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Il green deal e la crisi economica


briandinazareth

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Amedeo.R.

@briandinazareth

sebbene il green deal, non preveda il divieto per il nucleare ed anzi inserisce il nucleare nella tassonomia delle fonti green, stranamente non ci sono tariffe incentivanti, feed-in premium, certificati verdi, aste dedicate e programmi di finanziamento diretto, saranno gli stati a promuovere i piani e poi la commissione UE a valutare, se includerli o no nel finanziamento. Perché tutto questo? se il nucleare è incluso nella tassonomia ed è una delle più green, una delle più sicure per numero di morti su unità di energia prodotta e quella che aumenta la competitività industriale?  Perchè se non per scelte prettamente ideologiche? oppure ci sono precise ragioni economiche precise sotto queste scelte? 

La Repubblica Ceca, aveva fatto richiesta per due reattori nuovi, richiedendo prestiti a basso interesse ma la commissione ha espresso dubbi, finziata una, ora ha ripeso in mano il fascicolo peruna nuova valutazione. 

C'è stata una non-volontà di non sostenere concretamente il nucleare.

Il problema è che non si può andare avanti in un sistema fatto esclusivamente di rinnovabili, un siffatto sistema ha costi improponibili. 

Questo è uno studio di Lazard, una delle autorità nel settore, su cui si basano governi, enti di ricerca e grandi gruppi di investimento. 

Non credo ci sia nulla da aggiungere. 

 

 

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Giu_seppe
34 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un problema poco considerato è che il consumo di elettricità non è costante, ha curve e picchi ed il sistema dovrebbe rispondere in tempo reale all'incremento della richiesta di elettricità.

 

No, è un problema ora molto considerato visto le crescita delle rinnovabili. Lo stoccaggio dell'energia è la sfida tecnologica del momento, vedi ad esempio il Vehicle-to-Grid (V2G)

 

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Amedeo.R.
19 minuti fa, audio2 ha scritto:

solo che siccome il problema c'è ora, come fai a fare dei piani sensati basati su un progetto che

lo cominci oggi e ti sputa corrente tra minimo 15 anni. ma pure se ti rivolgi a fornitori esterni ci vogliono

quei tempi li.

 

purtroppo non si scappa, un sistema fatto di sole rinnovabili, è utopistico, ma non perchè non sia realizzabile, perchè  viene a costare una cifra spropositata, guarda il grafico di Lazard che ho postato su. 

Quindi un sistema di fonti che stabilizza il rinnovabile, è necessaria, l'ideale è avere un mix energetico, c'è chi lo sta facendo con il geotermico, perchè può, chi con il nucleare e poi ci sono quelli che stabilizzano a gas, che saranno sempre dipendenti dal costo del gas, perdendo di fatto competitività come è successo in Germania e come avviene da noi. 

Quindi che si fa? prima si avviano le nucleari e meglio è, visto che non abbiamo altre fonti stabili e continue, il problema ci sarà sempre. 

Altro problema è stato quello di aver drogato il sistema in un verso solo, non pensando all'equilibrio del sistema stesso. 

Ed oggi in bolletta, si paga anche l'energia prodotta in negativo con le rinnovabili, si paga anche quella in eccesso e si paga l'incentivo alle rinnovabili, inoltre in bolletta si paga il costo di stabilizzazione che va a finziare le centrali a gas per stabillizzare il rinnovabile.  

Quindi produrre con il rinnovabile è molto economico e vendere è molto redditizio, che il problema sia tutto qui? lauti guadagni su progetti fortemente finanziati dalla fiscalità generale, facili e veloci da realizzare?  

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Giu_seppe
40 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

ripeto: il green deal europeo comprende le centrali nucleari anche se non sono rinnovabili. 

 

In Europa probabilmente non se ne faranno di nuove, non tanto  per le controindicazioni ben note ma per le tempistiche di costruzione ed i costi spropositati.

Nel nostro paese certamente no, anche se in un ipotetico terzo referendum sul nucleare probabilmente vincerebbero i favorevoli. 

Si parla di centrali di alta potenza, non di quelle piccole modulari che ora vanno tanto di moda ma che al momento funzionano solo nei sogni di alcuni politici nostrani.

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Amedeo.R.
10 minuti fa, audio2 ha scritto:

non so, io dico solo che visto un recente problema di fatturazione con il fornitore e dal quale senza un avvocato vero che mi costerebbe più del danno non se ne esce, stanno già operando oltre il limite della truffa.

 

guarda un pò è quello che ha detto Peter Adrian, presidente della camera di commercio tedesca, ovvero che l'onere su imprese e popolazione sta raggiungendo un livello rischioso.  

 

 

Le cifre mostrano che la transizione energetica non può essere raggiunta con la politica attuale", afferma il presidente DIHK Peter Adrian. "La transizione energetica può funzionare solo con un'economia forte".

