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Il “critical thinking” o pensiero critico


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Gaetanoalberto
10 ore fa, appecundria ha scritto:

fondamento di un atteggiamento responsabile nei confronti delle esperienze

La parte che mi colpisce di più è quella che ho citato, e che potrebbe costituire un’importante linea di confine, rispetto alla critica quale fonte di sterile contrapposizione.

É spesso presente, in vari contesti, la tendenza ad enucleare aspetti marginali di un ragionamento complessivo, quale mero esercizio intellettuale.

Talvolta, ancora peggio, l’esercizio ha la finalità di contraddire per principio, o per finalità che non hanno a che fare con la tesi ed il ragionamento che si discutono, ma con le persone che li esprimono.

Alle volte può essere una pulciosa tendenza al particolare in cui si perde il generale.

Lo spirito critico più apprezzabile ed utile è quello costruttivo, volto a migliorare responsabilmente il risultato delle esperienze.

La famosa critica costruttiva, insomma.

 

14 minuti fa, appecundria ha scritto:

Eppure non è così. 

Sai che non mi entra in testa sta cosa. 😉Comunque domani faccio una prova sul campo, mi metto a discuisire di fisica quantistica  ed al primo laureato  in materia che mi ribatte che dico minchiate gli dico  che è il mio pensiero critico e di citofonare  da Appe o da Brian 😀

1 ora fa, appecundria ha scritto:

D'altra parte se uno sostiene che sia legittima difesa sparare in testa ad un ferito grave non è che ti puoi aspettare il pensiero critico...


Qui ha ragione @briandinazareth sull’intuizione, quando sostiene che spesso può portare a conclusioni errate ed in questo e’ antitetica al processo revisionale del pensiero critico. Inoltre l’intuizione e’ influenzata dall’ideologia, il pensiero critico un po’ meno, perché l’ideologia si confronta con la logica e la fredda analisi delle prove.

 

Intuizione:  Uno spara in testa ad un ferito grave ? = escludo tout cour la legittima difesa.

 

Pensiero Critico: Uno spara in testa ad un ferito grave ? tendo ad escludere la legittima difesa, sottopongo a revisione critica il pensiero superficiale, analizzo il contesto, verifico che il ferito grave aveva una pistola e la gravità della ferita non gli poteva impedire di impugnare una pistola e puntarla = non posso escludere la legittima difesa, putativa se l’arma era finta o scarica.

1 ora fa, andpi65 ha scritto:

Difficile analizzare la realtà se privi ( senza una base minima di conoscenza in merito a quello che si vorrebbe analizzare) di competenza, conoscenza ed esperienza al riguardo

Senza è come giocare una schedina al  lotto.

Esatto.

La revisione critica, metodo cartesiano, parte necessariamente dall’analisi dei dati e dei concetti.

Che quindi sono essenziali.

Altro esempio: una persona muore dopo essersi vaccinata dieci minuti prima = tendo a pensare che sia morto a causa del vaccino, sottopongo il pensiero a revisione critica, analizzo tutti i dati, verifico che statisticamente per quella patologia di cui è morta la persona (ad esempio, arresto cardiaco) non c’è nessuna differenza in aumento tra i vaccinati: concludo che non si può affermare che quella persona è morta a causa del vaccino.

Al contrario se prevale l’ideologia non c’è n’è per nessuno, che questa avvelena sia il pensiero scientifico (ti dicono che i dati li ha falsificati il Bigfarma) che le scienze umanistiche (ti dicono che i dati li ha falsificati la CIA e il Mossad), e sostanzialmente uccide il pensiero critico.

 

9 ore fa, andpi65 ha scritto:

mi metto a discuisire di fisica quantistica

Ma non è pensiero critico questo. C'è un momento di confusione: il mondo visto in chiave scientifica galileana richiede la padronanza di strumenti di interpretazione da applicare con l'ausilio di conoscenza e competenza. Ante Galileo si applicava il pensiero critico anche alla scienza (non senza qualche successo, considerando che Democrito ha dedotto l'atomo 2.500 anni prima di Einstein).

