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Habemus Papam!


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I papi ed i credenti dovrebbero essere tutti marxisti

Lasciate perdere l'aborto

Per il resto l'unica differenza tra i Vangeli e Il Capitale è il credere in un divino.

Purtroppo solo pochi religiosi hanno messo in atto i Vangeli. Non certo i Papi ne tantomeno i fedeli.

 

 

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https://melius.club/topic/25233-habemus-papam/page/17/#findComment-1509422
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12 ore fa, densenpf ha scritto:

Certamente la fede cieca, non ha bisogno della ragione, in quanto la coscienza, elemento superiore e piu' raffinato della mente, la trascende.

Ma la ragione, presto, grazie all'apporto della scienza, arrivera' a comprendere la trascendenza, e a quel punto cadranno tutte le contrapposizioni mente/spirito portate avanti fino ad oggi.

 

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Sotto la magnificenza della cappella Sistina a San Pietro, Papa Prevost ha celebrato la Missa Pro Ecclesia a Romano Pontefice alla presenza del Collegio cardinalizio: "Annunciare il Vangelo". Ecco cosa ha detto

...Annunciare il Vangelo, testimoniare dove è deriso
"Urge la missione" di annunciare il Vangelo, ha sottolineato Leone XIV che ha anche denunciato la considerazione che il mondo ha di Gesu', ai suoi tempi come attualmente. "Anche oggi non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana e' ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti", ha osservato. "Contesti in cui a essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere. Si tratta di ambienti in cui non e' facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede e' deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito", ha aggiunto Prevost.

https://www.rainews.it/articoli/2025/05/papa-leone-xvi-la-prima-omelia-e-da-atei-ridurre-gesu-a-superuomo-urge-la-missione-le-parole-del-pontefice-97dbe54a-6127-47ec-98a6-668e41b776df.html

 

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Oltre ai soliti problemini da affrontare (guerra, povertà etc. etc.) mi sa che questo papa, essendo relativamente giovane, avrà a che fare con la prima IA che si definirà cosciente e che sarà una specie di dio di basso livello, con upgrade giornalieri autoprodotti. Già mi immagino nuovi culti, eresie e scismi, con annesso fiorire di scomuniche. A quel punto il problema degli LGBTIQ+ o delle donne sacerdote verrà ricordato quasi con nostalgia...

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cactus_atomo

la chiesa esiste da 2000 anni, ha superato le persecuzioni di diocleziano, le lotte intestine (ariani iconoclasti anglicani ortodossi riformatori vari, ecc), si  adeguata ai tempi a volte con lentezza, ma lo ha fatto. come tutte le religioni che si basano su testi sacri non esiste e non può esistere una versione unica, per questo direi che lo spirito prevalente è innovare restando nel solco di una tradizione la fortuna della chiesa moderna è stata porta pia, non essere più ino stao sovrano cn necessità di amministrare la giustizia, controllarei confiniespandersi, stipulare alleanze militari,ha dato forza alla chesa anche se lo ha capito co ìn un certo ritardo. e ilptimo a capilo è stato leone 13. questo papa credo che voglia proseguire nella direzione tracciata da bergoglio, ma non è bergoglio e quindi su alcun temisarà più incisivo e su altri più prudente. ma ladirezione è tracciata.

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3 ore fa, LUIGI64 ha scritto:

Contesti in cui a essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere. Si tratta di ambienti in cui non e' facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede e' deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito", ha aggiunto Prevost.

beh .. mi sembrano considerazioni assolutamente ineccepibili.

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23 ore fa, loureediano ha scritto:

 

Per il resto l'unica differenza tra i Vangeli e Il Capitale ...

Invece penso proprio che  gli aspetti che condividono i Vangeli e il capitale siano pochissimi ...

 

23 ore fa, loureediano ha scritto:

Lasciate perdere l'aborto

Robetta   50 milioni ogni anno .

