Vai al contenuto
Melius Club

Good religion trascendenza/mistica


Messaggi raccomandati

 

Esiste soltanto questo mondo, fatto di cose, oggetti fisici, atomi, molecole, oppure c’è anche un’altra dimensione, non fisica? La parola metafisica deriva dal greco μεταφυσικά (metaphysicà) e significa “oltre le cose fisiche”. Nel I secolo a.C. Andronico di Rodi, nel classificare le opere del filosofo Aristotele, si trovò di fronte ad alcuni scritti che venivano dopo gli scritti concernenti la natura, τὰ Φυσικά (tà Physicà), quindi li classificò come “oltre i libri di Fisica”. In seguito, nel corso della storia la parola venne a indicare quella parte della filosofia che si occupa di ciò che trascende il mondo fisico. A tal proposito è utile ricordare che metafisica nell’uso corrente non significa “oltre la natura”, dato che quest’espressione indicava in greco solo una nomenclatura bibliografica, ma significa “oltre ciò che è fisico”, differenza che è cruciale.

 

È questo il problema centrale della metafisica: c’è solo questo mondo fisico, il mondo visibile, tangibile, materiale, di cui tutti possiamo fare esperienza, o c’è anche un altro “mondo”, non visibile, non materiale? Ai materialisti tale questione non interessa affatto dato che loro sono convinti che esistono solo entità materiali, cioè entità composte di materia. Questa convinzione deriva per la maggior parte dall’esperienza sensoriale. Le cose materiali, gli oggetti fisici, si possono vedere, toccare, sentire, etc… I materialisti credono di andare sul sicuro, dal momento che tutto ciò che è composto di materia è esperibile in modo certo, se ne può avere esperienza direttamente, in prima persona. Quindi, ci sono persone che escludono a priori la questione metafisica, non se ne danno pensiero, non ci badano, non la prendono in considerazione. Tuttavia, a ben vedere, quest’atteggiamento potrebbe essere un azzardo. Infatti, se esistesse davvero una dimensione del genere e fosse di primaria importanza per la vita dell’uomo, lasciarsela sfuggire sarebbe da sprovveduti. A tal proposito, qualche anno fa mi trovai a parlare con un tipico materialista, benestante, calato nei piaceri sensuali, attaccatissimo ai soldi, anche un po’ narcisista, e gli chiesi se lui avesse almeno una volta pensato che forse ci potrebbe essere una realtà diversa da questa nostra terrena, una realtà superiore, spirituale, forse anche un Dio. Con mia sorpresa rispose: “Sarebbe troppo bello!”. Che strano! Come mai una risposta del genere? Evidentemente, dato che la sua mentalità consisteva nel voler possedere quante più cose possibili, gli avrebbe fatto piacere mettere nel novero anche quelle ipotetiche cose spirituali, più pregiate, così lui si sarebbe arricchito ancor di più ma questa volta in un modo molto più qualitativo. Nonostante la sua rozza impostazione materialista quel tizio sospettò, forse per la prima volta in vita sua, che ci sarebbe potuto essere qualcosa di molto vantaggioso nell’altra dimensione. E in effetti, a chi non farebbe piacere avere un supporto, una guida, un aiuto, una forza che proviene da un ambito o da un Essere ultraterreno? Sarebbe veramente bello, anzi meraviglioso, splendido. Quando si parla di queste cose vengono subito alla mente due parole, religione e spiritualità , che però non hanno lo stesso significato. In generale, la religione ha una dimensione marcatamente sociale, comporta pratiche e rituali, luoghi di culto, templi, chiese, moschee, sinagoghe, documenti, scritture sacre in cui è codificata la dottrina. La religione richiede la predisposizione a credere e ad avere la fede . La spiritualità invece scaturisce da un’esperienza interiore, soggettiva, caratterizzata dal bisogno di trovare un significato nella vita, il senso della propria esistenza, scoprire la verità, muoversi verso l’auto-trascendenza. Oggi si parla di spiritualità senza religione , ma è possibile anche la religione senza spiritualità, se si pone troppa enfasi sui rituali esteriori...Più vicina alla metafisica è la spiritualità, in quanto dimensione originaria che trova la sua fonte nell’esperienza intima dell’individuo...

Scegliere una filosofia, una metafisica, una religione sicuramente non è un subire passivo la disponibilità del proprio ambiente. Scegliere è un’altra cosa. Significa cercare, vagliare, distinguere, conoscere diverse opzioni.

Ci sono casi in cui la cultura del proprio ambiente non è in grado di venire incontro adeguatamente alle esigenze profonde delle persone. In questi casi è necessario prendere consapevolezza che la propria cultura è solo una delle tante e non necessariamente è la migliore. Forse è buona per certe cose ma non per altre.

