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Non capirò mai i filo-cinesi.


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36 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Allora non seguivo il discorso, sorry.

 

Fiat: stabilimenti aperti in Polonia, Serbia. Persi in Italia 20.000 posti di lavoro passando da i 49.350 del 2000 ai 31.200 occupati al 31/12/2019 in Italia

Dainese: due stabilimenti in Tunisia, circa 500 addetti; produzione quasi del tutto cessata in Italia, dove sono occupati un centinaio di responsabili.

Geox: stabilimenti in Brasile e Vietnam; su circa 30.000 lavoratori solo 2000 sono Italiani.

Omsa: stabilimento in Serbia, cassa integrazione per 320 lavoratrici italiane.

Rossignol: stabilimento in Romania, 108 esuberi a Montebelluna.

Ducati Energia: stabilimenti in India e Croazia, chiuse le fabbriche in Italia.

Benetton: stabilimenti in Croazia.

Calzedonia: stabilimenti in Bulgaria.

Stefanel: stabilimenti in Croazia.

Se vuoi continuo.

La Cinanon è più vista come zona appetibile per delocalizzare produzioni, in Cina sono cambiate e molto le condizioni anche solo rispetto ad una decina di anni fa e tante aziende italiane hanno fatto ritorno per trasferirsi in zone più remunerative per delocalizzare, ora conviene rivolgersi ai paesi dell'est o al Vietnam o all'India o al Brasile o l'Argentina, la Cina non è più di moda perché non più conveniente nonostante ne dicanoTrump  e scrivano gli avvocati.

 

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@cactus_atomo

5 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

, il commercio è una buona strada

Ma infatti, non riesco a capire che bisogno c'era di scatenare un casino del genere. Solo ego smisurato e desiderio da testosterone scaduto, di affermare la propria potenza. 

Con i cinesi e' più semplice parlare e fissare delle regole prospettando loro eventuali conseguenze negative, anziché fare il muro contro muro. Ma poi, chi glielo ha dato tutto questo spazio ai cinesi se non le imprese usa che lì hanno delocalizzato?

E' il solito modo di fare degli yankee: fino a quando servi ...

 

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cactus_atomo

@wow hai letto il libro di terzani un indovino i disse? adun certo punto spiega cosa ti predicono li indovini, uno mussulmano vedenel tuo futuro una nuova moglie giovane e bella, uno cinese vede nel tuo futuro tanti soldi. non è un caso che un proverbi cinese dice non sosare la donna che ami, ama la donna che sposi con i cinesi  è meglio discutere di soldi, è il linguaggio che capiscono meglio

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1 ora fa, tomminno ha scritto:

Ma gli USA non sembrano avere una elevata disoccupazione, stando ai numeri ufficiali. Dove la trovano tutta la forza lavoro per riportare la produzione in casa? 

in cina già ci sono fabbriche dove ci sono tre operai, tutto oggi si puo' automatizzare, la rivoluzione industriale poteva già raggiungere  il culmine anni fa ma l'abbiamo frenata per motivi sociali, oggi può andare.  Molti dipendenti pubblici potrebbero essere sostituti da un software, in alcuni casi da un foglio excel,  questo dovrebbe far capire quanto  abbiamo  rallentato il progresso per gli equilibri economico sociali, forse è la prima volta nella storia che si frena invece di accelerare, chiesa permettendo ovviamente.

Servono capitali, non braccia, anche la semina e la raccolta dei pomodori puo' essere ottimizzata.

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14 minuti fa, ferrocsm ha scritto:

Fiat: stabilimenti aperti in Polonia, Serbia. Persi in Italia 20.000 posti di lavoro passando da i 49.350 del 2000 ai 31.200 occupati al 31/12/2019 in Italia

Dainese: due stabilimenti in Tunisia, circa 500 addetti; produzione quasi del tutto cessata in Italia, dove sono occupati un centinaio di responsabili.

Geox: stabilimenti in Brasile e Vietnam; su circa 30.000 lavoratori solo 2000 sono Italiani.

Omsa: stabilimento in Serbia, cassa integrazione per 320 lavoratrici italiane.

Rossignol: stabilimento in Romania, 108 esuberi a Montebelluna.

Ducati Energia: stabilimenti in India e Croazia, chiuse le fabbriche in Italia.

