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Melius Club

Negli ultimi dieci anni sono spariti dalle città 111mila negozi.


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26 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si ma chi garantisce che il pezzo sia originale fin nell’ultima rotella?

Esperienza, feedback, reputazione del venditore... Fatto sta che online c'è un commercio di orologi da paura.

Parlo per esperienza i miei han sempre avuto da che mi ricordo un negozio di Macelleria a Milano,e al momento vi lavora mio fratello,con un aiuto a ore.

I grossi guadagni vi sono stati sino a circa il 1985,si lavorava 6 giorni su 7 ,e le ore non si contavano.

Con la fine dell'equo canone,e l'inizio della grande speculazione immobiliare, che passò poi alla periferia e si estese in provincia,

nell'arco di pochi anni perse il grosso dei clienti,chi non poteva pagare venne sfrattato,alcuni acquistarono,ma tutti o per il caro affitto o per il caro mutuo vennero economicamente penalizzati.

La seconda stangata con tangentopoli,molti clienti indirettamente coinvolti,persero l'occupazione.

Poi alti e bassi ( piu bassi ) sino ai giorni nostri,ma è stato un tirare avanti.

1 ora fa, extermination ha scritto:

Al contrario fioriscono "negozi" ( in senso ampio) nelle località turistiche per "fottere" i turisti per caso. Italiani in gita fuori porta compresi.

Questo se permetti è un luogo comune con poca aderenza alla realtà.

Può essere per qualche ristorante sicuramente, ma il negozio con una storia dietro, non

l'avrebbe (la storia) se non trattasse bene turisti e clienti.

-

Il vantaggio vero (e notevole vantaggio) delle zone turistiche sta nella molto maggiore

"propensione all'acquisto" della persone in vacanza.

Se ci pensate quando siete in vacanza il fatto di essere rilassati, buon umore, molto tempo

libero, luogo diverso, soprattutto le donne, abbassa le "difese" e qualche spesa (in più)

la fate sempre.

extermination
3 minuti fa, dariob ha scritto:

Questo se permetti è un luogo comune con poca aderenza alla realtà.

Mah! Vacanze a parte ( ovviamente) vado in giro quasi tutti i we tra città d'arte, mari,laghi e monti tra lombardia, veneto, val d'Aosta, Piemonte, Emilia e Liguria.

Un luogo comune un piffero!!

Certo non vado negli alimentari e frutta e verdura 

Un disastro per il gettito fiscale dello Stato i vari negozietti stranieri che , crisi o qualsiasi cosa accada , riescono sempre a non chiudere . Una sorta di highlander immortale.

Ricordo qualche anno addietro su Roma una retata in cui hanno fatto chiudere non so' quanti negozi "bangla" perche' non avevano mai versato un euro di imposte.

D'altronde la normativa attuale "premia" gli evasori nullatenenti e questi ne approfittano.

Un italiano che apre un negozio , per quanto possa evadere, comunque deve garantire un gettito fiscale delineato con gli studi di settore.

Ma questa e' un altra storia , per recuperare alziamo le tasse su chi le paga e tiriamo a campare.

1 ora fa, Jack ha scritto:

quelli sono gli orologi bitcoin degli idraulici...

C'è chi usa gli orologi di prestigio a questo scopo (ultimamente  pochi) ma in genere li compra dai cosiddetti "resellers", che ormai si trovano in qualsiasi città. Il mercato online degli orologi è animato soprattutto da sinceri appassionati, esattamente come per l'hifi. Ci sono importanti forum nei quali ci si aiuta nello scovare le magagne degli orologi in vendita in rete.

I fruttivendoli/alimentari/kebabbari gestiti da stranieri sono nella maggior parte dei casi attività che realmente hanno bisogno di evadere per campare. Spesso hanno bilanci veramente risicati. Sopravvivono anche perché fanno orari impossibili. È vero che in genere agli italiani fanno gli scontrini, ma difficilmente questo accade con i clienti stranieri. 

Credo meno la necessità di evadere per sopravvivere da parte dei commercianti italiani, anche perché un'attività agonizzante non è che non facendo gli scontrini permette di intascare chissà quanto in più (per gli standard di noi italiani)

1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

sarà, ma a me i bangla fanno sempre gli scontrini. 

vabbe' se non ci vuoi credere non ci credi.

Partendo dal fatto ipotetico che il negozio non vuole pagare le tasse,

per quello che riguarda l'evasione fiscale e' piu' comodo fare scontrini che non farli.

Si evitano rogne con gli occasionali controlli della GdF porta a porta che attiverebbero ulteriori segnalazioni.

Invece si scontrina tutto e poi si inventano spese farlocche per arrivare a utile = zero.

La GdF poi contestera' le spese.

Tralascio ovviamente tutti gli scandali dietro a questi negozi che guerreggiano con quelli italiani costretti

a correre dietro al fisco e a numerosi obblighi burocratici.

