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È la musica che si ascolta a influenzare l'impianto o è l'impianto a spingere verso certa musica ?


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6 minuti fa, Berico ha scritto:

@Dufay non hai inteso nulla, perchè non hai i mezzi e non leggi, io non ho un equalizzatore, le basse le porto a case tutte, ovviamente quello che posso e quelle che il supporto contiene, ma posso preferire le medio basse alla bassissime? c'e' chi ama le alte chi le medie in evidenza o pensi di dirmi tu quello che mi debba piacere? 

Non devi preferire niente devi averle e basta al livello giusto e con la pressione giusta.

Poi scegli la musica senza bassi finché vuoi.

 

1 minuto fa, Dufay ha scritto:

Non devi preferire niente devi averle e basta al livello giusto e con la pressione giusta.

Poi scegli la musica senza bassi finché vuoi.

se no le avessi ti assicuro che non potrei avere preferenze.

Il discorso "rock suona male" e un po' sbrigativo. Potrebbe avere a che fare con il fatto che essendo per il 90% frutto del lavoro del fonico (spesso anche decisamente creativo), se uno si abitua ad altri generi e "presenze" poi può risultare fastidioso tornare indietro. Può avere a che fare col fatto che comunque chiama a determinati volumi d'ascolto che per vari motivi uno non vuole o non può più permettersi.

E poi di certo non è un genere che si presta a valutazioni di correttezza timbrica o di ricostruzione spaziale dell'impianto.

Se uno mette insieme tutte queste cose ecco perché probabilmente non è il genere più preferito tra gli audiofili (ammesso che sia effettivamente così).

I bassi profondi ci vogliono dove ci sono e non sono d'accordo sul fatto che siano arrivati negli anni 80, anche se è vero che nel pop rock prima di allora non esistevano, ma solo perché gli strumenti usati piu in basso di tanto non arrivavano con gli amplificatori dell'epoca (e a guardare bene nemmeno con quelli di oggi).

L'avvento della "disco", con i nuovi strumenti che si è portata dietro, ha cambiato le carte in tavola (come racconta Moroder nel bellissimo  brano dei Daft Punk che consiglio a chiunque a prescindere dalle preferenze musicali).

Nella classica organo e timpani sono però sono sempre esistiti, e non c'era nessun problema a scendere a frequenze subsoniche anche con le registrazioni analogiche.

 

37 minuti fa, micfan71 ha scritto:

È anche una questione di ambiente d'ascolto.

Chi ha un ambiente dedicato, in una casa indipendente, senza problemi di vicinato, allora probabilmente svilupperà un'abitudine d'ascolto che tende all'alto volume, con la conseguente ricerca dell'impatto delle frequenze basse, per ottenere un risultato equilibrato (ascoltare ad alto volume senza bassi è una tortura!).

Via via che il volume di ascolto cala (vicinato, ambiente piccolo e/o condiviso) inevitabilmente cambiano i parametri che rendono piacevole e coinvolgente l'ascolto: ecco che appaiono i minidiffusori, limitati in basso e in dinamica, ma con una serie di plus che li rendono perfetti nel loro contesto.

Non ha molto senso sbeffeggiare chi, per questioni logistiche/economiche, ascolta con diffusori limitati in basso, ricordandogli ad ogni piè sospinto cosa si perde, com'era schifoso ascoltare i mini, adesso sì che capisco la musica...e così via.

Ognuno con gli anni sviluppa la propria estetica sonora, traendo il massimo da quello che ha, sia in prestazioni misurabili che, soprattutto, in emozioni musicali, queste, per fortuna, non misurabili.

Mah...diciamo che non concordo molto con quello che dici, nel senso un sistema di riproduzione deve farlo per tutta la gamma audio, se parliamo di fedeltà di riproduzione...se l'ambiente d'ascolto cambia si cambia anche il sistema e lo si rende adeguato ma sempre mantenendo la fedeltà nella gamma riprodotta...quello che dici tu mi sembra invece una rassegnazione al fatto che se hai casa piccola devi sentire "piccolo"...ma manco per niente

@Bunker Aldilà degli strumenti e delle loro possibilità reali, amplificati o meno, nei 70 le basse le tagliavano proprio, in fase di incisione.

Lo raccontano molti fonici. 

Oggi, al contrario, le rinforzano.


