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Melius Club

L'evoluzione del Preamplificatore nei moderni sistemi a prevalenza digitale.


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48 minuti fa, granosalis ha scritto:

Potremmo considerare questi prodotti come elettroniche di transizione. Schiacciano l'occhio alla praticità del digitale, offrono grande flessibilità di funzionamento ma non sono progettate da zero come macchine a prevalenza digitale.  

 

Beh il BR-20 è qualcosa in più: è un hub digitale a tutti gli effetti che non ha sacrificato nulla della sezione analogica. 

 

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  • Melius 1
20 minuti fa, Lucasan ha scritto:


può essere, ma da mio nonno prima mio zio poi ed ora da me di ampli e diffusori ne sono passati , da Kondo Audio Tekne Audio Note Air Tight Bosendorfer Klipsch AvantGarde Ensamble Harbeth Spendor Rogers Altec SF Accuphase DCS Sony ed ovviamente qualcosa più o meno volutamente trascuro … certamente ci siamo tenuti lontano da MBL  Krell Norma  McIntosh perche li riteniamo poco validi  ma AR VTL Jadis ed altri perché ad un certo punto ognuno di noi sceglie il suo percorso preferenziale 

 

  • Haha 2
4 minuti fa, powerpeppe ha scritto:

Fin'ora non ho trovato nessuna sorgente digitale con funzione pre o anche solo volume in ambito digitale che abbia solo sfiorato il binomio pre a valvole+ finale (sempre a valvole... in casa mia ho a valvole pure la caldaia😅😅😅 quasi ) 

Non posso essere assolutista perché ovviamente non ho ascoltato tutto anzi troppo manca ma attualmente è cosi


credo che molte delle divergenze che emergono dalle varie esperienze siano probabilmente non tanto all’esperienza fatta con il preamplificatore ma al connubio Ampli-Diffusore che sono stati utilizzati . In linea di massima nella mia esperienza , proprio perché ho sempre o quasi utilizzato amplificazio a triodi , mi era necessario utilizzare diffusori con modulo di impedenza “facile” , e ciò fa tutta la differenza del mondo ! 

Attenzione alla trappola del Bias Cognitivo.  
Non é ne un insulto ne una malattia 😊 ... semplicemente un fenomeno che tende a farci trarre conclusioni esclusivamente filtrando le informazioni che riteniamo piú giuste. Non c'e nulla di male ovviamente, ma interroghiamoci sul un fatto: Abbiamo davvero tutti gli strumenti per poter giudicare e soprattutto lo facciamo con una certa apertura mentale o siamo condizionati da ciò che nel tempo abbiamo acquisito e dato per scontato? 

  • Thanks 1
55 minuti fa, maxgazebo ha scritto:

forse si ha la sensazione della maggiore "dinamica" perchè il pre ha un guadagno, spesso elevato, per cui si hanno volumi elevati ancora prima di arrivare a ore 9.00 con il volume...mentre spesso senza pre si deve arrivare a ore 3.00 o ore 4.00, per cui sembra non ci sia dinamica..questo io credo, poi ognuno giustamente ha le sue esperienze e fa le sue scelte naturalmente...ma che ci sia più dinamica non capisco come possa esserlo

 

No non sono sensazioni, con le orchestre è palese se ascolti ad esempio ad 80 dB di media (ho messo un valore a caso) non conta quanto giri la manopola, sono sempre 80 dB, ma hai una sensazione di maggiore spigliatezza e si sentono di più le differenze nelle escursioni dinamiche, infatti risultano più immediate.

5 minuti fa, alanford69 ha scritto:

Beh il BR-20 è qualcosa in più: è un hub digitale a tutti gli effetti che non ha sacrificato nulla della sezione analogica. 

 

Effettivamente ne ha tutte le caratteristiche, mi scuso per l'errore. Direi anzi che rientra a pieno nella definizione di digital-hub! 👍 

  • Melius 1
39 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Ma che pretendi utilizzando i MAC !

 

Hai ragione, la dinamica non la conosco :classic_biggrin:

 

39 minuti fa, granosalis ha scritto:

Lo stesso vale per le moderne elettroniche digitali in circolazione.

