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L'evoluzione del Preamplificatore nei moderni sistemi a prevalenza digitale.


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7 ore fa, granosalis ha scritto:

Non diciamo cose che non sono, ci sono trasformatori e trasformatori e non tutti riducono la banda passante.

Anche il Lumin P1 ha i lundahl negli stadi di uscita 20 Hz -- 80 kHz +/- 0.3 dB

Fonte: https://www.lundahltransformers.com/wp-content/uploads/datasheets/7401.pdf

@granosalis Vero ma io non comprendo l'utilità di un trasformatore d'uscita quando non viene usato all'uscita di un finale valvolare di potenza...in tutti gli altri casi non fa altro che sostituire il condensatore, ma quest'ultimo interviene meno sul segnale nel senso che in un T.U. il segnale elettrico viene convertito in magnetico e successivamente riconvertito in elettrico. Sarebbe impensabile che dopo tale giro, la purezza e la immediatezza del messaggio sonoro non risultassero in qualche misura degradate e di certo lo è in misura maggiore rispetto ad un buon condensatore. Per me chi usa i T.U. in un dac cerca una tipica colorazione del suono che certamente a qualcuno piacerà. 

A me i nuovi dac/pre/streamer piacciono molto, ho un Sonica dac con tutte queste funzioni, ADI-2 Dac Fs, senza streamer e anche un Mini DSP HD.

 

I pre analogici di qualsisi prezzo o peso in kg, una volta tolti dalla catena ne ho solo trovato benefici immediati e udibili, naturalmente per i miei gusti. 

 

Inoltre poichè ho ormai abbandonato vinili e Cd da almeno 10 anni ma uso solo musica liquida per me è stato un passo naturale.

Praticità incredibile!

 

sorgenti:

 

pc-raspberry-Ipad-iphone

 

Per finire nell'impianto principale ho eliminato anche il Pre dac streamer grazie ai finali Crown ITech 5000 Hd che hanno ingressi e uscite digitali oltre a ingressi e uscite analogiche.

Quindi i Crown hanno il loro DAC  interno oltre a DSP BSS. 

 

Catena cortissima  unico cavo digitale da Pc ai Crown  e vantaggi udibili immediati.

Meno roba ci metti nel mezzo meglio suona! 

 

 

 

Discussione interessante. In altro 3d si diceva che questi digital-hub (o pre-dac-streamer, che sto valutando da tempo) devono essere "di livello" altrimenti si scade. Chiedo a @Cano che stimo, ma anche a @granosalis e a chiunque quali siano secondo voi tali componenti "di livello".

Perchè in altro caso si va sul teorico (....se ci fosse un componente che facesse....).

Qualche citazione è già stata fatta (costosetta, ma al momento vorrei capire più che quantificare in $).

Se poi vogliamo identificare (tecnicamente) "come" dovrebbe essere fatto questo oggetto...ancora meglio.

Grazie

19 ore fa, veidt ha scritto:

@granosalis Vero ma io non comprendo l'utilità di un trasformatore d'uscita quando non viene usato all'uscita di un finale valvolare di potenza...in tutti gli altri casi non fa altro che sostituire il condensatore, ma quest'ultimo interviene meno sul segnale nel senso che in un T.U. il segnale elettrico viene convertito in magnetico e successivamente riconvertito in elettrico. Sarebbe impensabile che dopo tale giro, la purezza e la immediatezza del messaggio sonoro non risultassero in qualche misura degradate e di certo lo è in misura maggiore rispetto ad un buon condensatore. Per me chi usa i T.U. in un dac cerca una tipica colorazione del suono che certamente a qualcuno piacerà. 

Eppure quando provai il Jeff Rowland Corus non sentivo limiti, anzi 

  • 10 mesi dopo...

Scusate, discussione molto interessante.

Una decina di anni fa provai una soluzione del genere (senza pre) con risultati molto scarsi, ma forse i tempi non erano maturi.

 

Potremmo, in maniera semplicistica, sminuire la vicenda ad una semplice capacità di pilotaggio dei finali da parte del dac?

 

come possiamo sapere se questa è sufficiente?

 

ad esempio: finale parasound A21, nelle specifiche tecniche è scritto sensibilità in ingresso sbilanciato 1v a 8ohm, e 3v a 8ohm in sbilanciato. 
 

quindi sembrerebbe che qualsiasi dac con uscita 2v sia più che sufficiente a pilotarlo, ma cosa succede quando il fonale scende a 4ohm o 2ohm? Avrà sicuramente bisogno di più v in entrata, giusto?