In conclusione, un sentimento anima quest’intera ricerca, dalla prima pagina fin qui: per ogni essere umano, per ognuno di noi c’è la propria, personale, individuale strada buona, autentica. Però non tutti ci credono, non tutti riescono a individuarla, alcuni nemmeno ci pensano, distratti dalle mille cose del mondo, dagli affanni quotidiani, dal trambusto di un mondo sempre più complesso, multiforme, caotico, incautamente calato nelle sabbie mobili del materialismo e incantato dalle esteriorità. Proprio grazie alla metafisica, che consente di andare oltre questo mondo fisico, oltre il visibile, proprio perché rende concepibile ciò che “non si vede”, diventa possibile almeno presentire che davvero esiste la via autentica per ciascuno di noi. Non è evidente, non è constatabile come le altre cose del mondo, ma c’è.

Tratto da: Quattro argomenti-chiave per l'esistenza di Leonardo Claps (docente a contratto all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Antropologia culturale, Psicologia culturale, Filosofia della scienza e Educazione dell’adulto. Precedentemente ha insegnato Antropologia filosofica in istituti superiori e Storia della filosofia (occidentale e orientale) all’Università delle Tre Età di Potenza. È anche addetto ai servizi bibliotecari)

 

 

 

 

 

00001.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1431042
Condividi su altri siti

Tutti sanno che la religione coinvolge la fede. Sembra che molte persone siano convinte che la fede implichi chiudere gli occhi, stringere i denti e credere almeno in sei cose impossibili prima di colazione, perché ce lo dice la Bibbia, o il papa, o qualche altra autorità indiscutibile. Niente affatto! Il salto che la fede può richiederci è verso la luce, non nel buio. Pervenire ad una fede motivata in ciò di cui si tratta è lo scopo sia della ricerca religiosa, sia della ricerca scientifica. La religione, come abbiamo detto, può essere un valore reale solo se è effettivamente vera; non è una tecnica per farsi coraggio e tenere alto il morale...Io penso che scienza e religione, superata la prima impressione, siano cugine, da un punto di vista intellettuale. Ambedue sono alla ricerca di un credere che sia motivato. Né l’una né l’altra possono pretendere di possedere la conoscenza assoluta, certa, poiché ciascuna deve fondare le proprie conclusioni sul ruolo reciproco che giocano interpretazione ed esperienza. Di conseguenza, entrambe devono essere disponibili all’eventualità della correzione. Nessuna delle due si basa soltanto sui puri fatti, o su mere opinioni. Sono parte ambedue del grande tentativo umano di capire. Ciò nonostante, tra la scienza e la religione vi sono, ovviamente, delle differenze. Una delle più significative è che la scienza si occupa di un mondo fisico che è a nostra disposizione per essere maltrattato o fatto a pezzi come più ci garba. In poche parole, la scienza può sottoporre le cose alla verifica sperimentale. Dio, invece, non è a nostra disposizione in questo modo. La Bibbia dice: «Non metterai alla prova il Signore tuo Dio». Non ha alcun senso dire: «Se un Dio esiste, che mi fulmini»...Decisamente, Egli non accetta di giocare a questa partita folle;, né lo fa la gente. Se, per mettere alla prova la tua amicizia, io escogito in continuazione piccole trappole, di fatto, la diffidenza mostrata distruggerà la possibilità di una vera amicizia tra di noi. Nell'ambito dell’esperienza personale sappiamo tutti che, sia tra di noi sia nei confronti di Dio, la verifica deve lasciar spazio all’avere fiducia. Anche nella scienza ci sono branche nelle quali è impossibile effettuare esperimenti: la cosmologia e la biologia evolutiva, ad esempio...Di per sé, la scienza rappresenterebbe un modo disperatamente limitato ed impoverito di vedere le cose. La musica sarebbe ridotta a delle vibrazioni nell’aria. Un quadro meraviglioso sarebbe visto soltanto come un insieme di macchie di colore di cui è nota la composizione chimica. Il fatto che la scienza ignori i problemi di valore fa parte della sua tecnica d’indagine, ma ciò non significa neppure per un istante che non esistano valori o che non siano di fondamentale importanza. Quasi tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta scivola tra le larghe maglie della rete scientifica. Durante le cordiali dispute con i miei amici non credenti, ho sempre cercato di incoraggiarli ad alzare i propri occhi oltre gli orizzonti limitati del punto di vista scientifico. Io credo che la bellezza fornisca una finestra essenziale sulla natura della realtà, e non sia pura e semplice emozione...Un’altra forma di esperienza umana resa comprensibile dalla fede in Dio è, ovviamente, la stessa esperienza religiosa. Dovremmo ricordarci che quasi tutte le persone, in ogni tempo ed in qualunque luogo, hanno avuto qualche forma di fede religiosa. La miscredenza, largamente diffusa nel mondo occidentale contemporaneo, è un fenomeno, sia storicamente che geograficamente, limitato. Come la persona stonata dovrebbe valutare seriamente l’eventualità che gli amanti della musica vivano un’esperienza che varrebbe la pena provare, così gli occidentali non credenti dovrebbero esaminare l’eventualità che anch’essi stiano perdendo qualcosa d’importanza vitale...Abbiamo bisogno delle intuizioni sia della scienza sia della religione nella nostra ricerca di comprensione. La domanda che pone (e a cui risponde) la scienza è essenzialmente: «Come?». In quale modo avvengono le cose? La domanda che pone (e a cui risponde) fondamentalmente la religione è: «Perché?». C’è un significato, uno scopo che agisce dietro ciò che accade? Se vogliamo capire quel che sta succedendo, abbiamo bisogno di rivolgere ambedue queste domande.