23 ore fa, loureediano ha scritto:

è il credere in un divino.

Praticamente la base di tutto ...

23 ore fa, loureediano ha scritto:

papi ed i credenti dovrebbero essere tutti marxisti

Sarebbero falliti dopo massimo 100 anni , e questo  è  un fatto .

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Vedo che il tentativo di “tirare per la giacchetta” il nuovo Papa, come accadde con il vecchio, non cambia e si continua a cercare di fare del Papa un simbolo politico di parte, una icona politica da sfruttare, tutto certamente non nell’interesse dei cattolici, del cattolicesimo e della Chiesa più in generale, ma nell’interesse di una parte politica in contrapposizione all’altra. 

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https://www.micromega.net/leone-xiv-cambiano-i-papi-ma-non-la-dottrina/
 

Cambiano i papi ma non la dottrina

La scelta del Conclave di eleggere uno statunitense e la scelta dell’eletto di nominarsi Leone XIV forniscono alcuni indizi sull’orientamento pastorale e geopolitico del nuovo papa, ma è troppo poco e troppo presto per esprimere giudizi. Certamente un papa, essendo monarca assoluto, ha molti strumenti per caratterizzare il suo pontificato; d’altra parte è scelto dal Conclave non solo per dinamiche di cordata, ma anche per affrontare un determinato contesto, e la sua personalità è per molti versi correlata al contesto che ha condizionato l’elezione.

Però l’attenzione dei media, prima e dopo l’elezione di un papa, si concentra troppo sulle differenze tra i papi (e tra i papabili) e troppo poco sulla continuità garantita dalla chiesa cattolica e da tutti i pontefici. Infatti la dottrina da fine Ottocento a oggi non ha subito cambiamenti rilevanti, almeno per uno sguardo laico che non si appassiona per i “dettagli” della liturgia e dei toni pastorali, e vuole proporre in poco spazio una lettura estremamente sintetica di eventi oggettivamente complessi.

La modernità – con il Rinascimento, il metodo scientifico, la rivoluzione industriale, il progetto illuminista dell’autodeterminazione – ha progressivamente minato i fondamenti della religione; la perdita del potere temporale ha spinto la chiesa cattolica, dopo un periodo di sdegnosa estraneità (non expedit), a elaborare una dottrina sociale basata sul principio di sussidiarietà.

La dottrina sociale cattolica (Dsc) è antistatalista, in quanto considera lo Stato-nazione della modernità una costruzione “artificiale” e temporanea (di questa transitoria fase storica), contrapposta alla permanente società “naturale” (intesa come creazione divina) costituita dalla persona, dalla famiglia e dalla comunità. L’antistatalismo cattolico prescrive la difesa dall’invadenza dello Stato (sussidiarietà negativa) ma, dovendoci convivere “transitoriamente”, chiede allo Stato di sostenere le espressioni della società “naturale” (sussidiarietà positiva). Lo Stato dovrebbe privilegiare sempre il privato profit e non profit rispetto al pubblico (sussidiarietà orizzontale) e il livello inferiore rispetto a quello superiore (sussidiarietà verticale). Cioè sostituire il welfare pubblico con la carità dei privati, delle opere pie, delle fondazioni filantropiche, per una riconquista del potere temporale “dal basso”.

Il principio di sussidiarietà compare nell’enciclica Rerum novarum (1891) di Leone XIII ed è stato ribadito da tutti i papi, in particolare nella Quadragesimo anno(1931) di Pio XI e Centesimus annus (1991) di Giovanni Paolo II. E in politica è stato recepito con la sanità convenzionata, la scuola paritaria, la riforma del Titolo V che ha aperto all’autonomia differenziata.

Anche sul piano dei diritti civili c’è una sostanziale continuità della dottrina: nessuna parità uomo/donna, matrimonio finalizzato alla procreazione e all’educazione cattolica dei figli, no all’aborto, ai contraccettivi, ai rapporti prematrimoniali, al disordine dell’omosessualità, ecc. Come sostiene anche Marco Marzano, è una chiesa immobile: cambiano i toni ma non la dottrina.