Il 30/1/2024 at 13:12, granosalis ha scritto:

Si parla di come il pre stia progressivamente evolvendo e centrandosi su tecnologie a prevalenza digitale.

si, è vero. Ma dopo già un anno ce il rischio che la macchina diventi obsoleta, come del resto i dac che sono sempre in evoluzione. Quello che va bene oggi, tra un anno....

Il 29/01/2024 at 21:36, granosalis ha scritto:

Diciamo che un digital-hub, per considerarsi tale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche 

  • Una bella collezione di ingressi ed uscite digitali
  • Un insieme minimale di ingressi analogici (per un eventuale pre-phono o altro)
  • Le funzioni DAC e streamer naturalmente
  • La possibilita' di controllare il volume, che sia nel dominio analogico o digitale basta che lo faccio nel migliore dei modi.

@granosalis Scusa ma dove sarebbe l'innovazione a parte l'attenuatore del volume che lavora nel dominio digitale? Altro non è che un'integrazione degli ingressi e delle uscite nel dac, quindi abbiamo il dac che diventa sorgente principale e quindi s'integra con il preamplificatore; ma nell'attimo che ci colleghi un'altra sorgente, magari un lettore sacd, avrai sempre un ulteriore cavo di segnale che collega il sacd agli ingressi del dac, come le più classico dei preamplificatori.  

12 ore fa, dario.brg ha scritto:

finale parasound A21, nelle specifiche tecniche è scritto sensibilità in ingresso sbilanciato 1v a 8ohm, e 3v a 8ohm in sbilanciato. 
 

quindi sembrerebbe che qualsiasi dac con uscita 2v sia più che sufficiente a pilotarlo, ma cosa succede quando il fonale scende a 4ohm o 2ohm? Avrà sicuramente bisogno di più v in entrata, giusto?

si e no, intanto questo è quello che ho trovato sul sito Parasound, se hai il manuale magari è più chiaro:

 

Input Impedance
Unbalanced: 33 kΩ
Balanced: 66 kΩ,(33 kΩ per leg)

Total Gain
29 dB

Input Sensitivity for 28.28 V Output into 8 Ω
Unbalanced: 1 V
Balanced: 1 V per leg

 

Su carichi più bassi è la corrente che aumenta, poi sta alle capacità del finale a saperlo o no gestire.

28,3V corrispondono a 100W, 2V in ingresso non riesci a gestire tutta la potenza, considera che non tutti i CD erano registrati allo 0dB, specialmente i vecchi.

 

@Coltr@ne il manuale riporta questi dati.

che se non leggo male ha come sensibilità in ingresso 1v per lo sbilanciato e 3v per il bilanciato, non capisco se si riferiscono per avere 28,8v in uscita a 8ohm o meno.

 

Il 29/12/2024 at 22:21, supermike ha scritto:

ma nell'attimo che ci colleghi un'altra sorgente, magari un lettore sacd, avrai sempre un ulteriore cavo di segnale che collega il sacd agli ingressi del dac, come le più classico dei preamplificatori.  

Infatti sono oggetti che danno il meglio in particolari condizioni, se lo scopo e' aggiungere altri dispositivi analogici come un player esterno, i benefici vengono meno. C'e' da dire che sono sempre meno le persone che aggiungono lettori esterni SACD, molto piu' facile aggiungere una meccanica CD da collegare in digitale. 

Il 29/1/2024 at 21:36, granosalis ha scritto:

Diciamo che un digital-hub, per considerarsi tale, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche 

  • Una bella collezione di ingressi ed uscite digitali
  • Un insieme minimale di ingressi analogici (per un eventuale pre-phono o altro)
  • Le funzioni DAC e streamer naturalmente
  • La possibilita' di controllare il volume, che sia nel dominio analogico o digitale basta che lo faccio nel migliore dei modi.

Thread che capita a fagiolo: avrei bisogno di un preamplificatore digitale con uscita digitale (quindi proprio un digital-hub) che disponga:

  • uno/due ingressi analogici (di cui almeno uno phono MM) con conversione A/D
  • uno/due ingressi digitali almeno (per uno streamer e una meccanica cd)
  • possibilità di controllare il volume nel dominio digitale (con risoluzioni interne di 32 o 40 bit, trovo superata la vecchia diatriba)
  • uscita digitale, controllata dalla manopola del volume (per poter alimentare un crossover elettronico digitale)

.

Le funzioni di streamer puro e conversione D/A preferisco tenerle fuori, per scegliermi di volta in volta i dispositivi più recenti/evoluti.

.

