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Quale distorsione fa davvero la differenza? Quali misure effettuare?


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captainsensible

@jerry.gb la distorsione termica che, secondo me è l'unica vera forma di distorsione con memoria e' cosa nota da diversi anni.

All'università facevamo una esercitazione di laboratorio dove si evidenziava, in particolare modo negli amplificatori operazionali monolitici.

Ti parlo di 35 anni fa 

 

CS

  • Thanks 1

@ilmisuratore quindi, per stare su misure che possiamo vedere tutti, su una rivista tipo Audioreview le misure più interessanti sarebbero quelle di "andamento frequenza/distorsione" e quelle di andamento "potenza/distorsione" ma se non fossero ricavate da segnale musicale (o equivalente) , come credo, non ce ne faremmo molto ? 

7 minuti fa, Luca44 ha scritto:

@ilmisuratore quindi, per stare su misure che possiamo vedere tutti, su una rivista tipo Audioreview le misure più interessanti sarebbero quelle di "andamento frequenza/distorsione" e quelle di andamento "potenza/distorsione" ma se non fossero ricavate da segnale musicale (o equivalente) , come credo, non ce ne faremmo molto ? 

Le misure da laboratorio, che si possono svolgere in tantissimi modi e, soprattutto...potendoci perdere anche parecchio tempo (nel caso in cui lo richiedesse) alla fine sbrogliano sempre la matassa

Le riviste, per quanto possano fare (chi rimunerebbe tutto il tempo necessario per spulciare a 360° un componente ?) e per le misure pubblicate, possono fornire alcune indicazioni, ma non tutte

E poi c'è sempre la componente contestuale a farla da padrone, vedi ad esempio il test (molto interessante) che abbiamo svolto (ancora da completare) sul DAC Tambaqui e il DAC Topping

In una condizione andavano "uguali" ovvero indistinguibili

In un altra condizione andavano diversi

Lo studio del fenomeno verte ad estrapolarne le reali cause, ma noterai che riguardano prettamente le condizioni a contorno, quindi un determinato contesto composto da una serie di apparecchi che si sposano (dovrebbero) anche elettricamente

Una cosa è certa e sacrosanta, quando l'udito rileva oggettivamente una differenza (escludendo le percezioni ignote) lo strumento di misura la rileva con estrema facilità

@ilmisuratore quindi cercar di sapere prima dell'ascolto se valga la pena provare o meno un componente o tentar di capire quale sia migliore è ancora di fatto impossibile a meno di possedere la strumentazione di ASR e volerci pure perder parecchio tempo ? 

9 minuti fa, Luca44 ha scritto:

@ilmisuratore quindi cercar di sapere prima dell'ascolto se valga la pena provare o meno un componente o tentar di capire quale sia migliore è ancora di fatto impossibile a meno di possedere la strumentazione di ASR e volerci pure perder parecchio tempo ? 

Non disperiamo cosi drammaticamente

Ad esempio è possibile intravedere quando un DAC all'ascolto presenterà caratteristiche di massima trasparenza e neutralità, oppure se produrrà un certo carattere sonoro, una sorta di colorazione che, in alcuni casi potrebbe anche essere preferita, ma la si vede prima

Osserva quella linea nera tracciata a -115 dB (su FFT)

Sotto quella riga scientificamente non è possibile udire differenze

A circa lo stesso livello si entra in zona "potenziamente udibile" (che dipende dalla sensibilità del soggetto e la capacità dell'impianto nel rilevare dettagli)

Sopra quel livello si entra in zona colorazione, piu si sale e piu viene facile a rilevarlo ad orecchio

Irrazionalmente a livelli troppo alti da colorazione si passerebbe ad alterazione fastidiosa

 

 

JDD.jpg

@ilmisuratore si , ma i DAC oggi non sono proprio il massimo della preoccupazione, a costi bassi se ne trovano già di molto buoni e in realtà posso dire che anche vecchi lettori cd economici di tanto tempo fa a volte non erano poi così pessimi rispetto ai top-end della stessa epoca . Qui ci sono diverse persone che usano con soddisfazione lettori DVD da meno di 50€ di street-price e che dicono che non abbiano differenze con roba da diverse migliaia di € nei loro impianti. Penso che in poco tempo nel digitale le differenze saranno quasi annullate visto quanto si riduca la forbice tra Hi-End e oggetti di costo irrisorio ad ogni stagione. Mettici pure che con poco oggi ci si compra un dac ex top di un tempo (tipo un bel Wadia ) e per l'audio formato CD resta poco da dire ( più differenza nelle incisioni che nei riproduttori) tra l'altro diceva qualcuno che il Wadia anche modello base ( X32 ) riesce a spingersi oltre i 16 bit usando sorgente ad alta risoluzione ma non oltre i 44,1 o i 48 kHz, non so se sia vero ma sarebbe interessante (restando in tema di qualcosa che potrebbe essere caratterizzato ma "piacevole" . 

@ilmisuratore ma poi i -115 dB a cui ti riferisci saranno limitati a segnali tra 1 kHz e 8 kHz (poco prima e poco dopo al massimo ) in gamma bassa e acuta la risoluzione del nostro orecchio dovrebbe calare enormemente ( in alto poi col passar del tempo...)

