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Le intelligenze artificiali e analisi dell'informazione


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59 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

l'umano ha quel qualcosa di non riproducibile, che però comincia a diventare una questione puramente nominale ed emotiva nell'esatto momento in cui non saremo più in grado di trovare differenze fra il "pensiero" di una macchina e il nostro

Rimangono fuori coscienza , soprattutto, e poi ideali. Difficile che una AI possa averli o acquisirli.. 

Il rischio di non arrivare più a distinguere la differenza tra" un morto ed una bottiglia rotta" ( cit.) è forte e non credo , personalmente,rappresenti davvero un passo avanti.

12 minuti fa, andpi65 ha scritto:

coscienza

Questo credo sia l'argomento essenziale

A tit. di esempio:

..... la coscienza (potrebbe essere) un processo quantistico facilitato dai microtubuli delle cellule nervose del cervello

https://www.esquire.com/it/lifestyle/passioni/a45613482/architettura-coscienza/

 

Cosi' diventa un chiodo fisso.

Pure gli algoritmi di IA vengono interrogati perche' l'America e l'UE sono perdenti nei confronti del duce puttinesco.

Forse un modo per iniziare a convincere pure la IA che la guerra in Ucraina non si doveva fare? :classic_biggrin:

Anche perché, ho postato la risposta di Bard circa le sanzioni inflitte alla Russia e non mi pare che la conclusione sia che esse siano inutili....

Allora forse si è preferito fare un riassunto tramite IA, pescando argomenti e risposte sulla guerra in Ucraina che guarda caso (!!!), collimano perfettamente con le idee già ben delineate ed esplicitate fino allo sfinimento  dall'opener...Mah

9 ore fa, briandinazareth ha scritto:

così come l'idea che una ia generale possa dare risultati molto specifici.

Anni addietro si diceva che l'algoritmo di Google non fosse in qualche modo pilotato su determinati argomenti.

Solo dire questa cosa ti metteva contro la fan base , ipotesi sempre respinta dai vertici dell'azienda.

Poi si e' scoperto che non era proprio cosi'.

E accadra' anche con gli algoritmi di IA.

Non oggi , non domani. Ma accadra'.

E' inevitabile , c'e' sempre l'uomo dietro a mettere i paletti.

 

il vero pericolo non è che i computer inizino a pensare come gli uomini, ma che gli uomini inizino a pensare come i computer

Sydney Harris

🎯 Che poi, non escludo, che qualcuno potrebbe anche essere soddisfatto nell'incarnare  atteggiamenti simil-bot (convinto di avere tutte le informazioni sullo scibile e di non cadere mai in errore)

Soprattutto, tentando di rimuovere completamente caratteristiche eminentemente umane, quanto per lui minacciose, come l'emozione e il sentimento

  • Haha 1

Se mi chiedessero come funziona la mente, ossia quel complesso delle facoltà umane che si riferiscono al pensiero, non sarei in grado di rispondere.

Devo supporre che coloro che operano sulla intelligenza artificiale abbiano invece un'idea ben chiara di cosa intendano per mente e come questa funzioni affinché un computer sia in grado di riprodurre gli stessi processi. Sarei molto curioso di leggere come coloro che programmano sull'intelligenza artificiale hanno definito la mente e i suoi processi.

briandinazareth
40 minuti fa, Savgal ha scritto:

Devo supporre che coloro che operano sulla intelligenza artificiale abbiano invece un'idea ben chiara di cosa intendano per mente e come questa funzioni affinché un computer sia in grado di riprodurre gli stessi processi. Sarei molto curioso di leggere come coloro che programmano sull'intelligenza artificiale hanno definito la mente e i suoi processi.

 

in realtà non serve, se non ad un livello molto basso, che alla fine è come funziona la mente di moltissimi animali. 

ovvero come funzionano i neuroni e le conseguenze dei layers (strati) nelle reti neurali (semplifico ma il concetto è questo). tra qui quelli di dropout che servono a limitare l'overfitting, ovvero serve a limitare il potere del merd-in... ;) 

il risultato è andato spaventosamente oltre il previsto, ovvero c'è nella logica dei neuroni qualcosa di incredibilmente attinente alla realtà e alla comprensione di questa. ed è molto semplice nella sua logica. 
non necessariamente la ia deve riprodurre il cervello umano per avere intelligenza e maneggiare concetti anche astratti.

non stupisce considerando che il neurone ha avuto un enorme successo evolutivo ed è sostanzialmente uguale nei vari animali che ne possiedono. 

consiglio ancora una volta il libro artificial Intelligence: a modern approach di russell e norvig. 

è un'ottima introduzione all'argomento ed è ottimo per chi comincia e anche per chi già ha un'infarinatura. l'ultima edizione




 




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