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L’ascolto selettivo, conosciuto anche come effetto cocktail party


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7 ore fa, flamenko ha scritto:

pensa quanta fatica sprecata degli altri poveri musicisti:classic_laugh: se stai cercando qualcosa da paragonare in un test ha senso, farlo per abitudine cui prodest, che ascolto sarebbe?

Salve,

evidentemente non può essere una modalità d’ascolto , piuttosto un test, una verifica; cogliere il singolo strumento  e seguirlo , anche in termini di posizionamento e separazione  prospettica  rispetto agli altri.

Non è scontato che ci si riesca  sempre , dipende dalla registrazione (buona parte delle ultime novità  su Qobuz al massimo ti fan distinguere la sinistra dalla destra in fila ) , dipende da come abbiamo allestito il sistema , dipende dal genere musicale , dalla formazione strumentale ( un numero non troppo elevato di strumenti aiuta)..

Certo, convengo, l’ascolto è un’altra cosa .

 

Saluti, Fabrizio

 

Poi da ricordare bene che molte regitrazioni non sono di loro proprio perfette, in molte il pianoforte sembra "spezzato" un po' su un canale e un po' sull'altro, anche la batteria non è che sempre sia identificabile alla perfezione, soprattutto tra la parte bassa e i piatti che spesso vanno un po' per conto loro.

A volte si crede che le registrazioni siano perfette, ma quello che spesso non entra in mente è che mediamente si hanno sistemi di riproduzione molto al di sopra di quello che ci viene propinato.

  • Moderatori
Il 22/09/2024 at 18:25, appecundria ha scritto:

venne coniato dal cognitivista Colin Cherry.


Un nome un programma “effetto cocktail party” 

Peccato che il signor Spritz Aperol se ne accorse e arrivò  troppo tardi nel depositare il nome  "effetto cocktail party"  essendo stato coniato prima di tutti dal suo acerrimo avversario Colin Cherry.

8 ore fa, fabrizio ha scritto:

(buona parte delle ultime novità  su Qobuz al massimo ti fan distinguere la sinistra dalla destra in fila )

dipende come sempre dalla registrazione, e anche dal tipo di musica

quando ascolto il jazz mi capita di seguire uno strumento, ma piu spesso seguo il ritmo

con la musica elettronica c'è il beat e le sue variazioni

per fortuna Qobuz ci porta tutto in salotto con un click

jm.jpeg

10 ore fa, fabrizio ha scritto:

Certo, convengo, l’ascolto è un’altra cosa .

Però, almeno per me, è una modalità abbastanza involontaria di ricezione. Si parte con l'ascolto il più attento e ortodosso, ma la vista continua a trasmettere dati che fanno concorrenza a quelli dell'udito. Basta una violinista notevole e tendo a concentrare sul violino.

18 ore fa, flamenko ha scritto:

pensa quanta fatica sprecata degli altri poveri musicisti

Verissimo.. pensa a quanta fatica sprecata per unire i suoni in un unico flusso musicale.. finché arriva l’audiofilo di turno a isolare il suono del birignao…

:classic_biggrin:

  • Haha 2
7 ore fa, BEST-GROOVE ha scritto:

Un nome un programma “effetto cocktail party

Un concetto molto chiaro a chi si occupa di acustica ambientale.. ma probabilmente è insufficiente a descrivere compiutamente il fenomeno.. se a parlarvi nel caos di una birreria è una bella biondezza curvosa, stai pure certo che la gamma del parlato è quindi della tua comprensione del testo si alza di altri 40- 80 dB, in rapporto proporzionale diretto alla sua taglia di reggiseno… sei poi è una coppa c, aggiungici altri decibel a volontà… 😂😂

é un argomento molto interessante, il fenomeno è ben noto e parte dalla composizione e struttura dei brani, quasi sempre si isola quello che il compositore vuole che venga isolato, ovviamente per deformazione a volte ci si può concentrare su altro e perdere il messaggio originale. I pieni orchestrali  funzionano come reset, tolgono la parte razionale per far posto a quella emotiva, viene meno il punto di rifermento, temo sia abbastanza complesso, nelle registrazioni è importante la dinamica,  le intesità sonore devono essere rispettate altrimenti il messaggio va a farsi benedire, anche l'impianto non deve di certo esaltare frequenze a discapito di altre l'equilibrio è sottile, un basso continuo deve dare profondità alla scena non deve essere il protagonista si deve isolare altro. 

  • Thanks 1
14 ore fa, GianDi ha scritto:

dipende come sempre dalla registrazione, e anche dal tipo di musica

quando ascolto il jazz mi capita di seguire uno strumento, ma piu spesso seguo il ritmo

con la musica elettronica c'è il beat e le sue variazioni

per fortuna Qobuz ci porta tutto in salotto con un click

jm.jpeg

Salve,

uno dei pochi files che si salvano in questa ultima tornata di novità 


Saluti Fabrizio 

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