Sul mercato, oltre al costoso RME adi 2/4 Pro, stento a trovare macchine che potrebbero corrispondere a questo profilo, vi viene in mente qualche apparecchio che mi sta clamorosamente sfuggendo?

Il 31/12/2024 at 10:21, granosalis ha scritto:

C'e' da dire che sono sempre meno le persone che aggiungono lettori esterni SACD, molto piu' facile aggiungere una meccanica CD da collegare in digitale.

@granosalis Metti che hai un Esoteric Grandioso di certo non lo butti via :classic_rolleyes: o qualche lettore "d'antan" che suona ancora bene come il Marantz CD7; per non parlare dell'analogico. Insomma l'idea di una sola sorgente da poter collegare resta sempre qualcosa di limitante. Certo, se a uno interessa la sola liquida conviene farsi un dac con il controllo di volume integrato come l'MSB e collegarci direttamente il finale/i; poi come hai giustamente affermato, se si ha una collezione di cd e si vuole riascoltarli, si potrà sempre collegare una meccanica. Però secondo me la questione è un'altra. I pre di oggi, in particolare questi dac che svolgono anche la funzione del controllo di volume, non guadagnano, sono dei pre passivi o al limite potenziometro+buffer. Il suono in tal guisa tende ad essere asciutto, la gamma bassa perde in corposità ergo questo tipo di suono troppo flat potrebbe non piacere. Recentemente ho confrontato il Soulution 727 e il 525 e il primo, che guadagna di meno rispetto al secondo, mi ha dato una sensazione di un suono più flat, ma anche di maggiore asciuttezza.     

11 ore fa, supermike ha scritto:

non guadagnano, sono dei pre passivi o al limite potenziometro+buffer. Il suono in tal guisa tende ad essere asciutto, la gamma bassa perde in corposità ergo questo tipo di suono troppo flat potrebbe non piacere.

Ovvio che se avessi un Esoteric grandioso questa non sarebbe la strada giusta. Ma questa tipologia di Hub digitali non hanno nulla a che vedere con un pre passivo, sono sistemi attivi e certo che guadagnano, ovviamente dipende da modello a modello. Togliendo il pre e sostituendolo con un sistema attivo a guadagno, moderno, su un percorso del segnale piu' breve, il risultato potrebbe sorprendere e certamente migliorare in dettaglio, velocita' e trasparenza. Certe gamme basse piu' corpose o certi suoni artificialmente piu' ricchi possono piacere, non lo nego, ma sono spesso frutto di colorazioni aggiunte dal pre. 

Ovviamente non ne faccio una mantra assoluto, io stesso uso un integrato con un ottima sezione di preamplificazione e non tornerei indietro, ma molti finali che ho avuto suonavano decisamente meglio in pilotaggio diretto con il DAC. Basta provare per capire quale strada piace dippiu', senza assolutismi ovviamente.   

Il 04/01/2025 at 09:52, granosalis ha scritto:

Ma questa tipologia di Hub digitali non hanno nulla a che vedere con un pre passivo, sono sistemi attivi e certo che guadagnano, ovviamente dipende da modello a modello. Togliendo il pre e sostituendolo con un sistema attivo a guadagno, moderno, su un percorso del segnale piu' breve, il risultato potrebbe sorprendere e certamente migliorare in dettaglio, velocita' e trasparenza.

@granosalis Nei dac msb non c'è nessun guadagno, è un semplice attenuatore di volume che lavora nel dominio digitale, e la stessa cosa ho riscontrato in altri dac. Non mi è mai capitato di vedere un dac con una sezione preamplificatrice vera e propria, al limite il solo buffer. 

@supermike

Moon 791, guadagno 13 db
Linn DSM, con ingresso analogico ed ingresso phono, non trovo il dato del guadagno
Lumin P1, anche su questo non trovo i dati di guadagno. 
Ma ribadisco il concetto, un digital Hub non e' necessarimente un dispositivo con ingressi analogici (anche se qualcuno li include per completezza) ma un dispositivo pensato per lavorare nel dominio digitale. In questo contesto, l'idea di "guadagno" non ha alcun senso, ma bisogna parlare di capacità di pilottaggio. 

Con il Linn ci piloti i monofonici Klimax Solo 800! ... come ci piloti praticamente qualsiasi cosa anche con gli altri, giusto per citarne qualcuno. Pertanto la chiave di lettura della questione è piu' articolata. Dipende da come uno vuole impostare il proprio sistema, di quali sorgenti dispone e cosa si vuole privilegiare. Ma credo che questo ed altri argomenti siano stati già abbondantemente eviscerati all'interno del 3D. 

 

 

 

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