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Il lavoro in Italia: fatti e miti


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1 minuto fa, captainsensible ha scritto:

allora e' vero che e' peggiorato tutto 😄

E poi è andata ancora peggio: nel 2005 durante la mia tesi, mentre sputavo sangue sulle wavelet, corressi delle tesi di laurea della triennale di informatica dove questi disgraziati portarono analisi di un segnale estratto da cd audio fino a 32kHz e scrissero nella tesi che sarebbero potuti arrivare fino a 48kHz, ma che per i loro scopi era stato sufficiente fermarsi lì 🤐

La giustificazione fu peggiore dell'errore: la FFT per 1024 campioni restituisce 1024 numeri, peccato che di questi una sia la parte reale e una la complessa quindi i numeri sono in realtà 512.

Questi dimostrarono in un colpo solo che: Shannon questo sconosciuto, traformata di Fourier questa sconosciuta e forse peggio numeri complessi questi sconosciuti. Nemmeno si erano posti il problema che in un cd oltre i 22kHz non ci sta niente. A volte incrociare le nozioni ti salva da errori madornali tipo questi.

In quel momento realizzai le scenette di libretti lanciati fuori dalla finestra dai professori, io avrei lanciato direttamente i laureandi. 

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2 ore fa, tomminno ha scritto:

Io ricordo che ai miei tempi gli ingegneri edili e civili facevano analisi solo con esami a crocette e senza orale se il voto era sufficiente. 

Ah ecco, invece nel 1983-84 analisi 1 con Modica e Giaquinta a Firenze era equivalente ad attraversare un fiume infestato di coccodrilli.

 

Si iniziava con lo scritto. Se prendevi meno di 15 dovevi tronare direttamente a casa, da 15 a 17 eri "sconsigliato", su richiesta potevi tentare uno scritto integrativo ma se non lo superavi eri costretto a saltare un appello. Nel caso (fortunato) lo superassi, accedevi all'orale che durava da un'ora in su e ovviamente potevi essere "rimbalzato". L'orale era agghiacciante: Giaquinta (detto "Jack alla quinta") ti guardava impassibile  e in silenzio riempire la lavagna di calcoli; se qualcosa non era andato nel verso giusto diceva semplicemente "non funziona, può andare" e tanti saluti.

 

Al primo appello di analisi 1 ci presentammo in oltre 200. Un solo compitò risultò sufficiente, una decina sconsigliati, in tutto tre o quattro promossi. Gli altri 190 e passa, tutti a casa e zitti. Quello che aveva fatto l'unico compito sufficiente era dell'anno precedente e ci stava provando per la quarta o quinta volta. Io ce la feci a ottobre al terzo tentativo, col compitino integrativo superato per il rotto della cuffia, e per questo godetti di un discreto rispetto e ammirazione.

 

Per la serie "farò di voi dei matematici o morirete nel tentativo di diventarlo".

 

Al terzo anno, da circa 300 matricole partite, eravamo ridotti a una cinquantina. Altro che esame a crocette... 

 

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1 ora fa, tomminno ha scritto:

La giustificazione fu peggiore dell'errore: la FFT per 1024 campioni restituisce 1024 numeri, peccato che di questi una sia la parte reale e una la complessa quindi i numeri sono in realtà 512.

Questi dimostrarono in un colpo solo che: Shannon questo sconosciuto, traformata di Fourier questa sconosciuta e forse peggio numeri complessi questi sconosciuti. 

 

OK, qui siamo alla fantascienza. C'è da avere paura di tali "laureati", con preparazione di questo livello al massimo possono pulire i gabinetti. Ci vuole anche una notevole faccia a c**o per proporsi a colloquio per ruoli da progettista e RAL di 55K.

 

Gente così deve veramente ringraziare Dio per non avermi affidato un ruolo che comportasse la loro valutazione da parte mia. Sarebbero potute accadere cose veramente inurbane.

(Io sono quello con la coda)

sabertooth-chasing-caveman-vector-id1557

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53 minuti fa, lufranz ha scritto:

Ah ecco, invece nel 1983-84 analisi 1 con Modica e Giaquinta a Firenze era equivalente ad attraversare un fiume infestato di coccodrilli

Ma infatti il Modica era a rotazione tra elettronica e informatica. I civili ed edili non erano considerati ingegneri e a ragion veduta, che rabbia vedere che questi passavano analisi con le sole conoscenze del liceo!

Quegli anni mi toccò il Furi, ma a quanto pare anche il Modica si era già dato una calmata. In ogni caso aula 120 strapiena l'anno successivo per analisi II c'era già il vuoto. Arrivati al 5° anno in pari eravamo meno di 10.

Il numero chiuso non serve basta una seria selezione agli esami.

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6 minuti fa, lufranz ha scritto:

Hai avuto il piacere di conoscere Antonino Liberatore ?

Eh come no! Immancabile all'esame di elettrotecnica. Quando ho finito io era ancora su quella cattedra.

