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Un impianto di riproduzione audio "ben attrezzato" può riprodurre verosimilmente un evento confinato ad un pianoforte?


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extermination
1 minuto fa, jackreacher ha scritto:

video

A quanto mi risulta, con il video, in generale si è molto ma molto meno intransigenti; nelle analisi, nelle interlocuzioni, negli esiti e nei confronti.

1 minuto fa, extermination ha scritto:

A quanto mi risulta, con il video, in generale si è molto ma molto meno intransigenti; nelle analisi, nelle interlocuzioni, negli esiti e nei confronti.

E questo sarebbe un paradosso, perché anche quella visiva è una percezione...

ilmisuratore
6 minuti fa, extermination ha scritto:

Nessuno può avere il controllo totale della realtà fisica ed anche un controllo parziale, in un processo a più “fasi” come quello della riproduzione musicale ( multidisciplinare) sarà sempre molto limitato per il singolo; figuriamoci poi per l’audiofilo classico che sa tutto ma non sa fare un caxxo!!!😭

Modalità supponente ON = affari loro, io non ho mai desiderato cambiare e/o oltrepassare quanto ottenuto dalla realtà fisica e per quanto deliberatamente può rendermi appagato :classic_smile:

extermination
3 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

quanto ottenuto dalla realtà fisica

Epperò, non barare! Quello che hai ottenuto, lo hai ottenuto anche perché hai controllato la tua realtà percepita con la “tua curva psicoacustica “😭

ilmisuratore
2 minuti fa, extermination ha scritto:

Epperò, non barare! Quello che hai ottenuto, lo hai ottenuto anche perché hai controllato la tua realtà percepita con la “tua curva psicoacustica “😭

Non è nemmeno una "mia curva" è sempre basata su delle precise e documentate teorie...cosa che con l'ascolto non hanno cozzato affatto

Ne ho parlato spesso, quello di ottenere in ambiente domestico proprio (con annessa distanza critica) una risposta "piatta" in condizioni di analisi "No Smoothing"...cosa che ha trovato un forte indice di gradevolezza/appagamento a tutti coloro che hanno seguito tale modellazione

 

  • Haha 1
11 minuti fa, extermination ha scritto:

Quello che hai ottenuto, lo hai ottenuto anche perché hai controllato la tua realtà percepita con la “tua curva psicoacustica “

Non la sua ma quella di almeno il 90% delle persone e probabilmente, con deviazione irrisoria, quella del 100% degli abituati ad ascoltare musica riprodotta con una certa qualità. Tu lo dovresti sapere. Anzi lo sai. 

  • Thanks 1
1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Ne ho parlato spesso, quello di ottenere in ambiente domestico proprio (con annessa distanza critica) una risposta "piatta" in condizioni di analisi "No Smoothing"...cosa che ha trovato un forte indice di gradevolezza/appagamento a tutti coloro che hanno seguito tale modellazione

Ancora c'è chi vuole ignorare deliberatamente il corretto setting di un impianto in una stanza, soprattutto il giusto posizionamento dei diffusori in un ambiente.

Ho visto cose assurde in questo ambito, tipo un diffusore a 50 cm da una parete e l'altro con spazio aperto di fianco, posizione d'ascolto decentrata rispetto ai diffusori, ecc., in queste situazioni è inutile parlare di hi-fi (anche se l'impianto costasse decine di migliaia di euro) perché non si stanno rispettando dei requisiti di base --> si può ascoltare ugualmente musica, però non si può avere la pretesa di giudicare tecnicamente una registrazione che si sta riproducendo, perché questo si che sarebbe completamente sbagliato.

extermination
7 minuti fa, grisulea ha scritto:

Tu lo dovresti sapere. Anzi lo sai. 

Mi andava di sostenere un poco l’amico Giuseppe ( anche se non lo conosco) oggi particolarmente messo sotto pressione ( da voi tutti)

ilmisuratore
7 minuti fa, extermination ha scritto:

Mi andava di sostenere un poco l’amico Giuseppe ( anche se non lo conosco) oggi particolarmente messo sotto pressione ( da voi tutti)

Guarda che, al di fuori delle nostre incompatibilità su alcuni concetti, Giuseppe per me è persona che stimo moltissimo...e che abbiamo dimostrato palesemente di poterci abbracciare ogni volta che ci si vede (prima molto spesso.... adesso un po' meno)

Ci sono tantissime cose di Giuseppe che ritengo abbia capito prima che l'audiofilo nascesse...e quelle le condivido appieno 

VIPKEKKO2011

 

È legittimo interrogarsi se un impianto di riproduzione audio, anche di fascia elevata e "ben attrezzato", possa effettivamente restituire in modo verosimile l’evento acustico generato da un pianoforte acustico in un contesto reale. La risposta, per quanto affascinante, esige una riflessione multilivello che coinvolge aspetti acustici, psicoacustici, elettro-meccanici, ontologici ed anche fenomenologici.

