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Melius Club

Il diritto di andare al ristorante senza consumare


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5 minuti fa, Felis ha scritto:

A Venezia non di deve dimenticare Gislon. Comunque la ristorazione cheap è quasi tutta in mano agli asiatici dal contante sonante.

Vabbè ma quelli hanno in mano pizzerie e trattorie un tanto al chilo tutte nelle zone acchiappapolli. Non serve essere Sherlock Holmes per riconoscerli ed evitarli.

 

Tornando in topic a Milano di fronte alla Scala c’e’ un ristorante a mio parere eccellente (sono stato invitato con mia moglie in un dopo opera da amici di bergamo, noi voliamo piu’ basso). Voce si chiama, vedo che anch’esso ha due piatti come portata minima.

3 minuti fa, Velvet ha scritto:

Vabbè ma quelli hanno in mano pizzerie e trattorie un tanto al chilo tutte nelle zone acchiappapolli. Non serve essere Sherlock Holmes per riconoscerli ed evitarli.

Era solo per descrivere meglio il quadro della ristorazione insulare.

@mozarteum da Fiore sei mai stato?

Una curiosità su Venezia, anni 90: Appena usciti dalla stazione, lato sx andando verso gli uffici regionali, c'era un ristorante ufficialmente  "cinese" con titolari dagli occhi a mandorla ma con una padronanza linguistica e cadenza veneziana persino migliore della mia, purtroppo intaccata da anni di lavoro a contatto di foresti.  

Per gli autoctoni avevano sempre fuori menu piatti della tradizione in grado di competere (e per il podio) con quelli delle nonne di Murano Burano e Torcello (ex suocera torcellana, so di che parlo) 

Era una tappa fissa quando mi recavo in regione, tipicamente per le "aperture buste" delle gare d'appalto, i concorrenti si scervellavano in cerca di ristoranti supposti tipici, facevano il conto dei tempi necessari a raggiungerli, sentivano se c'era un tavolo... e avevano la soluzione a due-dico-due minuti dall'uscio del palazzo. :classic_biggrin:

  • Melius 1

che sfizio trovate a mangiare per l’ennesima volta una carbonara o amatriciana seppur fatte a regola d’arte?

o le polpettine? E il tiramisu’? Una volta al

mese va bene, ma il senso di andare a cena fuori per me e’ diverso

  • Melius 2
27 minuti fa, mozarteum ha scritto:

ma il senso di andare a cena fuori per me e’ diverso

Aridaje con questi distinguo, ma perché uno non dovrebbe mangiarsi fuori casa una amatriciana fatta come dio comanda, o un piatto di anolini parmigiani da mettere poi addirittura il piatto alla bocca per non lasciare nemmeno un goccio di quel brodo buono facendo attenzione a che non ti vedano, o un bel piatto di tagliatelle il cui sugo è rimasto almeno almeno quattro ore sul fuoco? Perchè queste discriminazioni, quando una cosa è buona è buona e basta e non è proibito neppure mangiarla con lo smoking di ordinanza e magari la tovaglia al collo per non macchiarlo sempre che di nuovo non ti vedano o con le Birkeston ai piedi.

46 minuti fa, Panurge ha scritto:

@Velvet il ramen è buono, se fatto bene.

Si infatti il gatto di @Akla sembra lo gradisca molto.

Quanto al sushi, dopo averlo assaporato celestiale in casa di una cuoca giapponese credo non potrei andare oltre ma solo scendere di livello perciò... mi astengo da quei tristi piattini che vedo instagrammare in giro. 

 

 

@mozarteum concordo, io a cena fuori ci vado solo per mangiare una pietanza che a casa non si può fare o è di difficile realizzazione.

Personalmente non esco più da qualche anno con questo intento (preferiamo risparmiare e cenar fuori quando siamo all' estero), se non le 4 volte per festeggiare il compleanno di ciascuno dei componenti la famiglia ed evitare così il pensiero del solito regalo. Che tanto almeno 250-300€ per una cena in 4 se ne vanno tranquillamente.

20 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

io a cena fuori ci vado solo per mangiare una pietanza che a casa non si può fare o è di difficile realizzazione.

Cioè tu ad esempio verresti a Parma e non ti mangeresti un bel piatto di anolini o i tagliolini al culatello da quelle che erano le sorelle Picchi, solo perché li si possono fare anche in casa? Ma se un piatto è buono e fatto bene lo è tanto per un romano che arriva a far casino a Parma, tanto quanto è buono per il parmigiano che fa casino nei suoi luoghi d'origine. 

5 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

Cioè tu ad esempio verresti a Parma e non ti mangeresti un bel piatto di anolini o i tagliolini al culatello da quelle che erano le sorelle Picchi, solo perché li si possono fare in casa?  

Non è quello che intendevo: ovviamente se per altri motivi capita di fare di 3-400 km vado a mangiare fuori, ma non vado a bologna o parma ma nemmeno piacenza apposta per cenare. Intendevo dove abito (prv. Milano), non usciamo più per il piacere di andare a cena, visti i prezzi e la difficoltà di trovare un posto dove veramente valga la pena di spendere 60-70 euro (a testa minimo) per mangiare bene. Scordatevi che qui da noi  trovate le trattorie dove con 30 euri si apprezza un pranzo con prodotti locali, anche perché il territorio offre poco o nulla di imperdibile.

5 minuti fa, Lolparpit ha scritto:

ma nella gestione successiva c’è stato declino e imbarbarimento.

Effettivamente è un po' che non ci vado e ho sentito pure io che è scaduto come qualità e cortesia.  Va be' dai allora spostiamoci in collina e arriviamo fino a Calestano dalla Mariella dove anche lì è da un po' che manco, anche quel ristorante che tu sappia ha subito un declino e imbarbarimento? 




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