 

Come detto avendo utilizzato anche dac o lettori di alto o altissimo livello non mi è sembrato.

Però non avendo provato tutto non lo escludo al 100%.

Finora non ne ho potuto fare a meno, ma sarei molto contento se potessi.

3 minuti fa, granosalis ha scritto:

Attenzione alla trappola del Bias Cognitivo.  
Non é ne un insulto ne una malattia 😊 ... semplicemente un fenomeno che tende a farci trarre conclusioni esclusivamente filtrando le informazioni che riteniamo piú giuste. Non c'e nulla di male ovviamente, ma interroghiamoci sul un fatto: Abbiamo davvero tutti gli strumenti per poter giudicare e soprattutto lo facciamo con una certa apertura mentale o siamo condizionati da ciò che nel tempo abbiamo acquisito e dato per scontato?


Ma perché ti devi complicare per forza la Vita ? 

Sei troppo Marzulliano !!! 😂

Non sei ad un convegno del PD !!! 😂😂😂😂

 

Scherzo eh ! 
sia chiaro …😘

  • Haha 2
29 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Non spreco i miei soldi per due o più dac. 
Mica sono testine ! 😀

 

Non ho detto di comprare 2 dac, ho detto che se hai provato nello stesso momento 2 dac per fare un confronto e quello economico andava uguale o era un ottimo dac oppure molto più probabile quel dac immetteva mondezza in rete e livellava a livello basso anche il dac superiore, purtroppo mi è capitato di sentire poche differenze tra apparecchi che in altri contesti erano ben diversi, ma non è un buon segno in quel momento nel sistema.

 

25 minuti fa, Lucasan ha scritto:

No aumenta solo il guadagno . 
La tridimensionalità , la scena sonora , sono la parte artificiale della musica . Non che non mi piaccia , non che non abbia un suo fascino , ma se invece di cercare ad occhi chiuso la collocazione del violino nella scena ti concentri sul timbro ed il ritmo degli strumenti in primis , forse piuttosto di continuare a cambiare tanti dac ti fermeresti ad uno discreto e ci lavoreresti dietro per ricercare un equilibrio timbrico plausibile con la realtà musicale e non solo piacevole ad i tuoi occhi chiusi . 

 

Per prima cosa non ho cambiato tanti dac, ne ho provati, ma ho il dac interno al pre che era buono, ma ovviamente esiste di meglio, ora potevo salire di livello e l'ho fatto e da come va credo di non cambiarlo per un bel po' e siamo a due, non direi tanti dac, escludo quello nel lettore cd che è più o meno stesso livello di quello nel pre, ma se lo vogliamo contare arriviamo a 3, c'è gente che li cambia come un paio di mutande.

Che un pre guadagni di più è normale, ma non è solo guadagno, c'è anche una componente dinamica e basta arrivare allo stesso volume e si capisce.

Inoltre parlare di timbrica di uno strumento se non riesci a "vederlo" nella scena in 3D non stai ascoltando la timbrica.

Purtroppo questa sensazione la senti solo su alcuni sistemi, ma molti non sanno neanche di cosa sto parlando e purtroppo sono la maggior parte.

Non è assolutamente la parte artificiale della musica la riproposizione in 3D dell'evento, ma è proprio quello a cui si ambisce in Hi Fi, ma vedo che non si è compreso.

Premetto che non sto facendo lo sborone, perchè da me non c'è così evidente per motivi un po' di badget, ma principalmente di posizionamento dei diffusori per quieto vivere famigliare, ma quando lo ascolterai in altri sistemi capirai quello che sto dicendo.

Purtroppo la maggior parte degli audiofili non sa minimamente di cosa sto parlando, quando avranno la fortuna di poterlo sentire allora avranno un approccio ben diverso a quello che è la vera timbrica di uno strumento riprodotto, che non è uguale all'originale, ma è sicuramente molto più vicino di quello che normalmente sentono.

Molti sono convinti di ascoltare ad alto livello quando purtroppo stanno a livello mediobasso. 

32 minuti fa, Lucasan ha scritto:


credo che molte delle divergenze che emergono dalle varie esperienze siano probabilmente non tanto all’esperienza fatta con il preamplificatore ma al connubio Ampli-Diffusore che sono stati utilizzati . In linea di massima nella mia esperienza , proprio perché ho sempre o quasi utilizzato amplificazio a triodi , mi era necessario utilizzare diffusori con modulo di impedenza “facile” , e ciò fa tutta la differenza del mondo ! 

