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Melius Club

L'evoluzione del Preamplificatore nei moderni sistemi a prevalenza digitale.


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Apro la discussione per parlare di questo argomento trattato anche in altri tread. 
L'idea non é quella ritornare sull'antica diatriba preamplificatore si / preamplificatore no. 
Che il preamplificatore ci voglia credo che sia ormai un concetto ampiamente accettato dalla maggioranza degli appassionati audiofili. 
Vorrei invece affrontare la questione in chiave moderna, analizzando come il preamplificatore nel tempo abbia subito evoluzioni e come stia arrivando ai giorni nostri in una forma più ampia, con funzioni di digital-hub (Streamer+DAC) e selezione degli ingressi (anche analogici).
Il passaggio alla musica liquida sta inevitabilmente cambiando le nostre abitudini ed i preamplificatori analogici vecchio stampo lasciano spazio a prodotti che pongono il digitale al centro come elemento chiave e non come una funzione laterale dello stesso. 
Per intenderci, un pre analogico tradizione, magari con opzione scheda DAC aggiuntiva (anche se apparentemente similare) è qualcosa di diverso da un digital-hub.
Mentre prima la consuetudine prevedeva il collegamento del DAC al pre, oggi esiste uno scenario alternativo in cui il moderno DAC digitale (evoluzione appunto del DAC di qualche anno fa) si mette al centro, semplificando l'impianto ed elevandone le funzionalità. Non parlo quindi di CD con uscita variabile collegati direttamente ad un finale (giusto per fare un'esempio), ma di una nuova classe di dispositivi pensati per prendere il posto del pre come cuore di un impianto HiFi.

Cosa ne pensate? Pronti ad abbracciare nuove strade o fedeli al vostro preamplificatore analogico? 
A voi la parola.  

 

Giuseppe

 

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/18335-levoluzione-del-preamplificatore-nei-moderni-sistemi-a-prevalenza-digitale/
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Mi sembra che cambi poco dalla diatriba preampli si preampli no . 
i dac moderni con sezione pre spesso si avvalgono solo di un potenziometro digitale . 
 

con le attuali sorgenti digitali che mal che vada escono a 2 volt , basta un potenziometro, non serve più il preamplificatore classico ……certo che se poi il dac strilla è l’amplificatore non è buono un preamplificatore classico può migliorare/camuffare un po’ le cose . 

  • Melius 1
51 minuti fa, NickMaro ha scritto:

Il mio pre era il Klimo parsifal ref. 

Scusa ma la domanda sorge spontanea : il volume come lo regoli ? Dal finale ? Dalla sorgente ? Ci descrivi il resto dell'impianto perché, detta come la racconti, la questione mi appare un tantinello enigmatica !

1 ora fa, Lucasan ha scritto:

Mi sembra che cambi poco dalla diatriba preampli si preampli no . 

Diciamo che un digital-hub, per considerarsi tale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche 

  • Una bella collezione di ingressi ed uscite digitali
  • Un insieme minimale di ingressi analogici (per un eventuale pre-phono o altro)
  • Le funzioni DAC e streamer naturalmente
  • La possibilita' di controllare il volume, che sia nel dominio analogico o digitale basta che lo faccio nel migliore dei modi.
1 ora fa, Lucasan ha scritto:

i dac moderni con sezione pre spesso si avvalgono solo di un potenziometro digitale . 

Lo faceva giá il mio DAC belcanto, all'epoca forse un precursore di questa tipologia di elettroniche, ma la semplice regolazione del volume nel dominio digitale oggi viene superata da tecniche piú moderne come sistemi misti analogici digitali oppure la tecnica denominata Leedh Processing una tecnica inventata da Gilles Millot di Acoustical Beauty e data in licenza a marchi importanti come Soulution, Lumin, Metronome, etc.  Direi quindi non un semplice potenziometro digitale.

1 ora fa, bluenote ha scritto:

Assolutamente fedele al pre analogico, a valvole ovviamente e perfino con gli scomodissimi potenziometri del volume separati, dato che è l'unico modo per avere un perfetto bilanciamento......😁

Anche il mio Convergent Legend aveva la doppia manopola del volume, davvero scomoda. Ma non l'ho venduto per quello, ma perché non mi dava la trasparenza che cercavo. Una cosa comune a tanti i pre, il loro caratteristico "colorare il suono".

Io da un anno circa sto usando un pre con scheda DAC e scheda streamer e devo dire che la comodità d'uso è impagabile:

  • 1 cavo di alimentazione invece di 3;
  • nessun cavo di segnale e paturnie collegate su neutralità, impatto sulla timbrica etc.;
  • le schede sono aggiornabili a versioni future del DAC (ma dubito che ne sentirò l'esigenza per un po' di anni) e dello streamer;
  • interamente controllabile tramite cellulare/iPad/laptop via rete locale (quindi può stare anche nascosto x esigenze domestiche se non si ha una sala dedicata all'audio), oltre che con il tradizionale telecomando;

 

sinceramente vedo difficile tornare indietro. Gli unici lati negativi che ho trovato finora sono i seguenti:

  • il software di gestione Bryston funziona bene ma è arcaico, stanno lavorando a una nuova versione ma è da 1 anno che lo annunciano. E' comunque compatibile con Roon;
  • il produttore è contrario a integrare nativamente Dirac nello streamer ma, essendo una scheda intercambiabile, potrebbero cambiare idea in futuro e comunque è un problema comune a molti produttori che si risolve facilmente.  

 

Ah... nel pre in questione c'è anche un amplificatore per cuffia di ottima qualità (1 altro scatolotto con annessa cavetteria in meno).

 

Less is more!

  • Melius 2
1 ora fa, NickMaro ha scritto:

Il collegamento diretto regala più dinamica e più dettaglio, sicuramente meno apparati ci sono nel percorso del segnale meglio e’.

Dici bene, é la prima cosa che si nota. Il suono fluisce in maniera piú libera, tutto é piu' trasparente, meno colorato. Ma con un lettore CD con regolazione del volume si ha solo un assaggio di quello che potrebbe essere, un digital-hub è qualcosa di piú completo. 

8 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Io comunque mi avvalgo di un solo potenziometro a resistenze , old style . 

Pensi che attenuare un segnale per poi ri-amplificarlo e controllarlo tramite una rete di resistenze possa in qualche modo non rappresentare un'alterazione del segnale originale?  Il mio Zanden model 3000 aveva probabilmente il miglior potenziometro mai costruito un ALPS blindato, ma questo non gli impediva di trasmettere un suo carattere al suono. 

12 minuti fa, alanford69 ha scritto:

Io da un anno circa sto usando un pre con scheda DAC e scheda streamer e devo dire che la comodità d'uso è impagabile:

Potremmo considerare questi prodotti come elettroniche di transizione. Schiacciano l'occhio alla praticità del digitale, offrono grande flessibilità di funzionamento ma non sono progettate da zero come macchine a prevalenza digitale.  

@granosalis mi sembra un ottima soluzione che sta prendendo sempre più piede, economicamente vantaggiosa, un bel finale e un hub che funga da pre, si elimina un componente e un dubbio. 
Potrei provare e non lo ho mai fatto, potrei usare gli ingressi sbilanciati del finale e collegare direttamente il dmp a6, che ora è collegato in bilanciato al pre e sentire la differenza in tempo reale. 
Sarà perché adoro il mio pre. 🤣

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