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Ho dato una scorsa ai giornali italiani ed esteri. Tutti raccontano di una situazione molto preoccupante, crisi di panico, contestazioni che si allargano a macchia d' olio negli Usa, perdita di fiducia nei confronti di Trump. Stato di forte preoccupazione in quasi tutto il mondo.Sembra che, come  da copione, in quest'aria esplosiva manchi solo un bell' attentato (vero o falso che sia) .   Sono in tanti ad augurarselo ma se è vero, da chi partirà l' iniziativa?  Per anni ci hanno fatto studiare che la rivoluzione francese era partita dall' insurrezione del popolo oppresso dalle corvée. In realtà  sono stati quei nobili e la borghesia, soprattutto del Delfinato, che fino ad allora erano stati dei privilegiati esentasse e che, allora,toccati pesantemente nel portafoglio a causa della pessima  dissoluta situazione finanziaria dei re capetingi, hanno coordinato e organizzato le contestazioni e aiutato il popolo a radunarsi e a marciare su Parigi già dalla primavera del 1789. Famosa per questo è stata la nuit des tuiles in cui è stata presa d'assalto la Prefettura di Grenoble e gli assalitori hanno inneggiato alla rivoluzione lanciando di sotto le tegole del tetto dando il via alla protesta in tutta la Francia.

Nella situazione americana ci vedo tante analogie per cui la domanda è: secondo voi, sta per succedere qualcosa  e, nel caso, quanti giorni ancora mancano al primo gesto eclatante? Scommettiamo  che tra poco succederà qualcosa di importante generato e manovrato da chi sta in alto ma in  pieno accordo con il popolo americano soprattutto dai risparmiatori che si sentono traditi e buggerati?

C'è anche la seconda opzione in cui il bottegaio biondo, vista la mala parata, possa prevenire e anticipare i tempi simulando lui stesso qualcosa di simile. Siete d'accordo o no? Grazie. 

 

 

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cactus_atomo

@mom similitudini ci sono ma anche differenze profonde. Gli usa sono uno stato federale con una popolazione abituata a consumare come se non ci fosse un domani. Sono convinti di essere una sorta di popoli eletto che ha il diritto di plasmare il mondo  Trump non è arrivato per successione dinastica ma per un voto popolare e non una volta sola. Poi certo l'America è un paese violento che ha visto morire Lincoln due Kennedy m.l. king insomma sparano facile ma non gli vedo fare una rivoluzione, sono troppo conservatorio.

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19 minuti fa, mom ha scritto:

.Sembra che, come  da copione, in quest'aria esplosiva manchi solo un bell' attentato (vero o falso che sia) .

Musk l'ha già annunciato. La sua condizione psicotica pare che ogni tanto faccia sì che gli sfuggano in pubblico dettagli inaspettati, ma è lecito pensare che l'America di Trump e Musk torni a somigliare a quella che faceva recapitare bombe nelle piazze, nelle stazioni o sui treni italiani.

La macchina è in moto non resta che sedersi ed attendere il botto. 

Non credo invece all'attentato interno negli USA. Non ora. 

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Secondo me esagerate.

C’e’ un’isteria collettiva (e pericolosa) contro Trump e Musk, pompata dai giornali. 
Gli USA rimangono una democrazia ed il pericolo maggiore oggi viene dalla Cina, dalla Russia e dalla immigrazione incontrollata che sta erodendo la nostra civiltà.

Credo poi che un eventuale attentato (provato più volte dall’Iran e fomentato dall’estrema SX) sarebbe controproducente perché se oggi MAGA e Trump hanno il 55% dei consensi poi avranno il 70%.

E comunque a manovrare non è ne’ il popolo ne’ la borghesia, ma i miliardari delle multinazionali che con il contrasto alla globalizzazione e alla delocalizzazione fanno molti meno utili.

E i miliardari vip sono tutti contro Trump, una situazione completamente diversa rispetto a quella della rivoluzione francese.

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Comunque se fosse vero (per me non è vero) che trump e’ un cretino e che la strategia dei dazi è fallimentare e farà impoverire la gente invece di portare benefici alla classe media e tosare le tasche delle multinazionali non vedo quale è il problema.

Alle prossime elezioni, tra meno di 2 anni, perderà il congresso e poi non sarà rieletto, ed Amen.

Perché’ si deve sempre auspicare che quando la parte politica che vince non piace debba essere spazzata via o per via giudiziaria o addirittura con la revolution ?

Non è meglio la sana democrazia ?