Ed infatti ho monotriodi e SEP 

E diffusori facilissimi da pilotare 👍

Sono sempre stato contrario alle elettroniche che integrassero al loro interno più funzioni. E questo vale anche per il Pre/dac/steamer. Io sono per la massima specializzazione univoca di un solo componente. Il Pre è fondamentale soprattutto per un motivo che nessuno ha menzionato ossia che "purtroppo" ogni finale si comporta come un carico ( pure talvolta difficile da pilotare) . Le impedenze di ingresso dei finali, pure sbandierate come altissime dai produttori, in vero possono abbassarsi e anche di molto in talune situazioni musicali. Vi siete mai chiesti perché Accuphase ad esempio costruisce Pre Monolitici da 20kg con enormi alimentatori in configurazione dual mono e Volume non a resistenze bensì a semiconduttori?

Forse quella è la strada 

  • Melius 2

Vorrei dare il mio contributo a questa discussione raccontando la mia esperienza.
Per molto tempo il mio impianto è stato composto da uno streamer Naim NDX2 con XPS-DR e da un ampli integrato sempre Naim Supernait 2 con HiCap-DR con un risultato molto piacevole; poi da "buon audiofilo" si è fatto avanti il desiderio di alzare l'asticella migliorando l'amplificazione e quindi ho venduto il SN2 e mi sono messo in cerca (nel mercato dell'usato per limiti di budget) di un nuovo integrato di classe superiore. Durante le ricerche ho intavolato qualche discussione per valutare pareri e consigli sulla scelta da fare e qualcuno mi ha detto: "perché al posto dell'integrato non provi un buon finale da collegare all'uscita variabile dell'NDX2?"; visto che di questa configurazione nel sito Naim non se ne parla da nessuna parte (sicuramente per motivi commerciali visto che hanno da vendere i loro preamplificatori) da prima ho pensato che il tizio si sbagliasse, poi a forza di cercare ho trovato alcuni forum dove parlavano di questa possibilità ma con risultati molto scadenti, e quindi non gli ho dato peso ed ho continuato la ricerca dell'integrato. Nel frattempo essendo momentaneamente "senza musica" un caro amico mi ha offerto in prestito un vecchio finale Sugden A21a (25w in classe A) ed io ne ho approfittato per vedere cosa usciva fuori da questa configurazione così sotto valutata, risultato: non ho mai sentito suonare le mie Totem Forest Signature così piacevolmente, con un palcoscenico e una tridimensionalità sulle basse frequenze impressionanti!... naturalmente per le mie orecchie. Ad oggi sono nell'indecisione più totale sul decidere se per per il mio upgrade puntare ad un integrato o ad un finale!

13 ore fa, granosalis ha scritto:

Mentre prima la consuetudine prevedeva il collegamento del DAC al pre, oggi esiste uno scenario alternativo in cui il moderno DAC digitale (evoluzione appunto del DAC di qualche anno fa) si mette al centro, semplificando l'impianto ed elevandone le funzionalità. Non parlo quindi di CD con uscita variabile collegati direttamente ad un finale (giusto per fare un'esempio), ma di una nuova classe di dispositivi pensati per prendere il posto del pre come cuore di un impianto HiFi.

Cosa ne pensate? Pronti ad abbracciare nuove strade o fedeli al vostro preamplificatore analogico? 
A voi la parola.  

Secondo me non cambia nulla.

Sono sempre esistite elettroniche all in one (sinto ampli, Dac pre, ecc…): con l’avvento dello streaming hanno integrato anche questa funzione in qualche “scatolo”.

Ciò consente un certo risparmio (lo scatolo) a discapito dello spazio (quindi alimentazioni più striminzite e maggiori interferenze interne) e della longevità (obsolescenza più rapida della parte digitale/streaming/app).

All’utente (e soprattutto al suo portafogli…) la scelta.

Per come la vedo io, avendo il budget, meglio componenti separati.

La funzionalità è la stessa o superiore e ritengo anche la qualità.

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