Benetton: stabilimenti in Croazia.

Calzedonia: stabilimenti in Bulgaria.

Stefanel: stabilimenti in Croazia.

Se vuoi continuo.

La Cinanon è più vista come zona appetibile per delocalizzare produzioni, in Cina sono cambiate e molto le condizioni anche solo rispetto ad una decina di anni fa e tante aziende italiane hanno fatto ritorno per trasferirsi in zone più remunerative per delocalizzare, ora conviene rivolgersi ai paesi dell'est o al Vietnam o all'India o al Brasile o l'Argentina, la Cina non è più di moda perché non più conveniente nonostante ne dicanoTrump  e scrivano gli avvocati.

Ferruccio grazie, ma ne sono consapevole. 

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32 minuti fa, wow ha scritto:

E' come la storia del pazzo che va in controsenso in autostrada.

Le borse crollano sia perché T. ha distrutto in poche settimane il notevole credito di cui gli Usa, nonostante tutto, godevano, sia perché a quanto pare il mafioso ha intenzione di improntare il futuro dell'economia mondiale sulla base di rapporti di forza.

La colpa non è del resto del mondo che non ha fiducia. Gli usa recupereranno la completa fiducia dei mercati in un'altra era. Tra l'altro non si rendono conto che Cina e in maggior quantità jap e eu hanno in mano una consistente quota del loro debito.

Guarda che ho scritto più o meno le stesse cose, ma permettimi al netto del fatto che Trump è un testiculus e che la fiducia persa non la recuperi più se non in qualche altra era, cosa dovremmo fare noi ora? Perché il punto è solo questo, non trovare il colpevole o attribuire le responsabilità, ci siamo stracciati le vesti per qualche giorno perché avremmo perso l’export americano ed ora che, forse, si potrebbe essere aperto uno spiraglio per negoziare qualcosa di positivo dovremmo gettare tutto a mare, tra l‘altro per fare poi cosa? Aprirci alla Cina? Cosa ce ne verrebbe? Riuscirebbero i cinesi a sopperire alle perdite del nostro export in USA? E se anche fosse cosa vorrebbero in cambio? A me pare che siamo ancora fermi alle schermaglie politiche tra destra filoamericana e sinistra filocinese…mah.

32 minuti fa, wow ha scritto:

parte la profezia del giorno dopo 😀, non capisco che c'entri questo con i danni che sta creando Tramp .

C’entra con il perché le borse continuano a crollare…manca la fiducia, che poi sia colpa di Trump non ci piove, ma che cambia? 

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13 minuti fa, senek65 ha scritto:

E le macchine per automatizzare chi le fa? Altre macchine?

direi di si, con poche braccia sapienti, il problema del riassesto sociale ed economico, anche post ''computer'' non è mai stato affrontato, in teoria una riduzione oraria a parità di compenso doveva essere stata già fatta 20 anni fa, capisco la resistenza, ma non si può nemmeno continuare a lavorare e fare piani di investimento senza avere lungimiranza a medio termine, ci vogliono le palle e sindacati pure con le palle. Non è che possiamo regalare altri 30 anni di immobilismo perchè le macchine le pensioni non ce le pagano.

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briandinazareth
1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

significa accordarci con gli USA se sarà possibile senza prostituirsi per poi, ma solo poi, continuare a dialogare e commerciare con la Cina come abbiamo sempre fatto, sedendoci al tavolo consapevoli che a quel punto noi saremo “a posto” e chi avrà bisogno di esportare saranno loro, la UE è il secondo mercato globale per i consumi dopo gli USA ed oggi l’accesso ai mercati dei paesi con economia avanzata è fondamentale.

 

Non ho capitoChe vuol dire in pratica però. 

Accordarci in che modo con trump? e poi perché non trovare accordi con la Cina adesso che siamo in posizione di forza?

 

Lasciamo perdere anche il fatto che gli usa sono totalmente inaffidabili adesso, ma le strategie devono essere concrete

 

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Xi Jinping tende una mano all'Europa.

di Huffpost

Il presidente cinese accoglie Sanchez a Pechino: "Resistiamo insieme alle prepotenze unilaterali. La pace e la stabilità mondiale si difendono solo con la solidarietà e la collaborazione tra paesi".

...

Chi ti tende la mano e chi ti obbliga a baciargli il cūlus.