Tratto da: Quark, caos e cristianesimo di John Polkinghorne (filosofo, teologo e fisico britannico. Insignito dell'Ordine dell'Impero Britannico -KBE-, nominato Fellow della Royal Society -FRS-, specializzato in fisica teorica e teologia.  Scrittore di fama e pastore anglicano, professore di fisica matematica alla University of Cambridge dal 1968 al 1979, poi dimessosi dalla cattedra per studiare ed essere ordinato pastore anglicano nel 1982. È stato presidente del Queens' College -Cambridge- dal 1988 al 1996; nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Templeton -del valore di un milione di sterline- per contributi eccezionali nell'affermare la dimensione spirituale della vita)

 

 

 

A1gPUPW3d6L._SL1500_.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1431282
Condividi su altri siti

 

La religione non è solo una tecnica per tener alto il morale, un pio anestetico per alleviare un poco la sofferenza della vita reale. La questione religiosa fondamentale è il problema della verità. Naturalmente, la religione può essere in grado di sostenerci nella vita, o nell’avvicinarsi della morte, però solo se si occupa della reale natura delle cose. Tra le persone che conosco e che mi sembrano le più intelligenti e risolute nell’affrontare la realtà vi sono monaci e monache, persone che praticano la vita religiosa della consapevolezza acquisita mediante la preghiera. Indagando sui molteplici aspetti dell’esperienza che riguardano la scienza e la religione, mi sembra che esse condividano un medesimo desiderio di apprendere il vero. In questa ricerca, nessuna delle due potrà raggiungere una certezza assoluta; entrambe esigeranno una fede che sia motivata ma non al riparo dal poter essere messa in discussione. Basta, in effetti, considerare come ciascuna affronti il proprio compito...La teologia sa da tempo che le nostre immagini di Dio sono inadeguate all’infinita ricchezza della sua natura; che i concetti umani di Dio sono, in ultima analisi, idoli da distruggere di fronte alla realtà che è ben più grande...Al di sotto di uno strato superficiale, la scienza e la religione, nella loro ricerca della verità, sono intellettualmente cugine...ho cercato di presentare un resoconto dell’amicizia tra scienza e teologia; e credo che questa sia la valutazione più giusta.La religione è il nostro incontro con la realtà divina, esattamente come la scienza è il nostro incontro con la realtà fisica. Uno scienziato può essere un credente (e molti lo sono). Io sono felice di essere uno di costoro e ho scritto questo libro nella speranza che possa aiutare altri a fare un’analoga scoperta.

Tratto dal testo di cui sopra

---

Di uguale animo nei confronti dei compagni, degli amici e dei nemici, degli indifferenti, dei neutrali, degli odiosi, dei partigiani, dei giusti e degli empi

Bhagavad Gita

 

 

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1431559
Condividi su altri siti

 

Orbene, non vi è una classe di sostanza o un genere comune cui appartenga il Brahman. Pertanto, non può essere indicato da parole che, come «essere» nel senso ordinario, significano una categoria di cose. Né può esser indicato dalla qualità, perché è senza qualità; né dall’attività perché è senza attività: «in riposo, senza parti né attività» secondo le scritture. Né può esser indicato dalla relazione, perché è «senza un secondo» e non è oggetto d’altro che di se stesso. Pertanto non può esser definito da alcuna parola o idea; come dice la scrittura, è l’Uno «davanti a cui si ritraggono le parole».