7 minuti fa, Luca44 ha scritto:

@ilmisuratore ma poi i -115 dB a cui ti riferisci saranno limitati a segnali tra 1 kHz e 8 kHz (poco prima e poco dopo al massimo ) in gamma bassa e acuta la risoluzione del nostro orecchio dovrebbe calare enormemente ( in alto poi col passar del tempo...)

Mi hai anticipato di un soffio, si, va tenuto conto anche del segmento in cui il nostro udito risulta essere molto selettivo e sensibile

A 30 hz potremmo permetterci distorsioni enormemente piu alte rispetto ai 4 khz :classic_smile:

captainsensible

 

Ieri ho condotto un esperimento: ho provato a misurare la potenza effettivamente erogata dall'amplificatore in condizioni di ascolto normali NEL SALOTTO DI CASA MIA.

Per fare questo ho usato un ampli in classe D ed ho misurato la potenza erogata dal suo alimentatore.

Essendo l'ampli molto efficiente, la potenza erogata dall'alimentatore è molto vicina a quella erogata sul carico, dopo aver sottratto la potenza a riposo dell'ampli (idle current).

Con ampli meno efficienti (Classi A, AB e compagnia cantante) non è così, perchè buona parte della potenza che eroga l'alimentatore viene dissipata in calore dagli stadi di potenza, molto complicato da quantificare.

L'ascolto è a circa 2,5 mt dai diffusori, a loro volta distanti altrettanto tra di loro.

I diffusori hanno una sensibilità di 89 dB/w/m.

Ho usato diversi brani, in particolare mi sono soffermato su Hey You dei Pink Floyd, la parte finale, con molti strumenti ed effetti.

Alla fine, con 3,5 W erogati complessivamente dall'ampli il volume era molto alto al punto di ascolto (mia moglie mi ha chiesto cortesemente di abbassare).

La maggior parte del tempo stiamo abbondantemente sotto al watt.

 

Questo a casa mia: da altri, con altre abitudini, altri ambienti ed altri diffusori le cose posso essere differenti.

 

CS 

 

  • Melius 1
23 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Alla fine, con un picchi di 3,5 W erogati complessivamente dall'ampli il volume era altissimo al punto di ascolto (mia moglie mi ha chiesto cortesemente di abbassare).

La maggior parte del tempo stiamo abbondantemente sotto al watt.

Questo a casa mia: da altri, con altre abitudini ed altri ambienti le cose posso essere differenti.

CS 

Quello che succede abitualmente , frazioni di energia utilizzate senza averne consapevolezza, e false diagnosi tendenti ad attribuire insufficienti  aspetti qualitativi a presunte insufficienze quantitative in termini di erogazione da parte degli amplificatori. 

31 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Alla fine, con un picchi di 3,5 W erogati complessivamente dall'ampli il volume era altissimo al punto di ascolto (mia moglie mi ha chiesto cortesemente di abbassare).

La maggior parte del tempo stiamo abbondantemente sotto al watt.

Questo a casa mia: da altri, con altre abitudini ed altri ambienti le cose posso essere differenti.

 

Cosa che sostengo da molto: per ascolti domestici in tranquillità e relax non sono per me necessarie potenze molto alte - si lavora intorno al Watt - quindi se si è in questa condizione servono amplificatori che suonino bene intorno al watt. Da qui si comprende perché i vari Sugden , Lavardin (che conosco poco ma mi incuriosiscono) e valvolari (anche SE) tornano buoni:  intorno al watt sono in confort zone e danno il meglio di sé: ho anche un Halo di John Curl:  se devo e voglio andare a cannone mi mangia il Sugden ma intorno al watt l'Inglese è a mio gusto ben superiore e di molto. 

 

Rispolvero la TRITIM: 3 segnali (3 frequenze distinte) su 3 carichi diversi (resistivo, capacitivo e induttivo) ancorati a 4 ohm e 8 ohm a potenza crescente  - lì si capisce un poco l'amplificatore come si comporta (6 grafici tridimensionali)

 

1 ora fa, captainsensible ha scritto:

Alla fine, con 3,5 W erogati complessivamente dall'ampli il volume era molto alto al punto di ascolto (mia moglie mi ha chiesto cortesemente di abbassare).

Se il volume era "molto" alto i watt erano sicuramente molti ma molti di piu'. Resta una prova di poco valore, se non consideri il fattore di cresta metti numeri a caso. Ci sono dischi con cf 3 e dischi con cf 30, cioè dischi in cui bastano 3 watt e dischi dove non ne bastano 300. Ho personalmente visto le b&w bersi 800 watt  per canale con i Dire straits ad un volume alto ma non certo da dover abbassare, insomma non "molto" alto. Poi uno è libero di dimensionare l'ampli per dischi stracompressi e vivere felice clippando ad ogni picco. Che è esattamente quel che succede a chi ha a ampli poco potenti. Salvi diffusori molto efficienti ed ascolto a volume molto basso. 

9 minuti fa, grisulea ha scritto:

Poi uno è libero di dimensionare l'ampli per dischi stracompressi e vivere felice clippando ad ogni picco. Che è esattamente quel che succede a chi ha a ampli poco potenti. Salvi diffusori molto efficienti ed ascolto a volume molto basso. 

 

non sono d'accordo ma no- problem -invecchiamo teniamo care le orecchie - siamo tutti candidati per Via Durini

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