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Melius Club

La borsa d’acqua calda, il braciere, il pitale


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Io sono nato nel '68 e ho fatto appena in  tempo a vedere il gabinetto "del cortile", nel senso che era utilizzato da tutti gli abitanti delle tre-quattro case vicine. Ricordo la stufa a legna, il "prete" usato per scaldare il letto, prima con le braci poi con un affare elettrico. Ricordo anche "la massa", ovvero il mucchio di letame bovino che si faceva nei pressi della stalla. Credo che in passato venisse utilizzato anche per tenere al caldo non so cosa. Ricordo che mio nonno materno, cavaliere di Vittorio Veneto classe 1897, aveva abitudini di altri tempi: quando lo sentivo "raschiare la gola" mia nonna si affrettava a urlargli di non sputare per terra, cosa che altrimenti avrebbe fatto :classic_laugh: Lei e suo marito si davano del voi.

D'estate andavo dai miei nonni paterni, e partecipavo alla vita di campagna stando soprattutto con mia nonna. Al mattino si andava col cesto ad "alzare le uova", poi si dava da mangiare ai vari animali. Magari mia nonna tirava il collo a una gallina oppure dava una bastonata sulla nuca ad un coniglio, tutto davanti a me senza nessuna paura di traumatizzarmi. La gallina poi finiva nell'acqua bollente per essere spennata, mentre al coniglio, dopo aver fatto una precisa incisione, la nonna "cavava la camicia".

L'unica cosa che non era concessa ai bambini era assistere all'uccisione del maiale. Questa era roba da uomini, mentre le donne si occupavano degli animali più piccoli.

Ricordo i pomeriggi passati da lei, da solo o con altre donne, a preparare i tortellini, la sfoglia, o a pulire uno ad uno i fagiolini.

  • Haha 1
12 minuti fa, mozarteum ha scritto:

manchera’ la simbiosi emotivo/ambientale. 

Ho appena sentito un Erlkonig suonato dalla Wang, raffiche di note che manco una mg 42, per riprendermi ho dovuto fare un bis con un frusciante Hoffmann

  • Melius 1
  • Haha 1
26 minuti fa, Panurge ha scritto:

No, però aiutavo ad accoppare e spellare conigli

idem, e stavo con il nonno quando tagliava la testa alle galline con l'accetta, per farci poi il brodo; e  non sono cresciuto con istinti omicidi o con traumi infantili.

3 minuti fa, Panurge ha scritto:

Ho appena sentito un Erlkonig suonato dalla Wang, raffiche di note che manco una mg 42, per riprendermi ho dovuto fare un bis con un frusciante Hoffmann

Ce n’e’ uno di Kissin meraviglioso. Lui e’ del 1972, ma l’Urss era indietro di 20 anni, sicche’ e’ come se fosse nato nel 52

Dai miei nonni in campagna, io ricordo l'odore delle mele e dell'uva messe ad essiccare nella camera dove dormivo .

D'estate il mastello messo fuori al sole dove si faceva il bagno la sera.

Il sapore del latte appena munto. La vendemmia e i suoi riti. Le zucche portate al forno a farle cuocere. Le sere d'estate dove tutti si sedevano fuori sulla strada a chiccherare. La gioia nel guidare il carretto trainato dall'asino. Il sapore dei pomodori staccati dalla pianta. I bagni fatti nei fossi di irrigazione.

Sembrano passati secoli.

43 minuti fa, P.Bateman ha scritto:

60?

No no i minuti in un'ora @P.Bateman gli anni sono qualcuno in più purtroppo, la vita sarebbe certamente più felice se si potesse nascere a ottant’anni e gradualmente scendere ai diciotto. cit.  Però non si può e allora provo a farmene una ragione tentando di arrivare almeno agli 80. 

24 minuti fa, eccheqqua ha scritto:

quando tagliava la testa alle galline con l'accetta

Nohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Alla gallina si tira il collo, ma scherzi l'accetta? Al massimo massimo può essere concessa per il tacchino, ma devi stare attento a tenerlo, perchè capita che possa fare ancora  qualche cinquantina di metri senza testa sporcandoti tutto il cortile di sangue, cosa vista un giorno in cui era nevicato e il tacchino senza più la testa aveva macchiato tutta la neve immacolata che era apena caduta.  

