Savgal Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Un esempio per chiarire, nella nostra Costituzione l'articolo 3 recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Chi nei fatti e nelle parole nega l'uguaglianza giuridica va contro la Costituzione. In Germania AfD è apertamente contro l'uguaglianza giuridica sulla base dell'etnia. E chi appoggia apertamente quelle posizioni in Italia violerebbe i principi costituzionali. Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504221 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 @Panurge Chi non si adopera a combattere il male ne diviene complice. (Devo recuperare la citazione di Weber sul punto). P.S.: terminata la lettura di Daunton? Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504227 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 30 minuti fa, Savgal ha scritto: male Pare che distinguere il bene dal male sia particolarmente soggettivo. 1 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504231 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
maurodg65 Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 31 minuti fa, Savgal ha scritto: Chi nei fatti e nelle parole nega l'uguaglianza giuridica va contro la Costituzione. In Germania AfD è apertamente contro l'uguaglianza giuridica sulla base dell'etnia. E chi appoggia apertamente quelle posizioni in Italia violerebbe i principi costituzionali. Perfetto, quindi se questo è vero e lo è dovresti perseguire ed arrestare chi commette quel reato, perché quello indicato tale è, processarlo e condannarlo, questo accade in uno stato di diritto e questo manca in Germania, mi sbaglio? A far seguito con il reato contestato ovviamente ci starebbe anche sospendere il partito dalle competizioni elettorali se quello fosse il programma ufficiale proposto ai cittadini tedeschi, corretto? Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504250 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferdydurke Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 15 ore fa, maurodg65 ha scritto: Ad ogni modo gli USA erano e restano una grande democrazia, hanno eletto un testiculus, ma la struttura democratica del Paese reggerà l’urto e già nel medio periodo il problema sarà risolto. Quindi se un partito totalitario vincesse democraticamente le elezioni e cominciasse a demolire la costituzione e applicare leggi persecutorie nei confronti degli oppositori politici, i cittadini avrebbero o no il diritto di rovesciare con le armi il dittatore? Non scappare e dammi una risposta secca si o no? 1 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504324 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
audio2 Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 esisterà ancora la magistratura oppure no 1 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504331 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
extermination Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 2 minuti fa, audio2 ha scritto: esisterà ancora la magistratura Un governo fortemente autoritario, col tempo, mette le persone giuste al posto giusto ed i cosiddetti pesi e contrappesi tendono a mantenere la forma ma perdere la sostanza! Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504339 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Savgal Inviato 4 Maggio 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Pensare che la democrazia consista in elezioni a tempi regolari e chi le vince impone la tirannia del partito vincitore è un totale fraintendimento su cosa sia una democrazia liberale. 3 1 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504342 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
indifd Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Leggere gli interventi su argomenti come questo è sempre interessante e illuminante Un grazie personale all'opener Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504372 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
