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Lotta ai trafficanti di esseri umani: il caso Almasri


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Roba da matti questa storia.

Riportato in fretta e furia in libia dai servizi...

Questi sono i migliori amici e complici dei trafficanti di uomini, altro che globo terracqueo...

 

"Com’è possibile che un uomo ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja per crimini di guerra, violenze e stupri sia liberato e immediatamente “espulso” a bordo di un jet dei servizi italiani? Per la competente Corte d’Appello di Roma, l’arresto del generale di brigata Njeem Osama Elmasry, domenica a Torino, era “irrituale”, eseguito con un vizio di forma che lo rende nullo. Per questo il capo della polizia giudiziaria libica, responsabile di famigerati centri di detenzione a Tripoli, è stato rilasciato. Ma oltre a mettere in dubbio la reale possibilità di arrestare simili ricercati, la conclusione della Corte non può chiarire l’intera vicenda, compreso e soprattutto il comportamento del ministero della Giustizia, che non si è mosso per quasi tre giorni, e l’espulsione firmata dal Viminale ed eseguita in tempi record grazie a un volo di Stato. Temi sui quali, per ora, sarà il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a riferire, giovedì in Senato.

Già a Torino sabato 18 gennaio, apparentemente per vedere il match Juventus-Milan, Almasri sarebbe arrivato in Italia con un auto noleggiata in Germania che avrebbe voluto riconsegnare a Fiumicino. Ma lo stesso giorno, la Corte penale spicca il mandato d’arresto e avvisa del suo arrivo in Italia. L’arresto viene eseguito l’indomani, domenica 19, dalla Digos di Torino, dopo che l’Interpol ha confermato il mandato di cattura. Elmasry viene portato nel carcere torinese delle Vallette e la polizia comunica all’autorità giudiziaria la richiesta di convalida dell’arresto. “La medesima comunicazione veniva trasmessa il 19.1.2025 al Ministero della Giustizia”, scriverà poi la Corte d’appello. Se non prima, domenica al più tardi chi doveva sapere, ha saputo. Lo Statuto della Corte Penale prevede che lo Stato che riceve la richiesta di arresto “prende immediatamente provvedimenti per fare arrestare la persona“. Ma secondo la Corte d’Appello di Roma, la legge italiana che attua lo Statuto impedisce che a prendere l’iniziativa sia la polizia. E infatti, nell’ordinanda di martedì 21, scriverà che la legge 237/2012 prevede la ricezione degli atti da parte del Ministro della Giustizia (art. 2), che deve poi trasmetterli alla procura generale presso la corte d’appello di Roma (art. 11), che chiede alla stessa corte l’applicazione della misura cautelare. Solo a quel punto, se deciso dalla corte d’appello, ci sarà l’arresto. Altro che “immediatamente”: non viene concesso nemmeno il carattere d’urgenza, pur previsto dal codice di procedura penale.

Il timore che si finisca per emettere una misura cautelare per chi è già scappato, esiste. Per farsi venire il dubbio basta osservare quello che fa il ministero della Giustizia di Carlo Nordio dalla comunicazione dell’arresto: niente. Da domenica e fino a martedì compreso, il ministero non ha niente da dire alla procura generale, che lunedì gli ha inviato una comunicazione urgente dicendo che era in attesa delle sue richieste. “Ministro interessato da questo Ufficio in data 20 gennaio (lunedì, ndr), immediatamente dopo aver ricevuto gli atti dalla Questura di Torino, e che, ad oggi, non ha fatto pervenire nessuna richiesta in merito“, scriverà la procura generale nel parere inviato martedì alla corte d’appello. Il ministero darà segni di vita solo alle 15.55 di martedì pomeriggio, meno di tre ore prima del volo che riporterà Almasri in Libia. Lo fa con una nota in cui spiega che ha ricevuto la richiesta d’arresto della Corte Penale (fatta sabato) e che “considerato il complesso carteggio, il Ministro sta valutando la trasmissione formale della richiesta della CPI al Procuratore generale di Roma”. Ancora: altro che “immediatamente”. Ma c’è di più. Mentre Nordio valuta e non comunica con la procura, che intanto chiede alla Corte di ordinare il rilascio, un aereo era già partito alla volta di Torino. Il Falcon 900 dei servizi è partito da Roma alle 10.14 del mattino e atterrato a Torino un’ora dopo, alle 11.13. Segno che ad Almasri bisognava mettere le ali.

