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Trenta miliardi in armamenti


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loureediano

Non ho detto che la Russia abbia ragione, ma che i russi non sono più cattivi di altri popoli 

Ne lo sono i loro politici.

I nostri come cantava il sommo De André 

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s'indigna, s'impegna
poi getta la spugna con gran dignità.

Non serve andare nel passato, recentemente abbiamo bombardato la Libia perché c'era un gran cattivone, adesso naturalmente in Libia è molto meglio.

Noi volevamo il gas i francesi pure ed adesso il caos

Noi brava gente con politici migliori di Putin

Non ammazzano gli oppositori perché banchettano tutti insieme allegramente.

In TV si sbranano, 5 minuti dopo sono in ristorante a ridere e scherzare, probabilmente ridono pensando come per 80 anni sono riusciti a prendere per il culus il popolo bue

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https://melius.club/topic/24369-trenta-miliardi-in-armamenti/page/15/#findComment-1461848
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Sul popolo russo sospendo il giudizio perché ci sarebbe da generalizzare e lascio ad altri questo esercizio, la Storia ci potrebbe suggerire quale sia il "carattere" di un popolo, ma lasciamo perdere.

Considerare "brava gente" una cleptocrazia, una oligarchia mafiosa, una tirannia, che si è arricchita a dismisura, uccidendo, stroncando brutalmente ogni forma di dissenso e affamando decine di milioni di esseri umani, significa non avere più nessun riferimento.     

E' la solita omologazione semplificatoria e ignorante di chi si sente libero di affermare qualsiasi c@zzata pubblicamente.

L'uno vale uno. Putin e Ghandi sono due brave persone. E' la dignità oggettiva dell'analisi di Paperino Paolino.  

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La Russia con la produzione di armi è fallita ed è stata sconfitta, ma il rilancio dell’economia europea passa dalle armi: “seguire l’esempio di Pyongyang”


Grazie al rinnovato impegno per la produzione di armi moderne, inclusive e verdi (rigorosamente sarà l'unico colore utilizzato), potremo rilanciare non solo l'economia, ma anche lo stile di vita dei cittadini europei.

Finalmente avranno la possibilità di toccare con mano anche loro la qualità della vita dei colleghi nordcoreani, da sempre focalizzati nella produzione di armi.

L'abolizione della disoccupazione e della necessità di decine abbonamenti per la TV sono solo alcuni degli evidenti vantaggi di tale rivoluzione.

Anche per quanto riguarda la salute, è lampante la qualità del nuovo modello, con la completa e definitiva scomparsa delle malattie metaboliche, una su tutte quella dell'obesità.

Altra importantissima svolta è relativa al benessere psicologico: nessuno mai più solo.

 

 

 

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https://melius.club/topic/24369-trenta-miliardi-in-armamenti/page/15/#findComment-1462408
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14 ore fa, claravox ha scritto:

La Russia con la produzione di armi è fallita ed è stata sconfitta, ma il rilancio dell’economia europea passa dalle armi: “seguire l’esempio di Pyongyang”


Grazie al rinnovato impegno per la produzione di armi moderne, inclusive e verdi (rigorosamente sarà l'unico colore utilizzato), potremo rilanciare non solo l'economia, ma anche lo stile di vita dei cittadini europei.

Finalmente avranno la possibilità di toccare con mano anche loro la qualità della vita dei colleghi nordcoreani, da sempre focalizzati nella produzione di armi.

L'abolizione della disoccupazione e della necessità di decine abbonamenti per la TV sono solo alcuni degli evidenti vantaggi di tale rivoluzione.

Anche per quanto riguarda la salute, è lampante la qualità del nuovo modello, con la completa e definitiva scomparsa delle malattie metaboliche, una su tutte quella dell'obesità.

Altra importantissima svolta è relativa al benessere psicologico: nessuno mai più solo.

Anche il consumo dei vini scenderà al minimo con l impegno militare   di massa. più bombe H. Gas nervino alla Ali' il chimiko... e meno barbera .. 

  • Haha 1
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On 3/15/2025 at 10:31 AM, maurodg65 said:

Non è Putin che ha torto ma siamo noi che sbagliamo quindi, Putin è umano quanto noi? 🤢🤮

Non meno di chi ha sganciato due bombe atomiche su vecchi donne e bambini indifesi ed innocenti o di chi a ucciso JF Kennedy  o Martin Luther King etc etc ,
Chi e' senza peccato scagli la prima pietra lo dimenticano troppo spesso

12 minutes ago, iBan69 said:

Peccato che quello sia un supermercato russo … da qui si capisce da dove arrivano le tue fake news. 

a me sembra satira

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“Voglio che le prossime generazioni sappiano che questo riarmo europeo non mi rappresenta” 
 

L’amarezza e la delusione del momento sono così forti che le parole faticano a trovare la via. Eppure, fosse solo a beneficio del futuro e dei nostri figli, abbiamo il dovere di metterle per iscritto e dichiarare esplicitamente che questa vocazione bellicista e questa politica di riarmo categoricamente non ci rappresentano.
Né devono essere compiuti in nostro nome.

