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Melius Club

L'attribuzione del nome e la (ir)responsabilità dei genitori


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Qualche tempo fa a Forum una mamma single fu chiamata in causa dal "partecipante all'oscuro della nascita" per aver chiamato il figlio Hollywood ed avergli aperto un profilo facebook pur avendo il bimbo meno di 2 anni.

Il nome non si poté cambiare ma il profilo glielo fecero chiudere.

Sarò arretrato ma era meglio quando si doveva mettere il nome di un santo,al limite l'obbrobrio si metteva come secondo nome.

Alla fine non esistono nomi belli o brutti, ma solo nomi usuali che orecchiamo spesso e nomi inusuali che ci "suonano" strano...

Prendiamo per esempio un nome comune, Francesca e proviamo a scomporlo in Fran-cesca e ripeterlo...alla fine scopriamo che è strano, ma siamo abituati a sentirlo...

Ripensandoci un po’ oltre a mio nonno, che ho già citato per il suo nome desueto in un post precedente, anche mia nonna aveva un nome non proprio comune: Nelide.

Mia mamma mi raccontava che quando nacqui mio padre avrebbe voluto chiamarmi Faliero mentre lei Cristian, poi si accordarono su un più classico Stefano... per mia fortuna !!! 🤣

Ciao

Stefano R.

Spesso gli errori venivano commessi direttamente dagli impiegati durante la trascrizione. Un amico di mio padre, quasi suo coetaneo (1933) si è sempre fatto chiamare Lino, trovandolo più pratico rispetto al Mettilino ufficialmente indicato sulla carta di identità! Mi sono sempre immaginato così la conversazione nell'ufficio dell'anagrafe: 

genitore: "devo registrare la nascita di mio figlio"

impiegato: "e che nome registriamo?"

genitore: "ma, non saprei... " e dopo una pausa di riflessione: "metti Lino..."  😁

Nomen omen.

Ci sono anche quelli col nome scelto dai genitori che influenzerà tutto un percorso professionale: il mio otorino è stato chiamato... Otorino. Inutile aggiungere che usa il meno problematico secondo nome Giuseppe.

Pasquale SantoiemmaGiacoia

Quell'insegnante di educazione fisica alle medie lo ricordo bene;

Allampanato, altissimo, brizzolato, sempre in giacca e cravatta, in attesa della pensione

con una bacchetta con pallina in gomma batteva un tamburello per tutta l'ora,

scandendo salite e discese da pertiche, quadro svedese e altro...

Non parlava mai, se non nel chiamare per cognome, uno alla volta, noi studenti che correvamo

in circolo in quella palestra, verso l'attrezzo da "scalare" che indicava con il gesto di allungare

il braccio verso la destinazione della "prova" ginnica in solitario.

Al vederlo il nome e cognome erano perfetti per quel figuro: 

Paracleto Rapicavolis.

Paracleto Rapicavolis - causa una mia protesta in direzione, con foglio

firmato da tutta la classe... - mi rimandò a settembre in educazione fisica.

Unica "materia" da portare a settembre.

In quel settembre, presentandomi all'esame, Paracleto Rapicavolis non c'era.

Andato in pensione c'era il sostituto che manco mi fece cambiare per l'esame:

promosso. promosso in seconda media!

 




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