jackreacher Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Il 03/05/2025 at 11:15, newton ha scritto: Ma la domanda è, la democrazia cosa può legittimamente fare? La democrazia è fragile, delicata e molto vulnerabile!! Uno Stato democratico può cominciare col fare leggi uguali per tutti (compresi i politici ed i magistrati stessi) che tutelino sempre la libertà di parola ed opinione (con il rispetto del prossimo), deve garantire la cultura, l'istruzione in modo da rendere i cittadini consapevoli e coscienti di ciò che accade a livello sociale, economico e politico, per fare si che possano scegliere liberamente e senza condizionamenti. Se mancano queste cose la democrazia soccombe... . PS: ovviamente i famosi "contrappesi" per evitare l'avvento di un "uomo forte" ci vogliono e ci devono sempre essere!!!!! Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504377 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Paolo 62 Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 @ferdydurke Dovrebbe avere una maggioranza almeno dei due terzi per poterla modificare e senza poter toccare i diritti fondamentali della persona, quindi impossibile imporre ideologie come il nazismo in Italia a meno di un colpo di Stato. Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504390 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
jackreacher Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 18 ore fa, Paolo 62 ha scritto: se parliamo degli USA ci sarebbero buoni motivi per protestare. L'aggressione contro l'università e l'istruzione... Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504403 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Paolo 62 Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Anche. Ma per me la cosa peggiore che ci sia in America è che se uno è povero rischia di morire di malattia mentre da noi sia pure con difficoltà lo curano. 1 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504405 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. claravox Inviato 4 Maggio 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 4 Maggio 2025 Segnalo questo articolo di assoluto buon senso, imho, di Michele Agagliate, classe 2002, veramente utile alla riflessione. Democrazia selettiva Dall’AfD a Georgescu: quando il sistema decide chi ha diritto di parola e chi no. Non ho alcuna simpatia per l’AfD, sia chiaro. Lo ritengo un partito pericoloso, regressivo, intriso di pulsioni xenofobe, autoritarie e revisioniste. Ma proprio per questo, la notizia che l’intero partito sia stato classificato come “pericolo per la democrazia” da parte dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione tedesca dovrebbe inquietare anche chi, come me, sta ben lontano da ogni deriva reazionaria. Perché quando uno Stato democratico si arroga il diritto di stabilire non solo ciò che è legittimo, ma anche chi lo è, si apre una voragine. Non parliamo di atti criminali individuali. Parliamo di interi movimenti politici, rappresentati in Parlamento, sostenuti da milioni di cittadini, che vengono trattati come deviazioni da contenere, sorvegliare, delegittimare. Come se il problema non fosse il disagio sociale che li alimenta, ma la sua manifestazione. Come se fosse più comodo demonizzare che comprendere. O peggio: reprimere che rispondere. La democrazia liberale, quando funziona, è proprio il luogo dove anche le opinioni più estreme possono esprimersi, a patto che restino nei confini della legalità. Ma se la legalità stessa diventa strumento per zittire, allora la posta in gioco è più alta. Se oggi si dichiara che un partito – per quanto ripugnante nei suoi messaggi – è “incompatibile con la democrazia”, domani chi sarà il prossimo? Un sindacato radicale? Un movimento ambientalista che “minaccia l’ordine economico”? Una lista pacifista che mette in discussione la NATO? Il paradosso è servito: la democrazia difesa con strumenti non democratici diventa il suo contrario. Per paura di perdere, si autodistrugge. In questo meccanismo perverso, non è l’AfD a far paura. È l’autocompiacimento di un sistema che, pur di non interrogarsi sulle sue falle, preferisce criminalizzare il sintomo. E chi non ci sta è fuori. Fuori dal dibattito, fuori dalla rappresentanza, fuori dall’immaginario del “cittadino accettabile”. E qui il caso di Călin Georgescu è illuminante. In Romania, quest’uomo dalla formazione tecnica e dalla retorica identitaria, proposto come candidato alla presidenza, è stato escluso ufficialmente perché, cito testualmente, “non soddisfa i prerequisiti richiesti in tema di difesa dei valori costituzionali”. Tradotto: non piaceva ai vertici. Aveva osato parlare di sovranità, spiritualità, critica delle oligarchie. Non violento, non eversivo, solo non allineato. E così, l’11 marzo 2025, la Corte costituzionale ha respinto il suo ricorso, sancendo che il popolo non ha nemmeno il diritto di scegliere se votarlo o no. Meglio decidere prima, dall’alto, chi può candidarsi. A seguire, scontri di piazza, condanne internazionali (persino da Elon Musk), e un discorso finale da parte del diretto interessato che ha il sapore di una profezia: “Ho smascherato il demone in tutta la sua orribilità. Ora, una volta che si vede che aspetto ha l’inferno, la scelta spetta a voi.” No, non sto sostenendo Georgescu. E no, non sto legittimando l’AfD. Sto chiedendo se una democrazia che censura, silenzia, marginalizza è ancora degna di questo nome. Se la libertà è solo quella degli allineati, o anche quella di chi disobbedisce. Perché ciò che rende una democrazia autentica non è l’omogeneità del pensiero, ma la capacità di contenere, assorbire, dialogare con il dissenso. E qui torniamo al punto: il vero pericolo per la democrazia non è l’estremismo. È l’establishment che rifiuta di ascoltare. È la sinistra che si rifugia nella morale, ma dimentica il sociale. È il centro che si crede neutrale, ma difende solo lo status quo. È la destra che finge di opporsi, ma si nutre dello stesso consenso rabbioso, senza offrire nessuna visione. C’è una crisi di rappresentanza profonda in Europa. I popoli si allontanano, i tecnocrati si blindano, i media filtrano, i partiti si accartocciano. In questo vuoto, l’AfD diventa sfogo. Georgescu, simbolo. Non perché siano risposte giuste, ma perché sono le uniche visibili. E così, mentre ci congratuliamo per aver messo al bando un partito pericoloso, lasciamo campo libero al vero veleno: l’arroganza dei giusti, la censura dei perbenisti, la smania di controllo di chi teme il popolo ma non lo ama. La vera risposta all’estrema destra è giustizia sociale. Redistribuzione. Dignità. Cultura critica. Rappresentanza vera. Non sorveglianza, non interdizione. Se togli voce al disagio, resta solo il grido. E se la politica non lo accoglie, lo raccoglierà il populismo peggiore. Una democrazia senza popolo è solo una burocrazia con le urne. Un rito svuotato. Una costituzione imbalsamata. E nessun allarme antifascista di comodo può salvarla da se stessa. Serve coraggio, non conformismo. Domande, non etichette. Più parole, meno esclusioni. Perché se oggi silenzi l’AfD o Georgescu solo perché ti fanno paura, domani potresti scoprire che è il tuo turno. E sarai solo. Ma ciò che inquieta ancora di più è l’ipocrisia selettiva con cui si decide chi rappresenta un pericolo e chi no. Le pulsioni autoritarie non abitano solo a destra. Ci sono Stati, governi, apparati che esercitano un controllo silenzioso, elegante, apparentemente legittimo, ma profondamente censorio. Non serve il manganello per reprimere: bastano le circolari. Non servono i gulag: bastano le blacklist. L’Europa che si erge a paladina della democrazia è la stessa che firma accordi con regimi che imprigionano giornalisti. È la stessa che si scandalizza per l’avanzata dei sovranismi ma si dimentica di come ha umiliato la Grecia, derubricato le proteste sociali a “folklore”, ignorato la fame e la rabbia in periferia. È la stessa che oggi tappa la bocca a Georgescu e domani magari metterà sotto osservazione un movimento studentesco che osa contestare la NATO. Non si tratta di sottovalutare il rischio dell’estrema destra. Né di legittimare chi ne sposa i dogmi. Ma se l’unica risposta che la democrazia sa dare è chiudere le porte, allora c’è un problema. Il populismo non nasce dall’eccesso di libertà, ma dal suo vuoto. Dalla sensazione che il voto non conti, che la voce non valga, che l’alternativa non esista. E quando tutto sembra già deciso, anche il grido più scomposto appare una forma di partecipazione. La storia è piena di episodi in cui ciò che era considerato “pericoloso”, un giorno si è rivelato necessario il giorno dopo. La Resistenza stessa, in molti contesti europei, fu bollata come “eversione”. I movimenti operai furono perseguitati come “anti-sistema”. Eppure, senza di essi, non avremmo né diritti né costituzioni da difendere. Oggi si grida al pericolo dell’AfD, domani si griderà contro chi contesta le guerre “giuste”, poi contro chi propone una riforma fiscale troppo radicale. È una catena che non finisce mai. Anche il linguaggio tradisce la deriva. Chi decide cosa è “disinformazione”? Chi stabilisce quando una notizia è “complottista”? Chi controlla i controllori? Nell’era degli algoritmi, del fact-checking pilotato, delle campagne stampa fotocopia, la verità è spesso un algoritmo politico. E il dissenso diventa disturbo. Quello che serve non è più la voce scomoda, ma quella addomesticata. L’informazione è parte di questo meccanismo. L’AfD, ad esempio, viene ridotta a una sigla di odio, senza raccontarne le radici sociali. Georgescu viene presentato come un santone delirante, senza analizzare le sue proposte. I media non spiegano: semplificano. Non approfondiscono: etichettano. Perché un cittadino informato può scegliere, ma un cittadino impaurito obbedisce. E così la democrazia si trasforma in un recinto. Protetto, ordinato, perfetto. Ma sterile. Dove tutto è permesso finché non disturba, finché non mette in discussione, finché non propone davvero un’altra visione. Un recinto dove il potere si traveste da pluralismo e la censura da responsabilità. Il caso di Georgescu, nel suo piccolo, ha rivelato questa nudità del potere. La Romania, Paese membro dell’UE, ha impedito a un candidato legittimo di correre alle elezioni. Non per reati, non per terrorismo, ma per idee. Idee discutibili, forse. Ma idee. E il silenzio delle istituzioni europee è stato assordante. Come se la legittimità democratica fosse una concessione, non un diritto. Alla fine, ciò che rimane è un’Europa stanca, spaventata, impaurita dal suo stesso popolo. Che alza muri contro l’immigrazione, ma anche contro il dissenso. Che parla di libertà, ma chiude le porte. Che celebra la democrazia come icona, ma ne dimentica la pratica. E allora, forse, vale la pena tornare a chiederci: cos’è davvero la democrazia? È il governo dei migliori? Dei più accettabili? O è il governo di tutti, anche di chi ci disturba, ci provoca, ci costringe a pensare? Perché se rinunciamo a questa domanda, se scegliamo la sicurezza dell’omologazione, allora la democrazia è già finita. Solo che ancora non lo abbiamo capito. Non è un caso che in questo clima di esclusione e sospetto, il ruolo dei media diventi cruciale. Ma non per informare: per recintare. Chi esprime posizioni disallineate — anche solo per interrogarsi — viene immediatamente bollato come estremista, complottista, o peggio, pericoloso. I giornali titolano con parole come “minaccia”, “rischio”, “deviazione”, senza mai soffermarsi sul contenuto, sulle cause sociali e culturali che alimentano queste voci. In questo, la stampa non fa più da cane da guardia del potere, ma da filtro. Decide chi è degno di parola e chi no. Un’informazione che si comporta come tribunale etico ha già tradito la sua funzione. La libertà di stampa, infatti, non è solo la libertà di chi scrive, ma anche — e soprattutto — quella di chi legge. E se al lettore non arriva che una sola narrazione, rassicurante e sterilizzata, quella non è democrazia: è pedagogia travestita da pluralismo. In un simile contesto, anche la sinistra, quella che si vuole radicale e alternativa, ha le sue responsabilità. Quando l’unico metro di giudizio diventa la correttezza ideologica, si finisce per confondere la critica con la devianza. Ma la politica non è una cattedra. È un campo di battaglia sociale, dove si ascolta, si capisce, si cambia. Altrimenti resta solo accademia che si guarda allo specchio, mentre il Paese reale si rifugia nei peggiori porti sicuri. Pasolini, che non era certo tenero né con il potere né con il popolo, ci aveva messo in guardia decenni fa: la vera repressione non è più nei manganelli, ma nel consenso pilotato. Nella costruzione del cittadino ideale, obbediente, indignato solo quando gli viene concesso. Oggi, quel cittadino ideale sembra fatto per assorbire ogni notizia senza metterla in discussione, purché venga da fonti certificate. Eppure, il pensiero critico è proprio ciò che distingue una società viva da una disciplinata. Se non si recupera il senso della complessità, se non si restituisce al cittadino il diritto di dubitare, discutere, disobbedire — entro i limiti della Costituzione — la democrazia si riduce a un simulacro. Il vero antifascismo, oggi, non è solo memoria del passato, ma vigilanza sul presente. Ed è dovere di chi scrive, denuncia o semplicemente osserva, non smettere mai di fare domande. Anche a costo di restare scomodo. Di: Michele Agagliate https://www.lafionda.org/2025/05/04/democrazia-selettiva/ 3 Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504558 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Jack Inviato 4 Maggio 2025 Condividi Inviato 4 Maggio 2025 3 ore fa, Paolo 62 ha scritto: Anche. Ma per me la cosa peggiore che ci sia in America è che se uno è povero rischia di morire di malattia mentre da noi sia pure con difficoltà lo curano. ma per quante volte ancora bisogna ascoltare questa sciocchezza? non è vero, lo volete capire che non è vero? Link al commento https://melius.club/topic/25159-la-democrazia-pu%C3%B2-difendersi-con-strumenti-non-democratici/page/5/#findComment-1504599 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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