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Dopo 5 anni abbandono lo streaming


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3 minuti fa, Ggr ha scritto:

In un lettore integrato, devono convivere si spera felicemente, 3 elementi che amano spaccarsi i maroni a vicenda.

Nel lettore integrato non c’è un motherboard con una CPU. La differenza è li. Tutto ciò che si fa per il fine tuning è proprio riuscire a tenere il rumore fuori dalla catena audio. Se tu prendi un PC portatile qualunque, un cavo usb da stampante e un DAC basico, per me il risultato è inascoltabile. Poi la si può pensare diversamente ma da me è così.

Saluti

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35 minuti fa, wow ha scritto:

mai con il notebook di tutti i giorni che magari ti spara le notifiche sul più bello

 

20 minuti fa, wow ha scritto:

Un pc non ottimizzato allo scopo

Certamente usare il notebook “di tutti i giorni” non è il massimo e non può certo essere un termine di paragone … pare che manchi un po’ di comprensione del fenomeno (oserei dire del tutto), il pc deve essere usato come device dedicato, non si deve pensare a un pc preso “a caso”, questo va costruito pensando allo scopo a cui viene dedicato … non servono “ottimizzazioni” particolari che non saprei cosa potrebbero essere, ma un insieme di componenti (assolutamente “off the shelf” e per nulla esoterici) scelti in funzione del risultato che si vuole ottenere e soprattutto un sistema operativo e sw di riproduzione adeguati.

Ed ecco che un pc diventa “improvvisamente” un device HiFi alla stregua di tutti gli altri.

Certo, è necessario un minimo di dimestichezza in mancanza della quale è meglio starne lontani, ma affermare in assoluto e genericamente che un pc non sia all’altezza è davvero una bufala che non si può sentire

 

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Vi inviterei a fare una riflessione. Dove viene prodotto un disco? Su una workstation audio (che è un computer con schede e microprocessori). Perché di grazia un lettore CD con le complicazioni di lettura e meccanica dovrebbe far meglio? Se ci sono rumori elettrici, i problemi sono da ricercarsi negli interfacciamenti degli apparecchi. Per dire, quando accendo le LS60 senza riprodurre nulla, regna il silenzio più assoluto e badate bene che sono alimentate con sorgenti esterne collegate con umilissimi RCA. I DAC interni sovracampionano a 192 il segnale analogico e lo restituiscono ai trasduttori senza disturbi udibili.

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2 ore fa, Turandot ha scritto:

I 44 kHz sono semplicemente sufficienti a garantire tutte le informazioni necessarie per un ascolto di altissima qualità. Del resto, chi ha definito questo standard ha stabilito caratteristiche tecniche adeguate allo scopo. Andare oltre, quindi, non porta reali benefici. Lo dimostra il fatto che il vinile, nonostante sulla carta sia tecnicamente inferiore, continua ancora oggi a offrire un'esperienza d'ascolto di alto livello.

Ciao, la tua osservazione è corretta ed anche rispettabile, però attenzione a confondere l'alta risoluzione con alta frequenza di campionamento.

La risoluzione è definita dai bit , quindi evidentemente i files nativi a 20bit, 24bit e/o superiori anche a frequenza di campionamento uguale al CD (44,1 khz) si sentiranno indubbiamente meglio, però sfido coloro che in questa discussione parlano con certezze assolute, a saper distinguere un file high def nativo da un fake proveniente da "ricampionatura" di un 16 bit, senza nessuna informazione e poi ne riparliamo....

.

Certo ora qualcuno risponderà che lui capisce se un brano proviene realmente da master 24bit o s'è stato "sovracampionato" dal 16 bit, quindi ad orecchio riconosce i fake high def...

 

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5 ore fa, stefano_mbp ha scritto:

Ed ecco che un pc diventa “improvvisamente” un device HiFi alla stregua di tutti gli altri.

Certo, è necessario un minimo di dimestichezza in mancanza della quale è meglio starne lontani, ma affermare in assoluto e genericamente che un pc non sia all’altezza è davvero una bufala che non si può sentire

Ma io ho usato un PC autoassemblato fanless, alimentato in lineare con Linux daphile a bordo. Ottimo PC e ottimi ascolti ma quando sono passato ad AURALIC la differenza l’ho sentita tutta.

Saluti

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@Ggr in realtà sono importanti tutte e due. La prima per risoluzione e dinamica, la seconda perchè permette di spostare aliasing a frequenze più lontane da quelle audio e quindi rende meno complesso il filtro passa basso in uscita.

Saluti

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5 ore fa, jackreacher ha scritto:

Certo ora qualcuno risponderà che lui capisce se un brano proviene realmente da master 24bit o s'è stato "sovracampionato" dal 16 bit,

Fra i 16 bit e i 24 bit la differenza audio nella mia esperienza è minima e penso di non saper riconoscere bene e con certezza la differenza fra un file 16/44 e un 24/44, e parlo di Master originale nativo a 24, non di sovracampionamento… che poi in quel caso la differenza deve essere …zero! Ma…

 

4 ore fa, Ggr ha scritto:

Giusta osservazione. Sono più importanti i 24 bit, .che i 44.100 hz.

