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Ma la guerra Russia Ucraina?


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https://www.analisidifesa.it/2025/08/timori-speranze-e-tante-illazioni-in-vista-del-vertice-putin-trump-in-alaska/


 

Il Summit di Ferragosto tra Vladimir Putin e Donald Trump sta gettando nel panico le cancellerie europee, incluso il governo di Kiev, che puntavano tutto su una crisi prolungata nei rapporti tra le due superpotenze per mantenere in sella governi e capi di governo.

Lo si evince chiaramente dalle ultime dichiarazioni. L’agenzia di stampa Bloomberg ha riferito ieri sera che i leader di alcuni Paesi europei stanno cercando di parlare con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in vista dell’incontro di venerdì in Alaska con il leader russo, Vladimir Putin.

[…]
 

A preoccupare ucraini ed europei sono almeno due elementi: a quanto sembra il summit Putin-Trump non li coinvolgerà direttamente e secondo il consigliere del Cremlino Yury Ushakov il vertice sarà focalizzato sulle opzioni per raggiungere una soluzione duratura alla crisi Ucraina e potrebbe essere seguito da un altro incontro faccia a faccia in territorio russo.

Il rischio quindi è un’intesa tra Mosca e Washington che porrà gli altri davanti al fatto compiuto.

 

A contribuire a non rassicurare europei e ucraini ha provveduto anche il vice presidente americano J.D. Vance.  “Vogliamo giungere a una soluzione pacifica a questa questione“, ha dichiarato a Sunday Morning Future su Fox News. “Vogliamo fermare le uccisioni. Ma gli americani, credo, sono stanchi di continuare a inviare i loro soldi, i loro soldi delle tasse, a questo specifico conflitto. Se però gli europei vogliono farsi avanti e acquistare effettivamente le armi dai produttori americani, per noi va bene. Ma non lo finanzieremo più noi”. 

Anche molti ambienti politici statunitensi, da quelli liberal legati al Partito Democratico ai trasversali neocon, fautori del confronto a muso duro con Mosca e Pechino, non hanno accolto positivamente l’incontro tra Trump e Putin.

Lo conferma il dibattito esploso negli Stari Uniti per la scelta dell’Alaska come sede dell’incontro: stato saldamente repubblicano dell’Unione, il più grande e il meno popolato che un tempo era territorio russo, ceduto nel 1867 agli USA dallo zar Alessandro II per 7,2 milioni di dollari dell’epoca, quando Mosca aveva bisogno di “fare cassa” dopo la guerra di Crimea.

Una terra che meglio di ogni altra può quindi simbolicamente rappresentare un “ponte” per riunire i vertici russo e statunitense. […]

 



IMG_5396.thumb.jpeg.5056f3ab2c55adb2e89077ba26b308c6.jpeg

e guarda un po’, più si parla di pace e …..dedicato ai puri di spirito e ai tifosi da curva che pensano che ci siano buoni e cattivi:

 


il titolo del colosso delle difesa Rheinmetall cede il 4,44%. Nell’ultima settimana ha perso l’11,56%, nell’ultimo mese il 15,82%. Le voci di un possibile accordo di pace in Ucraina hanno fatto crollare le azioni dell'industria della difesa, un settore che è cresciuto straordinariamente negli ultimi anni. La scorsa settimana le azioni delle aziende europee del settore aerospaziale e della difesa sono state sotto pressione dopo che Rheinmetall ha pubblicato giovedì i risultati del secondo trimestre, alimentando le speculazioni su un possibile accordo di pace nella guerra in Ucraina. La reazione del mercato ha mostrato quanto il settore della difesa sia sensibile ai segnali e alle aspettative politiche. Come accennato, il fattore scatenante del trend ribassista è stata Rheinmetall, il cui fatturato del secondo trimestre è stato di 2,43 miliardi di euro, al di sotto delle previsioni degli analisti di 2,53 miliardi di euro.

Eppure le prospettive di crescita di Rheinmetall sono più che rosee. Il conflitto in Ucraina è un’autentica miniera d'oro per l'industria della difesa occidentale. Gli ordini sono così numerosi che la stessa Rheinmetall non riesce a gestirli da sola. “Ci stiamo muovendo con successo verso lo status di campione mondiale nel campo della produzione di armi”, afferma l'amministratore delegato dell'azienda, Armin Papperger, che ha aggiunto:

Il nostro portafoglio ordini è completo e continuerà a crescere.

Nel prossimo futuro, Rheinmetall prevede di aprire il più grande stabilimento di munizioni d'Europa in Bassa Sassonia. Insieme all'azienda italiana Leonardo, l'azienda di Düsseldorf sta creando una joint venture per la produzione di carri armati. Prevede inoltre di espandere la produzione congiunta di camion militari Iveco con Leonardo. Inoltre, Rheinmetall collabora anche con il colosso americano Lockheed Martin, che produce componenti per aerei. Tutto è incentrato sul rafforzamento delle forze armate europee. Gli ordini stanno arrivando anche grazie ai recenti aumenti della spesa per la difesa della NATO.

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Gaetanoalberto

Gradevole anche il giro di valzer.