Il catechismo della chiesa cattolica (Ccc) di Pio X (1905) è stato sostituito da quello di Giovanni Paolo II (1992) in continuità sostanziale (per Ratzinger: “Può cambiare invece il modo di trasmettere i contenuti della fede”), a sua volta confermato da Francesco I che ha modificato (2018) solo l’art. 2267 decretando (finalmente!) l’inammissibilità della pena di morte.

Ci sono stati e ci saranno cattolici fascisti e antifascisti, democratici e antidemocratici, ma la Chiesa intesa come istituzione è ademocratica e afascista. È sempre contro l’Illuminismo e la modernità, quindi contro il liberalismo e il socialismo che hanno l’Illuminismo come antenato comune. I Patti Lateranensi del 1929 con il fascismo e l’analogo Reichskonkordat del 1933 con il nazismo non mostrano una propensione per il fascismo (al di là delle entusiastiche preferenze di molti alti esponenti del Vaticano dell’epoca) ma la disponibilità a convivere con quei regimi traendone significativi vantaggi. Le divergenze, infatti, sono state espresse quando quei regimi hanno un po’ ridimensionato gli spazi dell’associazionismo cattolico. L’enciclica Con viva preoccupazione (Mit brennender Sorge, del 1937) si limita a denunciare il “provocante neopaganesimo, appoggiato, purtroppo, spesso da personalità influenti”, ma non condanna mai il regime nazionalsocialista. Invece la contemporanea enciclica Divini Redemptoris(sempre del 1937) esprime più volte la condanna totale e incondizionata del regime bolscevico, non si limita a denunciare l’appoggio di “personalità influenti”. É il church-washing cattolico del secondo dopoguerra che ha caricato di significati antinazisti la Mit brennender Sorge.

La linea della Chiesa è e resta la lotta su due fronti, contro il liberalismo e contro il socialismo, con una maggiore indulgenza per il liberalismo perché considerato meno antagonista. Certamente le circostanze (e le personalità dei papi) specificano queste costanti. Detto sempre in estrema sintesi: Leone XII (1878-1903) elabora la Dsc contro il socialismo nascente; nella belle époque Pio X (1903-1914) condanna il modernismo come “sintesi di tutte le eresie”; Benedetto XV (1914-1922) è travolto dai drammi della guerra e del dopoguerra; Pio XI (1922–1939) stringe accordi con fascisti e nazisti; Pio XII (1939–1958) nel secondo dopoguerra scomunica anche i socialisti; il clima di rinnovamento sociale spinge Giovanni XXIII (1958–1963) a convocare il Concilio Vaticano II per aggiornare la chiesa; le contraddizioni interne e il “riflusso” post-Sessantotto spingono Paolo VI (1963–1978) a “neutralizzare” le principali riforme conciliari; Giovanni Paolo II (1978–2005) coglie l’occasione della crisi dell’Urss e si allea con gli Usa, ma sempre con la linea della lotta su due fronti: antiliberale e antisocialista; nel frattempo in Occidente si è affermato il postmodernismo che svuota le chiese e Benedetto XVI (2005–2013) cerca di contrastarlo; poi arriva la crisi della globalizzazione e dell’egemonia Usa e Francesco I (2013–2025) propone la teologia del pueblo per intercettare il Sud globale e la Cina.

Questa schematicissima rassegna per mostrare che, ovviamente, i vari papi hanno manifestato aspetti diversi ma senza mai cambiare la dottrina. Tutti sono stati antistatalisti, antiliberali e antisocialisti, sostenitori della Dsc basata sul principio di sussidiarietà (e il nuovo papa, scegliendo di chiamarsi Leone XIV non c’è dubbio che si richiamerà alla Rerum Novarum del 1891).

