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Quale musica usano gli audiofili quando fanno le prove di confronto tra elettroniche o oggetti di fine tuning?


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Test del palcoscenico: Jennifer Warnes in “Bird on a Wire” (grazie @Coltr@ne per quel link, era una vita che non la ascoltavo!)

Scendiamo nel particolare: se cambiate qualche componente (escludiamo sempre diffusori e relativa -adeguata- amplificazione) vi cambia qualcosa in un test come questo? Cosa, in particolare?


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5 ore fa, extermination ha scritto:

D'accordissimo. Ma il messaggio musicale riprodotto è fatto di qualità tecniche (non solo degli esecutori e di chi lo dirige) ed artistiche 

Quel "messaggio musicale" del fonico e del produttore non mi interessa, non compero una settima di Kleiber perché il fonico è il signor X o Y e la casa era DG. So che il fonico era di livello altissimo e che conosceva molto meglio di me la musica e sapeva communicare con quei artisti ad alto livello per poter registrare la maggior parte del loro messaggio musicale. Le differenze tecniche dei fonici a quel livello li metto all'altezza del sentire il concerto da un'altra posizione o in un'altra sala cose per me non molto importanti. Il perché un sistema a differenza di un altro non riesce a far sentire queste o quelle caratteristiche del messaggio musicale che quei interpreti normalmente danno, non mi interessa. Li annoto solamente, punto. Oggi è di uso pratico, quasi reazione instintiva, dare subito la colpa alla registrazione, all'acustica o ad altre ragioni tecniche come reazione ad una critica fatta ad un sistema di riproduzione che si stima. Otto giorni fa ho fatto per l'ennesima volta quell'esperienza ascoltando un impianto da oltre mezzo milione. Inutile neanche incominciare a discutere. 

4 ore fa, neroacustico ha scritto:

non è la tecnologia che ci manca, invece è proprio dei maestri che abbiamo bisogno e non ce ne sono più

Son finiti i maestri?

Proprio ora che ricominciano le scuole

 

Una delle affermazioni che ho fatto in passato sui materiali di marketing di Bang & Olufsen (come questo video , ad esempio) è che, quando ti siedi nel tuo soggiorno e ascolti un paio di altoparlanti B&O, dovresti sentire ciò che il tecnico del mastering (o il tecnico del mixaggio o il tecnico della registrazione) ha sentito quando ha effettuato la registrazione utilizzando altoparlanti monitor da studio professionali in uno studio di mastering o di registrazione. (Nota che questo è molto diverso dalla filosofia secondo cui dovresti essere in grado di sederti nel tuo soggiorno, chiudere gli occhi e farti ingannare nel pensare che i musicisti siano in piedi di fronte a te. Secondo me questa è una filosofia sciocca, simile al credere che dovresti andare al cinema e credere di essere nel film invece di guardarlo. Una registrazione musicale dovrebbe essere migliore della vita reale, non uguale. E, per favore, prima di scrivere un commento qui sotto per dirmi che mi sbaglio, leggi prima questo , poi questo , e poi torna e scrivi un commento qui sotto per dirmi che mi sbaglio.) Tuttavia, poiché il tuo soggiorno non è uno studio di mastering, non ha senso per te usare monitor da studio. In altre parole, l'obiettivo è che la combinazione di altoparlanti B&O e il tuo soggiorno sia la stessa di monitor da studio e studio di registrazione.

Quindi, la morale della storia è che l'obiettivo del sound design (almeno alla Bang & Olufsen...) è garantire che i nostri altoparlanti in una stanza normale (qualunque cosa significhi per un dato prodotto) suonino come monitor da studio professionali in uno studio di registrazione. In altre parole, se iniziassimo a produrre monitor da studio invece di altoparlanti domestici, sarei senza lavoro, dal momento che non avremmo bisogno di una procedura di sound design per "annullare" l'effetto che la stanza ha sui nostri altoparlanti...

