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Si vis pacem, para bellum.


maurodg65

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Gaetanoalberto
3 minuti fa, 31canzoni ha scritto:

In ogni caso vedremo che farà l'Europa. l'Europa oggi come è come noi che si fanno chiacchiere da bar. Europa unita a 27 non regge e c'è solo sulla carta. Bisogna sperare che la Germania voti bene eche la CDU faccia una forte coalizione emarginando in via definitiva AFD. Poi credo che non ci sarà alternativa dal ricominciare stando stretti e uniti alla Germania per rifare una UE intorno ad un nucleo primitivo storico. Fuori da questa tendenza c'è il presente di spaesamento, irrilevanza, divisione. Discorsi da bar.

Ecco, su questo siamo d'accordo.

Dal mio punto di vista però non si potrà prescindere da una forte capacità di deterrenza, vista l'aria che tira.

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Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Ecco, su questo siamo d'accordo.

Dal mio punto di vista però non si potrà prescindere da una forte capacità di deterrenza, vista l'aria che tira.

Sì quello sarà inevitabile, importante e fondamentale per me è come si finanzierà: fare un'operazione socialmente equa non è un dettaglio; altrimenti si rischia la solita furbata. 

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25 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

La repubblica di Vichy è stato un esempio della Relpolitik di cui parli. Personalmente non mi ci sarei trovato bene

però magari ne saresti uscito vivo, e poi hanno vinto lo stesso.

in polonia hanno avuto sui 5 milioni di morti, il 15% circa di tutta la popolazione

ci sono vari modi di prendere le cose, nel dopoguerra anche in ungheria e cecoslovacchia

hanno mandato giù il rospo, il paese non è stato distrutto e adesso se ne stanno relativamente tranquilli pure loro

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Gaetanoalberto

 

Trent’anni fa l’accordo con cui l’Ucraina “regalò” 1.900 bombe atomiche alla Russia

Il 5 dicembre 1994 Kiev rinunciò a essere la terza potenza nucleare del mondo in cambio del riconoscimento dei suoi confini da parte di Washington e della stessa Mosca. Ma un cavillo nel documento permise che fosse violato nel 2014 e 2022

 05/12/2024

 

Pietro Vernizzi

 

2024

Oggi ricorrono i 30 anni del Memorandum di Budapest, l’accordo firmato il 5 dicembre 1994 che sancì la consegna di 1.900 bombe nucleari dell’Ucraina alla Federazione Russa in cambio del riconoscimento dei suoi confini territoriali.

A sottoscrivere il documento alla presenza dei tre presidenti dell’epoca, Bill Clinton, Boris Eltsin e Leonid Kravchuk, furono Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Ucraina, Kazakistan e Bielorussia.

All’epoca il timore diffuso era che la dissoluzione dell’impero sovietico mettesse il suo arsenale nucleare nelle mani di nuovi Stati potenzialmente instabili. Dopo l’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione Sovietica, avvenuto il 1° dicembre 1991, secondo la Federation of American Scientists un terzo dell’arsenale atomico di Mosca, cioè 3mila testate nucleari tattiche e 2mila strategiche, sarebbe rimasto sul territorio di Kiev.

I contenuti del Memorandum

Con il Memorandum di Budapest del 1994 l’Ucraina aderisce al trattato di non proliferazione delle armi nucleari e cede le sue testate atomiche alla Russia che si impegna a smantellarle entro due anni. Kiev rinuncia così a essere la terza potenza nucleare del mondo in cambio di un impegno delle superpotenze dell’epoca a garantire la sua sicurezza, indipendenza e integrità territoriale.

Un accordo che coinvolge in primo luogo Stati Uniti, Regno Unito e la stessa Federazione Russia, che promettono di non violare i confini dell’Ucraina del 1991, inclusi la Crimea e gli oblast di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporižžja invasi dalla Russia nel 2014 e nel 2022. Il testo impegna inoltre gli Stati aderenti ad astenersi dall’uso della forza nei confronti di Kiev e dal fare pressioni economiche per condizionare le sue scelte politiche.

