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Dimmi dove abiti e ti dirò chi sei... o almeno cerco di capirti!


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cactus_atomo

@mom non c'è bisogno di andare in cina, in italia, anzi a roma, siamo 50 anni avanti. hai mai sentito paralre di Corviale (che in romanesco tò eesere kerri cin il vile) un edificio di un km di lunghezza, nove piani, 4500 abitanti. ma noi non siamo cinesi, la pianificazione loro ce la sognamo, corviale era pensato per favore la socializzazione doveva avere allinterno uffici megozi farmaci ecc ecc, ma nulla di tutto questo è stao realizzato. è una stecca dalla quale uscire non è facile (scarsi i collegmenti pubblici), in uno dei locali c'era una milonga m non nera il massiamo per le donne sole arrivare li di notte e parcheggiare all0esterno. che poi se rimanevi con la macchina in pann eìenon potevi sperare neppure nellincontro casuale con un rapinatore, i rapinatori non vanno nelle zie a bassissimo reddito

I numerosi esempi di edifici "autosufficienti" rispondono all'illusione architettonica di modificare la struttura sociale per mezzo delle strutture edilizie. Dalle unite' d'habitation di Le Corbusier, agli schizzi futuristi di Sant'Elia, i vari Corviali e Scampie, passando per i "microdistretti" dell'urbanistica sovietica. I regimi totalitari amano queste tipologie in quanto, se funzionassero, limiterebbero le esigenze di spostamento dei cittadini, spostamenti che faciliterebbero il confronto, il dialogo e quindi la critica. 

Invece la realta' ha dimostrato praticamente ovunque che e' la gente a modificare le case, mai il contrario:  Le vecchie case di ringhiera gentrificano e si infighettano, mentre le ardite e talvota costruttivamente pregevoli unita' abitative perdiferiche diventano immancabilmente un letamaio in pochi anni. 

  • Melius 1
cactus_atomo

@Martin basta pensare a brasilia, città costruita a tavolino, senza piazze, quasi senza incroci ver velocizzare il traffico. poi la gente con i carretti ed i tavli all'aperto si inventa le piazze. 

alla fine parliamo della cina ma i grattacieli ad uso abitativo delle metropoli occidentali? a me danno un senso di rifiuto

  • Thanks 2

ci sono persone nelle province italiane, al nord e al sud, che hanno passato la stragrande maggioranza della propria esistenza in paesi di qualche migliaio di individui se non addirittura centinaia

sono limiti che la gente si autoimpone dalla notte dei tempi

lo sviluppo in verticale di questo fenomeno cambia qualcosa?

forse vedono un po' di verde in meno

il che ha la sua importanza ovviamente

ma i danni del vivere in una bolla sono i medesimi

mancanza di nuovi stimoli confrontandosi sempre con le stesse opinioni e in assenza di diversità di pensiero

e le solite dinamiche tossiche come il pettegolezzo, la competizione e la pressione al conformismo che sono sempre esistiti in questi ambienti ristretti anche prima dei social

quindi in sostanza non è cambiato nulla

sono cambiati i contenitori delle persone e i mezzi con i quali comunicano

ma sempre di paesanfreak parliamo

briandinazareth
8 ore fa, mom ha scritto:

C’è un'enorme area ristorazione, oltre a piscine, barbieri, centri estetici, supermercati, un ospedale e vari bar. Con tutto letteralmente a portata di mano, non ci sono molte ragioni per cui la gente debba uscire dall'edificio. È molto probabile che alcuni, infatti, non lo facciano mai.  ..."

Pazzesco! Come si può immaginare di non uscire mai dalla pancia di quel serpente? 

 

dubito che non escano mai, visto che a pechino c'è moltissima vita in strada e ai cinesi piace molto stare fuori per fare vita sociale. 

straconsiglio un viaggio in cina oggi, totalmente diverso da tutto quello che puoi immaginare, sotto ogni aspetto e totalmente diversa dalla cina di pochissimi anni fa.

 anche l'idea dei cinesi che lavorano come matti per una tazza di riso, il livello medio di reddito e qualità della vita oggi è impressionante (non solo a pechino).

per legge non possono lavorare più di 40 ore alla setimana e gli straordinari sono molto limitati. 

ci tornerò questo autunno, per vedere altre zone. è molto bella dal punto di vista turistico, storico ( i budda del 500 dentro le grotte sono una delle cose più belle che abbia mai visto) e culinario, ma quello che lascia senza parole è altro, compresi i cinesi e la facilità e voglia di interazione. 
 

È’ un sanguinoso regime dispotico, come nei peggiori film dí fantascienza.

Non capirò mai i filocinesi, lo ripeto anche qui.

Cosi come disprezzo quei leader europei che proprio in questo periodo trovano opportuno andare ad incontrare XI, mentre poi la stessa brodaglia politica (comunista) se la prende con la Meloni che, per conto di tutta l’Europa, va invece a trattare con gli USA.

Che vergogna Sanchez.

7 ore fa, mom ha scritto:

Sono stata in tutti gli Emirati, a Quarto Oggiaro, nelle banlieue della grandi città  europee e in almeno 20 stati americani. Sono anche stata nelle microcase islandesi. In nessuno di questi posti però le costruzioni sono state progettate per non uscire mai di casa, dalla nascita alla morte. E' questo che mi ha impressionato

Esatto.

2 ore fa, lello64 ha scritto:

la competizione e la pressione al conformismo

A mio avviso queste sono caratteristiche più tipiche degli ambienti con ampie interazioni, gli ambienti ristretti tendono a cristallizzare la struttura sociale e il "ruolo" dei componenti.  (Poche opportunità per scarse gratificazioni => poca competizione)   

D'altro canto anche il conformismo può  essere visto come un meccanismo di fuga da pressioni sociali indotte in ambiente competitivo.  




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