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Il “critical thinking” o pensiero critico


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briandinazareth
4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Invece in alcuni campi l’intuizione stravince.

Questa ad esempio nel mio campo e’ la differenza fra un professionista medio -che diligentemente s’affida all’abecedario della tecnica legale- e un grande professionista.

 

buona obiezione, il tuo campo è però particolare, perché si basa su un insieme di norme che è, semplificando, costruito per rispondere al comune sentire intuitivo delle persone, anche quelle digiune della materia specifica.

quindi deve esserci una certa correlazione tra le norme e l'intuizione generale. 

in più non è strettamente legato ad un concetto di vero o falso, nei sistemi legali anglosassoni la cosa è ancora più evidente. 

anche nel tuo campo però, molte cose appaiono controintuitive ai più. 

 

Giusto Brian pero’ il thread di appe penso si riferisca alla capacita’ critica rispetto ai fatti umani dove operano le cd scienze sociali (una di queste e’ appunto il diritto, ma c’e’ la storiografia, la sociologia e soprattutto la politica).

e la scientificita’ di queste discipline e’ lasca

1 minuto fa, briandinazareth ha scritto:

molte cose appaiono controintuitive ai più. 

E quali sarebbero queste molte cose? Fa qualche esempio se sono molte, no?

Prender la casistica particolare, per estendere il concetto di controintuitività a tutto lo spettro dello scibile umano, é na discreta boutade.

 

 

briandinazareth
13 minuti fa, dariob ha scritto:

Però questo tuo insistere sulla controintuitività sintetizza solo il voler penetrare

a fondo le questioni.

Io credo anche nel importanza del rasoio di Occam come parziale rimedio al cadere

nel novax/complotti/soloiosolaverità/ecc.

 

è quello ma non solo, è più la consapevolezza che l'intuizione è un criterio di verità poco affidabile. 

utile in molti casi, ovviamente, senza non potremmo neppure sopravvivere, ma che si dimostra fallace proprio con l'avvicinarsi ad una verità e realtà più profonda. 

concordo con l'uso del rasoio di occam,perché una soluzione perfetta richiede un tempo infinito o, come diceva voltaire, il meglio è nemico del bene. 

Secondo me va fatto un regolamento di confini: da una lato scienze esatte o paraesatte; dall’altro quelle cd sociali di cui sopra (scienze per modo di dire); infine le discipline del vedo gente faccio cose, che con due congiuntivi in ordine e qualche libro (generalmente di secondo piano nell’universo scritto) danno autopatenti d’arringare su ogni argomento simulando conoscenza.

chi e’ senza peccato scagli la prima pietra. Io scaglio la seconda

Che cenate stasera?

2 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

è quello ma non solo, è più la consapevolezza che l'intuizione è un criterio di verità poco affidabile. 

utile in molti casi, ovviamente, senza non potremmo neppure sopravvivere, ma che si dimostra fallace proprio con l'avvicinarsi ad una verità e realtà più profonda. 

 

Poche volte ho sentito no sfondone simile.

É semmai il suo esatto contrario. Ma vabbé... 😅

briandinazareth
14 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Giusto Brian pero’ il thread di appe penso si riferisca alla capacita’ critica rispetto ai fatti umani dove operano le cd scienze sociali (una di queste e’ appunto il diritto, ma c’e’ la storiografia, la sociologia e soprattutto la politica).

e la scientificita’ di queste discipline e’ lasca

 

si, ma anche in questo caso il pensiero critico funziona al contrario dell'intuizione. 
 

ad esempio richiede il fare "l'avvocato del diavolo", fare simulazioni mentali, ragionamenti per assurdo ecc che non sono intuitivi e che richiedono uno sforzo maggiore di quello automatico dell'intuizione.

prima o poi dovrai fare lo sforzo di sfuggire alla saggistica moderna e finalmente leggere, almeno, pensieri lenti e veloci :classic_biggrin:

 

8 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Che cenate stasera?


carne che dicono speciale in un posto scelto da degli amici, intuitivamente direi che ho già fame :classic_biggrin:

 

14 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

carne che dicono speciale in un posto scelto da degli amici, intuitivamente direi che ho già fame :classic_biggrin:

Intuitivamente, con un minimo grado di coscienza e buon senso, potresti capire per esempio che la carne che mangerai é frutto di una violenza su un animale in molti casi indifeso, se non peggio sfruttato. Animale che la natura ha partorito non certo per soddisfare le voglie di sensualità culinarie di umani che potrebbero benissimo cibarsi di forme biologiche meno evolute, rispondendo fra l'altro maggiormente ai propri fabbisogni energetici (fisici, psichici, mentali) e di salute.

Vedi. Per me é intuitivo. Per te no.

😅

 




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