Ma… ecco che, almeno secondo la mia esperienza, vale esattamente l’inverso! Il punto chiave è proprio la frequenza di campionamento! Al mio orecchio un file che nasce a 44,1, anche sovracampionato a 192, rimane esattamente un file con un “retrogusto digitale”, con i difetti cioè del digitale: acuti “freddi”, sensazione di ambienza assai striminzita (cioè informazioni ambientali e riflessioni praticamente azzerate).

Ecco, io so perfettamente riconoscere un file a 24/96 o 24/192 e lo stesso, identico e semplicemente “scalato” a 16/44, che appunto diventa “striminzito e dal sapore digitale anni ‘80”.

Questo è quanto accade a casa mia con impianto cuffia (Stax e Co, come da immagini al mio profilo) o con diffusori Maggies serie 3.

I primi test “in cieco” fra file 16/44 (o CD) e file HiRes sono stati fatti con file HiRes 24/44, e gli ascoltatori riuscivano poco e male a distinguere fra i due.

Da qui la credenza, sbagliata (de falso credita…), che la differenza sia bassa e poco riconoscibile in doppio cieco.

Se si confrontano il CD, o il file 16/44, e la versione “nativa” (non upsamplata!) a 24/96, la differenza balza all’orecchio… senza alcuna esitazione… anche per un principiante…  

Come ha detto @rpezzane alla fine sono importanti tutti e due, forse perché il risultato dell’una cosa (i 24 bit) si somma all’altra (i 96 Khz).

Delle due lo spostamento più lontano dalla banda udibile degli artefatti digitali, cioè la frequenza di campionamento, al mio orecchio è però più importante…

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44 minuti fa, rpezzane ha scritto:

Ottimo PC e ottimi ascolti ma quando sono passato ad AURALIC la differenza l’ho sentita tutta.

Io invece, pur usando due dei DAC ritenuti fra i migliori in assoluto (il Berkeley Reference e il Mola Mola) non ho ancora trovato uno streamer che suoni meglio del mio Mac Mini con a bordo Audirvāna… ma è pur vero che il segnale USB va alla scatolina USB Converter Berkeley che sembra “azzerare” tutto il rumore di fondo legato al segnale che esce dal computer in USB.

E dire che sarei stato disposto a spendere anche 10.000 o 20.000 euretti… ma nada! Nessuno degli streamer provati suona meglio! E ..beh …così quei soldini mi rimangono in tasca! 

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22 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Fra i 16 bit e i 24 bit la differenza audio nella mia esperienza è minima e penso di non saper riconoscere bene e con certezza la differenza fra un file 16/44 e un 24/44, e parlo di Master originale nativo a 24, non di sovracampionamento… che poi in quel caso la differenza deve essere …zero! Ma…

Strano che tu non riesca a sentire la differenza tra file 24 bit 44,1 khz nativo vs lo stesso "scalato" a 16 bit 44,1 khz, perché è proprio questa la differenza tra alta e bassa risoluzione audio, che è notevole...

.

 

22 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Delle due lo spostamento più lontano dalla banda udibile degli artefatti digitali, cioè la frequenza di campionamento, al mio orecchio è però più importante…

Quindi probabilmente se ti si facesse ascoltare un file 16 bit 44,1khz portato a 20 bit 88,2khz tu preferiresti il secondo che comunque rimarrebbe un fake high def.

.

Sono i bit che contengono le informazioni (musica) non la frequenza di campionamento superiore ai 44,1khz.

.

Ma ora dirai di no... ovviamente.

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50 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Ma ora dirai di no... ovviamente.

Ma certo che ti dico di no! L’inghippo è assai chiaro: se tu “porti”, cioè upsampli, un file da 16/ 44 a quanto vuoi… niente succede perché upsampli “il niente”… e zero più zero fa zero!

La frequenza di campionamento alta, cioè maggiore di 44,1, per es 88 o 96, deve essere “nativa”…! In fase di registrazione e acquisizione dico! Se no nisba! Niente succede che migliori l’ascolto!

Mentre invece sono quasi certo che se faccio ascoltare a te o a diversi altri un file 24/44 in cieco versus lo stesso a 16/44 assai difficilmente lo riconosceresti… assai difficilmente … potrei scommetterci una cena …

Però, si doveva, questi sono tutti discorsi che riguardano l’HiRes e non i servizi di streaming!

Quindi sono discorsi fuori tema, discorsi fatti millanta volte… e anche se “repetita iuvant” ecco… alla fine ci si annoia e si va, per giunta, fuori tema!

 

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