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Melius Club

Lo stereopiattista. Riflessioni ironiche ma serie (se possibile)


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1 ora fa, appecundria ha scritto:

Conclusione: integrazione, non opposizione. L’hi-fi non è una fede, ma nemmeno una scienza esatta. Richiede rigore metodologico quanto apertura sensoriale. La dialettica tra misurazione e ascolto è fertile solo quando si riconoscono i limiti di entrambi. Gli stereopiattisti , così come gli "ascoltoni" che negano ogni utilità delle misure, rappresentano due estremi speculari. Ma la via maestra dell’alta fedeltà – quella seguita da progettisti, recensori seri e ascoltatori consapevoli – resta quella della integrazione tra dato tecnico e fenomeno percettivo, dove strumenti e orecchie si validano a vicenda.

Dite la vostra che ho detto la mia :classic_biggrin:
 

Conclusione in cui mi ci ritrovo al 100 %
👏

ilmisuratore
2 minuti fa, Luke04 ha scritto:

Per ottenere una valutazione sicura si devono utilizzare sia l’ascolto che le misure'

Esattamente, e l'ascolto va fatto con tutte le dovute attenzioni affinchè non si prendano grossi granchi

  • Melius 2

L’ascolto e’ imprescindibile. 
Basta una piccola caratterizzazione acidula

che un cello va a farsi benedire.

Chi misura bada prevalentemente alla quantita’ di cio’ che ascolta. Ammazza quanti dettagli, nessun mascheramento! Poi vai a sape’ come suona, in realta’.

E’ altrettanto ovvio che misure sballate portano ad ascolti sballati.

Una buona cuffia aiuta a capire cosa e come si dovrebbe sentire. 

 

  • Melius 1

La risposta all’ascolto varia anche in funzione dei generi.

Un giro di basso rock e’ danneggiato dall’ambienza in linea di massima.

Al contrario un cello o

un corno soffrono di suono “secco”.

Chi ascolta valuta questo. Le variabili sono tante: la registrazione (che non e’ un totem, a me non convince l’affermazione tautologica: aho’ restituisce il disco tale e quale! E’ un grande impianto!!! Le registrazioni suonano meglio o peggio a seconda degli impianti anche se una grande registrazione suona bene ovunque); l’ambiente, la potenza e velocita’ degli ampli, i diffusori, l’armonia complessiva. Aggiungo anche il bell’ambiente di ascolto

  • Thanks 1
3 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Ottime invece le conclusioni, alla fine sempre orecchie + misure.

L'impianto serve all'ascolto, di lapalissiana ovvietà servano le orecchie. 

Vorrei precisare l'ordine delle cose. Prima si misura, si sistema, si rimisura ecc..... arrivati ad un risultato tecnicamente decente o comuque il migliore possibile si passa all'ascolto. Si evita di mettersi a fare confronti o ascolti in condizioni ancora poco ottimizzate. La probabiltà successiva di migliorare col solo ascolto è tanto più scarsa quanto più il risultato precedente approssima una condizione mediamente buona. Si tratterà di affinamenti riferiti al gusto che dopo qualche misura si imparano anche a riconoscere. 

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