Śankara (Sri Samkaracarya, vissuto in India nell'VIll sec. d.C., è stato il codificatore dell'Advaita Vedanta. Con la sua poderosa opera filosofica ha compiuto quello che potremmo definire la più grande sintesi e armonizzazione di tutto il pensiero filosofico dell'India)

---

 

Uno dei più grandi favori accordati transitoriamente all’anima in questa vita è quello di metterla in grado di vedere così distintamente e di sentire così profondamente che essa non può affatto comprendere Dio. Queste anime assomigliano in questo un po’ ai santi in cielo: fra questi, coloro che Lo conoscono più perfettamente scorgono più chiaramente che Egli è infinitamente incomprensibile. Infatti, coloro che hanno la visione meno chiara non scorgono così chiaramente come gli altri di quanto Egli trascenda la loro visione.

San Giovanni della Croce (Collaboratore di S. Teresa d'Avila nella fondazione dei Carmelitani Scalzi, Dottore della Chiesa , universalmente riconosciuto come mistico per eccellenza, Giovanni della Croce risulta sempre più un affascinante maestro: le sue parole e il suo messaggio sanno di mistero, del mistero di Dio)

---

 

L’importanza del Brahman è espressa da neti neti (non così, non così); perché al di là di questo, che tu dici non esser così, non vi è nient’altro. Il suo nome, comunque, è «la Realtà delle realtà». Come dire: i sensi sono reali, e il Brahman è la loro Realtà.

Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad (è tra le Upaniṣad vediche più antiche, se non la più antica. Probabilmente coeva se non leggermente anteriore alla Chāndogya Upaniṣad)

---

 

I semplici, assoluti e immutabili misteri della divina Verità sono nascosti nel buio superluminoso di quel silenzio che rivela in segreto. Perché questa oscurità, pur essendo di un buio profondissimo è, tuttavia, di un fulgore radioso; e pur essendo al di là del tatto e della vista, essa colma il nostro spirito cieco con gli splendori della bellezza trascendente ... Desideriamo ardentemente restare in questa oscurità traslucida, e, attraverso il non vedere e il non conoscere, vedere Colui che è al di là sia della visione sia della conoscenza, per il fatto stesso di non vederLo e non conoscerLo. Perché questo è veramente vedere e conoscere e, per mezzo dell’abbandono di tutte le cose, lodare Colui che è oltre e sopra tutte le cose. Perché qui siamo abbastanza vicini all’arte di coloro che scolpiscono nella pietra un’immagine che par viva: rimovendo da essa tutto ciò che impedisce una visione nitida della forma latente, rivelandone la bellezza nascosta solo togliendo il superfluo. Perché io ritengo sia più opportuno lodarLo col togliere e non con l’attribuire; perché noi ascriviamo attributi a Lui, quando partiamo dagli universali e scendiamo attraverso gli intermedi fino ai particolari. Ma qui togliamo a Lui ogni cosa, salendo dai particolari agli universali, in modo da poter conoscere apertamente l’inconoscibile, che è celato dentro e sotto tutto ciò che può essere conosciuto. E contempliamo quell’oscurità al di là dell’essere, che è celata sotto tutta la luce naturale.

Dionigi L’Areopagita

---

Quindi, per quanto riguarda un’espressione pienamente soddisfacente della Filosofia Perenne, esiste un problema semantico che è sostanzialmente insolubile. Questo fatto dev’essere tenuto sempre presente da tutti coloro che ne leggono le formulazioni. Solo così potremo capire sia pur lontanamente di che cosa si stia parlando. Considerate, ad esempio, le definizioni negative del Fondamento dell’essere, trascendente e immanente. In formulazioni come quelle di Eckhart, Dio è equiparato al Nulla. In un certo senso l’equazione è esatta; perché Dio non è certamente cosa alcuna. Per usare l’espressione di Scoto Eriugena, Dio non è qualcosa: Egli è Quello. In altre parole, il Fondamento può essere denotato attraverso il suo esserci , ma non può esser definito come dotato di qualità. Ciò significa che la conoscenza discorsiva circa il Fondamento non è semplicemente, come ogni conoscenza illativa, una cosa che stia a uno o più passi dalla realtà che è di conoscenza immediata; essa invece è e, per la natura stessa del nostro linguaggio e dei nostri schemi tipici di pensiero, essa deve essere una conoscenza paradossale. Non si può avere una diretta conoscenza del Fondamento se non attraverso l’unione, e l’unione si può raggiungere solo con l’annullamento di quell’ego preoccupato di se stesso, che è la barriera che separa il «tu» dal «Quello».