 

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1 ora fa, mom ha scritto:

Ho dato una scorsa ai giornali italiani ed esteri. Tutti raccontano di una situazione molto preoccupante, crisi di panico, contestazioni che si allargano a macchia d' olio negli Usa, perdita di fiducia nei confronti di Trump. Stato di forte preoccupazione in quasi tutto il mondo.Sembra che, come  da copione, in quest'aria esplosiva manchi solo un bell' attentato (vero o falso che sia) .   Sono in tanti ad augurarselo ma se è vero, da chi partirà l' iniziativa?  Per anni ci hanno fatto studiare che la rivoluzione francese era partita dall' insurrezione del popolo oppresso dalle corvée. In realtà  sono stati quei nobili e la borghesia, soprattutto del Delfinato, che fino ad allora erano stati dei privilegiati esentasse e che, allora,toccati pesantemente nel portafoglio a causa della pessima  dissoluta situazione finanziaria dei re capetingi, hanno coordinato e organizzato le contestazioni e aiutato il popolo a radunarsi e a marciare su Parigi già dalla primavera del 1789. Famosa per questo è stata la nuit des tuiles in cui è stata presa d'assalto la Prefettura di Grenoble e gli assalitori hanno inneggiato alla rivoluzione lanciando di sotto le tegole del tetto dando il via alla protesta in tutta la Francia.

Nella situazione americana ci vedo tante analogie per cui la domanda è: secondo voi, sta per succedere qualcosa  e, nel caso, quanti giorni ancora mancano al primo gesto eclatante? Scommettiamo  che tra poco succederà qualcosa di importante generato e manovrato da chi sta in alto ma in  pieno accordo con il popolo americano soprattutto dai risparmiatori che si sentono traditi e buggerati?

C'è anche la seconda opzione in cui il bottegaio biondo, vista la mala parata, possa prevenire e anticipare i tempi simulando lui stesso qualcosa di simile. Siete d'accordo o no? Grazie. 

No non credo e se lo fanno assassinare non cambia nulla. 

Vedevo che Trump sulla lavagnetta ha messo al numeratore quanto importa da quel paese e al denominatore quanto esporta. Se il valore é superiore a 1, mette dazi in proporzione. Il caso del Bangladesh é emblematico. Siccome importa dal Bangladesh perché costa niente il lavoro lá e non esporta in Bangladesh perché non hanno soldi, ha messo alti dazi al Bangladesh.
É un esempio.
Il problema é che gli USA importano tanto ed esportano poco. Mi ricordo mia madre, forse anche la vostra, che negli anni 70 diceva: é un detersivo buono, é americano. Oppure le cose della Stanhome, pentole e quant'altro.
Poi la qualitá é arrivata anche qua e allora si é iniziato a dire: son scarpe buone son italiane. Prima le scarpe buone erano inglesi, ancora adesso, ma non son piú i beni esclusivi di un tempo. I marchi italiani, Valentino, Armani, Versace, Prada ecc. son recenti.
Noi si metteva via i soldi per i Levi's e poi per le Timberland. Ora é cambiato.
Negli USA per aumentare il margine hanno terzializzato in Cina. Lo ha voluto la finanza. Sfruttavano la Cina, il Vietnam, l'India ecc. ma al tempo stesso fiaccavano gli USA e anche l'Europa ha fatto cosí.
In particolare gli USA hanno ora una bilancia dei pagamenti con l'estero che non reggono piú. Troppo alto é il debito.
Ma non ricostruisci la filiera per decreto. Trump tende a ridurre il divario tra import ed export con tabelline ad minchiam, ma in realtá non conta neanche che siano logiche.
Deve ridurre perché non regge il sistema.
Se vogliamo estremizzare é la crisi del capitalismo.
Funzionano gli stati che come la Cina o in parte parte dell'Europa (Italia compresa) che risparmiano.
Negli USA spendono. Questo favorisce chi risparmia, da un certo punto di vista chi risparmia é un parassita.
Il capitalismo richiede che si spenda tutto, e si vada oltre, che ci si indebiti.
Ma se lo fanno solo gli USA, restano poi con la scopa in mano quando finisce la musica.
Non si puó crescere all'infinito, ora é arrivato il conto.

  • Melius 2
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1 ora fa, wow ha scritto:

Nessuna rivoluzione.

Io credo nei mercati.

Anche tu, dai una occhiata a quanti ha scritto qua sopra Canzoni.

E poi non era di SX il concetto che il “mercato” troppo libero non va bene ?

Specialmente quando hai come competitor dittature feroci che se ne impippano dei diritti dei lavoratori, bruciano carbone come se non ci fosse un domani e ti fanno concorrenza sleale in tutti i modi.

Permettere alle tue fabbriche di delocalizzare lì per far ingrassare ceo e soci e’ masochistico e può essere uno dei fattori, assieme a quello dell’immigrazione di massa, per l’implosione della civiltà occidentale come la conosciamo.

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