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Italia il paese con evasione tra le più alte in Europa


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Il 17/1/2024 at 14:36, Savgal ha scritto:

Esperienza personale, per 10 anni (dal 1988 al 1998) ho lavorato in un'associazione di categoria di artigiani.

quello in effetti e' stato un periodo d'oro per gli artigiani che si rimboccavano le maniche ed erano apprezzati per il loro lavoro. Poi dopo con l'euro c'e' stata una decimazione del reddito.

Questo e' quello che ho potuto vedere io all'epoca lavorando in uno studio commercialista nella mia zona.

@Paperinik2021 si fa presto a dire e' colpa dell'artigiano.

Avendo avuto papa' che ha lavorato 30 anni con propria ditta e dipendenti e mio fratello idem con altra ditta da 20 anni , seguendoli dal pdv fiscale amministrativo posso dire che il fenomeno dell'evasione e' quasi da ambo le parti quando si parla di lavori di ristrutturazione edile.

Quando un preventivo sfora una certa cifra , diciamo dai 4000 euro a salire a cui va sommata l'IVA la battuta 1 volta su 2 capita sempre. Il privato dice chiaramente che non vuole pagare l'IVA. Dicendo come scusa che sono 1000 euro buttati al vento. Non parliamo poi di preventivi che superano i 10000+IVA , li devi proprio stare attento a come parli.

Alla fine dopo qualche scena di pieta' ti fanno fatturare si e no il 40%. E ti dividono contanti dai bonifici.

Scene d'accattonaggio.

Poi ci sono pure quelli "dritti" , tirchi ma ligi alla legge.

Se il preventivo viene 10.000+IVA loro sono i primi a non fare problemi e chiedere Iban per pagare, ma ti martellano per avere 1000 1500 euro di sconto. Grazie al ca.

Insomma , per carita' gli artigiani evadono ma i privati sono molto spesso complici.

Discorso diverso quando lavori con aziende ed enti , li il problema non esiste.

  • Melius 1
1 minuto fa, Paperinik2021 ha scritto:

guarda che stai quotando la persona sbagliata. Io la penso esattamente come te, anche se non sono un artigiano

non era un quotatura per criticarti ,ma per rinforzare il tuo pensiero con cui sono d'accordo.

  • Melius 1
30 minuti fa, criMan ha scritto:

Il privato dice chiaramente che non vuole pagare l'IVA.

ma sui 100 euro di lavoro cambio rubinetto si, ma c'è già uscito il 22% sul pezzo.

su cifre superiori oggi chi è che tiene 5/10 mila sciolti in casa con i tempi

che corrono. ma chi li ha poi, che ormai scontrinano tutto dalla fetta di pizza

al gelato.

perfino io che pago tutto in contanti non ne tengo più di 2/300 in tasca per

le caramelle ed un migliaio abbondante in casa perchè non si sa mai.

@audio2 per me questa cosa dell'evasione e' voluta. Guarda che ti dico.

E' una sorta di ricatto , se tu ti metti a vedere quante tasse deve pagare l'artigiano a partita iva con ditta individuale non dovrebbe mai essere aperta. Se fatturi 100.000 e' grasso se ti rimangono 40.000 in mano puliti.

Con la ditta individuale.

Il sistema fiscale e' studiato a tavolino sapendo che c'e' un tot di evasione e se non puoi evadere ti massacrano.

Come massacrano i dipendenti.

E' li l'inganno secondo me.

Poi ci sono le categorie fortunate che veramente fanno strike , tipo il mio dermatologo che guadagna 5000 puliti a settimana. Quelli sono privilegiati. Ma il poveraccio che fa il fruttivendolo che si alza alle 3 e mezza, va a caricare e sta al banco alle 7 ... la maggior parte campano bene e basta. E' finita l'epoca degli avasori col macchinone. Poi ci sono quelli piu' bravi che ci riescono non dico di no.

E' il sistema che e' perverso.

 

 

 

  • Melius 1

@criMan

Ricordo di aver scritto che a mio parere era incomprensibile caricare di adempimenti fiscali un autonomo, soprattutto coloro che operano esclusivamente con privati.

Si potrebbe stabilire una somma presuntiva, differenziata per territorio (dubito che l'autonomo di Brescia abbia lo stesso reddito del corrispondente di Catanzaro) e su quella somma concordare IRPEF ed IVA da versare non più di due volte all'anno attraverso una dichiarazione precompilata sul sito dell'Agenzia delle entrate.

Sempre quando lavoravo nell'associazione di categoria proposi la cosa in una riunione con colleghi settentrionali, che mi dissero: "E poi noi cosa facciamo?". Al che mi sorse il dubbio (chiamiamolo così) che gli stessi soggetti che pubblicamente lamentano che i loro assistiti sono vessati da inutili adempimenti, nelle stanze dove si decide chiedono esattamente il contrario.

10 minuti fa, Savgal ha scritto:

Si potrebbe stabilire una somma presuntiva, differenziata per territorio (dubito che l'autonomo di Brescia abbia lo stesso reddito del corrispondente di Catanzaro) e su quella somma concordare IRPEF ed IVA da versare non più di due volte all'anno attraverso una dichiarazione precompilata sul sito dell'Agenzia delle entrate.

Oggi però di fatto con la contabilità forfettaria unita alla fattura elettronica gli adempimenti fiscali sono ridotti di molto e così si sono ridotti anche i costi della tenuta della contabilità, alla fine resta la questione entità dei ricavi ma fatti salvo questi ultimi oggi è tutto più semplice.

il discorso è complesso ,dal 2008 l'Italia ha perso 2.000 miliardi di PIL ,non è più cresciuta,ma da allora le entrate tributarie sono aumentate di  200 miliardi annui...in che modo ? con l'aumento della pressioni fiscale.

L'Italia conosce solo la (spesa) mancia pubblica come collante sociale,e su tale (spesa) mancia pubblica ha un track record di inefficienza tali da far impallidire le peggiori cleptocrazie della storia dell'umanità.

La spesa pubblica di infima qualità inseguita da continui inasprimenti fiscali provocano un effetto disincentivante dell'attività economica.

Il problema non sono le risorse,ma l'uso che ne viene fatto.

Le entrate tributarie totali pro capite di Italia  sono maggiori o allineate con Francia,Germania,UK,ma con risultati peggiori.

Fermo restando i 120 miliardi di evasione fiscale le inefficienze generate dalla P.A. ammontano ad oltre 200 miliardi.

Ma bisognerebbe chiedersi il perchè il nostro PIL non cresce dal 2008.

Certo non ci ha aiutato il dover rispettare il  patto di stabilità che ci ha costretti a tagliare gli investimenti pubblici e i fondi a sanità ed istruzione, e per stare a galla abbiamo dovuto fare deflazione salariale con il risultato che abbiamo perso potere di acquisto.

PIL.jpg




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