Tratto da: La Filosofia Perenne di Aldous Huxley (autore e filosofo britannico nacque in una nota famiglia di scienziati e personaggi eminenti nella vita pubblica inglese del XIX secolo. Suo nonno, Thomas Henry Huxley, era stato un biologo marino grande amico di Charles Darwin e sostenitore della teoria darwiniana dell’evoluzionismo; suo padre, Leonard Huxley, lavorò come assistente editore della Cornhill Magazine, un’influente rivista liberale e suo fratello Andrew Fielding Huxley, un fisiologo e biofisico, vinse il Premio Nobel per la Medicina nel 1963)

 

 

 

 

 

 

00001.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1431982
Condividi su altri siti

Platone ha cambiato la storia della filosofia perché per la prima volta ha spiegato con la sola ragione che si può dimostrare l’esistenza di un essere che non è quello che vedi, senti e tocchi: un essere trascendentale e intelligibile. Ha chiamato questo processo “seconda navigazione”. Per gli antichi la prima navigazione era quella tradizionale, a vela, la seconda era quella a remi, faticosa ma necessaria per uscire da quelle situazioni in cui il vento mancava del tutto e rischiava di trasformare il viaggio in tragedia. Per Platone la “prima navigazione” fu il processo conoscitivo con i sensi dei presocratici. Ci sono cose che si sanno ma che non si riescono a vedere, toccare e sentire. Con cosa si conoscono quindi? Con l’intelligenza. Entra in gioco quella che i greci chiamavano ψυχή. La seconda navigazione viene trattata in due parti: la prima è la teoria delle idee, la seconda deriva dalla consapevolezza che le idee hanno bisogno di qualcosa in più dei principi primi da cui derivano, e questo qualcosa sono l’uno e la diade. Platone parla anche all’uomo di oggi perché usa un linguaggio non tecnicistico, accademico e incomprensibile, ma parla a tutti. Gli antichi sostenevano che ci fossero due categorie di medici: il medico di medicina e il medico dell’anima. Platone disse ai numerosi medici che frequentavano l’Accademia: “I medici greci sono grandi, perché hanno capito che non si può curare un particolare, un organo, se non nell’intero.” Secondo questa massima, era necessario curare non solo il corpo ma anche l’anima, da cui nascevano i mali più grandi. Quando pubblicai Corpo, anima e salute, tenni una lezione ad alcuni medici psichiatri che me lo avevano chiesto. Essi obiettarono dicendo che queste considerazioni costituivano la loro teoria medica d’avanguardia e stentavano a credere che già Platone avesse avuto questa intuizione. Scrissi sul “Corriere della Sera” una massima di Platone, che diceva: “Lo Stato che io ti descrivo forse non si realizzerà mai sulla Terra. Lo Stato si costruisce nella tua anima, έν τή ψυχή. Lo Stato che esiste nel mondo reale è un ribaltamento di quello che hai dentro tu.Se votiamo persone squallide, siamo squallidi anche noi, tali e quali.

Platone scrisse la Repubblica, tra le altre cose, per capire bene cosa fosse l’anima, perché nel grande è possibile vedere il piccolo in maniera stupenda.

La filosofia oggi vive un momento di crisi profonda. Il nichilismo ha portato molti professori a scegliere la filosofia di metodo: quella formale, analitica ecc., perché non vogliono entrare nei contenuti. Habermas scrive addirittura che la filosofia non ha più diritto di parlare di etica. Io penso che l’Europa si salverà se i giovani ritorneranno agli ideali e alla capacità di spendersi per essi. Molti obiettano dicendo che sempre meno persone credono negli ideali. A questo proposito, mi ha colpito molto una frase di Kierkegaard, grande filosofo dell’Ottocento, che diceva: “Cristo vive finché ci sarà anche uno solo sulla Terra che lo considera un contemporaneo. Scomparirà completamente quando questa condizione verrà meno”.

Giovanni Reale (è stato a lungo ordinario di Storia della Filosofia Antica fondando il Centro di ricerche di Metafisica dell'Ateneo cattolico. Uno dei massimi esperti di filosofia antica in campo internazionale, Reale è stato autore di una monumentale storia della filosofia greca e romana e di innumerevoli contributi e saggi scientifici, su Platone, Aristotele, Seneca, Plotino e Agostino, molti dei quali destinati alla circolazione internazionale, attraverso la traduzione in diverse lingue straniere. Nel 1982 ha fondato la collana Vita e Pensiero )

https://www.ccdc.it/documento/invito-al-pensiero-antico-intervista-al-prof-giovanni-reale/

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1432368
Condividi su altri siti

 

Oggi nessun fisico serio nega i concetti di non oggettività e di non località. La non località ci insegna che le cose non sono così primitive, senz’anima e limitate nello spazio come voleva la fisica classica. Nessuna particella è isolata, piuttosto ognuna di esse possiede un’«idea» dell’ambiente circostante, del mondo intero. Uno dei pensatori più noti tra i fisici quantistici degli ultimi anni, Hans-Peter Dürr, si esprime così: «L’individuo umano è connesso con l’intero cosmo».