Allo scoppio della guerra, non senza un fondo di verità, i fautori del novello putinianesimo europeo, hanno visto la causa della medesima  nella nefasta influenza USA, che ha asservito la Nato ai propri interessi.

La UE é stata perciò criticata per aver seguito gli USA, sposando la causa Ucraina senza tenersi in disparte, con il consueto servilismo.

Di fronte alla giravolta statunitense, ti aspetteresti quantomeno critiche analoghe sempre rivolte agli USA per averci coinvolto in una guerra, senza farla fino in fondo e tirandosi indietro al momento del bisogno.

Ma il fascino della strana coppia Trump/Putin e delle democrature é troppo forte.

Gli USA ed il beniamino nuovo presidente sono improvvisamente diventati portatori di pace (tranne in Israele ma perché lì ci sono gli ebrei e l'eredità nazista si fa ancora sentire nel dna).

Pertanto con grande lungimiranza si ride crassamente dei nuovi ed apprezzati equilibri internazionali, grazie ai quali l'Europa, prima chiamata in causa e poi chiamata a pagare, viene di fatto estromessa dal discutere della sicurezza dell'Europa, un po' come si è fatto con i negri delle piantagioni e gli indiani delle riserve.

Non resta che applaudire a queste analisi soddisfatte e 'ntoculu senzadubbiamente.

 

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5 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Gradevole anche il giro di valzer.

Allo scoppio della guerra, non senza un fondo di verità, i fautori del novello putinianesimo europeo, hanno visto la causa della medesima  nella nefasta influenza USA, che ha asservito la Nato ai propri interessi.

La UE é stata perciò criticata per aver seguito gli USA, sposando la causa Ucraina senza tenersi in disparte, con il consueto servilismo.

Di fronte alla giravolta statunitense, ti aspetteresti quantomeno critiche analoghe sempre rivolte agli USA per averci coinvolto in una guerra, senza farla fino in fondo e tirandosi indietro al momento del bisogno.

Ma il fascino della strana coppia Trump/Putin e delle democrature é troppo forte.

Gli USA ed il beniamino nuovo presidente sono improvvisamente diventati portatori di pace (tranne in Israele ma perché lì ci sono gli ebrei e l'eredità nazista si fa ancora sentire nel dna).

Pertanto con grande lungimiranza si ride crassamente dei nuovi ed apprezzati equilibri internazionali, grazie ai quali l'Europa, prima chiamata in causa e poi chiamata a pagare, viene di fatto estromessa dal discutere della sicurezza dell'Europa, un po' come si è fatto con i negri delle piantagioni e gli indiani delle riserve.

Non resta che applaudire a queste analisi soddisfatte e 'ntoculu senzadubbiamente.

Le democrature cominciamo a chiamarle con il loro nome, vedi tu io opeterei per oligarchia almeno per quella di riferimento. Ora con Trump oligarchia senza mutande (se non altro è chiaro il pericolo) prima con biden era oligarchia com mutande e prima ancora con smoking ma sempre oligarchia. È singolare come i media e gli analisti facciano finta di non vedere la continuità tra le due amministrazioni USA, ma si facciano distrarre o ci distraggano  da sui modi civili della prima e incivili della seconda... c'è assoluta continuità della politica USA, ora uno chiude ciò che l'altro aveva cominciato. Il burattino zelensky è a fine corsa, lo hanno usato non serve più. I sondaggi gallup con biden davano dati di orgoglio nazionale e resistenza ucraina intorno all',80/90% (manco Himmler sognava cotante percentuali di guerrieri nordici, figurarsi se slavi) si ricorderà la retorica del popolo fiero e guerriero.... irreale, ma tant'è va bene. Ora i sondaggi sempre americani con Trump danno una popolazione che solo al 20/25% sta con zelensky...e tutti gli altri hanno capito che a fare la carne da macello per  gli USA anche no. Una volta finita o congelata la guerra zelensky dovrà scappare dai suoi concittadini un po' come dovrà fare Netanyahu. La fine della guerra o il suo congelamento toglierà anche l'illusione della posticcia unità politica, ideale, della UE, costruita non su basi reali ma per la scorciatoia della creazione del nemico...che poi a ben vedere nemmeno quello abbiamo creato ma abbiamo accettato quello che ci ha costruito su misura biden...pret a porter. Con la fine della guerra ci giocheremo le ultime chances di avere una Europa unita sul serio o imploderemo. Viste le facce e i governi che girano sono più che pessimista e gli USA si troveranno pronti all'uso una folla di nani pronti ad obbedire e subire: dividi et impera.

  • Melius 2
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Gaetanoalberto

@31canzoni  Va bene tutto, basta concordare che c'è poco da essere contenti.

Sulle cose da fare si tornerà a dividerci.

Edit: oligarchia al momento  puó andar bene per entrambe le squadre.

Meno per la UE, forse per questo viene criticata.