Attraverso il Memorandum la Russia cancella 2,5 miliardi di dollari di debiti di Kiev, che all’epoca versa in una situazione finanziaria particolarmente difficile.

Il “diavolo nei dettagli”: le misure previste in caso di violazioni

L’accordo ha però un punto debole non indifferente. L’articolo 4 del Memorandum prevede che gli Stati aderenti, in caso di violazioni della sovranità territoriale dell’Ucraina, sollecitino “un’azione immediata del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Un organismo nel quale cinque Stati hanno il diritto di veto, Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, e che dunque può essere facilmente paralizzato da contrasti interni.

Non a caso nel 2014, dopo l’invasione russa in Crimea, l’Ucraina denuncia la violazione del Memorandum di Budapest e lo stesso fanno anche Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu però non prende alcun provvedimento.

La “risoluzione non vincolante” dell’Onu nel 2014

Il 27 marzo 2014 l’assemblea generale delle Nazioni Unite si limita a sottoscrivere una “risoluzione non vincolante”, la numero 68/262, in cui condanna la violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina. La risoluzione passa con 100 voti a favore, 58 astenuti e 11 contrari, tra cui quelli di Russia, Corea del Nord, Bolivia e Venezuela.

Putin: “Un nuovo Stato sorge con cui non abbiamo accordi"

Il 4 marzo dello stesso anno il presidente russo Vladimir Putin spiega che quella che all’epoca sta avvenendo a Kiev è una sorta di rivoluzione, tale per cui l’Ucraina del 2014 non è lo stesso Stato con cui la Russia aveva firmato il Memorandum 20 anni prima: “Un nuovo Stato sorge, ma con questo Stato e nei suoi confronti noi non abbiamo firmato alcun documento vincolante”.

Nel febbraio 2016 il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, aggiunge: “La Russia non ha mai violato il Memorandum di Budapest. Esso conteneva un solo obbligo, non attaccare l’Ucraina con armi nucleari”.

Alexey Goncharenko, deputato del parlamento di Kiev, intervistato da Fox News ricorda: “L'Ucraina è l'unica nazione della storia che ha rinunciato a un arsenale nucleare, che nel 1994 era il terzo più grande del mondo, con le garanzie di Usa, Regno Unito e Russia. Dove sono queste garanzie? Noi ora siamo bombardati e uccisi”.

 

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Gaetanoalberto
27 minuti fa, audio2 ha scritto:

però magari ne saresti uscito vivo

Si, l'importante poi è non rompere i cosoni con le chiacchere sulla mafia, sull'omertà e la "cultura mafiosa" che accetta il ricatto e protegge il ricattatore, e smetterla di celebrare la morte di Falcone e Borsellino, scegliendo come inno "il ballo del quaquaraquà", ed ancora peggio di andare a mettere le corone di fiori ai monumenti partigiani.

Io non ci vado, per cui non ho problemi.

 

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49 minuti fa, zalter ha scritto:

Cosa avrebbe combinato?

Se non l'hai capito anche adesso che l'ha illustrato bene il presidente Trump non credo di potercela fare.

È possibile che a Trump diano il Nobel per la pace, un genio della politica. Noi purtroppo abbiamo Scholtz , Von der Leyen, Macron, Meloni...

 

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2 ore fa, appecundria ha scritto:

Ho scritto che appoggi fieramente l'anti Europa e che dovresti forse fare una riflessione politica su questa contraddizione. 

Io non appoggio nessuna idea antieuropeista, persino la Meloni è diventata pro UE e persino pro Ucraina, guida una maggioranza nella quale ci sono le stesse contraddizioni che ci sono nell’opposizione, con schieramento di sinistra con il PD ambiguo e Conte ed il M5S schierati con la Russia al pari di una buona parte della Lega.