Visto che il reato di tortura è presente anche in Italia, il generale libico avrebbe potuto essere arrestato un’altra volta. E se andava fatto secondo le regole ribadite dalla Corte d’Appello, allora era il caso che il ministero di Nordio, il primo della lista, si muovesse, attivando la procura per ottenere una nuova misura cautelare. Invece non si è fatto niente. Anzi, ci si è preoccupati di firmare, stavolta immediatamente, un provvedimento di “espulsione” che permettesse ad Almasri di decollare appena lasciato il carcere. Il Viminale di Piantedosi, da sempre grato ai libici, non ha mai espulso nessuno così in fretta. Perché Nordio non risponde alla procura generale che lunedì gli aveva inviato la comunicazione urgente? Perché non si è attivato per un nuovo arresto? Il Viminale come ha motivato l’espulsione record? Perché il Falcon 900 è decollato da Roma alle 10 del mattino? Nordio era al corrente? Perché ha dichiarato di essere impegnato a “valutare” le carte se, a quanto pare, il rimpatrio era già deciso? A queste e ad altre domande le opposizioni hanno chiesto a Giorgia Meloni di rispondere, invocando le dimissioni per il ministro Nordio. “Impensabile che Meloni e il sottosegretario Mantovano non fossero al corrente di questa vicenda”, è stato detto oggi in una conferenza stampa alla Camera. Invece sarà Piantedosi a riferire, giovedì alle 15 in Senato.

Perché il dubbio che il presunto torturatore e criminale di guerra sia stato sottratto alla giustizia internazionale per volontà politica è finora legittimo. Un comportamento coerente con i silenzi governativi che hanno sempre avvolto il memorandum d’intesa tra Italia e Libia voluto da Marco Minniti e rinnovato da tutti i governi. Venne firmato nel 2017 da quello di Paolo Gentiloni e dall’allora premier Fayez al-Sarraj, dopo trattative alle quali partecipò anche il famigerato Bija, boss di Zawiya divenuto comandante della guardia costiera libica nonostante le pesanti accuse internazionali e assassinato l’anno scorso a colpi di mitra. Del resto, l’accordo di Gentiloni sarebbe stato impraticabile senza la collaborazione delle milizie armate che hanno in mano il Paese dalla caduta di Gheddafi, e che Italia e Unione Europea hanno deciso di finanziare per bloccare i migranti, innescando un business che ruota proprio intorno ai centri di detenzione. Almasri appartiene alla Radaa, gruppo armato legato al Governo di unità nazionale di Tripoli che gestisce anche il carcere di Mitiga, di cui Almasri è a capo e teatro degli orrori di cui è accusato, ai danni di detenuti libici e di migranti, molti dei quali intercettati in mare dalla guardia costiera finanziata ed equipaggiata dall’Italia. Quanto sa? Probabilmente troppo, e almeno per ora non avrà modo di rivelarlo. Il jet italiano è arrivato alle 21.14 all’aeroporto di Mitiga che, dicono le testimonianze raccolte dai giudici dell’Aja, è stato realizzato anche dai detenuti di Almasri, costretti ai lavori forzati per costruire la nuova pista. Una volta a terra, Almasri è stato portato in trionfo da una folla festante (video). Sullo sfondo, il jet e gli uomini dei servizi italiani."

43 minuti fa, Martin ha scritto:

Ma è confermato che l'ufficiale libico è rientrato con volo italiano di stato e che il relativo aereo sarebbe partito da Roma per Torino prima della scadenza delle 48h valide per la convalida dell'arresto ? 

Ma no.

E' accaduto che quegli scienziati della Corte Penale Internazionale hanno emesso un ordine di arresto senza rispettare la procedura (e cioè informare PRIMA e non DOPO il ministro della Giustizia) per cui l'arresto era radicalmente nullo.

E quindi è stato giustamente annullato dalla Corte di Appello, su richiesta del Procuratore Generale.

Perchè siamo uno stato di diritto e non possiamo fare come ci pare.

 

https://www.la7.it/tagada/video/torturatore-libico-sisto-la-corte-dappello-ha-dato-il-via-libera-22-01-2025-576459

 

  • Thanks 2
6 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Ma no.

E' accaduto che quegli scienziati della Corte Penale Internazionale hanno emesso un ordine di arresto senza rispettare la procedura (e cioè informare PRIMA e non DOPO il ministro della Giustizia) per cui l'arresto era radicalmente nullo.

E quindi è stato giustamente annullato dalla Corte di Appello, su richiesta del Procuratore Generale.

Perchè siamo uno stato di diritto e non possiamo fare come ci pare.

https://www.la7.it/tagada/video/torturatore-libico-sisto-la-corte-dappello-ha-dato-il-via-libera-22-01-2025-576459

Sì, certo come no.

E per scusarci lo riportiamo a casa a spese di pantalone con l'aereo dei servizi.