Partiamo dal presupposto tecnico: un impianto ben attrezzato – includendo sorgente digitale ad alta risoluzione, DAC di fascia reference, pre e finali con margini dinamici adeguati, e diffusori coerenti nella fase e nella risposta in frequenza – può in teoria riprodurre il contenuto armonico di un pianoforte con un livello di fedeltà elevatissimo. In termini di range dinamico, estensione in frequenza, timbrica e micro-dettaglio transiente, molti impianti moderni possono avvicinarsi a ciò che le orecchie percepiscono da un pianoforte in ambiente domestico. Tuttavia, ciò rappresenta solo una dimensione della questione.

L'evento "pianoforte", infatti, non è solo un insieme di frequenze udibili: è una interazione spaziale e temporale irripetibile tra lo strumento, l’ambiente, e il corpo dell’ascoltatore. La complessità del campo sonoro diretto e riflesso, il tempo di riverbero, l'anisotropia della dispersione armonica della tavola armonica, la direzionalità variabile delle note in funzione dell’ottava, nonché il movimento stesso del pianista – tutto contribuisce alla percezione immersiva del suono reale.

Inoltre, esiste una dimensione psicoacustica cruciale: il nostro cervello non elabora il suono come dato meramente oggettivo, ma come esperienza relazionale. Lo sa bene chi, pur avendo ascoltato una registrazione perfetta, avverte l’"assenza" del corpo sonoro reale: si tratta della mancanza del cosiddetto "carico vibrotattile", cioè l’insieme di vibrazioni che il corpo percepisce nell’ambiente reale, e che non sempre gli altoparlanti – anche se full-range e dotati di estensione nei 20-30 Hz – riescono a trasmettere.

A ciò si aggiunga una componente ontologica: l’impianto di riproduzione audio, per definizione, media l’evento, lo traspone da un atto performativo a un oggetto sonoro fissato. Non può – se non in forma illusoria – ricreare il gesto, l’interazione, la contingenza. Come già osservava Theodor W. Adorno, l’opera sonora registrata non è il concerto: è traccia di esso, e il medium che lo trasmette diventa inevitabilmente parte del messaggio.

Infine, la questione fenomenologica: l’esperienza dell’ascolto reale di un pianoforte comporta una dimensione corporea, spaziale e sensoriale che nessuna riproduzione, per quanto fedele, può realmente replicare. Si ascolta anche con gli occhi, con la pelle, con la posizione nello spazio. E questa sinestesia multisensoriale non può essere compressa nel canale stereo o multicanale di un impianto, per quanto esoterico.


---

In conclusione:
Un impianto ben attrezzato può simulare con elevata approssimazione tecnica un’esecuzione pianistica, soprattutto se la registrazione è effettuata in modo filologico e in un ambiente acusticamente controllato. Ma parlare di verosimiglianza assoluta è una forzatura: ciò che si ottiene è una illusione sofisticata, non una ricostruzione ontologica dell’evento sonoro originale. L’esperienza reale resta insostituibile. E in fondo, forse è proprio questa distanza a rendere l’ascolto audiofilo così affascinante: la costante tensione tra assenza e presenza, tra simulacro e realtà sonora.
 

 

  • Melius 1
2 ore fa, grisulea ha scritto:

il giorno dopo, magari con le bols piene, magari col mal di testa o di pancia, la stanchezza, la mancanza di voglia. 

Per totale ignoranza della reale causa, stanne certo

ilmisuratore
46 minuti fa, VIPKEKKO2011 ha scritto:

molti impianti moderni possono avvicinarsi a ciò che le orecchie percepiscono da un pianoforte in ambiente domestico

...e ci basta questo 

L'impianto di riproduzione non dev'essere di piccola taglia, deve poter garantire performance di rilievo, sia dinamiche che di estensione con una distorsione molto contenuta 

La registrazione dev'essere eccellente ovviamente 

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