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Tennistavolo


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Un amico mi ha segnalato questo hotel, in Germania: 

https://www.zugbruecke.de/en/spa-sport/

Vi ha passato un bellissimo "ping pong week" col figlio. In pratica nell'albergo c'è una palestra interamente dedicata al ping pong, nella quale viene fatta una full immersion di una settimana con due lezioni al giorno di un'ora e mezza, e gioco libero la sera. La sera entrano in palestra persone da fuori, e può capitare di giocare anche con forti agonisti. Non so se ci sono altre formule, magari per il solo weekend. 

 

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@Guru interessante... io prima o poi andrò in Slovenia da Eric Shuster, ci ho mandato anni fa mio figlio ed alcuni ragazzi della mia società e sono stati molto contenti: ogni tanto mi chiama (io sono pigro e non lo faccio mai per paura di disturbare), scambiamo quattro chiacchiere, ricordiamo i tempi passati e mi invita sempre da lui... dico sempre 'il prossimo anno' poi non ci vado mai, ma devo decidermi

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4 ore fa, Idefix ha scritto:

Caro Piergiorgio, su un telaio (il Kenny Style sopra citato) che amo per motivi romantici (regalato da papà) montai delle Coppa X2/X3.

Se volessi rimettere le Sriver per motivi filologici che differenze troverò?

diciamo che avresti un telaio allround, buono per tutto senza eccellere in nulla di particolare se non il controllo, direi, non avendo velocità particolarmente accentuata con le 'nuove' palline e nemmeno effetto catapulta come le gomme ESN di largo utilizzo al giorno d'oggi. Le coppa sono più veloci, X2 più della X3 che è più morbida come da codifica Donic (suffisso 1 più dura e veloce, 2 media, 3 più morbida e meno veloce)

Ottima combinazione per ricominciare e/o per togliersi di dosso un pò di ruggine dopo anni d'inattività, poi quando si capisce che manca qualcosa o si vorrebbe qualcosa di diverso, si può passare a materiale più attuale

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E' stato allenatore in Italia (ricordo Fortitudo Bologna e forse anche in Friuli), ha allenato prevalentemente all'estero ed anche la nazionale ucraina

Ora vedo che è a Trento, ha anche una pagina facebook per eventuali contatti

 https://unitrentosport.unitn.it/erich-schuster

  • Thanks 1
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  • 6 mesi dopo...

Avvisate @piergiorgio è la volta buona che il tennistavolopingpong, sfonda!!!
Di certo meglissimo del padel.

 

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_febbraio_09/roma-e-ping-pong-mania-10mila-appassionati-ai-tavoli-da-gioco-anche-lillo-e-maccio-capatonda-pietro-sermonti-e-massimo-wertmueller-74e09131-cb70-4d51-a393-df24ce036xlk.shtml

 

 

Roma, è ping pong mania: 10mila appassionati. Ai tavoli da gioco anche Lillo e Maccio Capatonda, Pietro Sermonti e Massimo Wertmüller

La spinta dell’interpretazione di Timothée Chalamet, che sogna il suo primo Oscar con Marty Supreme. Lillo: «Bello incrociare persone nuove al circolo»

Tic-toc, tic-toc. È il suono ipnotico della pallina che rimbalza sul tavolo. Un mantra. Un ritmo. Un’ossessione. E’ il tennis da tavolo, disciplina olimpica dal 1988 e oggi anche un fenomeno culturale.

Complice l’interpretazione di Timothée Chalamet, che sogna il suo primo Oscar con Marty Supreme, il film di Josh Safdie ora al cinema. Ispirato alla vera storia di Marty Reisman, leggendario campione di ping pong nella New York di metà Novecento quando si giocava nelle sale underground, tra fumo e sfide clandestine. Servizi spietati, colpi affilati.

A Roma 10mila appassionati

 

E se Hollywood riscopre il fascino della racchetta corta, Roma non resta a guardare. Tra agonisti e amatori, nella Capitale ci sono oltre 10mila appassionati, di ogni età e livello. Una mania che allena corpo e testa. Non c’è l’eleganza formale di Wimbledon ma sudore, riflessi, concentrazione e scambi furibondi sono gli stessi. Ogni partita è una scommessa esistenziale.
 

