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Melius Club

La borsa d’acqua calda, il braciere, il pitale


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5 minuti fa, simpson ha scritto:

Oi, vecchietti, cos'è? Basta un Trump qualsiasi che scompiglia le carte per farvi rifugiare nei ricordi dei bei tempi andati?

Non è quello, piuttosto la doverosa presa di coscienza che la generazione nata fra i 60 ed i 70 è l'ultima ad aver conosciuto in prima persona un mondo consegnato ai libri di storia e al contempo la prima a vivere pienamente in un modo diverso che non ha quasi più contatti con il primo. 

  • Thanks 1

Ma avete mai fatto il burro raccogliendo la panna scremata dal latte subito dopo averlo munto e messa in un fiasxco a cui era stata tolta l'impagliatura e tu lo dovevi sbattere sulle gambe da seduto fintantoche non diventava burro? Per me bamibino era una condanna a cui mi sottoponeva mia nonna, e le corse a cui mi obbligava mio nonno d'estate quando pensavi di godertela dopo la scuola e invece niente da fare, perché c'era il fieno da far seccare e poi da incascinare, finito il fieno c'era il grano da mietere, poi le mele e le prugne da raccogliere per farne marmellata, ma la cosa che odiavo di più era qundo si doveva togliere il mallo alle noci e questo accadeva proprio nel periodo in cui iniziava la scuola e ti toccava andarci con i polpastrelli tutti gialli, perchè non c'era verso di pulirsele pure se stavi due giorni a sfregarle con acqua e sapone, ah! che tempi ragazzi e che estati che passavamo pur se ti toccava il fieno e il grano, ma quanti giri in bicicletta. Si cominciava a tirarla fuori i primi di maggio per andare al rosario che una allora vecchia comare recitava dentro una piccola cappella all'incrocio di quattro vie. No i ragazzini di adesso non possono capire quanto poco bastava a noi per spassarcela. 

  • Melius 1
25 minuti fa, Velvet ha scritto:

vivere pienamente in un modo diverso che non ha quasi più contatti con il primo. 

A mio avviso la nostra già è una generazione "testimone", chi ha vissuto appieno una potente epoca di cambiamenti è stata la generazione precedente. Un epoca fatta anche di coraggio e di cimenti straordinari, specie per chi aveva origini umilissime.  Essendo un cittadino di origini dolomitiche ho avuto modo da bambino di vivere in parte in quella che i fighetti direbbero una "time-capsule" anche anagrafica (mia madre era l'ultima di 10 figli, 14 se contiamo quelli morti prima dei 2 anni di età -  è già questo dato fa capire il cambiamento davvero epocale

1 minuto fa, Panurge ha scritto:

No, però aiutavo ad accoppare e spellare conigli

Allora impara che di questi tempi non si sa mai, qui scrivono di bottiglia, ma mia nonna mi faceva usare il fiasco.

 

Per realizzare il burro a mano si metteva la panna in una bottiglia. Ci si sedeva e, appoggiando la bottiglia sulle ginocchia, la si faceva andare avanti e indietro energicamente, fino a quando questo composto si condensava diventando burro. Questa operazione poteva durare anche mezz’ora.

Dopo di ché, si svuotava la bottiglia in una teglia e, con le mani, si dava al burro la forma che si voleva. Chi aveva fantasia poteva, con un coltello o in piccolo bastoncino, comporre dei disegni.

 

Sara’ ma in compenso

fa godere meglio la letteratura musica e arte, fino al novecento di quegli anni.

Basta sentire un Beethoven di Backhaus e uno eseguito dai giovanotti coreani pianisti d’oggi. Se non hai agganci con quel mondo manchera’ la simbiosi emotivo/ambientale. 

a me questo garba molto




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