Ma il punto della discussione non sono io, resta sempre ciò che deve o che dovrebbe fare la UE oggi a fronte delle scelte geopolitiche USA sul fonte militare prima che su quello economico.

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Zelensky ha pesanti responsabilità cmq la si pensi, ha schiacciato ogni dibattito democratico interno. Non lo giudicheranno né gli americani né gli europei ma la popolazione ucraina.

Certo, ma a guerra finita, Zelensky non ha schiacciato nessun dibattito democratico, il leader ucraino una volta eletto Presidente  ha scelto, di fronte all’invasione russa, di non fuggire all’estero come molti altri leader in situazioni analoghe hanno fatto ma ha scelto di restare e combattere con il suo popolo contro un’invasione che, senza l’aiuto americano ed in parte quello europeo, avrebbe portato la Russia alla conquista di tutta l’Ucraina finendo per annetterla.

Oggi solo grazie a Zelensky ed agli USA l’Ucraina esiste ancora, in nessun paese si svolgono elezioni durante un conflitto, non lo si è fatto durante le due guerre mondiali in Europa non vedo perché oggi il problema diventi il voto presidenziale in Ucraina, il problema oggi è la Russia che in spregio del diritto internazionale ha invaso un paese sovrano.

2 ore fa, 31canzoni ha scritto:

Quando un paese ha più renitenti alla leva e disertori che soldati,

Questa è un balla, renitenti alla leva ovviamente ce ne sono ma la maggioranza degli ucraini ha scelto di combattere, per il resto storicamente in qualunque paese in guerra c’era che sceglieva di fuggire per evitare di dover indossare una divisa, ma gli ucraini al riguardo hanno dato lezione all’Occidente intero scegliendo la strada più difficile ed impervia della resistenza contro l’invasore, questo qualcosa dovrebbe rammentartelo se non fossi ottenebrato dal paraocchi dell’ideologia.

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4 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

solo grazie a Zelensky ed agli USA l’Ucraina

Questa però è una piccola grande balla, ampiamente smentita dalle cifre ufficiali e alimentata solo dai Russi e dal Trump che si abbevera alle fonti del Cremlino.

Gli aiuti UE all'Ucraina in guerra sotto varie forme finora sono stati superiori a quelli USA.

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1 minuto fa, Velvet ha scritto:

Questa però è una piccola grande balla, ampiamente smentita dalle cifre ufficiali e alimentata solo dai Russi e dal Trump che si abbevera alle fonti del Cremlino.

Gli aiuti UE all'Ucraina in guerra sotto varie forme finora sono stati superiori a quelli USA.

Veramente questo si diceva anche quando a guidare gli USA era Biden, ma se mi sbaglio faccio mea culpa e me ne compiaccio, anche se sarebbe servita maggiore decisione da parte europea ed americana e soprattutto maggiore celerità, agli ucraini l’occidente ha fornito armi ma sempre ponendo una miriade di vincoli assurdi sul loro utilizzo, quando si combatte si combatte, l’Ucraina è stata messa solo nelle condizioni di difendersi parando i colpi senza contrattaccare, soprattutto all’inizio quando avrebbe avuto un senso ed un effetto molto diverso, solo alla fine le cose sono cambiate.

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@maurodg65 Non dico che la UE non avrebbe potuto fare di più o meglio, però non è neanche vera la narrazione trumpiana del "abbiamo fatto tutto noi e sono degli ingrati".

E, mentre la UE continua a sostenere Kiev, gli USA l'hanno già gettata nel cortile del Cremlino, in pasto ai cani.

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33 minuti fa, Jarvis ha scritto:

Se non l'hai capito anche adesso che l'ha illustrato bene il presidente Trump non credo di potercela fare.

È possibile che a Trump diano il Nobel per la pace, un genio della politica. Noi purtroppo abbiamo Scholtz , Von der Leyen, Macron, Meloni...

Contento tu e gli altri saggi...

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