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Melius Club

Negli ultimi dieci anni sono spariti dalle città 111mila negozi.


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Nella mia zona vedo segni di crisi anche nei grossi centri commerciali: Si moltiplicano i "Moduli" sfitti con le vetrine coperte da poster scimmiottanti merce, il cc più vicino al centro abitato ha visto praticamente tutto il piano superiore trasformato in una pista indoor per go-kart, conoscenti che lavorano nel campo del "conteggio teste" mi dicono che le disdette fioccano, l'offerta food vede un continuo riposizionarsi di prezzi e tipologie alla ricerca disperata di clienti, da all-you-can-eat diventa sushi a-la-carte, poi pizzaltaglio ma-di-quella-buona, tuttomalga, i-sapori-dell-orto, salumi&co.  Il tutto nel gro di pochi anni...

Auchan ha levato le tende, conad subentrato ha dimezzato la superfice, coop rimodula i "punti di presenza"...

Se all'apertura era figo andare a fare "due vasche" al entro commerciale, ora l'impressione è quella dei magazzini GUM in epoca pre-gorbacioviana... 

  • Melius 2
2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

perché mai dovremmo farlo? 

Si ma a me di tutto questo sai cosa dà fastidio? E' appunto che ci si lamenta perché il centro città non avendo più attività commerciali si sta piano piano spopolando e imbarbarendo. E di questo incolpano prima Amazon e poi i centri commerciali in periferia nonostante di entrambi siano affezionati clienti, l'attimo dopo si lamentano che non ci stanno più negozi in centro ed è diventato triste, tu da che parte ti schieri? Che poi assomiglia molto alle discussioni che faccio con un mio amico beone di bisbocce quando lo sento lamentarsi che le fabbriche di motoseghe (esempio) in Italia chiudono, ma lui la motosega l'ha comprata tirandola giù dallo scaffale del cinese. Che ci sta per l'amor di dio, ma almeno non metterti a pontificare, che poi fa il paio con quelli che vanno al negozio della Nike si provano il tal paio di scarpe, escono magari pure non salutando e aprono la pagina di Amazon scegliendo scarpa e numero preciso. Lo scrivevamo anche anni fa quando non erano le scarpe il soggetto delle ns discussioni, ma magari le Dynaudio o le Wilson ascoltate a Montecatini e poi comprate a Berlino.   

3 ore fa, audio2 ha scritto:

 

 

3 ore fa, audio2 ha scritto:

 

 

3 ore fa, audio2 ha scritto:

fatto salvo che anche in centro città è pieno di anzianotti con scarsa mobilità e scarse capacità informatiche non tutto è riducile all' efficientismo

Infatti, escludendo i grandi centri commerciali della periferia nei quali vanno soprattutto i provinciali, le città sono costellate di piccoli supermercati "di vicinato" della GDO, oltre ai tanti negozietti di pakistani e bengalesi. Questi ultimi reggono soprattutto perché fanno orari che nessun italiano accetterebbe mai e campano la famiglia con niente.

La speculazione immobiliare,che ha fatto crescere gli affitti,sommata al carico fiscale, han generato una spesa insostenibile.

Rimangono aperte le attività che vendono la loro manodopera,che hanno l'attività avviata,proprietari dei muri,oppure con affitto moderato,senza personale da pagare o con impiego moderato.

Esempio i parrucchieri da donna ,quelli da uomo devon tagliare cinque teste contro una,per avere le stesse entrate.

I negozi alimentari han bisogno di spazi,e han poco ricarico,se non han modo di scaricare le spese chiudono.

Ho visto una bolletta fiscale relativa alla luminosa di una trattoria,2500 euro,se non la vedevo non ci credevo.

Cioè voi spendete per mettere un' insegna luminosa,spendete per illuminarla,per richiamare l'attenzione della clientela,e lo stato vi chiede 2500 euro di tassa annuale.

La tassa sui motori frigoriferi,sulla tenda,poi vi è l'affitto,le spese,telefono,acqua, energia elettrica,riscaldamento,infine le tasse legate alle entrate.

Se si lavora molto si mette da parte qualcosa,se si lavora poco si fanno i debiti.