In molte religioni esiste una traccia antichissima di questa visione, in particolare nell’induismo e nel buddhismo. Le parole dell’eminente studioso Shankara, «Ātman è Brahman» – «L’anima individuale è una cosa sola con l’anima del mondo» –, sono perfettamente in armonia con l’affermazione di Dürr. Questo tipo d’intuizione si ritrova anche nella mistica cristiana e nella letteratura monastica.

Circa quarant’anni fa mi è capitato di parlare con un eremita della Chiesa ortodossa e gli ho chiesto come potesse conciliare il suo isolamento con la fede cristiana, che possiede una spiccata componente sociale. Mi ha risposto che, nella sua ricerca dell’armonia con Dio, era di aiuto all’uomo tanto quanto una persona attiva. Anche nella Chiesa cattolica esistono ordini monastici che tentano di costruire una «cellula di salvezza», convinti appunto che, per quanto minuscola, possa influenzare il mondo intero. In questo modo ognuno di noi, creando attorno a sé una di queste cellule, è in grado di esercitare il proprio influsso sul cosmo. Ciò è vero persino nel caso in cui tale cellula sia caotica. Anche la preghiera, con la quale trasformo me stesso dal punto di vista fisico, nella misura in cui cambia la mia funzione d’onda, può influenzare un altro.

Hans-Peter Dürr sosteneva che il termine «fisica quantistica» fosse una scelta infelice per indicare la materia in questione. Più calzante sarebbe stato «fisica olistica», che meglio descrive una fisica dove tutto si appartiene e nulla è isolato.

Grazie alla non località, la fisica quantistica dimostra inoltre che il metodo cartesiano di suddividere i problemi in parti più semplici, per poi risolverli separatamente, non è corretto: l’intero eccede la somma delle sue parti. Anche l’uomo è più della somma dei suoi organi, come la medicina moderna sempre più spesso si trova a constatare. E la natura è fatta e funziona in modo diverso da come ci ha insegnato la fisica classica.

...

D’altra parte la fisica moderna è ormai convinta che esista una dimensione trascendente la realtà percepibile e misurabile, la cui descrizione oltrepassa il campo della sua indagine.

La realtà fisica non è che una proiezione della verità assoluta sul piano individuato dagli organi di senso e dagli strumenti di misurazione, che chiamerò piano esteriore , ed è comparabile con lo scenario presentato da Platone nella sua allegoria della caverna. L’uomo incatenato percepisce unicamente delle ombre su un muro, proiezioni create dalla luce che colpisce gli oggetti che si muovono davanti alla parete, e mai gli oggetti nella loro piena realtà, nella loro verità assoluta.

È possibile che in un prossimo futuro appaia in maniera ancora più lampante quanto l’indagine fisica non offra nulla più che un piccolissimo riflesso dell’assoluto. Da circa cinquant’anni siamo convinti di poter descrivere la struttura della materia attraverso il cosiddetto modello standard della fisica delle particelle, eppure questo si rivela sempre meno completo e sempre più incapace di descrivere la verità.

Tratto da: Qualche nota su Dio e la fisica quantistica di Anselm Grun (un monaco benedettino tedesco, che dirige il centro di spiritualità annesso all’abbazia di Münsterschwarzach nei pressi di Würzburg. Scrittore, conferenziere e terapeuta, è oggi uno dei più apprezzati maestri di spiritualità, le cui opere sono tradotte nelle principali lingue)

e Michael Grun ( fisico, ex docente di fisica e matematica)

 

 

 

00001.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1433104
Condividi su altri siti

20 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

D’altra parte la fisica moderna è ormai convinta che esista una dimensione trascendente la realtà percepibile e misurabile, la cui descrizione oltrepassa il campo della sua indagine.

Questa se l'è inventata proprio :classic_biggrin:...