Succede anche – e soprattutto – in un club dal nome irresistibile: Pingwings, un pinguino come stemma e un forte senso di appartenenza e lealtà, in via Aurelia 748.

Lillo al tavolo da ping pong: «L'ho sempre amato, al circolo incontro amici nuovi»

Dodici tavoli, dodici soci fondatori e un’idea semplice: fare comunità. Qui si gioca, ci si allena e si organizzano tornei. Il set si vince a 11 punti. La pallina viaggia impazzita, carica di effetti già dal servizio.

 

E tra i tavoli s’incrociano attori, attrici, comici, cantanti e registi: Pietro Sermonti, Lillo, Maccio Capatonda, Massimo Wertmüller, Neri Marcorè, Stefano Reali, Dino Abbrescia, Susy Laude, Silvia Scola, Marina Tagliaferri, Antonella Attili e Claudia Campagnola. Tutti arruolati nella squadra speciale «Gli Amici del Ping Pong», capitanata da Alessio Sardelli — già campione italiano di doppio e atleta della Nazionale — e Massimo Wertmüller, con il coordinamento di Andrea Pizzi.

Dietro la rete niente copioni: solo tattiche, ingegno per intercettare il colpo dell’avversario e sfide vere che dal gioco diventano appuntamenti. Lo scorso settembre il circolo ha ospitato anche il primo torneo dedicato alla memoria di Antonello Fassari e Pietro Genuardi, due artisti scomparsi e profondamente legati al tennis da tavolo.

 

«Ho sempre amato il ping pong», racconta Lillo. «Ultimamente sto perfezionando la tecnica. È bello giocare in un circolo: incontri persone diverse, unisci lo sport alla condivisione. E ti diverti davvero». Posaman anche con la pallina, presto lo vedremo come co-conduttore della seconda serata del Festival di Sanremo 2026, impegnato questa volta sul palco.
Vero ping-pong addicted, Maccio Capatonda ha iniziato a giocare a sette anni, in vacanza alle Tremiti. Stile istrionico, puro istinto e un pizzico di rischio, si allena anche con l’atleta azzurra Giorgia Piccolin. «Gioco due volte a settimana e ho scoperto quanto conti avere una racchetta buona», confessa. «Grip, effetto, risposta della pallina: cambia tutto. È faticosissimo, stai sempre in squat, sudi, cambi magliette. È uno sport duro, tosto. Sono totalmente intrippato, giocherei tutto il giorno se la schiena non mi fermasse».

 

E guai a sbagliare nome, anche per Massimo Wertmüller – asso del tavolo. «Mai chiamarlo ping pong», sentenzia. «È uno sport serissimo: dopo un’ora sei distrutto. Devi muoverti come un puma, sempre pronto e scattante. Fa bene ai riflessi, alla concentrazione, ti mantiene giovane. È uno sport socievole, unisce, aggrega. Il jazz sta alla musica come il tennis da tavolo sta allo sport».

Le donne

Non sottovalutate le donne, che dominano con eleganza e ferocia. Antonella Attili e Claudia Campagnola sono velocissime, precise e determinate. «Si fatica, ma si esce felici», spiegano. «C’è anche un po’ di commedia dell’arte: dritto, rovescio, improvvisazione». Marina Tagliaferri, volto iconico della soap Un posto al sole, non ha dubbi: «Facevo parte della prima grande squadra di ping pong degli attori. Consiglio a tutti di giocare: libera la capoccia e fa bene al fisico».

Che sia cinema o realtà, il risultato è lo stesso: dipendenza pura. E Reisman lo spiegava così nella sua autobiografia The Money Player: «Avevo 12 anni quando imparai a giocare a ping pong. Da quel giorno ebbi qualcosa che mi interessava davvero. Coinvolgeva l’anatomia, la chimica, la fisica e, se una persona aveva immaginazione, anche l’astronomia».

 

  • Melius 1
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