 

  • Melius 1

Vado molto contro corrente.

Ambiente grande, possibilita di volumi oltre 80 db, diffusore più neutro possibile, intanto ad 80 db e oltre, il nostro udito i bassi li sente.

Condominio con volumi di ascolto saltuariamente oltre i 70 db, diffusori un po più cicci in basso per compensare un po cosa perde il nostro udito.

Il 15/2/2024 at 15:30, iBan69 ha scritto:

In qualsiasi campo, professione, sport, strumento o hobby, l’eccellenza sta nello specifico, nella specializzazione, nella predisposizione, mai nel generico, nel tutto.
Perché dovrebbe essere diverso per l’HiFi? 
Secondo me, oggi si può avere un impianto che suoni abbastanza bene con tutto, ma l’eccellenza sta sempre nello specifico, che però, comporta un compromesso con il resto. 

La coperta è sempre un po’ corta. 
 

Ineccepibile.....Forse con impianti da milioni di dollari, il riscontro potrebbe essere perfetto con qualsiasi genere musicale, a mio avviso alcuni generi risulterebbero comunque più "gustosi" di altri

2 ore fa, micfan71 ha scritto:

ascoltare ad alto volume senza bassi è una tortura!).

Vero. Ma a basso volume è ancora peggio per andamento delle curve isofoniche. Non per nulla esisteva il loudness.

A parte ciò i decibel sono una cosa, un'altra un ascolto completo, piacevolissimo già a volume moderato. Un diffusore completo e di maggior litraggio ha i suoi benefici anche in ambienti raccolti. Basta ascoltarlo al giusto volume

  • Thanks 1

Alla fine tutto si riduce a chi ha più bassi e fa tremare i muri e scegli la musica per sentire i bassi dell'impianto.

Personalmente una cassa mediocre a mio parere i bassi li ha pure al limite ci aggiungi un sub o due o tre 😜 il problema per come sono ormai abituato sono gli alti per me molte casse suonano senza definizione un suono spento e smorto poco definito mieloso.

Mi pare strano che me ne accorgo solo io forse sarà un mio problema 😁.

3 ore fa, maxgazebo ha scritto:

se hai casa piccola devi sentire "piccolo"...ma manco per niente

Ok, vero e son d'accordo. Però, cito il mio caso che prevede un posizionamento obbligato, oltre che delle dimensioni dei diffusori altrettanto obbligate. Pian piano lo sto migliorando, grazie anche a ciò che leggo su Melius e qualche consiglio privato dei suoi forumer. Non mi sembra adesso di sentire piccolo, ma ho anche pochi riferimenti in generale. Diciamo che sto cercando di far rendere al meglio quelle che al momento sono le mie possibilità logistiche.

In quanto alla domanda iniziale, l'aver messo su un impianto HiFi (nonostante la musica mi appassioni da sempre) dopo i 40 anni, e per ascoltare ciò che mi è sempre piaciuto, mi ha aiutato ad apprezzare altri generi e a volerli scoprire con molta soddisfazione.

La mia "fortuna" è stata l'iniziare con una innocente ignoranza.

  • Melius 1
1 ora fa, Look01 ha scritto:

per me molte casse suonano senza definizione un suono spento e smorto poco definito mieloso.

Te ne accorgi perché sei abituato bene. Diffusori siffatti vanno sempre bene e sono abbastanza onnivori, inoltre non abbisognano di amplificazione di altissimo livello. Praticamente per qualcuno sono una manna. Per altri invece sono chiusi, spenti poco dinamici poco contrastati… per chi se ne accorge!

  • Thanks 1
12 minuti fa, Turandot ha scritto:

Per altri invece sono chiusi, spenti poco dinamici poco contrastati… per chi se ne accorge!

Allora siamo in due a pensarla uguale le basse frequenze in un modo o nell'altro saltano fuori se poi uno ha un'ambiente piccolo e triangolo d'ascolto ravvicinato a maggior ragione.

Le medio alte se  sono di media o bassa qualità dove le peschi e  la dinamica va a farsi un giro visto che  per me é proprio data dal contrasto tra le varie frequenze.

Risultato una musica piatta poco definita  con gamma bassa gonfia per me poco emozionante.

Probabilmente se continui ad aumentare i bassi in un impianto così peggiori ulteriormente la situazione.

 

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1

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