time Out, The Independent and The Evening Standard. Alan regularly has exhibitions, showing recently at the Saatchi Gallery, The Leica Galleries in London, Boston, Washington D.C., The Edit Space in Milan, and The Leica Galleries in Sydney & Melbourne. 

Brands he has worked with include Apple, Philips, Huawei, Union Coffee, Kew Gardens, Nokia, Huntsman of Savile Row and London Fashion week. He is an ambassador for Leica Cameras.

 

 

 

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