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interessante intervista a Richard Hass

 

https://www.corriere.it/esteri/25_agosto_12/richard-haass-intervista-0b3048ef-0d40-4803-b314-e08950cc1xlk.shtml

Alcuni estratti dall’articolo

Richard Haass, protagonista di molte vicende chiave per la politica estera americana ci aiuta a percorrere lo stretto corridoio negoziale per Donald Trump. Haass ha lavorato con quattro presidenti, riscritto la dottrina di politica estera Usa nell’ultima amministrazione Bush, è stato inviato speciale per l’Irlanda del Nord, ha guidato per vent’anni il Council on foreign relations. 
Sembra che le concessioni territoriali ci saranno.
«Diamo tempo al tempo. Il presidente Trump sta ascoltando anche i leader europei, il suo vice Vance fa da tramite. Trump capirà che svendere la fine di un conflitto in nome di una promessa elettorale avrà ricadute drammatiche».
Ad esempio?
«Decadrà formalmente la sacralità dei confini che ha segnato gli equilibri dell’ordine internazionale dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi. Per quella sacralità l’America nel 1991 andò al fronte per restituire la sovranità al Kuwait occupato dall’Iraq. Occorreva riaffermare quel principio, scolpito nella carta dell’Onu in un momento storico delicatissimo: con la fine della Guerra Fredda il rischio di un disordine planetario era altissimo. …... E rischiamo di perdere la visione strategica se l’America cederà al ricatto di Mosca».

È la tesi dell’Europa.
«È vero. Concordo con la posizione europea che chiede un cessate il fuoco e l’inclusione di Zelensky. L’Europa si fa interprete di quell’ordine basato sulla legalità dei confini e sul multilateralismo voluto da Washington: le Nazioni Unite, Bretton Woods, la Banca Mondiale e il Fondo monetario, il Gatt e ora la Wto sono i pilastri su cui ha poggiato quell’ordine. Ricorderemo questo periodo come un’età dell’oro: senza conflitti globali, con enormi progressi nella medicina, nella tecnologia, nella lotta alla fame nel mondo e per i diritti civili. Vogliamo cestinarlo?».

Ma Trump, è stato eletto democraticamente con un mandato: cambiare.
«Vero, la democrazia consente innovazioni. Cambiare, adattare, è una cosa. Distruggere è un’altra. …… Con l’arretramento dell’America, …, stiamo assistendo alla smantellamento volontario di quell’ordine da parte di chi l’ha architettato e costruito.. E perché? Per ragioni strategiche o per missioni più elevate? No, si dice semplicemente che il gioco non vale la candela. Una tesi elementare e assurda. Ecco perché dietro il vertice in Alaska c’è una partita strategica chiave».
Torniamo all’Europa, potrà raccogliere la staffetta per tutelare quei valori di fondo?
«No. Non sarà possibile. L’Europa preme sul piano tattico per le mosse giuste: includiamo l’Ucraina, negoziamo un cessate il fuoco e poi discutiamo del resto. Dopo, nella legalità si possono trovare soluzioni, con referendum, con accordi volontari, non con imposizioni ricattatorie. Ma l’Europa oggi non ha la credibilità o la forza — politica, economica e militare — per sostituirsi all’America nel tutelare l’ordine che conosciamo. Oggi la vera battaglia è fra Cina e Stati Uniti su fronti come l’Intelligenza artificiale, le nuove tecnologie militari. Il mondo cambierà molto e sarà imperativo adattarsi. La Cina farà molta attenzione a quel che succederà in Alaska. L’unica possibilità di rimettere ordine dipende dall’America e dal presidente Trump. E torno a dire, Trump potrebbe anche farlo se capirà da qui ai prossimi giorni l’importanza storica della posta in gioco».

 

 

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Il precedente della “cessione territoriale definitiva” di buona parte del territorio dell’Ucraina alla Russia segnerebbe un precedente storico: i confini non sono più sacri, il più forte ha il diritto, con una guerra, di annettersi i territori di uno stato più debole.

Dovesse succedere gli effetti sarebbero catastrofici, l’ONU non avrebbe più ragione di esistere, l’Europa dovrà armarsi fino si denti ed entrare in una economia di guerra, e, come effetto collaterale, verrebbero anche definitivamente meno pure le ragioni e gli appigli giuridici per impedire ad Israele di annettersi in via definitiva ampia porzioni del territorio di Gaza e della Cisgiordania.

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Ma tu ci sei o ci fai?

Rovescia l'ordine degli addendi e vedrai che la verità è altra

Trump avvalora l'annessione di territori alla Russia per poter poi giustificare l'annessione di Israele dei territori per costituire la grande Israele.

Tutto è fatto per aiutarsi tra criminali

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23 minuti fa, Roberto M ha scritto:

l’ONU non avrebbe più ragione di esistere, l’Europa dovrà armarsi fino si denti ed entrare in una economia di guerra, e, come effetto collaterale, verrebbero anche definitivamente meno pure le ragioni e gli appigli giuridici per impedire ad Israele di annettersi in via definitiva ampia porzioni del territorio di Gaza e della Cisgiordania.

L'ONU non conta nulla già da quando era SDN, l'Europa è già stata annessa agli USA alla fine delle WWII (e mi sta-va anche bene, per carità non rinnego nulla), Israele è da 70 anni che sta occupando, sterminando, spianando e annettendo territori altrui.

  • Melius 1
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