Sottolinea che gli investimenti nella transizione energetica spesso non generano un ritorno diretto. Pertanto, questi fondi devono prima essere generati altrove. "Tuttavia, l'onere per le imprese e la popolazione sta raggiungendo un livello che mette a repentaglio la nostra posizione economica, la nostra prosperità e quindi anche l'accettazione della transizione energetica".

 

La transizione energetica farà anche aumentare drasticamente i costi del sistema energetico nei prossimi anni. Oltre agli investimenti nella produzione e nelle infrastrutture di energia nazionale, questi includono i costi di gestione, ad esempio per il funzionamento di reti e centrali elettriche, nonché la spesa per le importazioni di energia. Complessivamente, lo studio stima questi costi a 4,8-5,4 trilioni di euro per il periodo dal 2025 al 2049. Di questi, da 2,0 a 2,3 trilioni di euro sono attribuibili alle importazioni di energia, 1,2 trilioni di euro ai costi di rete (investimenti e costi operativi), da 1,1 a 1,5 trilioni di euro agli investimenti nella generazione di energia e circa 500 miliardi di euro al funzionamento degli impianti di generazione.

 

 

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Amedeo.R.
7 minuti fa, Giu_seppe ha scritto:

In Europa probabilmente non se ne faranno di nuove, non tanto  per le controindicazioni ben note ma per le tempistiche di costruzione ed i costi spropositati.

Nel nostro paese certamente no, anche se in un ipotetico terzo referendum sul nucleare probabilmente vincerebbero i favorevoli. 

Si parla di centrali di alta potenza, non di quelle piccole modulari che ora vanno tanto di moda ma che al momento funzionano solo nei sogni di alcuni politici nostrani.

 

Per fortuna in Italia dopo 30 anni di nulla cosmico, si è tornato a parlare di nucleare, tale da raggiungere una quota minima di energia necessaria per stabilizzare il sistema di rinnovabili e non per fornire la maggior parte dell'energia dall'atomo. 

Un obiettivo minimo che però porterà ad enormi benefici economici per tutti, se il sistema vedrà la luce. 

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Giu_seppe
10 minuti fa, Amedeo.R. ha scritto:

Per fortuna in Italia dopo 30 anni di nulla cosmico, si è tornato a parlare di nucleare

Si, stanno cercando un posto per stivare le scorie.

Le nuove centrali, se l'Europa ci darà il denaro, le costruiremo nel giardino dei favorevoli, previa attenta valutazione del rischio sismico e geologico.

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Amedeo.R.
11 minuti fa, Giu_seppe ha scritto:

Si, stanno cercando un posto per stivare le scorie.

Le nuove centrali le costruiranno nel giardino dei favorevoli, previa attenta valutazione del rischio sismico e geologico.

 

le scorie le produciamo e le stiviamo anche oggi, per scopi di ricerca e scopi medici. Le nostre centrali comunque in un modo o nell'altro funzionano. 

Abbiamo centrali nucleari straniere ad un tiro di schioppo dal confine e si continua ad acquistare a caro prezzo energia prodotta dall'atomo. 

Quindi direi anche basta con questo atteggiamento energetico bigotto, in cui il rischio legato all'atomo lo abbiamo comunque, ma non usufruiamo dei benefici. 

Inoltre qui il problema, come ha sottolineato il presidente della camera di commercio tedesco è che questo andazzo è insostenibile, questa transizione energetica fatta in questo modo, sta mettendo a repentaglio la posizione economica di famiglia ed imprese. 

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@Giu_seppe

La mia conoscenza dell'argomento è sulla base del libro che ho citato e di un saggio che consiglio a chi opera nell'ambito energetico di Vaclav Smil.

Devo supporre che lavori nel settore. Ricordo un report di una grande società di consulenza che mostrava come il costo per MW di una centrale nucleare oggi sia superiore a quello delle energie eoliche.

Il Sacro Graal dell'energia sarebbe il nucleare da fusione, leggo con attenzione gli articoli sull'argomento, ma mi pare che si sia ancora lontani dall'immettere nella rete energia elettrica d prodotta da una centrale nucleare a fusione. 

Ho citato sopra la centrale nucleare finlandese, ricordo che costi finali e tempi di realizzazione dell'impianto siano stati ben superiori al preventivo.image.thumb.png.8e6a22d953e840b19e6f7258d4041904.png

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Giu_seppe
32 minuti fa, Amedeo.R. ha scritto:

Per fortuna in Italia dopo 30 anni di nulla cosmico, si è tornato a parlare di nucleare

Ti confondi con qualche altro paese, qua in Italia se ne parla eccome,  tanto che nel 2011, non esattamente  trenta anni fa, c'è stato un secondo referendum ma forse ai tempi ti trovavi all'estero quindi sei scusato :classic_smile:

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Giu_seppe
11 minuti fa, Savgal ha scritto:

Devo supporre che lavori nel settore

No, sono un omino che zampetta dentro un datacenter, ma sui temi green e sulle fonti energetiche cerco di essere informato. Credo che sarebbe doveroso per tutti tenere in giusta considerazione questi temi, visto gli effetti del cambiamento climatico che stiamo affrontando.

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