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"Paolo Conte" - "Tournée 2" (1998).

Finisco la mia sessione d'ascolto, che per impegni familiari e' diventata serale invece che pomeridiana, con gli ultimi 8 brani del 2* cd di questo fenomenale live. Quasi tutte le mie sessioni finiscono con qualche brano di un album del Maestro😉

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15 ore fa, gyrosme ha scritto:

Non conosco gli autori e i brani dei due dischi CPO ma le copertine sono così belle che mi intrigano assai, devo documentarmi...

Penso che questo sia uno dei casi  de: quando l'abito fa il monaco 😀 (a mio parere)

in tutta franchezza è una Label che conosco da circa cinque anni grazie ad un abbonamento a Qobuz , la discografia è ampia ed ha una particolarità , dare voce o meglio ascolto a compositori  di un preciso periodo storico non cosi conosciuti ai più .

Penso che il fondatore Georg Ortmann abbia delle similitudini con quanto ha fatto e continua a fare Manfred Eicher con ECM , un impresa titanica ma non faccio testo perché sono un fan di Manfred e adoro quasi  😀 tutto ciò che produce . 

.

Con il supporto di google translate 

"Fondata nel 1986 da Georg Ortmann, CPO (Classic Produktion Osnabrück) rimane uno degli operatori più interessanti nel campo delle case discografiche convenzionali. La sua vocazione principale è quella di portare all'attenzione degli amanti della musica e degli audiofili parti sconosciute del repertorio barocco pre-novecentesco. CPO scopre compositori dimenticati e totalmente sconosciuti al fine di comprendere meglio il modo in cui la creatività opera in un'epoca, e questo spesso perché i compositori meno pubblicizzati sono la più grande incarnazione dell'estetica dominante di un'epoca. Da ammirare la tenacia con cui il fondatore dell'etichetta si è attenuto alle sue esplorazioni sonore, nonostante un mercato fonografico sempre più complesso e frammentato. Tra i successi più significativi dell'etichetta c'è la presentazione del lavoro di Hermann Max (Graum, Telemann) e David Porcelijn (con la straordinaria Janacek Philharmonic), la cui serie Badings tradisce un esilarante compositore di grande talento. Questo è solo l'inizio; ci sono maggiori profondità da scoprire... Ogni mese, infatti, si può banchettare con le nuove e vibranti idee di CPO " 

.

p.s. Incisioni molto curate d'alta qualità. 

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Do seguito alla CPO e per quanto riguarda gli ascolti tramite Qobuz da Pc posso anche inserire le note riportate .

traduzione affidata a google . 

 

"Michael Korstick presenta l'arte dell'inventio di Domenico Scarlatti. Con le sue oltre sessanta registrazioni premiate, Michael Korstick si è guadagnato la fama di uno dei principali pianisti tedeschi. E ora, con la sua nuova registrazione di sonate di Domenico Scarlatti, fissa nuovamente accenti e canoni interpretativi. I testi della partitura, specie per quanto riguarda l'ornamentazione, spesso non possono essere scritti con precisione o messi in accordo sistematico in passaggi paralleli. Gran parte di questi testi di partitura crea l'impressione di uno schizzo e praticamente invita il giocatore a prendere decisioni individuali. Un elemento di improvvisazione è proprio di tutti i brani; nessuna sonata segue un corso prevedibile a parte il fatto che di regola sono composte da due parti, ciascuna delle quali viene ripetuta. Ci sono molte caratteristiche nella musica di Scarlatti che catturano immediatamente l'attenzione dell'orecchio: arguzia, generosità, acuta comprensione, ironia, sensibilità e, non ultimo, una sana porzione della fiducia in se stessi che formano la sine qua non di un supervirtuoso. Caratteristico delle sonate scarlattiane è l'accostamento delle tecniche più sofisticate, alcune delle quali acrobatiche, con materiale tematico estremamente accattivante, ma ciò che non smette mai di stupirci è anche la sua capacità di introspezione lirica nelle sue più svariate manifestazioni, dal più grande dispiacere attraverso la dal più profondo lutto all'assorbimento meditativo. Anche in questo caso, altri brani imitano i suoni di strumenti così diversi come flauti, oboi, trombe, corni, chitarre, mandolini, nacchere e tamburi. Questa registrazione presenta integralmente le trentadue sonate della "Auswahlband IV" della G. Henle Verlag e quattro delle più amate sonate di Scarlatti, che sono state pubblicate separatamente dall'Henle. La selezione dei brani per "Fascia IV" ha come obiettivo la presentazione di ciò che può essere definito l'essenza o il "meglio" dell'arte dell'invenzione di Scarlatti. © CPO "