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1433856
Condividi su altri siti

@faber_57 Diciamo che in questo caso il termine trascendente, sarebbe da mettere tra virgolette

Si riferisce a qualcosa che è oltre a ciò che comunemente è definito materiale/fisico, quindi non percepibile  e misurabile

Comunque, sono d'accordo con te, non avrei utilizzato quel termine, avendo solitamente connotati spirituali/religiosi

Essendo una traduzione, sarebbe anche da verificare in lingua originale

Vabbè

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1433953
Condividi su altri siti

 

Heisenberg cita quindi Keplero, che nella sua descrizione dell’armonia delle sfere si lascia andare a un’invocazione: «Ti ringrazio Signore Iddio, nostro Creatore, che mi permetti di vedere la bellezza della tua opera di creazione». Riportando poi la sua esperienza personale, racconta di poter testimoniare, dopo anni di sforzi per comprendere la teoria dei quanti, l’«apparizione di una relazione, davvero non molto facilmente intuibile, ma in fondo semplice nella sua sostanza; questa relazione fu trovata immediatamente convincente per la sua completezza e la sua bellezza astratta».

Heisenberg è convinto che la conoscenza della bellezza ultima, la quale si rivela non soltanto nel creato, ma anche nella conoscenza delle relazioni più profonde presenti nella natura, non sia una conoscenza puramente razionale. Si tratta bensì di una conoscenza intuitiva. Il riferimento qui è a Wolfgang Pauli, fisico svizzero e amico di Carl Gustav Jung, che scrive: «Il processo di comprensione della natura, insieme con la gioia che l’uomo prova nel capire, per esempio nella consapevolezza di avere acquisito nuove conoscenze, sembra che riposi su una corrispondenza, un giungere alla concordanza delle immagini interiori della psiche umana con gli oggetti esterni e il loro comportamento».

Pauli confronta queste immagini con quelle archetipiche di cui parla Jung e con le «idee preesistenti nella mente di Dio e impresse nell’anima come immagine di Dio». Percepiamo la bellezza per mezzo delle immagini interiori che Dio ha seminato dentro di noi. Sono queste a renderci possibile la comprensione delle relazioni intrinseche del cosmo. .... Per Heisenberg la conoscenza religiosa e quella scientifica sono perciò strettamente imparentate e legate alla coscienza della bellezza del mondo. In tale bellezza si intuisce sempre qualcosa di Dio, poiché Egli è bellezza assoluta, che traspare attraverso la bellezza della natura e la bellezza della conoscenza umana. Heisenberg termina il suo discorso, rivolto agli artisti, con una parafrasi di un principio fondamentale di Keplero: «La matematica è l’archetipo della bellezza del mondo».

Tratto sempre dal testo di cui sopra

 

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1433969
Condividi su altri siti

Il 27/01/2025 at 19:18, LUIGI64 ha scritto:

I teologi possono litigare, ma i mistici del mondo parlano la stessa lingua.

 

 

Vero.., ho avuto modo di constatare come i "mistici" dello Zen giapponese abbiano fondamenti comuni e punti di incontro con i Carmelitani scalzi, frati mistici che seguono la regola del silenzio ispirati a Teresa d'Avila e a San juan de la Cruz, il più grande misitico della cristianità.

Due cosette così.., non sono ferrato in materia mentre vedo che tu ti destreggi bene.

  • Thanks 1
Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1433983
Condividi su altri siti

52 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

"mistici" dello Zen giapponese abbiano fondamenti comuni e punti di incontro con i Carmelitani scalzi,

Con San Giovanni della Croce, ma anche e forse soprattutto, Meister Eckhart (tale convergenza sottolineata anche da una figura di riferimento dello Zen come S. Suzuki-Roshi)

Eckhart, a dire il vero teologo e mistico notevolissimo, anche se reputato eretico dalla Chiesa cattolica. Pazienza :classic_biggrin:

A tit. di esempio, un un testo di Svami Siddhesvarananda, fondatore del Centro Vedanta Ramakrishna di Gretz in Francia, è molto conosciuto sia in India che in Europa dove, per lunghi anni, ha contribuito alla presentazione della dottrina Vedanta:

 

 

pensiero-indiano-e-mistica-carmelitana-libro_54801.webp

 

Una nota alquanto interessante è che questo testo, come anche altri di questa stessa casa editrice, non prevedono diritti di Autore, ma vengono impiegati per la ristampa dell'opera.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1434025
Condividi su altri siti

33 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Carmelitani scalzi, frati mistici che seguono la regola del silenzio ispirati a Teresa d'Avila

 

 

