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Referendum 2025. Una grande possibilità al dunque


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1 ora fa, cesare ha scritto:

per chi in questa categoria non ha mezzi propri che ne garantiscano la sussistenza, suggerirei il suicidio assistito. Una sana società capitalista non può permettersi parassiti a carico. La vecchia ha da trottare, se non ce la fa, eliminiamola.

tenerli a carico dell’ultimo datore che ha avuto la ventura di assumerne, anziché della collettività attraverso un istituto di cassa disoccupazione valido, invece è foriero di alta produttività ed alti salari per i lavoratori stessi? 

Non si riesce a trasmettere che i redditi vengono generati dalle aziende - intese nel loro complesso - e le aziende per generare devono stare in salute. 

I sindacati invece di fare aria fritta e spesso danno ai lavoratori stessi dovrebbero innanzitutto fare una cosa: organizzare e gestire un serio servizio di indennità di disoccupazione e riqualifica dei lavoratori che ne necessitano. 

Ci sarebbe anche molto meno ricattabilità dei lavoratori stessi da parte di datori un po’ spregiudicati.

A mio avviso. Ma si può continuare così, nel voler tornare indietro addirittura. Vediamo cosa dicono i referendum.

3 minuti fa, Jack ha scritto:

Non si riesce a trasmettere che i redditi vengono generati dalle aziende - intese nel loro complesso - e le aziende per generare devono stare in salute. 

E' avvilente dover sottolineare questi concetti base. Purtroppo invece è ancora radicata l'idea ottocentesta del padrone, cattivo, il nemico da fo77ere con ogni mezzo e con l'aiuto sindacale (e di medici compiacenti), da sabotare, deve morire. 

4 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

E' avvilente dover sottolineare questi concetti base. Purtroppo invece è ancora radicata l'idea ottocentesta del padrone, cattivo, il nemico da fo77ere con ogni mezzo e con l'aiuto sindacale (e di medici compiacenti), da sabotare, deve morire. 

Hai idea che se non esistessero l'aiuto sindacale e le garanzie di legge i lavoratori si troverebbero ancora come nell'epoca della rivoluzione industriale? Mio figlio per trovare un lavoro con retribuzione decente e riconoscimento di diritti proprio di base, a partire dal vedersi retribuito l'intero importo del contratto, è dovuto scappare da questo Paese, e sto cercando di indicare la stessa strada anche al secondo. E vuoi che amino anche i datori di lavoro? Ma per favore.

  • Melius 1

La licenziabilità at will non è uno strumento "neutro" o una panacea che va bene per tutti i mali:  Dipende dal brodo di coltura  (o di cultura? Boh..) nel quale la si inocula. 

Facendo le condizioni al contorno, diciamo che in una realtà dove prevale la cultura imprenditoriale e formativa potrebbe essere virtuosa, viceversa dove prevale la mentalità caporalistica il suo effetto rischierebbe di essere devastante e degradante e per una repubblica "fondata sul lavoro" non sarebbe una bella cosa. 

Se poi andiamo sulle micro azienda il referendum che le riguarda diventa quasi grottesco, somiglia molto all’obbligo di reintegro di uomo o donna divorziata.

In questi casi il licenziamento è sempre per incompatibilità personale tra lavoratore e principale che spesso lavorano insieme fisicamente. 

Che vuoi reintegrare, se un principale non sa di potersi separare non assume manco sotto tortura. Ma ne conoscete di piccoli imprenditori? ma noi stessi, assumeremmo mai uno che lavora al nostro fianco sapendo che se non va bene per licenziarlo ci vorrebbero anni ed anni sotto spada di damocle che un giudice imponga reintegro ed arretrati che un’aziendina la mandano in malora? 

ma Landini ci va ogni tanto a parlare col mondo del lavoro? ma manco i lavoratori vogliono tornare da un principale con cui hanno litigato, giustamente anche  

4 minuti fa, Jack ha scritto:

Ma ne conoscete di piccoli imprenditori?