Era il 1914, un anno prima dell’ingresso ufficiale dell’Italia nel primo conflitto mondiale, quando, nel furore interventista dei tempi e della “guerra igiene del mondo”, il poeta Giovanni Papini scriveva sulla rivista Lacerba che in fondo la guerra crea sì il vuoto, ma solo perché si respiri meglio. 

Una nuova aria più pulita e depurata dalle scorie di uomini molli, flosci e senza risolutezza era la motivazione per una rapida discesa in campo e l’avvio della vita in trincea.

Poco più di venticinque anni dopo, alle porte del secondo conflitto mondiale, gli stessi entusiasmi bellicisti, aizzati dall’irrefrenabile fervore dei regimi totalitari, hanno nuovamente trovato una platea di ben disposti intellettuali e placida gente comune ad accogliere e perorare la causa della guerra.

È solo stato il consueto senno di poi, con cui rielaboriamo gli eventi e facciamo i conti con gli avvenimenti, ad averci insegnato a fugare quelle guerre come la peste, e a interrogarci su come sia stato possibile il loro accadimento.

Nemmeno oggi, un ottantennio dopo, ci viene risparmiato lo stesso inverecondo spettacolo, con tanto di pronte giustificazioni politiche e di intellettuali preparati per l’occasione.
Il copione non cambia. Le ragioni del bellicismo sempre si trovano, le risorse pure, e, tramite una robusta e consolidata propaganda, diventano immediatamente questioni inderogabili.
Tutto si tiene e tutto si ripete in un eterno ritorno dell’uguale ogni volta in grado di azzerare gli insegnamenti del passato.
Il paradosso della storia è sempre lo stesso: si occupa principalmente degli orrori delle guerre, ma proprio le stesse guerre, rappresentate di volta in volta come necessarie e indispensabili, hanno la capacità di neutralizzarla, come non fosse mai passata. L’architrave di retorica che le supporta non è mai cambiato; sono solo cambiati i mezzi: oggi, ad esempio il linguaggio mediatico è divenuto così capillare, tramite i social, le chat e le piattaforme di rapido scambio dei contenuti, che questo processo ha addirittura accelerato i tempi di realizzazione.

Grazie all’ormai consueta cornice di emergenzialismo, nel giro di un triennio, l’invio di armi in supporto a Kiev, all’interno del conflitto russo-ucraino, si è trasformato in una dichiarata volontà di guerra, che ha visto la Signora Von der Leyen invocare l’utilizzo di 800 miliardi di euro per armare direttamente l’Europa: una finestra di Overton presagita e preannunciata da tempo da tanti, e divenuta pura realtà proprio ora che gli Usa vogliono guarda caso abbandonare la partita nel segno di un accordo di pace.

Ma quindi, adesso che il re è nudo, per cosa si dovrebbe combattere esattamente? La risposta è presto servita e ha a che fare con quel suprematismo morale occidentale con cui abbiamo giustificato tutti i conflitti condotti nel segno della democrazia da esportare, per mascherare i diktat delle grandi bolle finanziarie, prima tra tutte appunto quella delle armi.

I grandi valori dell’Europa, tanto sventolati alla manifestazione di sabato scorso a Roma in Piazza del Popolo, sono di così elevata statura da dover essere difesi con le armi.

Il sangue farà meno orrore se versato per una giusta causa.

 E se la democrazia si riconferma con le armi, la pace non può che essere raggiunta con la guerra!

 

Siamo oramai ben lontani da quella idea di pacifismo per cui l’Europa, nata come territorio cuscinetto, altresì a garanzia di tregua e distensione sia geografica che politica tra i due blocchi in conflitto nella Guerra Fredda, deve rappresentare una voce franca di cooperazione, dialogo, diplomazia.
E non di certo un emblema di militarizzazione, che, a effetto domino, come già accaduto nel clima di deterrenza nucleare del secondo dopoguerra, spingerà e spronerà altri Stati ad armarsi sempre di più nella gara a chi fa più paura all’altro.
Una nazione concretamente pacifica fin dalle sue fondamenta culturali non ha certo ossessioni ipersecuritarie.

Ecco perché, prim’ancora di gloriarsi sventolando vanamente concetti di pace, occorre parlare di cultura della pace, quella non negoziabile, non strumentalizzabile, non cedibile di un solo millimetro, nel tenere lontani i nostri figli dai campi di battaglia e prim’ancora dal lessico di guerra nella loro educazione e quotidianità.
E soprattutto nel salvaguardare le prossime generazioni dallo sperpero di risorse per armamenti, anziché per sanità, scuola, sostegni sociali e tutto quanto gli possa procurare un reale futuro di benessere e prosperità.
Silvia D'Autilia

 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/03/17/no-riarmo-europa-lettera-nuove-generazioni/7916762/

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