28 minuti fa, UpTo11 ha scritto:

E per scusarci lo riportiamo a casa a spese di pantalone con l'aereo dei servizi.

L'hanno espulso.

Comunque sta cosa dell'espulsione con l'aereo dei servizi non lìho capita neanche io.

Resta il fatto che la Corte di Appello non ha convalidato l'arresto per un errore del TPI, sinceramente non so se il ministro della giustizia avrebbe potuto fare qualcosa, non ho approfondito.

È chiarissimo quello che è successo per chi non fa la cheerleader a tempo pieno.

Riportato a casa in fretta e furia con la protezione dei servizi.

Hanno protetto un caro amico.

Uno che se apre bocca, altro che governi che vengono giù.

.

 

1 ora fa, UpTo11 ha scritto:

Visto che il reato di tortura è presente anche in Italia, il generale libico avrebbe potuto essere arrestato un’altra volta. E se andava fatto secondo le regole ribadite dalla Corte d’Appello, allora era il caso che il ministero di Nordio, il primo della lista, si muovesse, attivando la procura per ottenere una nuova misura cautelare. Invece non si è fatto niente. Anzi, ci si è preoccupati di firmare, stavolta immediatamente, un provvedimento di “espulsione” che permettesse ad Almasri di decollare appena lasciato il carcere. Il Viminale di Piantedosi, da sempre grato ai libici, non ha mai espulso nessuno così in fretta.

 

10 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Il procuratore generale chiede che codesta Corte dichiari l’irritualità dell’arresto in quanto non preceduto dalle interlocuzioni con il ministro della Giustizia, titolare dei rapporti con la Corte penale internazionale; ministro interessato da questo ufficio in data 20 gennaio, immediatamente dopo aver ricevuto gli atti dalla Questura di Torino, e che, a oggi, non ha fatto pervenire nessuna richiesta in merito. Per l’effetto non ricorrono le condizioni per la convalida», si legge nell’ordinanza della Corte d’appello di Roma che ha disposto la scarcerazione. La palla è così passata al ministero dell’Interno, che ha firmato un ordine di espulsione per il generale."

Confesso di non conoscere le procedure in questo specifico caso .Personalmente almeno, al contrario di altri che le hanno viceversa chiarissime.
@mozarteum, @Roberto Mm se la magistratura  non convalida l'arresto nel caso specifico  il governo, nella persona del guardasigilli può avocare   la decisione e revocarla?

7 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Confesso di non conoscere le procedure in questo specifico caso

Non è una materia che tratto abitualmente, quindi dovrei studiare per rispondere.

In linea generale il ministro degli esteri può fare l'opposto, cioè disattendere un ordine di arresto della magistratura, ma se la magistratura annulla un arresto per un errore procedurale di chi lo ha chiesto (parrebbe il Tribunale Penale Internazionale) non è che il ministro avrebbe potuto lui far arrestare il libico.

55 minuti fa, UpTo11 ha scritto:

Hanno protetto un caro amico.

Uno che se apre bocca, altro che governi che vengono giù.

Da quello che si legge sui giornali questo tizio sarebbe colpevole di reati commessi anni fa, si parla del 2019, 2020.

Casomai dovrebbero preoccuparsi chi era al governo allora, non capisco che c'entra questo.

Se qualcuno mi spiega quali strumenti tecnico giuridici avrebbe avuto il governo per disattendere una decisione della magistratura che ha rilevato, certificato e messo nero su bianco un colossale errore procedurale della TPI ve ne sarei grato.

Perchè sinceramente io non l'ho sentito ne letto da nessuna parte, ci fosse un giornale o uno straccio di politico dell'opposizione che l'avesse spiegato.

22 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Il procuratore generale chiede che codesta Corte dichiari l’irritualità dell’arresto in quanto non preceduto dalle interlocuzioni con il ministro della Giustizia, titolare dei rapporti con la Corte penale internazionale

Il punto fondamentale è questo.

Le interlocuzioni non ci sono state perchè avrebbero essere dovute inserire nella richiesta di arresto. Altrimenti l'arresto è radicalmente nullo.

Qui abbiamo una CPI con procuratori che ignorano l'ABC del diritto, o che lo applicano con i piedi, e poi si permettono pure di chiedere all'Italia di spiegare.

Questo dovrebbe preoccuparci.

 

23 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Le interlocuzioni non ci sono state perchè avrebbero essere dovute inserire nella richiesta di arresto. Altrimenti l'arresto è radicalmente nullo.

Contestualmente e nell' immediatezza   mi sembra di capire. Ma se così non fosse avvenuto , come mi pare, qual'e' il limite temporale massimo in questo caso ( le usuali 48 h?) , cpp alla mano?

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