 

 

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Give It Back” è un nuovo album che contiene 12 nuove versioni di brani editi tratti dagli album “Little Man”, “All The Wars” e “Tightly Unwound”. La band ha registrato nuovamente questi brani per integrare le nuove parti di batteria di Gavin Harrison e i nuovi arrangiamenti delle canzoni. Il risultato di questo processo è una release unica che mostra al meglio l’evoluzione della band.

 

The Pineapple Thief - 2022 - Give It Back (Rewired)

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https://open.qobuz.com/album/i33snvgugv17a

 

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Dmitrij Kabalevskij (1904-1987) è in qualche modo la quarta ruota del cocchio sovietico, le cui prime e principali sono Prokofiev e Šostakovič, le altre due Chačaturjan e lo stesso Kabalevskij. Alcuni gli hanno rimproverato una certa pusillanimità nei confronti della dittatura stalinista, quando invece fu egli stesso sulla lista dell’infame Decreto Ždanov, che, se ti andava bene, ti spediva per vent’anni in vacanza sportiva invernale in Siberia, e se ti andava meno bene ti metteva una pallottola nel petto. Kabalevskij sceglie la propria via di fuga, in particolare con uno straordinario (e sontuoso) repertorio di opere per l’infanzia, sebbene a lui si debbano anche le presenti tre Sonate per pianoforte, la prima scritta nel 1972, le altre due nel 1944 e 1945. La Prima tradisce ancora l’influenza di Skrjabin nei cromatismi nebulosi, mentre le opere più tarde seguono sì gli stessi percorsi di Šostakovič e Prokofiev, ma anche (il che è più sorprendente) quelli di Poulenc e del suo leggero umorismo alla francese, qui più bulgakoviano. In ogni caso, il linguaggio rimane prepotentemente pianistico, nel solco della scuola russa, sempre lirico anche nei momenti più aspri, generoso nella concezione e nella realizzazione. Ricordiamo che pianisti internazionali come Horowitz, Moiseiwitsch, Zak, Weissenberg e Gilels avevano trascritto queste sonate nei loro repertori. Le ascoltiamo qui sotto le dita del pianista tedesco Michael Korstick, che lungo i decenni si è costruito una specializzazione notevolissima ed applaudita, in repertori un po’ più rari: Busoni, Reger, Milhaud (di cui ha inciso addirittura l’integrale per pianoforte), Koechlin e naturalmente il qui presente Kabalevskij. Magistrale, da scoprire al più presto, e che presa del suono! © SM/Qobuz

 

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Chicca notevole testé scoperta fra le proposte di Prime Music. Un ensemble greco piacevolmente eclettico in ragione degli stilemi compositivi influenzati da molteplici generi. C'è il momento jazz e quello folk, la grandiosità sinfonica ed il momento introspettivo introdotto dalle eteree melodie della vocalist Evangelia Kozoni. Nella scrittura si intravedono echi dei migliori Jethro Tull e Gentle Giant e le sonorità, pur beneficiando delle moderne tecniche di ripresa, sono deliziosamente anni '70. Ampio è l'uso di sintetizzatori del periodo, miscelato con strumenti acustici. Ottimo esempio di eclectic prog, eccellente debutto. 

Ciccada, "A Child In The Mirror", 2010.

 

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