Probabilmente anche Prevost proseguirà il tentativo di occupare lo spazio di speranza in un futuro migliore lasciato vuoto dalla crisi del pensiero socialista. Operazione non semplice perché i processi di secolarizzazione, seppure in modo non lineare, hanno continuato a minare anche le credenze religiose. Soprattutto (ma non solo) in Europa aumentano gli atei e gli agnostici, e i credenti (non solo cattolici) adottano una religione a bassa intensità, un’appartenenza senza credenza; salvo alcune minoranze che si radicalizzano.

Tra queste prospettive alcune appaiono particolarmente preoccupanti perché mostrano la possibilità di una saldatura tra un neoliberismo sempre più dogmatico e illiberale, neanche compassionevole (alla Trump e Milei per intenderci) legittimato anche dall’antistatalismo antimoderno della chiesa cattolica, basato sulla sussidiarietà che sostituisce il welfare, l’uguaglianza e le lotte solidali con la sottomissione e un po’ di gerarchica carità esentasse.

Il nuovo papa, come i precedenti, deve cercare di tenere insieme una comunità ecclesiale lacerata: c’è chi vuole una chiesa più pastorale o più spirituale, più occidentale o più terzomondista, più decentrata o più centralizzata, più dialogante o più rigorosa, più innovativa o più tradizionale, e si potrebbe continuare con altre diadi: molti vorrebbero soprattutto la capra, altri i cavoli, altri ancora capra e cavoli insieme.

Probabilmente il risultato che porterà il nuovo papa sarà un cambiamento di toni, forse anche qualche effetto geopolitico che ridimensioni l’investimento bergogliano sulla Cina e un riavvicinamento all’Occidente a guida Usa (sia pure critico su alcuni temi); lo scopriremo tra un po’. Ma, molto probabilmente, la dottrina non cambierà di una virgola.

 

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31 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Vedo che il tentativo di “tirare per la giacchetta” il nuovo Papa, come accadde con il vecchio, non cambia e si continua a cercare di fare del Papa un simbolo politico di parte, una icona politica da sfruttare, tutto certamente non nell’interesse dei cattolici, del cattolicesimo e della Chiesa più in generale, ma nell’interesse di una parte politica in contrapposizione all’altra. 

Questo dovresti dirlo a Salvini, che sbava in diretta sui rosari.

Dovresti dirlo anche alla Giorgia, che oltre ad essere donna è anche madre, e se ben ricordo santa e tante altre belle cose del buon vecchio Dio padre e famiglia. 

Dovresti dirlo anche alla parte politica che ti sta ottenebrando la vista, dal momento che la destra ha sempre inviso Papa Francesco e l'ha reso oggetto di campagne d'odio sui social. 

Qua nessuno tira per la giacchetta e il Papa, ma c'è invece una parte politica che vuole presentarsi come depositaria del verbo Cristiano. Il bello è che lo dice ma nei fatti fa esattamente il contrario, e non è che tutti sono fessi.

 

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10 minuti fa, Guru ha scritto:

Questo dovresti dirlo a Salvini, che sbava in diretta sui rosari.

Di Salvini non mi interessa nulla, io ho scritto di ciò che accade qui.

11 minuti fa, Guru ha scritto:

Dovresti dirlo anche alla Giorgia, che oltre ad essere donna è anche madre, e se ben ricordo santa e tante altre belle cose del buon vecchio Dio padre e famiglia. 

Stai facendo benaltrismo, si dice così vero?
Bene qui ora state tirando per la giacchetta questo Papa esattamente come avete fatto con quello appena deceduto, leggiti l’articolo di Micromega che è una rivista di sinistra che affronta razionalmente ed approfonditamente la questione, partendo dalla visione dalla parte politica a cui affermi di appartenere e rifletti, è un articolo interessante per me che sono di destra, quindi credo dovrebbe risultare interessante, a maggior ragione, anche per te e per altri.

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