  • Melius 2
1 ora fa, Velvet ha scritto:

mi è stata data la possibilità di conoscere persone nate nell'800

Mio nonno paterno era del '93, alto, fiero e salutista. Nato sotto l'impero Asburgico (val di Fiemme) era maestro elementare di ben altra pasta (detto da sua moglie, mia nonna anch'ella maestra) rispetto a quelli formatisi in scuole italiane. Mia nonna fece la scuola di formazione (non so come si chiamasse allora) a Rovereto. Convinto praticante del metodo Kneipp lo ricordo ultra ottantenne immergersi ogni mattina nella vasca di acqua gelida, mentre dopo "marèna" (pranzo) si assentava sul poggioletto per il quotidiano bagno di sole, rigorosamente in costume adamitico. Ovviamente guai intrufolarsi in stanza mentre il nonno era "impegnato". Nemmeno in occasione di qualche scampagnata estiva il nonno rinunciava al suo bagno di sole, anzi a volte lo integrava con uno di fieno. Penso che il tutto traesse origine da una lieve insufficienza toracica riscontrata alla visita di leva. Il fierissimo Narciso non si sarebbe certo rassegnato ad un frettoloso referto di un ufficiale medico sconosciuto ed in effetti arrivò alla soglia dei novant'anni.

Tante cose in comune il gancio per i foglietti ritagliati dai giornali nella "cabina bagno" esterno, in effetti dai miei nonni avevano anche della carta igienica quella rosa crespata  ma era riservata a mio zio perchè lui abitava in città.

Lo scendiletto era una pelle di capretto visto che avevano le capre e facevano il formaggio gli stomaci per il caglio erano appesi in cucina altro che i vari profumatori di ambiente.

Sul fatto che si stava meglio prima mia madre, 100 anni il prossimo giugno, un giorno passando davanti allo stazzo dove aveva vissuto da piccola mi disse: dicono che si stava meglio prima,li avrei fatti scendere al fiume nel mese di gennaio a lavare i panni e poi riportarli bagnati a casa per non parlare di tutto il resto.

  • Melius 1

Diceva Anatole France in Changement: "Tous les changements, même les plus souhaités ont leur mélancolie, car ce que nous quittons, c'est une partie de nous-mêmes ; il faut mourir à une vie pour entrer dans  une autre."

che tradotto in italiano recita: "Tutti i cambiamenti, anche i più attesi, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciano dietro di noi è parte di noi stessi, dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un'altra.”

Io lo trovo uno splendido assunto. 😀

  • Melius 1
6 ore fa, ferrocsm ha scritto:

Alla gallina si tira il collo

Esatto. Il coniglio invece si sgozza. Da pupo mi ha sempre fatto un po senso quando mia mamma lo prendeva per le orecchie, lo metteva a terra con un piede sulle zampe posteriori e poi  lo lasciava a dissanguarsi dopo averlo sgozzato. 

Ricordi di bagni fuori casa ( in tla busa) non ne ho , però ricordo le estati in campagna in cui i miei andavano a dare una mano a parenti per il raccolto, cosi come ricordo  la "scarnatura" del maiale   ( per farne prosciutti, salami coppe ecc) perchè erano a  fine giornata  delle feste  da concludere a tavola. Ricordo anche qualche serata a granare piselli, che (come si dice qui): "anche il più fighetto dei fighetti almeno una volta nella vita a fatto "vegia" a granar piselli"  :classic_smile: 

Da ragazzo ricordo con estremo piacere anche le giornate passate da una famiglia di nobili della zona. Mio padre edile lavorava, anche, per loro e non sapendo dove lasciarmi da pupetto mi portava appresso . Era un'avventura per me poter girare liberamente per quei palazzi e poi la marchesa vecchia,  che mi aveva preso in simpatia, mi faceva preparare a merenda zabaione e biscotti al burro, e mi lasciava ogni volta qualche libro da portare a casa.  

Dei miei nonni ho un ricordo vaghissimo,  tranne della nonna paterna, perchè sono morti che avevo un 2/3 anni. 

piergiorgio
7 ore fa, ferrocsm ha scritto:

Certo ragazzi (si fa per dire) è bastato che @mozarteum andasse a tirare fuori uno spezzone dei tempi andati e in nemmeno un'ora già quasi venti risposte, sarà mica che stiamo invecchiando? :classic_biggrin:

No, finalmente un argomento interessante che colpisce tutti.

Senza scomodare i nonni, tutte o quasi situazioni che ho vissuto da bambino.




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