 

https://www.tonmeister.ca/wordpress/2013/12/19/bo-tech-what-is-sound-design/

 

 

seconda parte:

 

musica barocca - una carogna da riprodurre piacevolmente a mio parere - qui un CD ben inciso che aiuta ad inquadrare (oltre che musica bellissima): qui vi è fascino , leggiadria ma anche intensità - bellissimo: 

 

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Le grandi sinfonie tardoromantiche - ipnotiche - cosmiche direi - qui spesso ascolto questa - affreschi dell'universo condensati in 70 minuti  - pochi grandi geni sono stati in grado anche solo di immaginare opere del genere - il timido contadino austriaco Anton Bruckner - qui lui purtroppo è mancato: per testare la forze dell'impianto e le capacità di stare dietro al dispiego del tutti  a massima potenza ho suggerito il crescendo degli ultimi 6 minuti del finale:

 

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Assolo di batteria piuttosto potente ed intenso - recentemente lo ho ascoltato per la coppia Mc9000 e Canton ref K1 - che impatto! 5 traccia " Tony "

 

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Tutto questo CD è meraviglioso - un orchestra jazz favolosa a mio gusto - c'è tutto: fiati pianoforte, voce e musica bellissima 

 

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concludo con la mamma o quasi delle varie cantanti Jazz eccezionali che ascoltiamo - classe infinita, voce dai tanti colori - profonda, potente ma anche delicata che ti accarezza 

 

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  • Thanks 1

@one4seven gli archi, amico mio, gli archi!

Se un impianto riproduce in modo verosimile e senza fatica di ascolto il suono di un violino e di un quartetto d'archi, il 90% del lavoro è fatto.

Starti a spiegare "il perchè e il per come" è abbastanza inutile... te lo riassumo così:

1) vai ad ascoltare dal vivo un violino solo o un quartetto (le occasioni non mancano, in ogni dove, ed anche tra amici è facile trovare qualcuno che suona questi strumenti)

2) ascolta a casa tua dischi/file ben incisi (l'esperienza non manca a nessuno di noi per sceglierli) e verifica se ottieni un suono verosimile, sia come timbrica che come "olografia"

.-.-.-.

NB: se però uno è appassionato di musica rock/metal ed amplificata in genere, direi che il mio metodo non funziona e può rivolgersi tranquillamente a dei bei monitor amplificati (Genelec, Adam, Atc ... ce ne sono di qualità elevatissima, per tutte le tasche) ed ha risolto il problema con la giusta spesa (e poco sbattimento).

Bye,

Max

 

4 ore fa, Max440 ha scritto:

Se un impianto riproduce in modo verosimile e senza fatica di ascolto il suono di un violino e di un quartetto d'archi, il 90% del lavoro è fatto.

Una volta sentivo anch'io sopprattutto gli archi anche perché suonavo in modo amatoriale il violino, ma oggi dopo aver conosciuto molto meglio gli altri strumenti noto che ciascuno (o ciascuna famiglia) ha le proprie caratteristiche specifiche e non è detto che riproducendo bene uno anche per l'altro funziona. Il fatto che io non tengo conto il suono puro dello strumento quindi quello che si sente a un metro o magari dentro to strumento ma il fattore spazio, come il suono si propaga nell'ambiente e come lo percepisco ad una distanza di oltre 5-10 metri.

 

10 minuti fa, Titian ha scritto:

come il suono si propaga nell'ambiente

Giustissimo e sottolineo ( a mio modo di vedere) le caratteristiche dell' amalgama sonora dei diversi strumenti proposta dal sistema di riproduzione e la conservazione dell'individualità del singolo strumento o gruppo di strumenti equivalenti ( vedi grande orchestra)

  • Thanks 1
42 minuti fa, Titian ha scritto:

dopo aver conosciuto molto meglio gli altri strumenti noto che ciascuno (o ciascuna famiglia) ha le proprie caratteristiche specifiche e non è detto che riproducendo bene uno anche per l'altro funziona.

Quanta verità in questa constatazione,io con l'esperienza ho imparato che per una scelta mia personale di un nuovo componente per il mio impianto devo far confronti solo con i CD in mio possesso,che amo e che ascolto di frequente e che logicamente ritengo i più complessi da riprodurre al meglio,come spesso accade le regole assolute terminano dove inizia la sfera personale e soggettiva comprendente i nostri gusti,musicali e non, e la nostra percezione.

  • Thanks 1
Il 14/09/2024 at 10:48, one4seven ha scritto:

Vuoi vedere che alla fine, meglio o peggio, è, come sostengo da sempre, solo la sintesi di una differenza di porgere il suono la cui scelta si basa sul gusto personale, a cui si tende proprio per ottenere "quell'emozione"?
 

Quasi mai.

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