Il pensiero critico, potrebbe imho essere l'applicazione del pensiero scientifico alla vita di tutti i giorni. La revisione critica della propria abilità nel fare risotti, oppure l'analisi dei propri rapporti affettivi, cosa fare della propria vita, cosa consigliare ad un figlio, come giudicare una nuova legge... noi esaminiamo il mondo ogni momento della giornata e non abbiamo sempre un esperto a portata di mano.

Questo senza considerare che anche per interpellare un esperto ci vuole un minimo di pensiero critico, altrimenti hai il classico "non sono virologo ma...".

9 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

se l’intuizione è una particolare abilità del pensiero veloce di alcuni

L'intuizione è una caratteristica biochimica umana che alcuni hanno in misura maggiore di altri (come per tutte le cose 😀).

9 ore fa, Roberto M ha scritto:

dati li ha falsificati la CIA e il Mossad

Escludiamo il caso dell'avvocato che difende il suo cliente dietro compenso, non perché questo non applichi il pensiero critico (anzi!) ma perché non si pone l'obiettivo di capire il mondo bensì, più pragmaticamente, quello di incassare l'onorario.

In questo senso si spiega l'affermazione quotata che sarebbe altrimenti da scompisciarsi dalle risate, un vero pezzo di umorismo dadaista. 

 

Bard:

Daniel Kahneman (Pensieri lenti e veloci)

I due sistemi di pensiero:

Il libro descrive due sistemi di pensiero che operano nella nostra mente:

Sistema 1:

Rapido, intuitivo e automatico.

Richiede poca attenzione e sforzo.

Basato su euristiche e impressioni immediate.

Predisposto a errori e bias cognitivi.

Sistema 2:

Lento, deliberato e controllato.

Richiede attenzione e sforzo consapevoli.

Basato sul ragionamento logico e analitico.

Permette di correggere gli errori del Sistema 1.

Euristica e bias:

Il libro illustra le principali euristiche utilizzate dal Sistema 1 e i bias cognitivi a cui esse possono portare, come:

Euristica di rappresentatività: Giudizio basato su somiglianze superficiali.

Ancoraggio: Dipendenza eccessiva dalla prima informazione ricevuta.

Effetto alone: Giudizio complessivo basato su un solo tratto o caratteristica.

Avversione alle perdite: Tendenza a preferire evitare perdite piuttosto che ottenere guadagni equivalenti.

Influenzare il giudizio e la scelta:

Il libro spiega come il Sistema 1 può essere influenzato da fattori esterni e interni, come:

Effetto priming: Esposizione a un certo stimolo che influenza la successiva elaborazione di informazioni.

Emozioni: Stati d'animo che possono distorcere il giudizio e la scelta.

Teoria del nudge: Strategie per indirizzare le scelte verso un'opzione desiderata senza limitare la libertà di scelta.

L'illusione della razionalità:

Kahneman sostiene che le nostre decisioni non sono sempre razionali come pensiamo. Spesso, il Sistema 1 opera in modo automatico e inconsapevole, portando a errori e bias.

Verso un pensiero più razionale:

Il libro fornisce consigli per migliorare la qualità delle nostre decisioni, come:

Essere consapevoli dei due sistemi di pensiero.

Sfidare le intuizioni del Sistema 1 con il Sistema 2.

Raccogliere più informazioni possibili prima di prendere una decisione.

Evitare di prendere decisioni quando si è stanchi o stressati.

Conclusione:

"Pensieri lenti e veloci" è un libro importante che ci aiuta a comprendere meglio come funziona la nostra mente e come possiamo prendere decisioni migliori.

Altri punti chiave del libro:

Il ruolo dell'inconscio nella presa di decisione.

L'importanza dell'autocontrollo e della disciplina.

Il potere delle emozioni e del framing.

Le implicazioni per l'economia, la politica e la vita quotidiana.

Il libro ha avuto un grande impatto in diversi campi, dalla psicologia all'economia alla medicina. È una lettura consigliata a chiunque voglia migliorare la propria capacità di giudizio e di scelta.

Mi pare piuttosto interessante

Credo lo leggerò quanto prima

Già pronto su e-book ☺️

 

 




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