Purtroppo si. Per esperienza diretta, non personale. E ripeto, per quanto riguarda il mio secondo figlio che comunque si spera non debba mai averne a che fare in quanto laureando: pussa via.

appecundria
12 minuti fa, Jack ha scritto:

sindacati invece di fare aria fritta e spesso danno ai lavoratori stessi dovrebbero innanzitutto fare una cosa: organizzare e gestire un serio servizio di indennità di disoccupazione e riqualifica

Una volta spettava al governo. 

1 minuto fa, Martin ha scritto:

La licenziabilità at will non è uno strumento "neutro" o una panacea che va bene per tutti i mali:  Dipende dal brodo di coltura  (o di cultura? Boh..) nel quale la si inocula. 

Facendo le condizioni al contorno, diciamo che in una realtà dove prevale la cultura imprenditoriale e formativa potrebbe essere virtuosa, viceversa dove prevale la mentalità caporalistica il suo effetto rischierebbe di essere devastante e degradante e per una repubblica "fondata sul lavoro" non sarebbe una bella cosa.

questo è un appunto intelligente. Come spesso ne fai.

Ma dico anche che la mentalità imprenditoriale e formativa va “sostenuta” ed incentivata anche mettendola alla prova. Le aziende caporalistiche non sopravvivono in nessuno dei due regimi “at will” o “reintegro ad ogni costo”.

Ribadisco che il tutto vada accompagnato ad un serio sistema di cassa disoccupazione gestito dai lavoratori con le proprie organizzazioni.

22 minuti fa, Jack ha scritto:

tenerli a carico dell’ultimo datore che ha avuto la ventura di assumerne, anziché della collettività attraverso un istituto di cassa disoccupazione valido, invece è foriero di alta produttività ed alti salari per i lavoratori stessi? 

Non si riesce a trasmettere che i redditi vengono generati dalle aziende - intese nel loro complesso - e le aziende per generare devono stare in salute. 

d'accordo al 100%, così avviene in un paese civile, ma qui siamo in Italia

Sui redditi generati dalle aziende ci sarebbe poi da discutere di come questi vengano distribuiti tra i vari stakeholders ...

6 minuti fa, appecundria ha scritto:

Una volta spettava al governo. 

ed è sbagliato. Oltre al ricatto del datore di lavoro si aggiunge anche il ricatto della politicanza. 

—— 

In Italia mancano in molti settori e materie le organizzazioni collettive che gestiscono i bisogni dei cittadini per gruppo socio economici omogenei. 
Per questo la politicanza ha vita facile nello stare al centro della scacchiera a muovere pedine secondo propri fini. 

Il triste è che molti - sempre meno - affidano tutte le loro cose allo stato attraverso parti e politicanza pensando di essere protagonisti del banchetto mentre in realtà sono il cibo.

2 minuti fa, cesare ha scritto:

d'accordo al 100%, così avviene in un paese civile, ma qui siamo in Italia

Sui redditi generati dalle aziende ci sarebbe poi da discutere di come questi vengano distribuiti tra i vari stakeholders ...

bene se siamo d’accordo, ma il dire “qui però siamo in Italia” eppoi non accettare mai di cercare di diventare un paese civile (prendo la tua espressione) liberando “il fare degli italiani” che in realtà all’estero ci invidiano moltissimo, non aiuta.

I redditi generati dalle aziende si distribuiscono con la libera contrattazione tra le parti coinvolte, ciò che non è accettabile è che lo stato se ne prenda il 60% per imperio e senza aver messo altro che bastoni tra le ruote… ma so che su questo punto non sono certo maggioritario 😁… il punto è quello del mio post qui sopra, si crede troppo che “lo stato siamo noi” e che “un sacco di cose le deve lo stato”… saranno anche principi democratici ma quello che si vede non dice questo… a me non dice questo, per nulla.




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