Non so' se e' una scelta vincente quella dello Stato di permettere la concorrenza di questi negozi contro il classico piccolo fruttarolo per dire , evasore pure lui , che garantiva un certo gettito fiscale con gli studi di settore.

Per chi e' poco avvezzo , un minimo di tasse le devi pagare comunque pena entrare in black list dei primi ad essere controllati a campione.

Una sorta di ricatto.

Un nota curiosa ,attecchiscono molto poco nelle citta' di provincia.

 

 

Comunque , parlando per esempio della mia citta' , non e' difficile capire che alcune attivita' non sono sostenibili a parita' di fatturato rispettando tutti gli adempimenti burocratici e fiscali. Chiudono negozi e ne aprono stranieri , quelli riescono a rimanere aperti. Insomma non ci vuole tanto a capire il perche'.

 

Chi si e' meglio inserito dal pdv del lavoro sono Rumeni e Albanesi che sono ottimi artigiani e grandi lavoratori.

Almeno per quello che e' la mia esperienza.

purtroppo è così , i negozi stanno scomparendo son tutte le conseguenze del caso .

ci sarebbe da scrivere fiumi e fiumi di 3D sul caso , ma purtroppo non cambierebbe nulla , 

e lo scrivo da ex negoziante / artigiano : meglio quando nel mio paesello c'era la concorrenza ed eravamo in 4 o 5 dello stesso settore che oggigiorno che manco uno ce n'è ...ma è così per tutti i settori ,

alla sera , mi piace camminare, vado a fare una passeggiata ed è di una desolazione e tristezza unica , tutto chiuso , nessuna vetrina, quasi zero negozi .

e pensare che , non molto lontano , parlo del trentino , dell alto adige , ma anche di certe zone o paesi della Francia dove ho visto con i miei occhi : le realtà che noi non abbiamo più li ci sono ancora , il bel negozietto con quattro robe ( perchè quello gli basta) c 'è ancora , invece qui No , qui dobbiamo avere tutto a norma , le vetrine, gli infissi , le insegne, paghiamo per la tenda furoi , paghiamo per l insegna , paghiamo per lo spazio chela tenda occupa nel suolo pubblico....li ho visti io in Tirolo o in Francia , i negozi che qui avrebbero chiuso venti o trenta anni fa , perchè "semplici , con gli infissi ancora in legno , con il pavimento da rinnovare e tanto e tanto ancora....in quei posti si vede che "hanno ancora fiducia " , "contano ancora qualcosa " , io , il mio negozio era "per forza più moderno" tutto "a norma" ; un astronave in confronto di questi che ho visto in giro.......

un mio amico , in pensione, è dallo scorso anno all estero , si gode la la pensione , mi ricordo quando andavamo a camminare la sera assieme che mi diceva : ti ricordi : sul quel tratto di strada c erano due macellai , un frutta e verdura, uno di abbigliamento , uno di articoli per la casa ...adesso  ? Zero , più nessuno , a volte passeggiando mi chiedo : ma con un offerta di mercato simile ( ormai è un paesotto dormitorio , come molti altri ) , chi di dovere ha un bel coraggio a chiedere qualcosa ai cittadini in fatto di tasse , sacrifici , ecc ecc adesso che non c'è più niente in tutti i sensi .

e non mi dite Amazon o centri commerciali , è stata una scelta di non aiutare /incentivare il piccolo artigiano/commerciante ma di spremerlo e basta fin che c'è , alla faccia della professionalità che in certi settori c era.

qui è tutto difficile , facciamo perfino le zone a traffico limitato o vietato in certi giorni......all estero non è così e non ci sono questi limiti per tutto , anzi qui da noi vietano per questione green o chissà per cosa, con conseguente chiusura e spopolamento dei centri

ho visto che c'è un 3d sulla povertà in Italia , ecco questo è uno dei motivi: tutto peggio e con meno servizi di prima ( prima inteso come 20/30 anni fa ) e servizi /tasse e tutto il resto ben peggio

si parla nel 3d dei vari negozi gestiti "non da italiani"  , senza far polemica o politica, nei negozi italiani le tasse, le imposte ecc ecc le hai , nei negozi gestiti "....." ogni due anni cambia il titolare o goichini che tutti , specie del settore , conosciamo, oppure agevolazioni che ( anche queste conosciamo ) gli italiani non hanno , il tutto senza polemica  , ma è così , e non sarebbe diversamente se nel mio paesello hanno tutti chiuso a parte un Kebab ed un negozio multietnico , tutti e due gestiti da "non italiani" e che sono ancora li da almeno 20 anni.......dai

ah , e non ditemi il progresso : se il progresso è questo quanti preferiscono com'era prima ? 

anche perchè , diciamo la verità , il progresso cos' è stato ? un telefonino ed un computer ? ma anche no .

il tutto IMHO

briandinazareth
2 ore fa, criMan ha scritto:

questi negozi che guerreggiano con quelli italiani costretti

a correre dietro al fisco e a numerosi obblighi burocratici.

 

Ma sulla base di cosa dici questo?

Perché dovrebbero correre di meno? 




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