 

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2 ore fa, tomminno ha scritto:

Ma gli USA non sembrano avere una elevata disoccupazione, stando ai numeri ufficiali. Dove la trovano tutta la forza lavoro per riportare la produzione in casa? 

Hanno una marea di gente che non lavora per scelta perché ci sono sovvenzioni e un welfare distorto, in più una marea di dipendenti pubblici inutili, specializzati in gender e “scienze sociali”, agenzie federali parassitarie che costano milioni di euro, ed in più ta teppaglia che invece di andare a lavorare si unisce alle gang e commette reati come se non ci fosse un domani, tutto questo verrà spazzato via da Donal Trump.

Il modello da seguire è la motosega di Milei.

Lo ha spiegato bene Rampini in un articolo di qualche giorno fa appena lo trovo lo posto.

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@tomminno

 

Eccolo qui.

Affronta proprio la tematica della mancanza di operai.

A causa di una politica completamente sbagliata che purtroppo abbiamo in larga parte anche noi intrapreso.

https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/25_aprile_09/dazi-trump-reindustrializzare-usa-operai-0e786e6e-2083-4612-beb3-702fabedaxlk.shtml

 

Dall’articolo:

 

I dazi annunciati nel Liberation Day del 2 aprile hanno diversi obiettivi (spesso non compatibili fra loro). Tra questi figura la reindustrializzazione dell’America. Non è una novità, e non è una prerogativa di Donald Trump. Joe Biden perseguiva lo stesso obiettivo, in parte anche con strumenti analoghi. 

L’Amministrazione Biden-Harris mantenne in vigore tutti i dazi introdotti dal primo Trump, ne aggiunse di suoi, e soprattutto rafforzò il protezionismo americano con una politica industriale generosa di aiuti di Stato: sussidi pubblici alle aziende estere che venivano a costruire fabbriche e assumere manodopera negli Stati Uniti. I due provvedimenti principali di Biden furono l’Inflation Reduction Act e il Chips Act: erogavano centinaia di miliardi alle aziende che investivano in America. È protezionismo anche quello, perché crea un vantaggio competitivo in favore della produzione nazionale.

…..

Il Presidente Trump proclama che i suoi dazi riporteranno i posti di lavoro manifatturieri negli Stati Uniti. Buona fortuna a trovare lavoratori per occupare questi posti. Un lamento comune tra i datori di lavoro, soprattutto nel settore manifatturiero, è che non riescono a trovare lavoratori affidabili, coscienziosi e in grado di superare un test antidroga. Le donne single potrebbero capire: trovare un buon lavoratore, come un buon marito, oggi è diventato difficile.
La colpa è del governo, che distribuisce benefici a persone abili che non lavorano, mentre allo stesso tempo sovvenziona lauree universitarie che non portano a un impiego produttivo. Il risultato è milioni di uomini inattivi e milioni di posti di lavoro vacanti — una perdita secca per la società.

…..

 

Allora, dove sono finiti tutti i buoni lavoratori uomini? Alcuni sopravvivono con i sussidi statali o vivono con i genitori. Circa il 17% degli uomini in età lavorativa riceve Medicaid (assistenza sanitaria pubblica per i meno abbienti), il 7,4% riceve buoni pasto, e il 6,3% riceve la Social Security (pensioni d’invalidità), secondo il Census Bureau. Molti passano le giornate a giocare ai videogiochi o a fare trading online.

Amici raccontano di aver visto giovani uomini su app di incontri che dichiarano di lavorare come trader autonomi, blogger finanziari o persino «ingegneri finanziari in pensione» — evidenti eufemismi per «bro di Robinhood» che speculano in Borsa e condividono consigli su Reddit. Quando i mercati salivano, molti non avevano bisogno di lavorare nel senso tradizionale. Dopo il crollo della scorsa settimana, potrebbero doverlo fare.

Altri uomini «scomparsi» stanno impiegando più tempo per terminare l’università o stanno seguendo corsi post-laurea. Solo circa il 41% degli uomini conclude la laurea triennale in quattro anni, e circa un quarto impiega più di sei anni. Molte professioni ben retribuite non richiedono una laurea, ma i sussidi pubblici e le scuole pubbliche indirizzano comunque gli studenti verso l’università.

 

 

 

 

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