It's up to you, ci diceva sempre,con quel suo marcato accento del sud. 

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Il 23/5/2021 at 00:12, Guru ha scritto:

In certi casi la scuola è completamente scollegata dalla realtà:

 

"Non condivido proprio i provvedimenti di Profumo basati sul merito. Così si accentua la differenza di classe e non l’uguaglianza. E’ facile essere più bravi quando si nasce in una famiglia di professori”

 

finche' ci saranno scienziate che ritengono di poter dire simili fesserie solo perche' sono scienziate di simpatie a sinistra purtroppo lo scollegamento non verra' meno 😎

Intervista a Margherita Hack: 'La scuola non è un'impresa' - Fondazione Gramsci Emilia-Romagna (iger.org)

 

   

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4 ore fa, radio2 ha scritto:

Non condivido proprio i provvedimenti di Profumo basati sul merito. Così si accentua la differenza di classe e non l’uguaglianza. E’ facile essere più bravi quando si nasce in una famiglia di professori”

Quando l'ideologia si collega alla bocca al posto del cervello...

 

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6 ore fa, tomminno ha scritto:

Eh come no! Immancabile all'esame di elettrotecnica. Quando ho finito io era ancora su quella cattedra.

It's up to you, ci diceva sempre,con quel suo marcato accento del sud. 

L'ho chiesto perchè, vista l'età, non ero sicuro che fosse ancora in servizio a fine anni 90. A noi diceva sempre , al termine della lezione "Avete capito ? No ? E allora capirete poi..." e se ne andava.

Le sue "fiammate" a lezione e agli esami passavano alla storia.

Fui protagonista di una divertente (e rischiosa) scenetta.

In un tiepido pomeriggio primaverile osai assopirmi nel corso della lezione. Nel semi-coma a un certo punto mi rendo conto che ha smesso di parlare, poi sento qualcosa come "guardate come dorme bene il vostro collega"

Apro gli occhi, è in piedi di fronte a me... "ah... buongiorno professore" "buongiorno !" e scoppiano tutti a ridere, compreso lui. Ok, portiamo a casa una figura di palta.

All'esame mi fa "Le darei 30 ma siccome non ha seguito le lezioni prenderà 29".

Replico: No professore, ho sempre seguito: ricorda quello che si addormentò in aula ? Ecco, ero io... 

E fu 30. Fortuna che oltre ad essere "terribile" aveva anche un certo senso dello humor.

 

 

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10 ore fa, tomminno ha scritto:

Questi dimostrarono in un colpo solo che: Shannon questo sconosciuto, traformata di Fourier questa sconosciuta e forse peggio numeri complessi questi sconosciuti. 

Eh ma devono impararlo in azienda.

L'azienda dovrebbe organizzare e pagare un corpo docente per far rifare all'ingegnere neoassunto gli ultimi dieci anni di scuola. Naturalmente nel frattempo deve pagarlo come ingegnere fatto e finito, ovvio.

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Questa cosa che le aziende dovrebbero formare da capo gente per cui in teoria la società ha già pagato 20 anni di formazione scolastica è una barzelletta che non fa neanche tanto ridere..

 

Ovvio... non è che assumi un ingegnere neolaureato e il giorno dopo lo metti a fare i calcoli strutturali esecutivi del Morandi, ma da qui a dire che è normale se uno uscito dall'università non sa mettere in fila due frasi in inglese o non distingue una fune da un tondino di ferro..

 

Non è passata una vita dal sistema universitario che regolarmente falcidiava il 70% degli iscritti nei primi 3 anni . E il restante 30% lo torchiava fino alla ripetizione per 4 o 5 volte degli esami ritenuti più fondamentali (ricordo a TS le tragedie umane di esami come Procedura Penale o Civile con gente che si presentava con una media a libretto del 28 e veniva rimandata a casa in lacrime dopo mezz'ora di sofferenza e terrore).

 

Ora mi dicono che gli scritti a multiple choice sono la norma e che le materie vengono spezzettate in 2 o 3 test, altro che Codice Civile a memoria e manuali di cui dovevi conoscere anche la grammatura della carta su cui erano stampati.

Si capisce che quando si abbassano gli standard il risultato è conseguente e ti ritrovi con gente che al posto del ponte a diodi disegna il ponte di broccolino dopo averlo cercato su gugol.

 

Ma la colpa è delle aziende che sono brutte e cattive, si capisce.

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Non so se è stato detto, ho letto solo i primi posts.

 

Ma perché un italiano bravino andrebbe all'estero e uno straniero bravino non fa lo stesso?

Non per cambiare argomento ma per considerare che la ricerca di personale specializzato non dovrebbe essere a livello eu...

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3 minuti fa, kauko ha scritto:

Ma perché un italiano bravino andrebbe all'estero e uno straniero bravino non fa lo stesso?

 

Perchè il "sistema italia" ha stipendi medi più bassi di altri paesi. Vale sia per l'ingegnere bravino che per lo stagnaro.

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