Un raccontino.., anni fa trascorsi tre giorni nella foresteria di un convento di Carmelitani in Spagna, in un luogo molto suggestivo, in una valle selvaggia, fuori dal mondo, el Monasterio de las Batuecas ... L'impatto con quella "austerità" non mi disarmò, anzi capii in quei giorni che senza parlare si comunica meglio con le persone, , in quel caso frati "remoti" abbastanza anziani per lo più (alcuni ricordavano gli emanuensi de' nel nome della Rosa...) pochi che osservavano la regola del silenzio.
Per cui le parole andavano molto dosate e limitate alle osservazioni religiosa, con delle eccezioni... .
Durante il pranzo e la cena che preparavamo insieme, mentre un frate leggeva un testo religioso, si mangiava in silenzio,  si udivano soltanto i rumori "diegetici" d'ambiente, rumori delle cose, di piatti, biccheri, un colpetto di tosse.., ciascuno concentrato sul suo piatto e di tanto in tanto ci scrutavamo, non di maniera invadente, anzi.., si cercarva di instaurare una sorta di comunicazione con gli sguardi, con le espressioni dei volti, dei corpi..., sembrava quasi che si percepissero i rumori dei pensieri...  Da piccoli dettagli sembrava che ne venissero fuori dei caratteri.., così che senza parlare quando ci si incontrava con i frati negli spazi del convento sembrava che ci si conosccesse. Chi più o meno simpatico o burbero.., ricoprdo un frate anziano nche aveva un aspetto quasi scontroso;  all'ora del the mentre lo preparavo si avvicinò e rompendo la regola mi chiese di farglielo leggero chè ci aveva il mal di cuore e non poteva prendere cose eccitanti..,. In quel momento, non perchè avesse parlato, ma per come il suo volto fosse cambiato, dietro il volto burbero si nascondeva un bambino bisognoso di attenzione e rividi la mia impressione.  Belle esperienze.

Insomma, per farla abreve... :classic_laugh: ... All'entrata del convento, per ricordare a chiunque entrasse di osservare la regola del silenzio, campeggiava una scritta seria ed imperativa che pure mi faceva non so perchè sorridere...


Hermano, una de dos, o no hablar o hablar de Dios, que en la casa de Teresa esta ciencia se profesa” 🙏🏻 😊 (non credo serva tradurre)

 

Imagen7.png

  • Melius 2
Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1434043
Condividi su altri siti

19 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Eckhart, a dire il vero teologo e mistico notevolissimo, anche se reputato eretico dalla Chiesa cattolica. Pazienza :classic_biggrin:

 

 

Ah.., ecco, ancora meglio... cmq io vado molto a braccio.., ricordo non sono un esperto, ho qualche ricordo di eserienze mistivhe però da osservatore... :classic_biggrin: Non conoscevo Eckhart se non per sentito dire, cmq S San Giovanni della Croce fu mistico, grande mistico e uno dei pià grandi scrittori, letteri, poeti della storia della letteratura Spagnola. Autore di molti "Poemi" sempre di vocazione mistica.

 

Celebre il poema "Cancion del Alma"

 

En una noche oscura
con ansias en amores inflamada
¡oh dichosa ventura!
salí sin ser notada
estando ya mi casa sosegada,


a oscuras y segura
por la secreta escala disfrazada,
¡oh dichosa ventura!
a oscuras y en celada
estando ya mi casa sosegada.
 

etc. 

 

1. In una notte oscura,
con ansie, dal mio amor tutta infiammata,
oh, sorte fortunata!,
uscii, né fui notata,
stando la mia casa al sonno abbandonata.
2. Al buio e più sicura,
per la segreta scala, travestita,
oh, sorte fortunata!,
al buio e ben celata,
stando la mia casa al sonno abbandonata

 

l'integrale qui https://sanjuandelacruz.online/wp-content/uploads/2020/11/notte-oscura.pdf

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1434054
Condividi su altri siti

23 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Non conoscevo Eckhart

In questi giorni stavo leggendo questo testo

Si parla molto di Eckhart, lo trovo molto interessante, l'autore è un rifererimento italiano per le opere del domenicano tedesco

 

oltre cris 61QflMWZzNL._SL1412_.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1434067
Condividi su altri siti

Anche Thomas Merton (monaco trappista americano, scrittore, teologo, mistico, poeta, attivista sociale e studioso di religione comparata) si è interessato allo Zen:

Lo Zen non arricchisce nessuno...

Non c'è nessun corpo da trovare. Gli uccelli possono venire e volteggiare per un po'... ma presto se ne vanno altrove. Quando se ne sono andati, il 'nulla', il 'nessuno' che era lì, appare all'improvviso. Questo è lo Zen. C'era sempre stato, ma gli spazzini non lo hanno notato, perché non era il loro genere di preda

 

Screenshot_2025-02-12-12-06-34-71_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/23702-good-religion-trascendenzamistica/page/4/#findComment-1434479
Condividi su altri siti




  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 29 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...