E  così oltre all'attività si perde anche l'abitazione data in garanzia alla propria banca.

per gli affitti è un cane che si morde la coda

se aumenta il prelievo fiscale poi aumenta l' affitto, per forza

a parte che con quelli commerciali non è semplice, in pratica se non danno disdetta puoi chiedere solo

il 75% dell' inflazione ufficiale

invece se va via sponte sua, dopo aumenti, sempre se ti pagano però

altro problema, un conto è operare nel centro delle grandi città storiche, altro sono le periferie o i grossi paesoni

i famosi fruttivendoli indo paki che vanno bene è perchè in pratica stanno aperti 18 ore al giorno facendo

lavorare a turno tutto il parentame, parentame che entro certi limiti gode anche di un trattamento fiscale

ed assicurativo agevolato.

30 minuti fa, audio2 ha scritto:

è perchè in pratica stanno aperti 18 ore al giorno facendo

lavorare a turno tutto il parentame

Ni, c'è un giro vero e proprio di "affitto d'impresa" di fatto che nemmeno immaginiamo.  Nulla di più facile che quello che ti pesa le patate poi debba pagare un 80% dell'incasso al titolare vero del negozio. (ovvio che la parte "contrattualizzata" sia molto più bassa e indipendente dalle vendite) 

Nel mio quartiere multietnico è tipico vedere i banglamarket con la presenza più o meno fissa di soggetti "osservatori" (sempre gli stessi per molti negozi) probabilmente delegati dai veri titolari al conteggio e stima degli incassi reali. 

5 ore fa, Jack ha scritto:

“nessuno comprerebbe un rolex on line”

Al contrario c'è una compravendita online di orologi di lusso con volumi che è ragionevole pensare superino quelli che interessano  i negozi fisici. Guarda quanti annunci solo su chrono24, che è la prima piattaforma mondiale:

https://www.chrono24.it/rolex/index.htm?dosearch=true&query=Rolex

3 ore fa, briandinazareth ha scritto:

oggi il mio bangla sottocasa con la sua attività ci campa la famiglia, senza troppe pretese ma dignitosamente, una cosa che non basta più alla maggioranza degli italiani, così come non piace il carico di lavoro (vale anche per panettieri e figure simili

Questo e’ verissimo.

 

3 ore fa, Jack ha scritto:

l'occasione terzomondista è ghiotta.

A proposito: vado in negozio "terzomondista", il classico megastore indo-cino-quelchecavolosono dove trovi dal chiodo (di ferro dolce) al vagone (di cartapesta).

Prendo un ballino di carta igienica dall'ammasso, da lontano il "gentilissimo" commesso abbaia che devo chiedere a lui perchè se metto in disordine (cosa ?) poi gli tocca lavorare il doppio.

Manco lo cago, vado alla cassa ed esco.

A casa metto un rotolo dove deve stare, nell'apposito supporto accanto al trono. Il rotolo è leggerissimo, la carta è gonfia d'aria, dopo due giorni è terminato.

Prezzo di 4 rotoli: 1,95.

Pacco di 4 rotoli col marchio del supermercato: 2,25 euro.

Un rotolo da solo pesa come 3-4 degli altri, è compatto, messo al suo posto tira avanti una settimana abbondante.

A questo punto i "gentilissimi" che non vogliono lavorare il doppio possono lavorare la metà, anzi riposarsi del tuto.

Andate in questi bei negozi, mi raccomando, che c'è roba buona.

6 minuti fa, Guru ha scritto:

Al contrario c'è una compravendita online di orologi di lusso con volumi che è ragionevole pensare superino quelli che interessano  i negozi fisici.

Si ma chi garantisce che il pezzo sia originale fin nell’ultima rotella?

4 ore fa, Martin ha scritto:

Non dico di arrivare ai livelli

@Martin certo, gia nei 90, entravi nel negozio elettrodom e era il momento ( almeno per me) del vhs, cheidevi al commesso , ma lui non era piu ingrado di consigliarti per il meglio, di indicava un lettore "giusto" solamente perche di quel modello ne vendevano tanti e allora...

extermination
3 ore fa, briandinazareth ha scritto:

senza troppe pretese ma dignitosamente, una cosa che non basta più alla maggioranza degli italiani

Te compreso, da buon manager  in un'azienda che si occupa di Strategy - Consulting- Technology e oltre..




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